martedì 28 febbraio 2017

Berlino ich liebe dich

...non ho mai creduto che nella vita ci si innamorasse una volta soltanto...

E' decisamente troppo poco, e la vita è troppo lunga.
Ergo, sarebbe riduttivo accettare senza proferir verbo, le implicazioni del cuore che possano andare a braccetto con quelle di una ragione stereotipata.

...e dopo questa pipposa premessa, direi che posso andare al succo del discorso: ho fatto un weekend a Berlino, e mi sono (follemente) innamorata della bellissima città che è!

E' un amore viscerale, che a poche ore dal mio rientro me ne fa già sentire la mancanza.
E' un amore inatteso, perché sebbene nutrissi aspettative altissime, non pensavo mi potesse piacere così tanto.
E' un amore puro, che mi ha presa dentro, e che mi fa sognare di viverla ancora ed ancora.

Non sono brava coi resoconti di viaggio, mi pare di essere troppo istituzionale, e poi troppo prolissa, e poi troppo poco particolareggiata, e non riesco mai a rendere piena giustizia alla delizia dei miei occhi... ma sappiate che l'ho stra vissuta e molto molto apprezzata.

Il nuovo ed il vecchio, vivono pacificamente, pestandosi i piedi ad ogni via che si percorre, e senza rispetto per la storia e l'innovazione, ma questo non le impedisce di essere un avventura a cielo aperto.

I chilometri, tantissimi, fatti su e giù per le vie, alla ricerca dell'ennesima meraviglia dalla quale farci rapire, alla volta di idee che regalano emozioni, un una testolina (la mia) che vagava alla ricerca di un senso, laddove di senso non ce n'è molto ultimamente...

Berlino ispira pensieri forti, e anche felici; perché la sua identità te la sbatte orgogliosa e rigogliosa, in faccia, con grande auspicio di grazia e virtù, ed una sana volontà di farsi riconoscere.

E' una mamma che non sgrida il proprio figlio perché si fa riconoscere, ma che lo incita ad essere lui, senza filtri, e senza mediazione.

Berlino ha saputo dare e dire, di se e della sua gente, molto molto più di quanto non ci si potesse aspettare, perché è lei stessa a disegnare le proprie pareti, sdoganando confini e posticipando il momento di crescere davvero; perché, per quanto matura sia, Berlino ha il sapore di una Peter Pan, dall'ombra ingombrante...

Come ho premesso, io di analisi sul viaggio come un travel-blogger, di quelle brave, non la so fare... però vi assicuro che c'è tanto, tantissimo da vedere...

L'iconica e turisticissima Porta di Brandeburgo, l'impattante ed emozionante Muro di Berlino, le evocative vie di trasgressione modernità e lusso, i mille locali etnici, e i pochi posti tipicamente germanici dove mangiare; il mercato domenicale che avvolge di meraviglia un parco altrimenti scevro... è tutto un dialogo di beltà prepotente, nella quale ho già voglia di ributtarmi.

Dopo il post "forte" della settimana scorsa, che ha attratto molte risposte, anche nel ed in privato, necessitavo di staccare... mai avrei potuto pensare di farlo in modo tanto autentico.

Insomma, prendetevi un weekend ed andate a Berlino, questo è il succo del discorso.

mercoledì 22 febbraio 2017

Nessun obbligo di commento

Il mio blog è la MIA isola felice.

Quella zona franca nella quale i filtri sono stati mandati beatamente a farsi benedire, la mia parola è l'unica a contare, ed il mio giudizio l'unico a valere l'assoluto.

Anche quando ho torto.
Anche quando è insindacabile che non sia così.
Anche quando non sono oggettiva.

Siccome non è tanto più, solo uno spazio privato, lontano da occhi indiscreti che mi vegliano anche nel quotidiano, ho preso la (cattiva) abitudine di edulcorarmi, a beneficio del "è giusto così", ma mi sono stufata.

Non mi interessa se offenderò, se creerò scompiglio nel mio quotidiano, se qualcuno sarà piccato, voglio riprendermi il MIO spazio, senza dover niente a nessuno.

Tanto più che il mio karma fa già sufficientemente cagare, da poter reggere all'ennesima occhiata storta...

Voglio quindi palesare tutto il mio disappunto per la maternità altrui.

Avete rotto i coglioni.

Ve lo dico col cuore in mano, l'invidia nel suddetto cuore, e la certezza che generalizzare sia un sistema bieco di trattare le cose.

Ma avete rotto i coglioni lo stesso.

Donne che adoravo e stimavo, intelligenti, risolute ed ironiche, che rimangono incinte e diventano mono argomentative, trattando solo ed esclusivamente del loro pancione e della loro creatura.
Sempre 
E comunque.
E dovunque.

Foto su foto su foto su foto.
Notizie su notizie su notizie su notizie.
Chat su chat su chat su chat.

Il mondo che mi ruota attorno è una gigantesca nursery, stra colma di pannollini, di prime paroline e di feste di compleanno e battesimi e video... 

E sarà così per i prossimi 15/20 anni...
Dovrò pipparmi pancioni che stra bordano, discussioni cretine sul metodo Montessori, sulle gelosie dei primogeniti, e sulle ansie per i nuovi arrivi...

La zia rossa dovrà partecipare e sorridere, e fingere e fingere e fingere; per poi arrivare a casa distrutta nell'intimo, con un matrimonio ormai minato ed una vita che non mi viene di ricostruire, solo perché, tutte si... ma io no.

E mi state tutte sui coglioni.
Vi detesto, fortunate gestanti che non siete altro... 

Detesto il fatto che voi abbiate una vera famiglia; detesto che voi possiate tramandare voi stesse; detesto che voi costruiate qualcosa.
Ma, soprattutto, detesto che io non posso.

E non mi consolate dicendomi che, anche in due si è una famiglia.
Cazzate.
In due si è una coppia.

E non mi consolate dicendomi che potrò realizzarmi in altri modi.
Grazie al cazzo.
Ma io volevo scegliere.

E non mi consolate parlandomi di quanto poco spazio abbiate per voi stesse.
Inculatevi.
Vi regalo ettari su ettari.

E non mi raccontate la favoletta della vostra amica che, quando non ci pensava più, o che si è rivolta al guru, o che ha adottato...
Fanculo.
Queste storie non possono essere la mia storia.
Risparmiatemi.

Certo, so benissimo di non essere la sola a doversi fronteggiare con questa mancanza che io chiamo lutto.
No, certo che no.
Ma il mio dolore è l'unico che mi interessi davvero, di quello delle altre non so che fare.
Con rispetto.
E invidia.
Tanta tanta invidia.

lunedì 20 febbraio 2017

dammi la forza per accettare ciò che non posso cambiare

Non è vero.
A volte non conosci nemmeno i motivi,
 e se li conosci non ti va di dar loro retta.

E se non vuoi dare loro retta, 
è perché è meno doloroso così.

Che tutti sono sempre pronti a dire di quanta soddisfazione diano le cose difficili,
 quelle che bisogna lottarsi con le unghie e con i denti, 
ma quasi nessuno ammette che sarebbe più bello godere semplicemente e banalmente 
di una bella cosa che va ESATTAMENTE come speravamo andasse.

Mi piacciono le persone risolte, 
quelle che sembra che abbiano capito tutto.
...o forse quel tutto si sono limitate ad accettarlo.

Fattostà che sorridono al loro "ora e qui"
e non si scavezzano il collo, nella suprema ricerca di un senso...

"Dammi la forza per accettare ciò che non posso cambiare..."
lo recitano davanti a Dio, 
io che a Dio ci credo ma non lo so se c'è per davvero.
...perché se c'è mi deve spiegare perché si diverta poi così tanto con noi e con la nostra felicità.

Forse c'è che la felicità non la si deve cercare: 
si deve essere grati se ci passi vicino e ti sfiora,
punto.

...ma se la cerchi, perdi in partenza,
perché tanto non ti è dovuta.

Io quello che voglio lo saprei anche,
ma so di non poterlo avere,
e so di non essere capace ad arrendermi al fatto di non averlo.

Un circolo vizioso che mi corrode,
e prima o poi mi annienterà.

Perché non voglio che crogiolarmi nel dolore del non avuto.

...e se sbaglio, 
tanto peggio per me.


venerdì 17 febbraio 2017

Binari e rotaie...

Sto riflettendo sullo scendere da un treno in una stazione nella quale non conosco nessuno.

Confondermi in mezzo a volti mai visti, che mai più rivedrò, e camminare con la testa alta e gli occhi pronti a cogliere sfaccettature ambigue, scordate da un cervello pigro, sottoposte al tutto per un niente. 

Non sono mai stata una soluzione vagabonda in una vita inquadrata, ma mi sono omologata a quello che mi circondava con cheta accettazione priva di ribellione.

E si che so di non essere un'illusa: sapevo che avrebbe potuto pesarmi la mia volontà di guerriera!

Sapevo che sarebbe saltata su un giorno, ed avrebbe rovesciato il tavolo delle certezze, sulla quale sarebbe stata adagiata un'esistenza fatta di inquieto ma soddisfacente, per gli altri però.

In assenza di risposte, mi pongo tante di quelle domande da logorare il poco che ho dentro.

Quando si apre il vaso di Pandora; quando cade la goccia che quel vaso lo fa traboccare; quando la prospettiva che avevi, spezza le ali ai sogni che vorresti fare; quando la soluzione presuppone di scardinare tutto...

Queste le varianti che hai lasciato sul sedile scendendo dal treno.

Lasciarle correre altrove, liberarti di esse per qualche tempo, con la consapevolezza che sapranno ritrovarti, ma non ora, non qui.

Esigenza che presuppone l'essenza di regole, l'abbondare di utopia, l'ignoranza del buon senso.

Che poi, cos'avrà fatto di male poi l'utopia?

mercoledì 15 febbraio 2017

ieri era San Valentino

Esageratamente.

Voglio tutto esageratamente, altrimenti non ne vale la pena.

Ieri è stato San Valentino.
La festa degli innamorati, per i pochi alieni che mi leggono e che non sanno a cosa corrisponda il 14 febbraio.

Beh, che dire o dirvi dirimpettai belli, io ieri mi sono goduta una giornata da innamorata di me... non del tutto, avrei potuto fare di più per me stessa medesima, ma suppongo di poter sopperire in questi giorni.

Ho lavorato, mi sono allenata di bestia, sono stata dal parrucchiere per il colore, ho finito un libro e mangiato un dolcetto a forma di cuore, e alle 22 e poco più mi sono persa tra sogni e coperte.

Avrei voluto cenare con del sushi, farmi fare un massaggio al viso, comprarmi un bel regalo e vedere un film che facesse piangere...

Un San Valentino poco poco de merda, oggettivamente parlando, ma comunque buono da vivere.
Non quello che avrei voluto, ovviamente, ma quello che mi è stato dato, e l'ho preso con spirito benevolo.

Perché fosse stato per me, avrei voluto eclatanza.

Scatola a forma di cuore con cioccolatini, post con una canzone d'amore sul profilo facebook, un pacchetto da scartare, una cenetta romanticosissima con tanto di ristorante gremito di palloncini rossi che accolgono le coppiette...

Cose di una banalità stravolgente, di quella banalità che serve alle persone ciniche come me, per rimettersi in pari con il mondo, perché il cactus che sono ha la sua parte carina e coccolosa che necessita di avere un abbraccio ogni tanto.

E quell'abbraccio deriva da queste cose qui.
Da queste piccolezze, stupide e superficiali, io prendo la forza per essere "cattiva" come sono, perché di pancia agisco, ma con la testa continua a rullare sulle solite questioni.

L'amore è una cosa semplice.

L'avrò scritto mille volte nei miei post, su facebook, ed anche parlando o confrontandomi con gli amici; perché lo penso seriamente!

E' un sentimento talmente pieno di implicazioni, che se non lo si tratta con la leggerezza che merita, rischia di sovrastarci... mentre lui è dentro, e se noi non lo percepiamo come tale, il problema c'è.

Ed io un problema ce l'ho.

San Valentino è passato.
Si è lasciato alle spalle una quintalata di messaggini da Bacio Perugina, settemila e ottocento post al veleno di bieca invidiosa ironia, e un incontrollato numero di spermatozoi finiti chissà dove...

Con me il cioccolato, non rimane alle spalle, al massimo mi rimarrà sui fianchi.

lunedì 13 febbraio 2017

Oltre al tip tap e alla love story: La La Land!

La La Land.

Ebbene sì.
Finalmente l'ho visto anche io.
Ed ora vi propino la mia recensione, perché io la vostra l'ho letta e commentata; ho sopportato il vostro entusiasmo, supportato il vostro diventare cine blogger, preso atto del novello amore per il tip tap dilagato.

Me lo dovete.

Quindi, iniziamo.

Mi siedo in una sala del centro, dall'acustica imperfetta, le pellicce borghesi e il tweed intellettuale, e nel vedere colori e musica che scardinano lo schermo, con il danzerino incipit, figlio del miglior musical di Broadway e dintorni, escalmo: "Già amo questo film!".

Ed è esattamente così: un film così riesci ad amarlo.
Ne ami le note lievi, la soave carezza d'altri tempi nonostante il tutto si svolga ai giorni nostri, la sincerità del sogno con un prezzo, l'ironia esibita e mai nascosta, l'eccentricità démodé di personalità che si tengono per mano ma scappano in direzioni opposte e contrarie...

La trama?
Due sogni continuano ad imbattersi l'uno nell'altro, incrociano i reciproci testardi e determinati passi, e si uniscono, vicendevolmente nutriti dell'entusiasmo cieco dell'amore reciproco.

Lei è un sogno inflazionato, tenuto bene ma usato spesso; lui è un sogno senza compromesso, utopista e dai confini non barattabili; loro sono una realtà difficile, che si scontra indelebile ma stridente... e finché ad unirli è la speranza, bene... ma quando arriva il successo a senso unico le gambe tremano, e non è un ballo alle luci dell'alba a farle fremere. 

Allontanarsi. 
Accettare che il fatto di essere sogni, impedisca alle persone che permettono loro di esistere di non poter stare insieme, perché cos'è l'amore quando a portata di mano ce la realizzazione?

È un bel film.
Non così eccezionalmente lucente, come ho letto da qualcuno, ma ha una forza struggente ed onesta, che inizialmente nemmeno avevo intravisto per sbaglio.

La Stone, a parer mio, è sopravvalutata, sebbene abbia il giusto volto volitivo che pare disegnato ad hoc per il ruolo; Gosling è meno canonicamente inquadrato, ma ha più veemenza in ogni scena, ed una statuetta può meritarla.

Casomai dovesse capitargli, non sarà l'unica: è un film piglia-Oscar per antonomasia, e fa il suo con testardo impegno riuscito. 

Se non lo avete ancora fatto, andatelo a vedere, "perdeteci" tempo, innamoratevi di sogni non vostri e magari sviluppate rispetto poetico per quelli che avete posposto... merita!  

sabato 11 febbraio 2017

Torino: bocciata

Torino fa schifo.

Mi scuso con la compagine torinese che mi segue (se esiste), ma non riesco a dirne bene.

Ovviamente è un parere personale, un parere tutto mio, soggettivo senza dubbio, ma così è.

Attenuanti?
Uno stato d'animo prossimo al suicidio assistito da me stessa; un clima uggioso da eterno inverno; una dubbiosa chiusura di tanti esercizi commerciali che lascia spazio vuoto nelle vene principali del centro.

E poi c'era il fatto che avevo voglissima di vedere Torino, non vedevo letteralmente l'ora.

Sciocca Patalice, ancora non hai appreso il potere malefico delle aspettative?

Macché...

Eh va beh, niente...
Sono stata a Torino e non ci tornerei a breve poi tanto volentieri... giusto per il concerto dei Coldplay o di Ed Sheridan, ma tanto non ci sono i biglietti, quindi... 

Per fortuna, a salvare la situazione, su tutto, la mostra di Toulos Lautrec a Palazzo Reale (che invece è démodé e noioso come un passato senza emozione...), ed il fatto che Jn fosse la mia compare di disavventura.

Il bicerin è buono, ma una banale tazza di cioccolata calda carica carica di panna montata avrebbe fatto lo stesso effetto; i toast sotto i portici sono più scarsi e cari di quelli gourmet, mangiati in una start-up potenziale catena; e le bancarelle del libro non hanno il fascino vintage e vagabondo, di quelle viste a Genova un anno fa, però qualche affare si può fare... 

Eh va beh alla seconda.

Il prossimo weekend avrà un aereo ed una lingua differente, ed ancor più aspettative, ma spero almeno che il mio animo sia meglio predisposto... 

Alla fine, nonostante la delusione, la cosa bella vera veramente è andare.

Viaggiare è diventato un obiettivo, da perseguire senza remora, ma con la fretta di conoscere e scoprire, di aprire piccole finestre sull'animo del mondo, e non mi fermo. 

giovedì 9 febbraio 2017

Safari dentro la mia testa. E nel cuore. E nell'anima.

E come spessissimo accade, mi sono svegliata ed ho pensato che fosse arrivato il momento di farla finita con la tristezza atavica, quella che prende attanaglia e non lascia liberi nemmeno i sospiri.

Mi succede sempre così.
Quando il gioco si fa duro, ma duro duro in modo assurdo, io mi metto in balia alla me stessa che sente e prova, quella che è legata a doppio filo alle emozioni, e che le emozioni le subisce, e che ne è sopraffatta.
Quella che piange senza velo, che si scopre senza tentennamenti e senza mezzo termine.
Quella che riesuma tutto il suo peggio, e lo trasforma in tragedia, che qualunque cosa possa guardare la vede nera, ed ogni sfumatura di grigio appaia funerea.

Io faccio così.
Mi lascio tiranneggiare dal negativo e dal negativismo, per poi, come se niente fosse stato, le lacrime versate ed il dolore percepito squartante, nulla; scuotere la testa e vedere un raggio di sole inesistente.

Non è cambiato nulla da ieri, ma io mi sono finalmente stufata di piangermi addosso.

Non è molto, ma è quel qualcosa che serve.

Non sono "guarita", non ho trovato soluzioni di sorta, ma ho deciso che dovevo farla finita con l'infelicità infelice.
Quella che pregiudica le scelte, perché ora siamo a questo punto: al punto delle scelte.

Gli occhi.
Mi cambiano gli occhi.
Ed i pensieri nella testa.
Cambiano.
Traslano tornando vincitori.
Che non ho un cazzo da festeggiare o da sentire come "bello e buono", ma il mio "io" inizio, o meglio, ricomincio, a vederlo così.

Bello e buono.

Perché a me questa vita di merda piace un sacco. 

Mi piace perché è stata negata a tanti, probabilmente più meritevoli e meno fallibili di me; mi piace perché da me prende le direttive giuste per non essere (quasi) mai banale e fine a se stessa... 

Io e la mia amica Tatuata, abbiamo festeggiato la fine di gennaio, come se fosse la fine dell'anno.
L'abbiamo fatto con l'amica artista, perché abbiamo avuto un gennaio di merda, e non era minimamente accettabile potessere essere l'incipit di tutto un anno. 
Un anno con un 17 di mezzo, per altro. 
E ci siamo divertite.
Tanto.
Senza fare niente.

40 giorni che non sono passati inosservati. 
40 giorni che mi hanno piegato la gobba, ed hanno moltiplicato le rughe. 
40 giorni che volevano piegarmi, ma non mi hanno spezzata.
40 giorni di frasi motivazionali, di autostima ringalluzzita forzatamente, di messaggi trattenuti perché lasciano un sorriso... 

...e rimane una consapevolezza, che trovo in una di quelle frasi trattenute sul telefono, che ogni tanto rileggo per me stessa... e che oggi mi sembra ideale:


martedì 7 febbraio 2017

i primi film del 2017

INDIPENDENCE DAY
Ebbene si. Il mio primo film del 2017 è stato un classicone della fanta-action, con un fichissimo Will Smith più in forma e smagliante che mai... a dire il vero l'avevo registrato, ma il mysky se n'è mangiato la fine, che ho poi prontamente recuperato su youtube... ma questi sono solo dettagli, no? Che dire? E' un film divertente, un film che se lo vedi fa piacere vederlo, anche se sono passati anni ed anni ed anni... Di fantascienza c'è poco, si va beh, gli alieni minacciano la terra, e dalle parole passano ai fatti in quattro e quattr'otto, ma viene più ampliata la parte nella quale l'agente speciale, rifiutato dalla Nasa, finisce per prendere a pedate nel sedere quei nipoti illegittimi di E.T. Ah, vorrei ancora una volta menzionare, lo splendore di Will Smith, uno dei suoi primi film, in stato di grazia a dire poco!

TARZAN + TARZAN & JANE
Un classicone Disney non troppo amato, sicuramente non ai livelli di "Frozen" per le bambine, o di "Cars" per i maschietti, ma che non è nemmeno diventato un cult, com'è successo con "Inside Out". La storia, non credo sia una novità per nessuno, parla di un bambino allevato da una gorilla che ha perso il proprio cucciolo, ma che si prodiga per far capire al bambino, che non sono poi così diversi... nonostante il suo compagno, capo del branco, lo rinneghi continuamente e non lo accetti, Tarzan si danna letteralmente per imparare come essere scimmia. Una volta diventato adulto, l'uomo-scimmia, si imbatte in un gruppo di ricercatori, il professore e sua figlia Jane, approdati in Africa per osservare i gorilla. Tarzan è affascinato dalla deliziosa coppia di inglesi, i quali gli insegnano a parlare e lo invitano a seguirli in Gran Bretagna. Nonostante l'importanza della sua famiglia "animale", Tarzan decide di partire, ma quando scoprirà che la sua gente è in pericolo, non aspetterà un solo istante e si ributterà nella giungla, dove Jane e suo padre lo seguiranno. L'altro film, è una breve raccolta di episodi, dove Tarzan e Jane sono gli assoluti protagonisti, mentre festeggiano il loro primo anniversario...

FREE BIRDS - TACCHINI IN FUGA
Okey, mi sembra evidente che il mio 2017 sia iniziato all'insegna dei cartoni animati... d'altra parte non potevo annichilire del tutto la mia parte bambina, solo perché è passato un anno, no? Comunque, questo film incomincia in una fattoria, dove un tacchino, Reggie, sembra essere l'unico dotato di un certo intelletto, a differenza degli altri inetti suoi simili... Egli, sa quale sarà la sua fine, ma riesce ad essere graziato dal Presidente degli USA, in onore del Giorno del Ringraziamento, e da lì inizia a fare "La bella vita", vivendo in panciolle nella Casa Bianca. Un giorno, Jake un bislacco tacchino, lo trascina, contro la sua volontà, nella sua missione per la liberazione dei tacchini, utilizzando anche una specie di macchina del tempo, per arrivare al primo giorno del Ringraziamento. Che dire? Grazioso. Non è un Disney, e nemmeno ha uno spirito spassoso alla Dreamwork... però si lascia guardare, e alla fine i buoni sentimenti hanno la meglio, quindi...

BLUE VALENTINE
Ne ho sempre e solo sentito parlare bene. Le recensioni parlavano di due spettacolari interpretazioni da parte di Ryan Gosling e Michelle Williams, e devo dire che definirli bravi è poco! La storia è quella di una coppia nelle varie fasi della loro relazione: entrambi giovani e pieni di speranze, quando si incontrano, ma il destino ha per loro in serbo anche tanto dolore e momenti difficili. La narrazione si sposta velocemente da un momento della storia all'altro, e si vedono i personaggi invecchiati e ringiovaniti a fasi alterne. Lei cambia , smette di vederli come la priorità; lui, senza ambizioni se non quella di fare il padre e di far funzionare il matrimonio, si abbandona all'alcol e all'autocommiserazione... Attenzione: non è una storia d'amore! O, meglio, parla dell'amore nella sua interezza, con le sfumature che non piacciono al cinema, perché ci ricordano che può essere doloroso quanto meraviglioso...

UN DESTINO SOTTO L'ALBERO
Fino al 6 gennaio, l'Epifania che tutte le feste si porta via, io avevo consapevolmente deciso che i film di Natale erano più che autorizzati, incentivati al mille x mille! Quindi niente, eccoci qui questo film della tv, prpodotto da Hallmark, su una giovane e biondissima giornalista dal sorrisone stampato, che sogna il matrimonio perfetto col suo fidanzato altolocato, bello e perfetto... In partenza dall'aereoporto per raggiungere lui e la sua famiglia per le feste, si imbatte in una tempesta di neve che li blocca. Affronterà un difficoltoso ritorno a casa, insieme ad una coppia matura, che non ha più la verve dello stare insieme, ed un ragazzo affascinante e dal rancore latente, con la malavoglia di tornare a casa, per via dei dissapori con il fratello. Nello stare con queste persone, la giovane si rende conto che le esigenze sono lontane dalla perfezione... ed il finale è zuccheroso... ovviamente. Va beh dai, se siete in vena di una pellicola facile, che vi faccia sperare nel "...e vissero tutti felici e contenti..." fa proprio per voi.

LA FAMIGLIA OMICIDI
Un cast importante, per una commedia inattesamente brillante. La famiglia di un pastore sta andando alla deriva: moglie insoddisfatta che tradisce il marito, figlia dalla promiscua vita sessuale, ed un figlio vessato dai bulli. Tutto sembra andare a scatafascio, quando arriva una governante dai modi poco ortodossi, che risolverà i problemi dei componenti dei famigliari. Solo che, ben presto, quel "poco ortodosso", si rivelerà drammatico: la governante infatti, elimina fisicamente chiunque minacci i quattro. L'epilogo è tutt'altro che banale... Consiglio assolutamente questa black comedy con Mister Bean, e la splendida Margareth Smith!

LO STAGISTA INASPETTATO
Uno dei pochi film usciti in estate, che è stato davvero apprezzato dal pubblico... Robert De Niro, è un pensionato vedovo ed annoiato, che legge un annuncio di offerta lavoro per stagisti over 60, e decide di presentarsi. Brillante, sensibile e disponibile, l'uomo ottiene il lavoro ed inizia a collaborare con la proprietaria della start up, una nevrotica ma deliziosa Anne Hatway che interpreta una donna in carriera, che ha sviluppato la sua idea, dando vita ad un vero impero. Inizialmente, lei è diffidente e vede nell'attempato stagista un moralizzatore troppo perspicace, ma il suo talento nel starle vicino, nel supportarla e nell'incoraggiarla, la sprona a dargli sempre più fiducia, tanto da presentarlo alla figlioletta e al marito/casalingo. La collaborazione dei due è sempre più stretta e proficua, e si migliorano reciprocamente la vita. Un bel film. Davvero.

CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT
La tecnica mista, tra attori in carne ed ossa, e cartoni animati, che recitano insieme in connubio che non sembra avere separazione, ha fatto di questo film un cult vero e proprio... I protagonisti sono il coniglio Roger Rabbit, accusato di avere assassinato il proprietario dell'ACME, reo di avere intrattenuto rapporti poco limpidi con la sua sensualissima moglie, Jessica; e l'investigatore privato in carne ed ossa, Eddie Valiant, ingaggiato per controllare la rossa irresistibile. I due, si ritrovano a condividere la latitanza del coniglio, che è in verità innocente, anche se inizialmente l'uomo non ha la benché minima intenzione di aiutarlo, perché lui detesta profondamente i cartoon, da quando uno di loro, fuggito nel nulla, gli ha ucciso il fratello in modo terribile, lasciandogli una profonda cicatrice. Ma i compagni di lavoro di Roger, gli altri abitanti di Cartoonia, insieme all'uomo riescono a scoprire che il coniglio è stato incastrato, non ha ucciso proprio nessuno, ma si è trovato invischiato nel litigio per il testamento del signore della ACME, il quale ha deciso di lasciare Cartoonia ai suoi legittimi proprietari... una cosa inaccettabile per un acrimonioso avvocato in cerca di distruzione... Io non l'avevo mai visto, e mi ha divertita, con anche una punta di suspance, lo ammetto!

FLORENCE FOSTER JENKINS
Un'eccentrica ricca ereditiera americana, ha una vita segnata dalla passione spassionata per la musica. Filantropa convinta, Florence vive una vita di leggerezza ed agiatezza, nella New York della seconda guerra mondiale. Affetta da cinquant'anni da sifilide, la donna è maritata ad un affascinante attore che non ha mai sfondato, che ne ricambia teneramente e con molta devozione, l'amore cieco, tanto da renderle invisibile lo scherno della gente, colpita dalla sua eccentricità. Di musica, appunto, la vita della colorata signora, si nutre. Essa decide, non solo di prendere lezioni di canto, ma anche di esibirsi ed incidere dischi. Il talento, purtroppo, non le arride, ma, forte della sua ricchezza generosa che le ha sempre permesso di essere suffragata nonostante tutto, non sa di essere così dannatamente stonata da essere preda delle prese in giro. L'ultimo dei suoi capricci, cantare in un teatro popolato da oltre 3mila persone... Il cast, sicuramente rende il film ottimo, nonostante la trama non sia che un flebile storiella biografica: la "solita" ottima interpretazione di Meryl Streep, che da vita ad una protagonista femminile soave e commovente; un sorprendete Hugh Grant, invecchiato, ma sempre fascinoso, che tra comodo e affetto, dipinge un marito completamente asservito, ma molto determinato alla felicità coniugale; splendido ed inatteso il pianista omosessuale reticente e spaventato, interpretato da Simon Helberg, diventato famoso con il ruolo di Howard, nel telefilm "The Big Bang Theory".

CHIAMATEMI BABBO NATALE
Sempre forte dei film sul mysky, ho visto questa commedia "datata" con Whoopy Golden, che interpreta una registra televisiva, specializzata in pubblicità, disillusa dalla vita, ed alquanto allergica al Natale e alle sue influenze, dopo che, da bambina, aveva chiesto a Babbo Natale il ritorno del padre dal Vietnam, e le cui speranze erano state annichilite dalla morte dello stesso proprio nel periodo dicembrino. Il fato, però, vuole che sia proprio lei a dover vestire i panni di Babbo Natale, il quale va sulla terra per convincerla a diventare il nuovo Santa Claus, dato che sono passati 200 anni dall'inizio del suo mandato, e si da il caso che proprio ogni 200 anni, si debba cambiare persona che riveste il ruolo. Naturalmente, la donna non accetta la proposta di Babbo Natale; il quale, per avvicinarla, si finge un attore pronto a recitare negli spot che lei gira. Ma alla fine, altrettanto naturalmente, i buoni sentimenti, hanno la meglio! Un film dolce, che ha degli spaccati che fanno sorridere.

KUNG FU PANDA 3
Il terzo capitolo che vede protagonista il panda Poo, si apre nel regno degli spiriti, dove il maestro tartaruga Oogway, è derubato del suo Chi, dal nemico bufalo Kai, e trasformato in un amuleto di giada. Prima di soccombere, tuttavia, la tartaruga lo avvisa che il Guerriero Dragone vendicherà questo atto, e lo sconfiggerà; ma questa cosa non impensierisce il malvagio, il quale decide di andare sulla terra per cancellare il ricordo e le azioni di Oogway, e lo fa prendendo il Chi dei vari maestri, tramutandoli nel suo personale esercito, che cercherà di convertire ogni adepto del nemico sconfitto. Nel frattempo, sulla terra, il maestro Shifu, passa lo scettro dell'insegnamento a Po, tra lo sconcerto generale, infatti il panda non sembra essere capace di rivestire tale importante ruolo, nonostante il suo maestro lo investa di fiducia. Come se non bastasse, presso il ristorante di suo padre, Po conosce il suo vero padre, un panda grande grosso ed affamato, il quale lo convince a seguirlo nel villaggio dei panda, perché sembra che lì il protagonista, possa capire come sconfiggere Kai, imparando il segreto del Chi. In realtà, il papà-panda, non sa come aiutare davvero Po, il quale, tuttavia, imparerà che per vincere, basterà assecondare la natura di ognuno, affinché il Guerriero Dragone possa salvare tutti. Un capitolo meno divertente, che un po' si trascina, nonostante sia piacevole per una serata in casa...

ASSASSIN'S CREED
Faccio una premessa doverosa: io questo film non l'ho capito bene. Sono andata al cinema, non perché fan del videogioco playstation, del quale non so niente di niente, ma perché avevo letto bene, ma davvero davvero bene, delle interpretazioni di Michael Fasbender e Marion Cotillard. Quindi niente, mi sono seduta in una sala gremita, l'ultimo sabato pomeriggio festivo, e inizio a vedere un film violento, pieno di sottotitoli che traducono lo spagnolo, con un inizio che premette cose che io non so, ma che si dovrebbero intuire, non so per quale cavolo di motivo... e niente, capisco che c'è questo criminale destinato alla sedia elettrica che è morto. O forse no, perché si ritrova vivo, grande grosso ( e fascinoso) in una clinica privata, spagnola, dove fanno ricerca. Su cosa? Esattamente non l'ho capito... la cosa chiara è che c'è questa bella scienziata, la Marion appunto, la quale sogna di poter sconfiggere la violenza, un sogno utopistico, che persegue grazie alla forza delle sue conoscenze. Si viene a capire che lei, e suo padre, un egocentrico professore che segue e manipola la figlia e le sue scoperte, fanno parte dei Templari, e che insieme, cercano come sconfiggere gli Assassini, dei violenti mandanti del credo. Per avvicinarsi ai loro scopi, usano questa scoperta scientifica, che sta a metà tra una macchina del tempo, ed uno sviluppatore di regressioni, che porta il Michael a muoversi tra il presente ed un passato, nel quale il suo antenato guerriero si muoveva con sicurezza e crudeltà...  Ora, più avanti di così non sono riuscita ad andare. Non che abbia dormito o altro, ma, a parer mio, la narrazione è andata in vacca. Punto.

IL RE LEONE 3 - HAKUNA MATATA
Lo avrete capito, che io ai cartoni animati non so dire di no... nemmeno a quei sequel, buoni per i dvd da regalare alle feste ai nipotini. Ecco, questo è proprio il film tipo, una gioiosa storiella su come siano diventati amici Timon e Pumpba, il suricata ed il facocero che hanno allevato Simba. La storia è facile facile, tenera e spassosa quel poco che basta per non annoiare, sebbene non sia stata chissà quale grande visione, mi ha fatto comunque piacere vederlo... Alla fine, mentre sullo schermo scorreva, io riuscivo a fare altre mille cose, quindi...


CREED NATO PER COMBATTERE
L'ultimo (?!) capitolo del re del ring, Rocky Balboa, vede un protagonista differente, Adonis, il figlio illegittimo del compianto Apollo Creed, il quale viene adottato dalla moglie di Apollo, che lo cresce come fosse suo, impartendogli una cultura, e cercando di tenerlo lontano dai combattimenti... ma la passione lo infiamma, ed il ragazzo, fattosi uomo, decide di andare dall'amico/avversario del padre, per imparare a boxare. Inizialmente Rocky non è dell'idea di aiutarlo, tuttavia tra i due si instaura un rapporto bello e famigliare, che farà bene ad entrambi, e porterà loro delle vittorie, non solo sportive. Il buon vecchio Ford, quando lo lessi, era entusiasta di questo revival di alto livello, e non era certo l'unico, tra i miei amici cine-blogger che lo apprezzò moltissimo...  ed effettivamente, sebbene io non sia una fan sfegatata della saga (che ho comunque visto ed apprezzato in tutti i suoi n film) questo capitolo, mi è proprio piaciuto molto molto.

COLLATERAL BEAUTY
Vuoi non andare a vedere un film con Will Smith? Inaccettabile! Quindi niente, si sa che si piangerà alla grande, ci si siede in sala e si aspetta. Il film è la spiegazione della bellezza collaterale, e della sua importanza, il fascino inatteso di un gesto gentile, lo splendore delle cose senza spiegazione, la luce che un incontro una persona o un luogo può irradiare, sono tutte cose che possono riportare vita alla vita. Il protagonista principale è proprio Will Smith, il capo di un'agenzia pubblicitaria, che, a causa della morte della propria figlioletta seienne, si trova a non saper fronteggiare la crisi nella propria esistenza. I suoi tre soci, nonché carissimi amici, decidono di vendere le quote dell'agenzia, pur di trarre in salvo i propri risparmi, ma per farlo debbono dimostrare che, chi li dovrebbe dirigere, non è più capace di intendere e volere. Per ottenere questo scopo, ingaggiano degli attori, che impersoneranno le tre cose, alle quali l'uomo da la responsabilità del suo sprofondare: l'amore, la morte ed il tempo. Alla fine lo scopo è raggiunto, ma la cosa incredibile è che, proprio grazie a questo imbroglio ai danni di un uomo tormentato, saranno le vite non proprio serene dei tre soci, a cambiare completamente. Un bel film, natalizio, nonostante in Italia sia uscito dopo, che tocca nel profondo... me sicuramente che ho pianto come un vitello!

DEAR JOHN
Non un film di primo pelo questo, ma che mi mancava e alla cui mancanza ho sopperito, una mattina di insonnia profonda. Tratto da un lacrimoso libro del sentimentalissimo Sparks, Channing Tatum è John, un militare in licenza, che va a trovare il padre, e che, nel corso della vacanza, si innamora di una bionda bella ragazza, Savannah la quale gli fa scoprire l'amore. I due, iniziano una relazione romantica e dolcissima, ben vista dalla famiglia della giovane, ed anche dal padre del ragazzo, il quale è affetto da una forma di autismo, riconosciuta dalla stessa Savannah, che si prende cura di un bambino malato, e che non ha mai avuto un buon rapporto con il figlio. Alla ripartenza di John, i due si giurano amore, ed iniziano a scambiarsi delle lettere amorose, nelle quali si raccontano le reciproche vite, ma l'idillio non ha lunga vita perchè, come si suol dire... lontano dagli occhi, lontano dal cuore...

SOGNANDO BECKHAM
Ecco uno di quei film che ha segnato l'adolescenza di moltissimi... non la mia che ero arrivata a 31 anni passati e trapassati prima di vederlo! Comunque, una domenica fredda come il porco, è stata allietata esattamente da questa visione! Jess, una ragazza di origini indiane dalla famiglia molto tradizionalista, ha il sogno di giocare a calcio e si imbatte in Jules, un'inglesina maschiaccio, la quale la coinvolge nella squadra dove gioca. La ragazza, tramite una fitta rete di menzogne alla famiglia, finisce per unirsi alla piccola squadra, che ha poco risalto, ma grosse speranze, grazie anche ad un giovane ed appassionatissimo allenatore, del quale sia Jess che Jules sono invaghite, e che le porterà a litigare, mettendo a repentaglio l'amicizia reciproca. Un filmetto di quelli che non passano inoservati, perché hanno segnato un'epoca... e non vederlo è un delitto!

CAROL
Ecco, questo film avevo proprio una gran gran voglia di vederlo! Al cinema non ero riuscita, sai tu per quale motivo, e mi ero detta andrò alla rassegna estiva. E poi avevo paccato pure quella. E siccome non guardo film in streaming e non compro dvd, ho dovuto per forza aspettare il passaggio Sky. Allora, è la storia di una donna, nell'America benestante degli anni 50. Una bella donna, con una figlia, ed una propensione per il gentil sesso. Il matrimonio è insoddisfacente, ma il marito  non demorde e non la lascia andare... Quando incontra una giovanissima commessa, la passione esplode, e nonostante si chiami "condotta immorale", il sentimento che le lega, esse ci si lasciano andare in modo totalitario. Purtroppo, le convenzioni sociali danno loro contro, in un modo che logora anche l'unione che hanno... Una storia bella, senza eccellere nella sceneggiatura, resa ricchissima, quasi opulenta, dalla magistrale presenza di Rooney Mara e dalla Cate Blachett in stato di grazia più che mai!

ALLIED
In teoria, secondo i gossip mai confermati, questo film è la causa del divorzio della coppia d'oro Brangelina... sarà vero? Chissà... fattostà che la Cotillard, è attualmente pregna, ma del suo compagno, e a Brad, se anche si era invaghito della splendida francese, non è rimasto che un pugno di mosche, oltre agli alimenti da pagare... Ciò posto, il film è un bel ritratto storico ambientato nella seconda guerra mondiale, due spie insidiate a Casablanca per uccidere degli ufficiali tedeschi, si fingono marito e moglie, e finiscono per innamorarsi e sposarsi sul serio. Alla fine della guerra, si trasferiscono a Londra, dove mettono su famiglia, ed hanno un tran tran bello, felice ed innamorato. Peccato che, pare, la donna sia una spia tedesca, che ha preso l'identità di una soldatessa francese uccisa... pare... perché il marito, non si da pace, e non sa rassegnarsi e credere alla cosa... Un Brad Pitt dalle espressioni statiche, si trova sempre meglio in ruoli che portano in quel dato periodo storico, Marion Cotillard è bella in modo impressionante, e riesce a dar vita ad un personaggio memorabile.


UN MOMENTO DI FOLLIA
Due amici di vecchia data, vanno nella casa del padre di uno di loro, in Corsica, con le figlie diciottenni, per una vacanza padre-figlia. I rapporti matrimoniali di ambedue sono alla frutta, e tra la ricerca di un flirt e la poca comprensione delle ragazze, in un angolo dimenticato dalla wi-fi, i giorni passano. Fino a quando, una sera, la ribelle non ancora diciottenne Luna, non circuisce l'amico del padre, a sua volta padre della sua migliore amica... Inizia una corte serrata da parte dell'avvenente Lolita, che vuol fare capitolare in una vera e propria relazione l'avvenente quarantenne, tra i sospetti della figlia dello stesso, e la distrazione bizzarra dell'amico... Un filmetto francese che potrebbe essere scandaloso, ma non lo è. Potrebbe essere divertente, ma non ci riesce, e alla fine è puro intrattenimento senza pretese, ma senza nemmeno brillio... a parte Vincent Cassell che è veramente fighissimo!

MOTHERHOOD
E chi cavolo lo conosceva sto film? Cioè, senza nulla togliere alla Uma Thurman, che è brava la sua parte eh, mica dico di no, ma io di mamme da film, che non mollano mai e sanno fare tutto tutto in modo assurdo, ricordo in particolar modo la Sarah Jessica Parker, che spaccia una crostata da supermercato per sua in "Come fa a far tutto"... invece niente, questo film del 2015 me lo guardo in una notte/mattina di insonnia, e ci trovo una commedia piacevole: una mamma super stressata, alle prese con la festa di compleanno della figlioletta seienne, ha la passione per la scrittura, ed è proprio scrivendo sul suo blog che trova un concorso, per riuscire a fare della sua passione una professione... purtroppo non c'è tempo e ci sono troppi impegni, e poi c'è il rapporto col marito da tenere vivo, una vicina di casa della quale occuparsi, un quartiere newyorkese che fa gola ai registi, eccetera eccetera...

NOI E LA GIULIA
Pellicola italiana che, quando uscì, ebbe un grande successo di critica. Quattro uomini, che hanno sostanzialmente fallito nella vita, e non si conoscono, decidono di unire le forze ed i risparmi, per acquistare e rimettere a nuovo un casolare nella campagna napoletana, così da farne un agriturismo. Nonostante nessuno di loro abbia una vera e propria esperienza nell'ambito della ristorazione, i compagni si mettono all'opera, senza lasciarsi scoraggiare dalla moltitudine di lavori da fare. Purtroppo, si trovano a scontrarsi contro il pizzo, che degli strozzini vengono a richiedere per lasciarli lavorare nella zona. Il "vecchio" del gruppo, un appassionato Claudio Amendola che interpreta un comunista vecchio stampo, pieno di valori ed ideali, non accetta di piegarsi alle marchette, e rapisce il malfattore, sotterrandogli l'automobile, per poter far sparire la sua presenza. All'avvicinarsi dell'inaugurazione, i quattro si ritrovano a farsi aiutare dall'uomo che cercava di minacciarli, il quale si rivela una buona manodopera, e grazie alla cui auto si crea un'atmosfera inattesa e quasi magica... ma basterà questo a sopravvivere in un ambiente di stampo mafioso? Un argomento spinoso, che riflette una parte di società marcia, trattato con leggerezza e con buoni sentimenti. Un film piacevole, ben interpretato, decisamente, ma al quale non accorderei più di un 6 risicato...

LA CUSTODE DI MIA SORELLA
Lacrime ne abbiamo avute? Oh si, tante, decisamente tante tante... E si che avevo già letto il libro! Beh, la storia, si presenta fin da subitissimo pronta a dilaniare... una famiglia potenzialmente perfetta, segnata da un avvenimento terribile: appena cinquenne, alla piccola Katie, viene diagnosticato un cancro. Il medico, valutati i parenti, annuncia ai parenti che nessuno è compatibile con la bambina, che è quindi destinata al peggiore degli epiloghi... a meno che non le si metta al mondo una sorellina, Anna, il cui DNA manipolato con perizia, possa venire incontro alle esigenze mediche della sventurata sorella maggiore. All'ennesimo problemone di salute della ragazza, divenuta una teenager, la piccola Anna si rifiuta di collaborare ancora, e chiede un'affrancamento dai genitori, rei di averla usata come cavia. Attoniti i genitori, in special modo la madre, anima e cuore della famiglia, che difende con unghie e denti, a discapito della sua stessa esistenza, iniziano una lotta contro questa presa di posizione... in una bolla, a tratti incredibile, a tratti sospetta... Cameron Diaz, nei panni di una madre coraggiosa, è molto intensa... chi si salva dal piangere, ha tutta la mia stima!

QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA
Io e Jn siamo a casa, abbiamo mangiato un hamburger gigante, ci siamo bevute litri di bibite gassate, e passiamo un sabato sera sul divano. Scelgo questo film, che registro da Sky, perché mi ispira. E non sbaglio per niente proprio. Un ragazzo, sostanzialmente sfigato con pochi amici e molto scazzo adolescenziale, con una passione per la cinematografia d'autore, viene spronato dall'ingombrante madre a stare vicino ad una compagna di scuola malata di leucemia. La ragazza è spiritosa ed incoraggiante, e riempie la vita un po' piatta del nuovo amico, il quale, insieme all'unico vero amico e "socio" nella passione del cinema, decide di girare un film per l'amica malata. I movimenti di cuore ed anima la fanno da padrona, e la forza spiritosa del linguaggio della pellicola, toglie totalmente la pesantezza dell'argomento, che non diventa mai pietoso o lacrimoso, ma che rimane sempre occasione di riflessione, senza la benché minima idea di pretesto per rendere la situazione pressante di rimpianto o disperazione... per chi avesse voglia di un intrattenimento bello, lo consiglio alla stra grande!

PROVINCIA MECCANICA
Io non lo so cosa mi scatta nella testa quando mi viene in mente di registrare sul MySky determinati film... forse il fatto che fosse con Stefano Accorsi, che è un attore che mi piace molto ha influito decisissimamente... non lo so... fattostà che sto film non l'ho capito, nel senso che mi sa che ho saltato un passaggio e alla fine mi è sfuggito qualcosa... può accadere no? Nel senso che, c'è questa famiglia, nono particolarmente abbiente, che vive nella provincia emiliana, credo. Sono una coppia giovane, con due figli piccoli, e qualche problema, anche economico, di troppo, tanto che un'assistente sociale li vessa perché la figlia maggiore non frequenta adeguatamente la scuola. Si barcamenano, fino a quando la nonna materna, non consegna alla legge la nipotina più grande. Da lì degenera tutto. La mamma entra in depressione, rimane incinta da una relazione occasionale con un meccanico rumeno. e quando nasce la bimba, e suo marito si accorge che non è figlia sua, tutto precipita ancora più a fondo. Una botta di vita sto film insomma... un affresco positivo e incoraggiante come un calcio in bocca insomma!

IL GRANDE SOGNO
Jasmine Trinca, Luca Argentero e Riccardo Scamarcio. I primi sono due universitari politicamente impegnati, che occupano la Sapienza di Roma durante i tumulti del 68; l'altro, è un giovane poliziotto pugliese con velleità da attore, che viene infiltrato nell'istituto per controllare la situazione da dentro. Laura è di buona famiglia, ha due fratelli, anch'essi coinvolti nell'occupazione, e due genitori borghesi che guardano con paura e diffidenza alla situazione generale. Lo scenario è di fortissima idealizzazione, un utopico bisogno di sfogare la giovanile irruenza in una ribellione contro lo status quo, e la società che li circonda, e dalla quale non si sentono affatto rappresentati. Nemmeno Nicola, uomo di legge per forza, vorrebbe combattere davvero il movimento, tanto più che si innamora della bella attivista e cerca di agevolarla e starle vicino. Libero, invece, pur intrecciando anche lui una relazione con Laura, non ha un vero sentimento amoroso per lei, ma solo per il riscatto che cerca con spasmodico impegno, anche con metodi violenti ed iracondi. Alla fine tutti diverranno grandi, inseguendo e trovando il loro sogno. Un film storico molto bello, ed anche parecchio intenso. Consigliato davvero.

LIFE
James Dean, attore americano morto decisamente troppo presto, dopo aver conosciuto un fulminante e sfolgorante successo, ebbe tormenti veri, figli di un animo eccessivamente tormentato. A raccontare la sua storia un fotografo di grande talento ma di scarso successo, il quale intravede nella giovane promessa cinematografica, il vero volto di un cambiamento che stava mettendo radici, e si convince di dover essere proprio lui ad immortalarlo. Nonostante la rivista "Life", lo incoraggi a prendere altre strade, Dennis, segue James in Indiana, dove vive la sua famiglia, e lo ritrae in scatti oggi diventati storici, che mostrano la vera essenza di una leggenda senza fine. Un biopic interessante, inedito e luminoso, decisamente molto ben interpretato, sebbene in alcune parti sia trattenuto, quasi lento. Il soggetto di questo film è più la ricerca che altro, la ricerca di un fotografo del suo vero talento, e la ricerca di un giovane attore vanesio non ancora arrivato, della stella più luminosa da cavalcare per arrivare in alto.

APPUNTAMENTO CON L'AMORE
Un film che dura un'ora e mezza, e che non credo avrei mai voluto vedere al cinema... anche perché se mi avessero spillato 8 euro e cinquanta centesimi, per questa commediola idiota, sarei uscita con un prurito alla pleura, che ve lo raccomando! Comunque, fa ridere, parecchio, questo si. La trama? Semplicissima e pure un po' sempliciotta: una bella neo laureata appena piantata dallo storico fidanzato, viene convinta dalla coinquilina ad accettare un appuntamento al buio, per una notte brava tra le lenzuola... S'imbatte in un ragazzo spiritoso, e spigliato, con la quale è obbligata a passare ben due giorni, poiché su New York s'imbatte una tempesta di neve, la quale li blocca in casa per un tempo più lungo della semplice nottata. Rivanno a letto insieme, dopo essersi detti i reciproci errori nel sesso, trascorrendo passionalità e divertimento assoluto, ed iniziando anche a provare qualcosa reciprocamente... peccato che, la ragazza si accorga della presenza, non prevista e molto poco piacevole  di una fidanzata, che viene malamente giustificata, e che l'allontana da quello che poteva essere un potenziale nuovo scoppiettante amore. Guardatevelo a casina, tra pop corn ed amici dalla risata facile!

GREASE 2
Mia sorella mi ha detto: "perché vuoi rovinarti uno dei tuoi film preferiti, vedendo un seguito orripilante?". Effettivamente, "Grease", fino ad una quindicina d'anni fa, era il film che amavo di più in assoluto, tanto che ancora oggi lo conosco a menadito, so tutte le canzoni a memoria, così come le battute, ed ho anche fatto Rizzo, nella trasposizione teatrale che ci ha fatto fare il prete in oratorio! Quindi, partivo con il cuore colmo di aspettative... sebbene sapessi che non potesse essere altrettanto bello questo sequel! Comunque, siamo a qualche anno dal diploma di Sandy e Denny, e alla Rydell School, ci sono ancora T.Birds e Pink Ladies, che hanno l'accordo di supportarsi vicendevolmente, e di poter uscire solo tra loro. Stephanie, la più carina e spumeggiante delle ragazze, usciva con il capetto dei ragazzi, tuttavia tronca la storia, e si innamora di un misterioso motociclista del quale nessuno conosce la vera identità... Si tratta di Michael, l'impacciato e tremante cugino di Sandy, trasferitosi nella scuola, ed immediatamente invaghito della bionda tutta pepe. Tra gag prevedibili, canzoni ballate e cantate, e personaggi certamente dimenticabili, a differenza del primo capitolo, "Grease2" vede una bellissima e giovanissima Michelle Pfiffer agli albori della carriera, ed una trama scontata ma non così orripilante... se vi ci approcciate con scarse aspettative, rischierete anche di divertirvici!

16 DESIDERI
Da quando aveva solo 8 anni, Abby pianifica il giorno del suo sedicesimo compleanno, esemplificando tutto questo in una lista di desideri, 16 per l'esattezza, che quel giorno vedranno la realizzazione... questi sarebbero i piani teorici, ma a volte la magia ci si mette, ed una simpatica specie di fata madrina, interviene proprio nel giorno del suo sedicesimo compleanno, concedendo alla ragazzina 16 candeline da accendere, per poter vedere l'espressione dei suoi desideri di bambina... peccato che le ripercussioni di questi volere infantili, siano decisamente inattese, e non tutte poi così desiderabili rispetto a quello che ci si potesse auspicare... Un migliore amico deluso, diverse persone maltrattate nel prevaricare di Abby, ed esperienze avvenute talmente velocemente da non poter essere ne godute ne risultare opportune. Sovente spoiler... il lieto fine è scontatissimo, però il film è comunque abbastanza piacevole... da teenager si, ma anche carino dai.

SINGLE MA NON TROPPO
La commediola idiota è sempre cosa buona e giusta... non è che esalti la cinematografia mondiale, ma ti da qualche ora di svago, il ché, da queste parti, è sempre cosa buona e giusta! Che dire e dirvi? Una fanciulla che si è sempre comportata impeccabilmente, tutt'un tratto decide di lasciare lo storico fidanzato, per vivere un periodo dissoluto, in accordo coi suoi anni. Inizialmente si sente un po' persa, ma fa presto amicizia con una nuova collega, che sprizza vitalità e spirito d'iniziativa, e la porta a prendersi le sue belle soddisfazioni... tra incontri con uomini sbagliati, e ritorni di ex, c'è anche una sorella che decide di mettere al mondo un figlio sola soletta, ed una fanciulla che fa battere forte il cuore di un barman senza scrupolo con il gentil sesso... risate e scrollatine di spalle!  

BABADOOK
Che una possa volersi male è anche concesso... ma che io decida di trascorrere il venerdì sera, a casa, da sola, con un horror... è vagamente masochista, no?! Beh, eppure ormai l'ho fatto, e vi dico che il mio ultimo film del gennaio 2017, è stato "Babadook". Una donna esaurita a dire poco, sta crescendo da sola un figlio difficile, un bambino con problemi di socializzazione che ha strani comportamenti, e fissazioni allucinate ed allucinogene. Una sera, il ragazzino trova un nuovo libro di favole, pare, che chiede alla genitrice di leggere. Sarà l'inizio di un temibile incubo: è la storia di un mostro delle tenebre, che pare proprio rivolgersi alla donna quando le pre annuncia che mieterà orrore e sangue nella sua esistenza, già fortemente minata... Ecco, va beh, premesse a parte, non è che faccia stra mega super paura... però le condizioni di visione, diciamo, erano un po' terrorizzabili... no?

giovedì 2 febbraio 2017

Runner girl

Corro.
Poco male e senza farlo nel modo corretto, ma corro.

Era un progetto che avevo messo in cantiere da tanto, poi, come mi capita puntuale come la sveglia nella pancia del coccodrillo, l'avevo assoggettato ad altro, fingendo non mi importasse poi molto, solo nell'atavica paura terrorizzata di perdere la trebisonda e di lasciarmi deludere da me stessa... 

Io faccio così: mi saboto.
E chi mi legge lo sa.

La corsa è stata una curiosità prima, una speranza poi, un'aspettativa nel crescendo, una messa in pausa nel momento peggiore, ed alla fine un prurito recondito.

Ed ora rieccola qui.

Corro.
Poco, male, sul tapis roulant (che è bestemmia per i runner degni di questo nome), ma lo faccio.

Ed ho completini fotonici, e scarpe costosissime ed ultra mega stra tecniche

Correre non mi rilassa, ma ho scoperto che rilassarmi non è la mia massima priorità. 

...nel senso...
Dato che dormo in media 3/4 ore a notte, ne avrei un certo bisogno, ma tutte le cose potenzialmente rilassanti, diventano motivo di stress allucinante.

Prendete i massaggi: la SuperMamma ha un centro estetico, e per me i trattamenti sono gratuiti, eppure ho dovuto prenderlo come un impegno obbligato il farmi massaggiare viso e corpo una volta a settimana. 
E lo faccio solo perché ho la pelle secca come quella di un'ottantenne sun addicted!

Eppure, per qualsiasi essere umano dotato di un minimo di intelletto, massaggio=relax.

Non per la sottoscritta, che lo vive come un'intrusione nel suo privato, e che si deve pippare l'estetista che non la smette di ribadirmi che devo rilassarmi... con il risultato che le mangerei la faccia!

La corsa quindi, mi piace perché mi strema.
Mi tiene sul "chi va là", non mi permette di fare altro che non sia far andare piedi chilometri e minuti, e mi fa pensare poco.

Ecco questo si, se corro non penso, se non penso sono più felice di vivere in mia compagnia.

...perché che fai o che non fai, io alla fine penso (sempre) troppo.

E questo è un cazzo di casino.
Di corsa, in auto o in ginocchio che sia.

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...