la regola dell'amore declinata al 2.0

Ho pranzato con un mio carissimo amico.

Riso venere con zucchine e salmone.
Buonissimo.

Però no, non è di questo che voglio parlare.
Il mio carissimo amico, è un amico di vecchissima data, con il quale, tra alti e bassi, più o meno assiduamente, ci si frequenta da una vita e mezza!
Ci lega questo fatto che abbiamo tante amicizie comuni, di quelle sulle quali ti aggiorni quando ti vedi, per non rimanere troppo indietro nelle vite degli altri, che non sia mai…

E niente, parlando appunto, degli amici vaganti per il globo, si stava approfondendo il discorso matrimoni/unioni&co.
e mi ha informata di una separazione fresca fresca, di una crisi forte forte e di condizioni di vita a due, non esattamente idilliache.

Fa riflettere.
Molto.
Ma facciamo riflettere già lui ed io, presi ad esempio.
Lui è impegnato ma con il cuore troppo egoista per non essere libero.
Io sposata si, ma con un rapporto che di “normale” o “convenzionale”, non ha proprio niente di niente!

Siamo arrivati ad una considerazione pesante, che ha fatto da chiusa all’incontro.
La situazione, passati i 30 e vivendo nel 2017, è la seguente:
la gente si sposa, tanta, ma le persone faticano a vivere in coppia, tutte.

Forse perché si parte dal presupposto che sia l’emulazione, la giusta via,
e chi si emula se non chi è venuto prima di noi?
…tuttavia, non servono gli studi specifici dei sapientoni, per dirci che, la coppia oggi, non è quella dei nostri genitori, e men che meno dei nostri nonni.
Eppure noi guardiamo a loro come a un traguardo da inseguire, un obiettivo da perseguire, perché ci hanno insegnato che QUELLA è la cosa giusta,
e noi ci ritroviamo infelicemente impegnati a non deludere le aspettative che la società ci ha riversato addosso senza chiedere il permesso.

Questo, almeno, è ciò che accade il più delle volte.

L’anello consegnato in pompa magna.
L’abito bianco che fa urlare alla “principessa”.
Il viaggio di nozze da invidia ai poveri.
La casetta dove invitare le amiche della mamma.
Il primo anniversario a cena dove si è consumato il matrimonio.
Il ciondolo acchiappa-angeli che annuncia la lieta novella.
L’abbondare di post su facebook sulla gioia della maternità.
La solidarietà delle amiche “già passate”.
Il clan delle mamme che si crea.
La pizza la domenica sera.
Le vacanze in appartamento, sulla riviera romagnola o toscana.
Il part time al lavoro per gestire meglio la famiglia.
La zumba una volta a settimana, per fingere di avere ancora tempo per lo sport.

E’ la vita che la donna deve prospettarsi.

E NON C’è NULLA DI MALE QUANDO E’ UNA SCELTA.

Ma le scelte, in quanto tali, non sono contratti prestampati che una firma alla nascita, e che si deve portare dietro e dentro tuttala vita, no?
Sono opzioni che a secondo del momento e delle esigenze, ci si sente di far proprie.
Ed esiste chi ha deciso di smarcarsi dalla canonicità imposta, accettando l’imperfezione che la vita moderna riversa sulle storie d’amore, e fornendo una propria visione della cosa,
magari non conforme al “progetto alfa”, ma soddisfacente tanto quanto.
Tuttavia sono individui additati di troppa leggerezza, di eccessivo egoismo, di malcelata promiscuità.
Sono persone strane.
Incomprese.
Criticate.

MA NON HANNO Più RAGIONE DELLE ALTRE.
HANNO SCELTO DIFFERENTEMENTE.

Perché la scelta, in quanto tale, è personale.
Certo, è utopico pensare che prescinda dai pareri degli altri, e che possa vivere di una vita propria gioiosa e spensierata,
però è anche assurdo credere si debba vivere per accontentare gli altri, e la visione ch’essi hanno di noi!

Qualche mese fa guardavo al mio matrimonio come a un fallimento, perché avevo deciso di calibrare la mia relazione sullo status symbol.
Errore.
Errore madornale.

Le aspettative sono SEMPRE negative, anche quando non hanno le sembianze di una cosa brutta, sono brutte lo stesso.

Perché se tu ti aspetti la famigliola perfetta, ma sei sostanzialmente una matta, che ama la vita, la leggerezza e lo sfanculamento;
ed hai sposato uno che ti da per scontata e preferisce uscire con gli amici piuttosto che con te, ma che è il to complice perfetto,
perché devi stare ad inseguire ila realtà che non avrai mai?

Non saremo mai la coppietta mano nella mano per strada,
non faremo invidia agli altri,
non staremo sempre insieme,
non si ispireranno a noi,
non smetteranno di pensare che siamo in crisi.

Ma noi mangeremo quintali di sushi,
ci racconteremo con entusiasmo dei nostri exploit sportivi,
berremo Estathè e birra sul divano davanti a “XFactor”,
e sosterremmo i successi vicendevoli.
Con quello che qualcuno comunemente chiama “amore”,
che è una cosa che da solo non basta  se stesso,
ma che schifo non fa.


…che poi, nella famiglia del “Mulino Bianco”:
la mamma beve perché il papà la picchia, perché è frustrato dal figlio che si droga, perché si è zumpato la sorella, che ruba le autoradio,
sicché…

Commenti

  1. "e sosterremmo i successi vicendevoli."

    brava. hai capito tutto...
    o comunque molto ;)

    V.

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    1. quello che serve, a me, per stare bene con lui V, il resto è relativo

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  2. Non mi capita quasi mai, ma questa volta sono arci-d'accordo con te, dalla prima all'ultima parola.

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    1. dai che ogni tanto NADIA, ci si becca anche noi!

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  3. Cara Patalice, sai questi sono i momenti che mi fanno dire! la vita è bella!
    Ciao e buona settimana, con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. tu l'amore puoi insegnarlo TOMASO! anche dalla simil freddezza del linguaggio telematico, il tuo per la tua dolce metà si capisce

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  4. Mi piace quello che hai scritto. Tutti vogliono essere in una coppia perfetta, forse anch'io sono stata convinta di vivere un rapporto ideale; poi basta una sciocchezza e ti accorgi che non sei disposta a combattere per quello che hai, anche se è bello e prezioso.
    Ho impiegato quasi undici anni di relazione per capire che non voglio il rapporto perfetto, voglio qualcosa che voglio. E folle, sì, ma la vita di per sè è quasi tutta follia, quindi...

    Alice

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    1. so che le nostre menti viaggiano spesso sullo stesso binario ALICEOFM, infatti non trovo per niente strano che tu voglia qualcosa che vuoi, è esattamente la cosa che auspico per me stessa!

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  5. Guarda anch'io sono sposata, ma di quell'elenco iniziale non ho rispettato nemmeno una delle voci, quindi ben vengano le vite non convenzionali (la mia comunque, a parte questo, non brilla per originalità).

    Quanto a te, anche se ti conosco solo attraverso il blog, confermo di averti sempre vista come una persona diversa dagli standard, questo in senso positivo, e questo post non fa che confermare la mia idea...

    Maira

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    1. ho passato la vita cercando di essere più speciale che normale, poi ho avuto una (gran brutta) parentesi MAIRA, nella quale ho sentito l'esigenza di omologarmi... è durata poco! ed il mio essere differente è risbocciato con prepotenza... ed è bellissimo!

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  6. Anche se ho rispettato molte cose della tua lista, guai a chi mi tocca la pizza della Domenica sera!!, tante volte mi danno in crisi col Tato perché non facciamo tutto insieme, usciamo anche separati, viaggiamo da soli lasciando il pupo ai nonni, appena posso scappo al cinema o con le amiche...E tra voi c'è complicità supporto e tanto amore mi sa anche se non è convenzionale!

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    1. si MANU, c'è sicuramente tanto amore, anche se non quello che si vede nei film... ma non mi importa, mi va bene proprio perché è cosi

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