Safari dentro la mia testa. E nel cuore. E nell'anima.

E come spessissimo accade, mi sono svegliata ed ho pensato che fosse arrivato il momento di farla finita con la tristezza atavica, quella che prende attanaglia e non lascia liberi nemmeno i sospiri.

Mi succede sempre così.
Quando il gioco si fa duro, ma duro duro in modo assurdo, io mi metto in balia alla me stessa che sente e prova, quella che è legata a doppio filo alle emozioni, e che le emozioni le subisce, e che ne è sopraffatta.
Quella che piange senza velo, che si scopre senza tentennamenti e senza mezzo termine.
Quella che riesuma tutto il suo peggio, e lo trasforma in tragedia, che qualunque cosa possa guardare la vede nera, ed ogni sfumatura di grigio appaia funerea.

Io faccio così.
Mi lascio tiranneggiare dal negativo e dal negativismo, per poi, come se niente fosse stato, le lacrime versate ed il dolore percepito squartante, nulla; scuotere la testa e vedere un raggio di sole inesistente.

Non è cambiato nulla da ieri, ma io mi sono finalmente stufata di piangermi addosso.

Non è molto, ma è quel qualcosa che serve.

Non sono "guarita", non ho trovato soluzioni di sorta, ma ho deciso che dovevo farla finita con l'infelicità infelice.
Quella che pregiudica le scelte, perché ora siamo a questo punto: al punto delle scelte.

Gli occhi.
Mi cambiano gli occhi.
Ed i pensieri nella testa.
Cambiano.
Traslano tornando vincitori.
Che non ho un cazzo da festeggiare o da sentire come "bello e buono", ma il mio "io" inizio, o meglio, ricomincio, a vederlo così.

Bello e buono.

Perché a me questa vita di merda piace un sacco. 

Mi piace perché è stata negata a tanti, probabilmente più meritevoli e meno fallibili di me; mi piace perché da me prende le direttive giuste per non essere (quasi) mai banale e fine a se stessa... 

Io e la mia amica Tatuata, abbiamo festeggiato la fine di gennaio, come se fosse la fine dell'anno.
L'abbiamo fatto con l'amica artista, perché abbiamo avuto un gennaio di merda, e non era minimamente accettabile potessere essere l'incipit di tutto un anno. 
Un anno con un 17 di mezzo, per altro. 
E ci siamo divertite.
Tanto.
Senza fare niente.

40 giorni che non sono passati inosservati. 
40 giorni che mi hanno piegato la gobba, ed hanno moltiplicato le rughe. 
40 giorni che volevano piegarmi, ma non mi hanno spezzata.
40 giorni di frasi motivazionali, di autostima ringalluzzita forzatamente, di messaggi trattenuti perché lasciano un sorriso... 

...e rimane una consapevolezza, che trovo in una di quelle frasi trattenute sul telefono, che ogni tanto rileggo per me stessa... e che oggi mi sembra ideale:


Commenti

  1. Pata, ma perché ci somigliamo tanto in certe cose? Anche io passo dalla cupezza alla luce come se fosse (quasi) un interruttore. Molte volte non me ne rendo conto, ma accade. Come se mi svegliassi, non me ne rendo subito conto, ma accade.
    Boh :)

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    1. non lo so, ma, come altre volte PIER, mi fa piacere tu abbia la forza di superare ed andare avanti, perché serve forza, tanta per essere noi stessi!

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  2. e te pare poco? Anzi, ce starebbe bene n'altra festa.

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    1. ci sarà ancora festeggiamento e scrollate di spalle VIPERO, puoi credermi

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    2. un po' t'invidio ;)
      (brava)

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  3. Secondo un amico, se accostiamo una cosa positiva ad una negativa, prevale sempre e comunque quella negativa.
    Io non so se sia vero, perché ho sempre cercato di dare più valore all'elemento positivo del momento.
    Suppongo sia una questione soggettiva.

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    1. no è un dato di fatto, delle situazioni positive non tratteniamo mai il ricordo e le sensazioni in modo altrettanto efficace APPRENDISTANOCCHERO, o forse è un modo auto lesionista di rovinarci la vita e basta

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  4. A chi lo dici, cara Pata.
    Ma va bene: siamo qua, non ci spezziamo mai nonostante tutto!
    E hai fatto bene a festeggiare, serve sempre^^

    Moz-

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    1. le matite spezzate colorano ancora MOZZINO, una cosa tanto semplice quanto reale

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  5. Capisco bene perché anch'io mi ripiglio all'improvviso presa dalla noia di stare male. Avanti tutta Pata!

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    1. forse CARAMALU è proprio noia, quella che mi allontana dalle sensazioni negative

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  6. Esatto, sei tu a decidere di essere o provare ad esser felici o meno, basta provarci ;)

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    1. già essere uscita dalla melma atavica PIETRO, mi sa di tanta robbbba...

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  7. Farsi piacere una vita di merda è già un miracolo che contagia.. festeggiare e somatizzare, mandare tutti a quel paese e voltare pagina ogni volta, fino a trovare quel che volevamo vedere scritto... non ci ferma nessuno... nessuno

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    1. vedi però FRANCO, che nel leggere "farsi piacere una vita di merda", mi da quel brivido di dolore lungo in un panico che non smetto di provare

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  8. Quando si hanno questi momenti di alti e bassi, e di caos, la cosa migliore da fare secondo me è prendersi una pausa, anche dal riflettere. Smettere un momento di pensare a tutte le domande, i tormenti... tutto ti riapparirà sotto una luce diversa dopo. Le risposte, le soluzioni, appaiono sempre quando smettiamo di cercarle.

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    1. mi piacerebbe moltissimo essere capace di smettere di pensare FRANCIS, credo potrebbe essere il miglior regalo che io potrei fare a me stessa... peccato non sia proprio capace!

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  9. Non è facile essere positivi nelle situazioni difficili,ma è,molto importante,i problemi forse non passano,ma tu li vedi e li senti molto meno pesanti.
    Ciao a presto,fulvio

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    1. non è facile affatto FULVIO, ma forse è il modo migliore per salvarci da noi stessi!

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  10. Mi pare ottimo, festeggiamo?
    :)

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    1. bayles e cioccolata come non ci fosse un domani ELE781...

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  11. Sai che quella frase che hai postato alla fine è il giusto riassunto di quanto hai scritto?
    La tua vita non deve dipendere dagli altri, devi fare in modo che la loro vita dipenda dalla tua. E questo vuol dire essenzialmente che devi dare modo agli altri di avere bisogno della bellezza che possono prendere solo da te.
    Perdona se è complesso quanto scrivo, ma ultimamente mi incastro da solo con i miei pensieri.
    A presto.

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    1. ah STEFANO non preoccuparti di quanta complessità possano avere le tue parole, non posso dire di meno delle mie

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  12. Perchè non cerchi di non farti travolgere dagli eventi, pian pianino ci si riesce , non sempre magari ma spesso

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  13. Capisco, purtroppo capisco. Se il sentimento mi fosse estraneo direi, leggendoti, che sei esagerata. Ma sapendo bene la sensazione che provi sotto la pelle e nella mente, ti scrivo che siamo forti. E non lo faccio per un senso di comunione da alcolisti anonimi; no no, lo scrivo perchè siamo forti davvero: prima ci distruggiamo ma poi non molliamo. E buona parte di questa tenacia nasce da noi - mica è roba da tutti.

    Alice

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    1. ...siamo forti ALICEOFM...
      siamo forti nonostante pesando il mio cuore sia al di sotto del solito peso, rachitico di emozioni e speranza...
      ma siamo forti.

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