lunedì 20 marzo 2017

19 marzo: festa del papà

Ieri è stata la FESTA DEL PAPÀ.

Un'affermazione assolutamente corretta, che va a scontrarsi e a scornare le varie definizioni d'affetto, così gelosamente trattenute dai vari ed eventuali detrattori dei festeggiamenti "commerciali" (vedi S.Valentino, 8 marzo e compagnia rampante...), come se solo loro avessero la verità della profondità degli affetti; che noi che regaliamo ed auguriamo un giorni imposti, veniamo tacciati di pochezza... 

Io, a Paparotto Gigiotto, ho dedicato un messaggio alla C'è Posta per te, ed un weekend da condividere con la SuperMamma, una foto su Instagram con dedicata, ed un ricordo che ci riguardasse su Facebook.

Plateale.
Superficiale.
Esibita.
Esibizionista.
Chi se ne frega.


Mio padre è un uomo ingombrante, che negli anni si è fatto peggio, imparando a mettermi i bastoni nelle ruote gin già dai progetti mentali, e sforzandosi di influenzarmi con la sua presenza in modo sempre nuovi, essendo spaventosamente assente.

Mi ha insegnato la rincorsa alla perfezione, intriso di atteggiamenti sbagliati.
Non i concetti, quelli quasi sempre validissimi, ma le parole usate per esprimerli... che Dio ce ne scampi! 

I suoi geni sono nei miei occhi, anzi, più nel suo sguardo, rigido supponente ed inquisitorio; nella mia natura auto celebrativa, supponente ed elitaria; nel mio mondo sportivo, sotto i riflettori, dentro gli scenari più in luce...


Abbiamo la somiglianza involontaria del caso, e quella volutissima del mio dipendere da lui e dall'opinione che ha di me. 

Forse oggi, non tutto-tutto, sarebbe com'è, ma non ci posso fare nulla, essendo asservita alla parvenza dell'approvazione che ricerco da lui.

Va bene così.
Sto crescendo, a braccetto con le paure che convivono con ed in me, ed accettando che lo deluderò, che non sarà come lui sperava fosse, e che non mi riconoscerà sempre, anzi, 

Eppure, ho la consapevolezza che, comunque, mi amerà. 

Gli farà male amarmi come mi ama, perché dovrà prendere atto silente (...spero ma non credo...) della mia fallibilità in campi che mi vedono determinatamente perdente, ed ignorare la tentennante visione di me stessa, che ogni giorno cambia.

Penso il Paparotto Gigiotto, prediligesse i tempi in cui il 19marzo coincideva con l'ennesimo disegno (obbrobrioso) o con la replica della replica di uno scarso lavoretto scolastico dedicato a lui, e brutto come la fame; che ora si, i doni che gli dedichiamo sono più belli e preziosi, ma le mille inclinazioni del rapporto con le sue figlie sono tanto più faticose di quanto non ci si voglia augurare. 

Però la difficoltà vale la pena. 
Me l'ha insegnato lui.
E, alle volte, come me, so che anche lui si auspica la banalità dell'esistenza, e non ci si rassegna che con me, non sia mai così... ma sa amarmi lo stesso... e questo fa bello dentro, perché lo arreda coi pensieri migliori. 

16 commenti:

  1. Una bellissima dedica che sarà indubbiamente molto apprezzata.
    Felice settimana, un abbraccio
    enrico

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    1. non penso gli arriverà mai ENRICO... sa del mio blog ma non lo legge... chissà poi perché i papà sono tanto pudici alle volte...

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    1. ti ringrazio RICCIOLINO, erano molto sentite davvero

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  3. Cara Patalice, purtroppo ci sono papà che non meritano questo nome!!!
    Ma io guardo sempre dalla parte dell'ottimismo e spero che cambino.
    Ciao e buon inizio delle settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. essere padre TOMASO, non significa il solo atto della riproduzione, ma farlo, il padre, che è tutto un altro cinema...

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  4. Già che lo chiami Paparotto Gigiotto qualcosa vorrà pur dire ;)

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    1. beh PIETRO, la nostra è la storia di un grande amore... che debbo dire?

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  5. Belle parole. dovrebbe leggere anche queste, secondo me, il Gigiotto.

    Ho due maschi, chissà cosa scriveranno loro, tra vent'anni.
    Chissà se vorranno scrivere qualcosa (o lasciare traccia sul supporto che useranno in quell'epoca), e se potrò ancora leggere, ascoltare, toccare, assimilare il loro lascito.
    Vabbè, bando alla malinconia. mi tengo stretto il lavoretto raffazzonato all'ultimo su spintaneo suggerimento della mamma, che ancora comunque qualche gocciolone lo suscita ;)

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    1. sicuramente ci sarà sempre tempo e modo, per noi figli, di festeggiare voi padri VIPERO... non passate, è un dato di fatto, che andasse pure a cozzare contro tutta la modernità dell'evoluzione...

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  6. Che bello "Paparotto Giciotto" gia' questo nomignolo trasmette coccole, tenerezza, complicita', ironia, affinita' e amore infinito! Ciao Alice buona settimana!

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    1. da piccole, io e Jn RITAB, lo chiamavamo proprio così... mi è, anzi no, non a me, ma al blog, è rimasto attaccato questo nomignolo...

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  7. che strana figura quella del papà, quest'anno più che mai sui vari social, mi sono resa conto che è una figura più assente che presente, nella vita di tante persone, ho letto più tweet di gente senza padre che di quelli che un padre ce l'avevano. Perdiamo tanto tempo a voler sembrare perfette ai loro occhi, loro che poi perfetti non sono... bah è una figura con la quale mi ci scontrerò per sempre, fin quando sarò in vita!

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    1. io sono stata incredibilmente fortunata FRANCIS, ma non vorrei davvero far troppo per scontata questa mia fortuna, che in realtà non è un dono per tutti...

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  8. Pata è bellissimo il blog così!
    Il papà te lo invidio, perchè il mio non c'è più.

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    1. ho dovuto rivederlo perché non era completo SARA, ma ci sto lavorando su, perché la versione rosa mi piaceva di più... vedremo!

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...