lunedì 20 febbraio 2017

dammi la forza per accettare ciò che non posso cambiare

Non è vero.
A volte non conosci nemmeno i motivi,
 e se li conosci non ti va di dar loro retta.

E se non vuoi dare loro retta, 
è perché è meno doloroso così.

Che tutti sono sempre pronti a dire di quanta soddisfazione diano le cose difficili,
 quelle che bisogna lottarsi con le unghie e con i denti, 
ma quasi nessuno ammette che sarebbe più bello godere semplicemente e banalmente 
di una bella cosa che va ESATTAMENTE come speravamo andasse.

Mi piacciono le persone risolte, 
quelle che sembra che abbiano capito tutto.
...o forse quel tutto si sono limitate ad accettarlo.

Fattostà che sorridono al loro "ora e qui"
e non si scavezzano il collo, nella suprema ricerca di un senso...

"Dammi la forza per accettare ciò che non posso cambiare..."
lo recitano davanti a Dio, 
io che a Dio ci credo ma non lo so se c'è per davvero.
...perché se c'è mi deve spiegare perché si diverta poi così tanto con noi e con la nostra felicità.

Forse c'è che la felicità non la si deve cercare: 
si deve essere grati se ci passi vicino e ti sfiora,
punto.

...ma se la cerchi, perdi in partenza,
perché tanto non ti è dovuta.

Io quello che voglio lo saprei anche,
ma so di non poterlo avere,
e so di non essere capace ad arrendermi al fatto di non averlo.

Un circolo vizioso che mi corrode,
e prima o poi mi annienterà.

Perché non voglio che crogiolarmi nel dolore del non avuto.

...e se sbaglio, 
tanto peggio per me.


24 commenti:

  1. "Io quello che voglio lo saprei anche,
    ma so di non poterlo avere,
    e so di non essere capace ad arrendermi al fatto di non averlo."

    Benvenuta nel club.
    Credo, altrimenti, non esisterebbe il 97,65% della letteratura, della musica, dell'arte.

    Io metto su un bel blues, per esempio. Se non avessi l'animo in pena, non riuscirei ad apprezzarlo come merita.
    Che culo eh... ;)

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    2. io VIPERO, invece, aprivo l'ennesimo pacchetto di caramelle gommose, e mi facevo l'ennesimo giro a vuoto nel centro commerciale, camminando tra la gente, sperando di non implodere...

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  2. La porta della felicità si apre solo verso l'esterno: chi tenta di forzarla in senso contrario finisce col chiuderla ancora di più.
    La felicità cioè può essere solo un dono: dipende dall'incontro con un altro essere umano: un "tu" da amare.
    Quello che accade sempre più frequentemente nell'epoca moderna è invece la ricerca diretta della felicità e del piacere.
    Invece di rimanere ciò che deve essere, ossia un effetto (un senso realizzato e un essere umano incontrato), il piacere e la felicità divengono l'oggetto di un'intenzione forzata: unico contenuto di attenzione.
    Ma nella misura in cui ci si preoccupa solo del piacere, si perde di vista il motivo del piacere: in tal modo l'effetto "piacere" non può più sopraggiungere e si è sopraffatti dalla noia, vera malattia dei tempi moderni. Victor Frankl

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    1. troppo cerebrale LUIGI, e decisamente troppo lontano dal mio modo di pensare le cose.

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  3. Credo sia così per molti.
    E' che combattiamo tutti una guerra infinita e che non porterà a nulla, se non a piccoli passi o a illusioni^^

    Moz-

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    1. insomma non c'è né pace ne redenzione MOZZINO, solo lo spazio per le molteplici domande che non hanno risposta esposta

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  4. Da una parte è anche vero che bisogna pure accontentarsi di qualcosa, anche di una vita che non sarà mai come desideriamo..

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    1. ah decisamente si PIETRO, anche se il concetto di "accontentarsi", non mi piace, e non lo sento mio per nulla proprio

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  5. Io i momenti felici cerco di crearmeli. Inseguo quello che voglio, ci provo. E poi sì, cerco di notare le cose belle, anche se piccole. Vado ad allenamento? Penso che sono felice e non vedo l'ora di giocare. Guido con un bel cielo davanti? Mi fermo ad apprezzarlo, anche per un attimo.

    CervelloBacato

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    1. CERVELLINO sapere che sono le piccole cose quelle che ci danno la più larga parte di gioia, è senza dubbio la cosa migliore.

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  6. E quando sai che puoi farne a meno e non ci stai pensando nemmeno, sai cos'accadrà...?

    Balù a parte, puoi cercare ciò che credi di volere, non quello che vuoi davvero. Ciò che vuoi, scopri di volerlo solo quando ti cade fra le mani per sbaglio e solo se sai riconoscere questo reale oggetto del desiderio, allora puoi assaggiare la felicità.
    Assaggiare, sì, perché per un pasto completo ci vuole la prenotazione e non si può avere.
    La felicità sta nelle piccole cose, quindi, come diceva Tallahassee "gotta enjoy the little things".

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    1. si che la felicità sta nelle piccole cose penso di saperlo APPRENDISTANOCCHERO, che sia poi in grado di riconoscerlo e di vivere seconda quel principio è un altro cinema

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  7. Accontentarsi.... scoprirla quando ci passa vicina ed esserne lieti... sarebbe bello ma siccome non siamo tutti asceti o santoni è anche umano tirar moccoli ogni tanto e volere qualcosa di più... quello che vogliamo o riteniamo ci sia dovuto.

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    1. oh PATRICIA, finalmente qualcuno che non profetizza, di cose giustissime, per l'amore del cielo, ma così distante dall'imperfezione che sono

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  8. La felicità a volte capita, a volte va cercata.
    capisco l'accontentarsi ma mica sempre va bene

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    2. no non può andare bene per tutto ELE781, perché finisce per inquinare il fegato e tirare fuori il peggio di noi

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  9. Tutti o quasi inseguiamo la felicità e questa ci fa l'occhiolino sembra a due passi e poi scompare..
    Io ho imparato a giocarci, non la prendo? Bene forse la prendero'? quando ? mai..probabile..e poi derido me stessa e non desidero soffrire come una bestia, poverelle anche loro.
    Bacio serale

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  10. La felicità esiste ed è a portata di mano,per averla basta desiderare e apprezzare le cose che abbiamo e che possiamo avere.I voli pindarici aiutano i sogni ma creano spesso infelicità.

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  11. Mah, io spesso sento pronunciare le belle frasi da chi in effetti è stato messo ben poco alla prova dalla "vita", accontentarsi quando si ha una buona vita in vario senso, dire che le imprese difficili appagano quando si è fatta una fatica relativa per ottenere... sarà che la consolazione passa dalle bugie e basta.
    Altro discorso è l'accettazione, cui non do un valore negativo.
    Sulla felicità non son tanto preparata XD però su momenti brevi e intensi anche senza particolare motivazione (un po' alla cavolo, insomma) sì... forse per me la Felicità consiste in quei brevi attimi che conservo con cura.
    ...è dura! ^_^

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  12. E' vero che la felicità non bisogna cercarla, bisogna però capire come riconoscerla!
    Almeno, questa è la mia idea. Molte persone credono che la felicità sia qualcosa che si può trovare come si può trovare una banconota in terra.
    Credo che stia proprio lì l'inghippo.
    Felicità è una sensazione e non si trova, si percepisce. Tutti la proviamo e dobbiamo cercare di riprodurre quella sensazione il maggior numero di volte possibile.
    Come fare? Bella domanda. Il punto di partenza è diventare consapevoli. Di cosa? Di sè.
    Il resto viene da solo. Un giorno ci troveremo a non poter dire altro che stiamo vivendo in maniera felice.
    Come faremo ad esserne sicuri?
    Perchè la gente non crederà a quello che racconteremo.

    Perdonami le domande alla Marzullo in cui me la canto e me la suono, ma in fondo, un po' suonato lo sono anche io.

    A presto!

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  13. fai tutto quello che puoi per arrivare a quello che vuoi.
    ma poi impara ad accettare le impossibilità, o i fallimenti.

    la felicità lasciamola perdere, è solo istanti. e porsela come obiettivo di lunga durata è più che inutiole, è controproducente perché genera solo insoddisfazione. in questo mondo reale e concreto, almeno.

    K <3 pata

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  14. " Io quello che voglio lo saprei anche,
    ma so di non poterlo avere,
    e so di non essere capace ad arrendermi al fatto di non averlo."

    sono rimasta "incastrata" su questa frase, l'ho letta e riletta, hai saputo esprimere in parole una cosa che sento perfettamente anch'io. Si può convivere con questa consapevolezza? La consapevolezza che infondo infondo, forse non saremmo mai felici al 100%?
    Sai cosa mi è venuta in mente, pensando a questo? Una canzone, che sicuro non risolverà il problema, ma mi piace tanto (nonostante non sia il solito genere che ascolto) Alice e il blu, di Annalisa. Io, purtroppo mi ci rivedo un sacco in quella canzone, e vorrei tanto non farlo e imparare ad accontentarmi. La DEVI ascoltare anche tu. un abbraccio. forte.

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Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!

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Una ragazza che segue il blog mi ha mandato una mail. Non succede spesso, ma quando succede mi sento fica. Cioè, non so se sarà capita...