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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

Berlino ich liebe dich

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...non ho mai creduto che nella vita ci si innamorasse una volta soltanto...

E' decisamente troppo poco, e la vita è troppo lunga.
Ergo, sarebbe riduttivo accettare senza proferir verbo, le implicazioni del cuore che possano andare a braccetto con quelle di una ragione stereotipata.

...e dopo questa pipposa premessa, direi che posso andare al succo del discorso: ho fatto un weekend a Berlino, e mi sono (follemente) innamorata della bellissima città che è!

E' un amore viscerale, che a poche ore dal mio rientro me ne fa già sentire la mancanza.
E' un amore inatteso, perché sebbene nutrissi aspettative altissime, non pensavo mi potesse piacere così tanto.
E' un amore puro, che mi ha presa dentro, e che mi fa sognare di viverla ancora ed ancora.

Non sono brava coi resoconti di viaggio, mi pare di essere troppo istituzionale, e poi troppo prolissa, e poi troppo poco particolareggiata, e non riesco mai a rendere piena giustizia alla delizia dei miei occhi... ma sappiate che…

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Il mio blog è la MIA isola felice.

Quella zona franca nella quale i filtri sono stati mandati beatamente a farsi benedire, la mia parola è l'unica a contare, ed il mio giudizio l'unico a valere l'assoluto.
Anche quando ho torto. Anche quando è insindacabile che non sia così. Anche quando non sono oggettiva.
Siccome non è tanto più, solo uno spazio privato, lontano da occhi indiscreti che mi vegliano anche nel quotidiano, ho preso la (cattiva) abitudine di edulcorarmi, a beneficio del "è giusto così", ma mi sono stufata.
Non mi interessa se offenderò, se creerò scompiglio nel mio quotidiano, se qualcuno sarà piccato, voglio riprendermi il MIO spazio, senza dover niente a nessuno.
Tanto più che il mio karma fa già sufficientemente cagare, da poter reggere all'ennesima occhiata storta...
Voglio quindi palesare tutto il mio disappunto per la maternità altrui.
Avete rotto i coglioni.
Ve lo dico col cuore in mano, l'invidia nel suddetto cuore, e la certezza ch…

dammi la forza per accettare ciò che non posso cambiare

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Non è vero. A volte non conosci nemmeno i motivi,  e se li conosci non ti va di dar loro retta.
E se non vuoi dare loro retta,  è perché è meno doloroso così.
Che tutti sono sempre pronti a dire di quanta soddisfazione diano le cose difficili,  quelle che bisogna lottarsi con le unghie e con i denti,  ma quasi nessuno ammette che sarebbe più bello godere semplicemente e banalmente  di una bella cosa che va ESATTAMENTE come speravamo andasse.
Mi piacciono le persone risolte,  quelle che sembra che abbiano capito tutto. ...o forse quel tutto si sono limitate ad accettarlo.
Fattostà che sorridono al loro "ora e qui",  e non si scavezzano il collo, nella suprema ricerca di un senso...
"Dammi la forza per accettare ciò che non posso cambiare..." lo recitano davanti a Dio,  io che a Dio ci credo ma non lo so se c'è per davvero. ...perché se c'è mi deve spiegare perché si diverta poi così tanto con noi e con la nostra felicità.
Forse c'è che la felicità non la…

Binari e rotaie...

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Sto riflettendo sullo scendere da un treno in una stazione nella quale non conosco nessuno.

Confondermi in mezzo a volti mai visti, che mai più rivedrò, e camminare con la testa alta e gli occhi pronti a cogliere sfaccettature ambigue, scordate da un cervello pigro, sottoposte al tutto per un niente. 
Non sono mai stata una soluzione vagabonda in una vita inquadrata, ma mi sono omologata a quello che mi circondava con cheta accettazione priva di ribellione.
E si che so di non essere un'illusa: sapevo che avrebbe potuto pesarmi la mia volontà di guerriera!
Sapevo che sarebbe saltata su un giorno, ed avrebbe rovesciato il tavolo delle certezze, sulla quale sarebbe stata adagiata un'esistenza fatta di inquieto ma soddisfacente, per gli altri però.
In assenza di risposte, mi pongo tante di quelle domande da logorare il poco che ho dentro.
Quando si apre il vaso di Pandora; quando cade la goccia che quel vaso lo fa traboccare; quando la prospettiva che avevi, spezza le ali ai sogni …

ieri era San Valentino

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Esageratamente.

Voglio tutto esageratamente, altrimenti non ne vale la pena.

Ieri è stato San Valentino.
La festa degli innamorati, per i pochi alieni che mi leggono e che non sanno a cosa corrisponda il 14 febbraio.

Beh, che dire o dirvi dirimpettai belli, io ieri mi sono goduta una giornata da innamorata di me... non del tutto, avrei potuto fare di più per me stessa medesima, ma suppongo di poter sopperire in questi giorni.

Ho lavorato, mi sono allenata di bestia, sono stata dal parrucchiere per il colore, ho finito un libro e mangiato un dolcetto a forma di cuore, e alle 22 e poco più mi sono persa tra sogni e coperte.

Avrei voluto cenare con del sushi, farmi fare un massaggio al viso, comprarmi un bel regalo e vedere un film che facesse piangere...

Un San Valentino poco poco de merda, oggettivamente parlando, ma comunque buono da vivere.
Non quello che avrei voluto, ovviamente, ma quello che mi è stato dato, e l'ho preso con spirito benevolo.

Perché fosse stato per me, avrei …

Oltre al tip tap e alla love story: La La Land!

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La La Land.

Ebbene sì. Finalmente l'ho visto anche io. Ed ora vi propino la mia recensione, perché io la vostra l'ho letta e commentata; ho sopportato il vostro entusiasmo, supportato il vostro diventare cine blogger, preso atto del novello amore per il tip tap dilagato.
Me lo dovete.
Quindi, iniziamo.
Mi siedo in una sala del centro, dall'acustica imperfetta, le pellicce borghesi e il tweed intellettuale, e nel vedere colori e musica che scardinano lo schermo, con il danzerino incipit, figlio del miglior musical di Broadway e dintorni, escalmo: "Già amo questo film!".
Ed è esattamente così: un film così riesci ad amarlo. Ne ami le note lievi, la soave carezza d'altri tempi nonostante il tutto si svolga ai giorni nostri, la sincerità del sogno con un prezzo, l'ironia esibita e mai nascosta, l'eccentricità démodé di personalità che si tengono per mano ma scappano in direzioni opposte e contrarie...
La trama? Due sogni continuano ad imbattersi l'uno ne…

Torino: bocciata

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Torino fa schifo.

Mi scuso con la compagine torinese che mi segue (se esiste), ma non riesco a dirne bene.
Ovviamente è un parere personale, un parere tutto mio, soggettivo senza dubbio, ma così è.
Attenuanti? Uno stato d'animo prossimo al suicidio assistito da me stessa; un clima uggioso da eterno inverno; una dubbiosa chiusura di tanti esercizi commerciali che lascia spazio vuoto nelle vene principali del centro.
E poi c'era il fatto che avevo voglissima di vedere Torino, non vedevo letteralmente l'ora.
Sciocca Patalice, ancora non hai appreso il potere malefico delle aspettative?
Macché...
Eh va beh, niente... Sono stata a Torino e non ci tornerei a breve poi tanto volentieri... giusto per il concerto dei Coldplay o di Ed Sheridan, ma tanto non ci sono i biglietti, quindi... 
Per fortuna, a salvare la situazione, su tutto, la mostra di Toulos Lautrec a Palazzo Reale (che invece è démodé e noioso come un passato senza emozione...), ed il fatto che Jn fosse la mia compar…

Safari dentro la mia testa. E nel cuore. E nell'anima.

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E come spessissimo accade, mi sono svegliata ed ho pensato che fosse arrivato il momento di farla finita con la tristezza atavica, quella che prende attanaglia e non lascia liberi nemmeno i sospiri.

Mi succede sempre così. Quando il gioco si fa duro, ma duro duro in modo assurdo, io mi metto in balia alla me stessa che sente e prova, quella che è legata a doppio filo alle emozioni, e che le emozioni le subisce, e che ne è sopraffatta. Quella che piange senza velo, che si scopre senza tentennamenti e senza mezzo termine. Quella che riesuma tutto il suo peggio, e lo trasforma in tragedia, che qualunque cosa possa guardare la vede nera, ed ogni sfumatura di grigio appaia funerea.
Io faccio così. Mi lascio tiranneggiare dal negativo e dal negativismo, per poi, come se niente fosse stato, le lacrime versate ed il dolore percepito squartante, nulla; scuotere la testa e vedere un raggio di sole inesistente.
Non è cambiato nulla da ieri, ma io mi sono finalmente stufata di piangermi addosso.

Non è …

i primi film del 2017

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INDIPENDENCE DAY
Ebbene si. Il mio primo film del 2017 è stato un classicone della fanta-action, con un fichissimo Will Smith più in forma e smagliante che mai... a dire il vero l'avevo registrato, ma il mysky se n'è mangiato la fine, che ho poi prontamente recuperato su youtube... ma questi sono solo dettagli, no? Che dire? E' un film divertente, un film che se lo vedi fa piacere vederlo, anche se sono passati anni ed anni ed anni... Di fantascienza c'è poco, si va beh, gli alieni minacciano la terra, e dalle parole passano ai fatti in quattro e quattr'otto, ma viene più ampliata la parte nella quale l'agente speciale, rifiutato dalla Nasa, finisce per prendere a pedate nel sedere quei nipoti illegittimi di E.T. Ah, vorrei ancora una volta menzionare, lo splendore di Will Smith, uno dei suoi primi film, in stato di grazia a dire poco!

TARZAN + TARZAN & JANE
Un classicone Disney non troppo amato, sicuramente non ai livelli di "Frozen" per le bambin…

Runner girl

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Corro.
Poco male e senza farlo nel modo corretto, ma corro.
Era un progetto che avevo messo in cantiere da tanto, poi, come mi capita puntuale come la sveglia nella pancia del coccodrillo, l'avevo assoggettato ad altro, fingendo non mi importasse poi molto, solo nell'atavica paura terrorizzata di perdere la trebisonda e di lasciarmi deludere da me stessa... 
Io faccio così: mi saboto. E chi mi legge lo sa.
La corsa è stata una curiosità prima, una speranza poi, un'aspettativa nel crescendo, una messa in pausa nel momento peggiore, ed alla fine un prurito recondito.
Ed ora rieccola qui.
Corro. Poco, male, sul tapis roulant (che è bestemmia per i runner degni di questo nome), ma lo faccio.
Ed ho completini fotonici, e scarpe costosissime ed ultra mega stra tecniche
Correre non mi rilassa, ma ho scoperto che rilassarmi non è la mia massima priorità. 
...nel senso... Dato che dormo in media 3/4 ore a notte, ne avrei un certo bisogno, ma tutte le cose potenzialmente rilassanti…