lunedì 31 ottobre 2016

halloween secondo me

31 ottobre
Notte dei morti viventi
Bambini vestiti da streghe e demoni
Ricatti a suon di "Dolcetto o Scherzetto"
Serate in discoteca, dove troieggiare in libertà

Io ancora non so che farò
Domani è festa, qualcuno oggi fa il ponte

Io no
Io sono al lavoro
Che va benissimo, perché i corsi saranno a tema e mi divertirò

Stasera ancora non si è ben deciso cosa si farà
Brescia si è svegliata con mille opportunità di cose da fare
Ma, conoscendo la nostra voglia di dolcevita, già so che se si fa, si fa un cinema

Comunque,
ieri mi sono vista un filmetto a tema:
"La casa dei fantasmi"
commedia Disney con Eddie Murphy,
carina, senza pretese, e sicuramente non un film di Halloween per eccellenza

Volete mettere
un Burton di qualità tipo
"Nightmear Before Christmas",
o un horror di quelli fatti come Dio comanda,
o un classicone del genere "Famiglia Addams"?

Eh va beh,
a parte il cinema,
la parrucca di Mercoledì,
e una dose extra di caramelle
da consegnare ai bambini in visita,
il mio Halloween ha il sapore della zucca

Giovedì
la mia amica Peppa
mi ha regalato una zucca violina
e mi è venuta voglia di fare una torta di zucca.

E' uscita parecchio bene
soffice, di un bell'arancio predominante,
pochi grassi che strizzano l'occhio alle fissate,
facile facile da preparare e di soddisfazione assoluta!

Siccome
ho postato la foto
su facebook ed instagram
raccogliendo un numero elevato
di richieste di condivisione della ricetta,
come posso io non accordare questa cosa ai miei amici/follower?

Quindi,
attivata la modalità
Patalice super foodblogger!

TORTA DEI MORTI DI ZUCCA
nome adattissimo e molto gioioso, no?

250 grammi di zucca (anche se, lo ammetto, io un po' sono andata a occhio...)
150 grammi di farina di frumento
50 grammi di farina di castagne
150 grammi di zucchero di canna
2 uova
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di miele
2 giri di olio (io l'ho usato extravergine di oliva, ma di semi è comunque accettato)

Prima di tutto fate cuocere la zucca al vapore, rendendola bella morbidina.
Io ci ho messo una ventina di minuti.
E poi l'ho lasciata intiepidire.

A questo punto, ho preso le 2 uova e le ho montate a neve insieme allo zucchero,
facendo raddoppiare di volume il composto.
Frullate la zucca con miele ed olio, fino a vedere che la sua densità è fluida e malleabile,
ed unitela alla montatura a neve.
Mesciate infine farine e lievito, unendo il tutto, con molta molta lentezza,
mentre continuate a frullare attentamente.

Prendete della carta da forno,
bagnatela strizzatela e foderate una teglia da plumcake.

Versate il composto nella forma,
e mettetela nel forno preriscaldato a 180 gradi,
per una quarantina di minuti.

E' una torta che deve rimanere molto morbida,
a tratti quasi bagnata,
perché la presenza della zucca la rende tale,
quindi non preoccupatevi!

Ah, vista questa caratteristica,
è sicuramente migliore da mangiare il giorno dopo!
L'attesa varrà la pena!

venerdì 28 ottobre 2016

Contemplazione

Contemplazione.

Ecco questa parola ha un ché di molto bello, non trovate?

A tratti mistica e misteriosa, in soldoni debbo dire che mi sento appartenermi pari a zero.

Mi piace pensare che, il weekend, sarebbe bello trascorrerlo sul divano, tra la quiete di una tazza che fuma, il plaid steso sulle gambe, ed un filmone in costume, in sottofondo.

Poi però, dopo il riposino post pranzo, mi assale la voglia di fare-fare-fare.
Non ce n'è per nessuno... io necessito di pepe!

E quindi nulla, parlando del weekend della settimana scorsa, prima di godermi quello pseudo lungo che ha da arrivare, dopo una mattinata dedita allo shopping perfetto, non fosse la SuperMamma che gode del buon umore di Frollo, l'arcidiacono di "Notre Dame de Paris", passo ad un pomeriggio dai vaghi contorni nerd, alla fiera del fumetto della mia beautiful city Brescia, dove prendo un paio di Pop Funko della collezione di Hogwarts, Luna Lovegood, e Draco Malfoy (che mia sorella tifava per il Dissennatore, ma io me la sono fatta sotto al pensiero!).

Questa storia che un po' sono nerd, ha contorni sempre più veri e veritieri.

Tra la caterva di serie TV che mi appassionano, le collezioni incrementate ad ogni cambiar di luna, il malloppo di libri letti annualmente, mi chiedo come mai il topino da biblioteca style, ancora non si sia impadronito di me! 

E si che non sono mai stata secchiona: ho frequentato il liceo classico, studiando il minimo indispensabile e solo le materie che mi piacevano, e sono sempre riuscita ad emergere per lo spirito barricadiero e la risposta pronta e senza peli sulla lingua, che mi è valso un esame di maturità che, sebbene non riuscirei mai a riaffrontare, ricordo come uno dei momenti di punta della mia esistenza!

È strano come la natura di ognuno di noi cambi nel tempo, e con il corso delle cose, in un andirivieni di sensazioni a tratti giustissime, a tratti fallimentari.

Perché chi eravamo al liceo, stracolmi di certezze su di noi, ed il mondo che ci ruota intorno, non ha vera assonanza, il ritratto di noi appena (?!) dieci anni dopo! 

Anzi, considerati i miei continui e perpetranti dubbi amletici sull'essere e  non essere, penso sempre con stima a quella Patalice là; che non sapeva niente, ma lo faceva nel modo giusto! 

mercoledì 26 ottobre 2016

Di sogni, che di vero o infranto hanno poco, se non la caduta del mioimpeto femminista!

Ho fatto un sogno bollente con me e Alvaro (Soler) abbarbicati in un kamasutra, che francamente trovo difficile in natura, a meno che io non diventi Vanessa Ferrari...

Ad una certa, mentre sudati ed infuaiati reclamiamo la presenza l'uno dell'altro, spalanca le porte Federico (Fedez) e mi da della zoccola.

A parte la difficoltà probabile (?!) dell'effettiva realizzazione di sto viaggio onirico vietato ai minori (ma io ho un certo dolore all'interno coscia che devo capire se è stato il cross fit di ieri, o è successo davvero...), mi sono ritrovata ad essere alquanto incazzata con Fedez.

Come zoccola?
Cioè si, dal momento che io e lui eravamo fidanzati (è un dettaglio che si evince chiaramente) io non ho proprio agito da Santa Maria Goretti, ma Alvaro è suo amico!
Cazzo un'apostrofare anche allo spagnolito, ci stava, no?!

Poi mi è venuto in mente che no, magari Alvaro è solo un collega, uno che ha visto un paio di volte a settimana per registrare i provini di Xfactor, col quale si è fatto un paio di selfie, commercialmente appaganti (genio del marketing quel cornuto dell'amore mio!), e che adesso ci si vede il giovedì sera, ciao bello!

Io, invece, sono la sua compagna (dite che sta cosa mi sta sfuggendo?!) avrei dovuto riservargli rispetto, e non l'ho fatto, mi sono lasciata infiammare le gonadi dal cantante latino, inerme di fronte a quel fascino ciuffettoso, e senza rispetto per quell'egocentrico tatuato che m'aspettava a casa. 

E me la prendo se lui si incazza con me e non con l'altro?!

Ma cacchio, allora sono proprio una donna! 

Eh sì, perché siamo noi donne ad infamare di parole le amanti dei nostri uomini, convinte li abbiano ammaliati come novelle Sirene Odissee, lasciandoli porci e sguarniti, senza possibilità di ribellione o contrattacco. 

...come no...
Poi c'è la marmotta che confeziona la cioccolata! 

Mi pregio di essere moderna, femminista e di larghe vedute, poi mi faccio fottere dal sistema insito, e cado nel tranello del facile odio verso il terzo incomodo, lasciando libero dall'ingiuria il mio compagno, colpevole solo della sua natura penemunita. 

Mi detesto per questo. 

Perché noi donne siamo tante piccole?
Perché diciamo che ci hanno fregato l'uomo, è mai che il nostro uomo ci ha fatte cornute?

Propendo per la responsabilità presa di ogni azione commessa, ferma nella certezza che se lasciamo accadere una cosa che potevamo fermare (esenti eventi socio politico o disastri naturali) ci sia stato atto di colpa, nel mancato atto stesso.

Perché anche non fare è una scelta, non credete al contrario. 

lunedì 24 ottobre 2016

Alla ricerca del risolto

Casomai, nella vita, diventassi una cantante, penso farei tutti video alla Jovanotti in "L'estate addosso", con me stessa cazzona, vestita da Elvis, intenta in un'arte danzerina, con la voglia di libertà davvero dipinta.

Non penso mi capiterà di fare un video, ma se dovesse ho già bene in mente quale sarà il mood. 

La rassicuranza del saputo, ha un peso non da poco, ed io, che sono perennemente alla ricerca di risoluzione, penso che le persone risolte sappiano. 

Ecco, credo proprio che quando sarò risolta è perché avrò un sacco di certezze.
Certo, non la smetterò di cercare, perché chi dice che chi si ferma è perduto, la sa lunga, ma avrò dei punti fermi. 

Ad esempio saprò cosa voglio. 
Si si, saprò cosa voglio. 

Voglio davvero diventare mamma?
Voglio davvero aprire una libreria?
Voglio davvero viaggiare da sola?
Voglio davvero tenere il mio libro in un cassetto?
Voglio davvero fare yoga?
Voglio davvero collezionare tazze?
Voglio davvero abbonarmi a "netifix"?
Voglio davvero fare il lavoro che sto facendo?
Voglio davvero cambiare disposizione alla casa?
Voglio davvero coprire quel tatuaggio?
Voglio davvero farne uno nuovo?
Voglio davvero tenere i capelli corti?
Voglio davvero che i miei amici abbiano la morosa?
Voglio davvero organizzare il pranzo di natale?
Voglio davvero studiare ancora?
Voglio davvero rinunciare per altri?
Voglio davvero fare la cosa giusta?
Voglio davvero essere quella brava?
Voglio davvero riprendere rapporti chiusi?
Voglio davvero aspettare ancora tanto prima di tornare a New York?
Voglio davvero un altro cane?
Voglio davvero che le cose cambino?
Voglio davvero che nessuno viva la mia vita al posto mio?

Cose serie, cose facete, cose che contano, cose che possono cambiare tutto, cose che non cambieranno mai...

Ho un senso del tempo sempre più dilatato e instabile, ed una consapevolezza sempre più forte e determinata che la vita è adesso...

venerdì 21 ottobre 2016

Di ciccia e guerra nell'accettazione alla stessa!

Decisamente sorpassato il conflitto adolescenziale nei confronti del mio corpo, non so comunque dirmi totalmente libera dalla paranoia sul diametro della coscia.
Trascorro la settimana a grassi bilanciati, preferendo gli almeno 5 pasti al giorni, con la colazione che abbonda alla grande, e la cena proteica che più proteica non si può... 

Ma c'è un ma. 

La rinunzia non è più nelle mie corde. 

Cioè se un tempo la sodezza chiappica rappresentava un elemento imprescindibile, ora vale lo stesso per il dolce mattutino extra e per la tazza di latte e cioccolato pre nanne. 

Insomma non sono più in grado di manovrare a mio piacimento il digiuno e la castità da zucchero complesso, non posso più calibrare sforzo fisico e caloria ingerita... vivo un po' più alla cazzo, insomma.

E sto bene.
Io sto bene e ci faccio caso.

Dicono tutto questo faccia più bene che male al mio, non più scheletrico fisichino.
Nonostante mi sia fatta venire un principio di diabete, che mi sta dando più problemi delle cimici asiatiche... 

Al netto del mio oggi, ho serenamente appreso questa realtà senza farne una malattia, e senza incaponirmi sul "mondo crudele liberami dalla tentazione da Kinder Bueno, che sarà pure bontà a cuor leggero ma la cellulite è materia pesante!" 

Falsità a parte, è ovvio che un cervello in modalità pseudo anoressica come è stato il mio, all'oscillare dell'ago della bilancia, abbia un rimescolamento viscerale, ma trattasi di nausea minima, del genere "Mi piace il cioccolato, che abbia ripercussioni sui chili, me ne fotto pure un po'..."

E sapevatelo, la vita della persona a proprio agio nel proprio corpo è una gran bella vita!
Quando la percezione di noi stessi è conciliante, quando non ci facciamo la guerra, quando andiamo d'accordo con noi, e non ci vediamo distorti allo specchio, a sorriderci è il nostro io, oltre che le persone che ci guardano essere, perché ci si accorge di quanto bene possa stare uno... 

E' una di quelle condizioni che vanno invidiate senza ma e senza se; senza la vergogna legittima di chi invidia, perché in questo caso l'invidia non va solo palesata, ma anche sventolata. 

Sei intelligente se invidi la donna morbida che non si fa problema nell'addentare un cioccolatino in pubblico; in special modo se lo fai mentre ti sbatti in palestra per 2 ore, tra zumba e cross fit, pur di finire senza senso di colpa alcuno, la scatola di cioccolatini che ha lasciato indietro la morbidosa... 

Ci hanno insegnato che in passerella sfilano taglie 38 emaciate e con le costole in bella vista, ma poi ci spronano ad osannare il fianco degno di tale nome, che irradia di sana felicità su Dita Von Tese, ci confondono dal principio gettandoci in baratri senza ritorno! 

Che noi saremo anche donne che oltre le zampe c'è di più, ma siamo anche quelle che guardando la tivù si trovano faccia a faccia con le neo mamme dei talk show, che hanno il vitino da vespa e le espressioni beate di chi ha messo su 2 chili e ne ha partoriti 6...
Un culo pazzesco, a ben rifletterci...  

Boh...
Abbiamo innato un tour de force contro buonsenso e benessere, altro che cazzi e mazzi!

Ed io, forse per la prima volta in 31 anni passati, mi sento all'apice del podio.

Tra pop corn, e tazze di cappuccini a farmi compagnia.
Che Dio mi abbia in gloria.

mercoledì 19 ottobre 2016

Giornate in cui tutto può succedere...

L A M E N T O S A

E', credo, l'accusa che mi sento muovere più frequentemente da Brivido...
...ed effettivamente non posso che ammettere che sono proprio così...

Ci sono giorni in cui riesco a stare nei limiti, a non esagerare, ad auto-silenziarmi, ma non oggi, oggi non è uno di quei giorni, oggi mi va di battere i piedi, facendomi diventare la faccia paonazza...

...rendo l'idea!?

Quindi, solo per voi, cose fatti e persone che aborro e mi fanno salire il crimine... 

Le fette biscottate che si rompono quando stendi la marmellata

Non avere abbastanza latte per la colazione e dover scendere in dispensa a prenderlo.

Fare la lavatrice dei rossi, e scordare una maglietta che resterà lì per mesi, il tempo necessario da aver racimolato altri rossi abbastanza, da poter fare un'altra lavatrice dei rossi...

Quelli che un nano secondo dopo che è scattato il verde al semaforo, strombazzano all'impazzata perché non sei ancora partito.

Le code al supermercato, perché c'è solo una cassiera all'opera, e 36 persone che attendono.

Il "Vanity Fair" che esce al mercoledì, ma la postina me lo recapita solo il martedì successivo.

Tutti i tapis roulant occupati in palestra.

Il connubio zenzero e limone.

I cinema che non fanno entrare il mio cane

Chi ti affida un lavoro, ma a metà del percorso si rimangia la parola, e da 4 mesi, te ne assicura (e paga) due.

Passare il sabato pomeriggio sul divano, perché Brivido prima delle 4 non si sveglia. 

I piccioni bastardi che mi scagazzano sulla veranda del giardino, dove io stendo i panni. 

La gente che ha da fare tutta lei, casso manco foste Bill Gates! 

Quelli che postano su instagram i selfie scostumati, e si scandalizzano se arrivano loro richieste arrapate

Le donne che a cena non mangiano niente.

I locali di quando ero gnara, che se ci vado adesso mi arrestano per pedofilia.

Non avere abbastanza soldi per comprarmi quello che voglio. 

Avere troppa glicemia, per poter mangiare quello che voglio.

Essere già under pression per il mio periodo preferito (quello natalizio), ma sapere che sarà schifosamente breve.

I miei orologi che si fermano sempre tutti all'unisono.

I genitori che portano i figli all'ape figo in centro, pensando di essere all'asilo

I benpensanti delle bandiere sulle foto di facebook, che nella vita reale non si battono nemmeno se gli incendi la casa con tutta la famiglia dentro

Gli uomini più mestruati delle donne

La consapevolezza che qualcosa si debba muovere

La certezza che se non la muovi tu, non cambia un cacchio

La cioccolata calda troppo liquida

Lo smalto che mi si sbecca sempre 

La tosse catarrosa che fa esclamare agli altri: "Smetti di fumare!"

Chi è convinto di conoscermi e sapere tutto di me, solo perché mi legge sul blog, è mio follower su instagram e mi segue su facebook 

"Jeeg Robot" che non sono riuscita a vederlo al cinema

Le strisce pedonali messe alla cacchio di cane

Gli appuntamenti in vie che non conosco, che è sicuro che mi perdo

La tutor della cattolica che mi lascia in attesa, manco fosse la regina d'Inghilterra

La coda da Gameshop, sopportando i ragazzini infoiati per Fifa2016, mentre io vorrei solo sapere se c'è il 3x2 sui Pop Funko

Non essere in grado di smettere di comprare libri, ma non avere più tempo per leggere

Il parrucchiere che non mi azzecca il taglio che voglio io

I benpensanti che mi paragonano a chi non vorrei essere manco per idea

Pulire bagno e cucina, ed 8 secondi più tardi saperli già sporchi

La riga sulla portiera dell'auto che con la franchigia l'assicurazione non me la passa

Quelli che ti mettono i "mi piace" tattici solo per un tornaconto personale

Organizzare una pizza, e doverci mettere lo stesso impegno che mettono all'FBI per sventare il terrorismo

Chi mi cerca solo quando ha bisogno di qualcosa

Le persone alle quali accadono cose che vorrei accadessero a me

Doctor Who, che non ho mai visto

Dover rendere sempre conto a più persone di quelle che vorrei...

La zucca non abbastanza dolce e tutta spatasciata

La moda di questa stagione, che sta male a tutte, ma come si fa a non piegarsi?

Il fatto che non sono famosa ricca e piena di nulla da fare
...ah la smetto solo perché non ho più tempo...
Ecco, il tempo che manca sempre!

lunedì 17 ottobre 2016

Multitasking per scelta

Tante cose da fare, troppo poco tempo per farle.

Chissà quante volte avete sentito queste cristalline parole, nella vostra testa, tra una lavatrice, un lavoro da consegnare, un esame da preparare, l'idea di preparare il pranzone di Natale, e la lezione di pilates incombente. 

Siamo donne, oltre le gambe c'è di più...
Tipo il fatto di sbattersi dannatamente, tra la certezza di aver dimenticato qualcosa, e la sicurezza di non essere all'altezza.

Io mi trovo nel limbo ideale, quante più cose ho da fare, tanto più sono felice, sebbene straccia e lamentosa; innanzitutto, perché amo dare di me l'idea di essere quella che sposta la luna, e poi perché essere impegnatissima, scoraggia le mattanze e le menate quotidiane.

E poi c'è la stanchezza, quella atavica e sconsiderata, che ti coglie tra il lusco e il brusco, che tu dai colpa alle influenze che iniziano a colpire, gli sbalzi climatici, e l'appropinquarsi del cambio dell'ora, con tutto lo scombussolamento d'abitudini intrinseche inside, ma alla fine è solo colpa tua.

Tua di te, che fai fatica a scendere dal treno in corsa.
Non perché sia difficoltoso in quanto tale, ma perché al netto dei pensieri, ti diverti di più a buttare all'aria il riposo, rifocillandoti di appuntamenti, cose da fare e memorandum sulla Moleskine.

Stamattina, con le biro colorate, ho messo a punto gli impegni delle settimane a venire: oggi devo parlare con una persona, domani vedo mia suocera per una merenda, dopodomani cinema, giovedì niente (per ora) e venerdì cena e disco con gli gnari della palestra... ho due, anzi tre appuntamenti da fissare al telefono, qualche mail impellente, e una ricerca da fare su internet, prima di metà settimana.

Devo fare il cambio delle scarpe, rimettendo sulle mensole quelle estive, e trovare il tempo per pulire bene bene i vetri, prima che ricominci a piovere.

... e domenica ero ad una "corsa rosa" per raccogliere proventi per la lotta contro il cancro; e sabato mattina avevo una colazione con l'Isola, e venerdì sera sono stata a mangiare il sushi con la Cumpa allargata; e ieri pomeriggio sono stata a zonzo per il centro con RDog, perché era una bella giornata, ed anche se avevo sonno e voglia di ricaricare le batterie, non mi andava di far andar sprecata la giornata di sole... proprio no!

E niente...
Cose da fare, tante tante cose...
Che poi, a ben pensarci, vivere così è stressante e divertente, ma troppo impegnativo...
Eppure, sebbene la consapevolezza ci sia, prevale sempre il voler dimostrare di farcela e potercela fare...

...ma sono così solo io?
Solamente io vivo a 300 all'ora, preoccupata più di annoiarmi, o di stare sul ciglio a riflettere, più che di impazzire dietro a mille pensieri differenti, e a mille cose da fare estenuanti?
Com'è che sono fatta così?
In fretta e furia, che più fretta e furia non si può?

venerdì 14 ottobre 2016

Un settembre di cinema andato

Dal glorioso collage sovrastante, direi che l'argomento dell'odierno post, non è un segreto!

I FILM VISTI A SETTEMBRE!

...non starò a dirvi che il mese è già iniziato da 14 giorni, e bla bla bla...
Spero piuttosto apprezziate, che stiamo tornando ad una quantità rilevante, finalmente un po' più scevra dell'apatia estiva.

Sono tornata al cinema.
E questa cosa è buona e giusta!

Dal mese scorso, il secondo mercoledì del mese, ci sono cinema convenzionati che proiettano a 2 euri.

Questa cosa ha sollevato unisono un grido di entusiasmo per la cinematografia (di quello specifico giorno), rivelando quanto siamo barboni, visto e considerato l'afflusso massimo; e che sottolinea quanto i proprietari di cinema vadano appresso alla gente, dato che la rincorsa al biglietto mega scontato, costringe a prenotare, e di conseguenza, a spendere almeno un euro e 20 centesimi in più a biglietto!

Un cane che si morde la coda, e che va sempre e comunque ad ingrassare le casse di chi dovrebbe stare a dieta.

...e dopo questo discorso possentemente reazionario, veniamo ai film...

PROFESSORE PER AMORE
Hugh Grant mi piace da sempre, e mi spiace che sia il classico sex symbol, anni 90, che guardavo sulle foto di "Novella2000", e che ora fa solo film marginali, per non essere mai uscito dal ruolo del belloccio della commedia, ruolo che, data l'età, decisamente non gli compete più...
Comunque, questa è una commedia, dove Grant fa il belloccio. Stagionato, ma pur sempre belloccio. 
Strappa qualche risata, ed è all'insegna di sentimenti buoni, quanto la provincia americana dov'è ambientato. 
Non all'altezza di "Nothing Hill" o "Love actually" ma si lascia guardare...

L'ESTATE ADDOSSO:
Muccino.
E già il solo nome, del regista italiano emigrato in cerca di fortuna negli States, fa discutere: se i suoi lavori in patria, "Ultimo bacio" "Che ne sarà di noi" "Ricordati di me", furono osannati, quelli americani lasciano parecchio l'amaro in bocca, nonostante la presenza di cast sempre stellati e stellari. 
Questo è una piccola parentesi abbastanza felice, sebbene ci siano i soliti elementi Mucciniani che danno sui nervi; come la costante ricerca di senso, l'ossessione per la morte, il conflitto alla svolta dall'adolescenza all'età adulta... 
Tuttavia i protagonisti abbastanza sconosciuti, e la bellissima città di San Francisco, per una volta fanno il loro tanto. 

BRIDGET JONES BABY:
terzo capitolo, a distanza di una decina d'anni dall'incipit, delle avventure della biondina inglese che, finalmente accantonati i problemi di peso, si trova a lottarsela con quelli di paternità.
Non è vero spoiler, lo diceva ogni trailer, l'intera querelle si dipana su un dubbio terrorizzante: il vero padre del figlio di Bridget è l'ex fidanzato Mark Darcy, principe del foro inglese, mai dimenticato, nonostante i caratteri opposti ed il maglione con le renne di Natale; o Jake Qwat, startupper americano, conosciuto ed amato fortuitamente, capace di gesti improbabilmente romantici, e con uno stile maledettamente affascinante.
Inutile e retorico svelarvi il finale, ma posso dirvi che merita una serata tra ragazze un po' vintage, disposte e disponibili alla risata facile.

CODICE MERCURY:
Vecchiotto col sempre fico, nonostante la Vodafone e gli anni che passano, Bruce Wills, che qui si trova nella sua zona di comfort, il filmone action e adrenalinico, dove lo scopo è salvare un povero bambino indifeso, nientemeno che dai servizi segreti, rei di non essere abbastanza bravi a trovare codici segreti, sa non farsi scoprire da piccoli genietti autistici... Non è il mio genere favorito, in special modo quand'è così vintage, ma decisamente ha fatto storia...

PEANUTS & FRIENDS:
il cartone animato, con la sempre amatissima banda dei Peanuts, torna nel periodo natalizio del 2015, ed io, attendendo Paparotto Gigiotto, grossissimo fan, come la sottoscritta, me lo perdo... Esce su Sky e con ciotola di pop corn e mug di Estathe al limone, non posso fare a meno di godermelo volentieri e con occhioni a cuore. Che dire? La storia è la romantica quanto impacciata rincorsa alla bambina dai capelli rossi, da parte dello sventurato Charlie Brown, che pur avvalendosi del validissimo aiuto degli amici, Lynus, Snoopy e Lucy in primis, non riesce a non essere sbeffeggiato in continuazione dalla sorte... per fortuna che si tratta di Peanuts, ed il lieto fine è assicurato!
Personalmente, da fan incallita, avrei molto molto gradito un più massiccio intervento di Snoopy nelle vicende, ma mi sono comunque divertita tanto.

IL SEGRETO DEGLI OCCHI:
partiamo col dire che quest è la versione americana e piena di star, di un film argentino che ha raccolto il favore della critica... che però io non ho visto!
Qui i campo abbiamo una disperata Julia Roberts, ed una Nicole Kidman, poco mordace eppure bellissima. Là vicende ruota attorno a due agenti e ad un procuratore, la figlia dell'agente Julia Roberts viene violentata e brutalmente uccisa, il suo partner non si dà pace, e a distanza di anni ancora continua a darsi da fare per scoprirne l'assassino, uscendo anche dal corpo di polizia... Per anni nulla accade quando nuovi indizi portano alla luce nuove verità... Ma forse è troppo tardi...
Come ho detto, non ho visto la versione originale di questo film, tuttavia, il finale di questo è davvero da togliere il fiato... Vale tutto un film, oggettivamente non così entusiasmante!

SELF LESS:
la scienza usata come arma a doppio taglio dai più ricchi, per combattere l'ultimo baluardo di democrazia della nostra società: la morte.
Un magnate malato di cancro scopre che c'è un gruppo di scienziati che ha sviluppato un progetto di criogenia tale da mettere l'anima, la mente, le esperienze e le sensazioni di una persona, nel corpo di un altro. L'occasione è ghiotta, e sebbene ci siano svariate controindicazioni e logistici problemi, non se la lascia scappare. Peccato che, ben presto, emergono le vere intenzioni per nulla etiche, del progetto. Che dirvi? Si incastra in quel filone di film sulla fantascientifica realtà che verrà, che ha spopolato un paio di anni or sono, e dei quali faccio molto volentieri a meno.

GHOSTBUSTER 2016:
non sono tra le super fan degli acchiappa fantasmi, diciamo che ho visto i film degli anni 80 e goduto dei cartoni animati che davano su Italia1, però non sono tra quanti ripensano a quel cult eleggendolo a sempre verde meraviglioso... Tuttavia, in questo, la segretaria svampita, era niente popo di meno che Chris Hamsworth, con occhiale finto, fisico pazzesco e cervello di gallina! ...non era oggettivamente perdibile! Il fatto che i 4 dediti all'ectoplasma, fossero donne, non mi ha fatto storcere il naso come ai veri cultori della pellicola, ma non mi ha nemmeno fatto esultare come l'ultima delle femministe! Classico blockbuster estivo, che probabilmente non avrà la forza per diventare un cult, ma che sicuramente ci regalerà un seguito da qui ad un annetto!

X MAN:
il primo film dedicato ai mutanti che non sono come noi, ma vivono con noi.
Io sono una che i super eroi li adora, ergo ho visto molti capitoli, ma il primo francamente mi mancava... E potevo anche fare a meno di vederlo, dato che non mi parso poi niente di tanto esaltante, trattasi di un inizio moscio, migliorato di molto nel corso del tempo! Probabilmente lo dico perché è stato visto postumo rispetto agli altri, però boh, non ero poi tanto presa devo dire...

HITMAN AGENTE 47:
vederlo l'ho visto.
Va beh c'è sto pelato parecchio incazzato che ammazza gente e scopre di avere una sorella... Non è che sono stitica di parole, è che sostanzialmente non l'ho seguito ne apprezzato come forse avrebbe potuto... È che io con questi film che non hanno trama, dialoghi appena accennati, ed una miriade di spari e di violenza, proprio non ci vado a nozze... Che cosa l'ho guardato a fare? Toccava a mio marito scegliere... 

LORD OF WAR:
una bellissima parabola dell'atteggiamento ambiguo, che il governo americano riserva alla sua società. È un film complesso, non complicato, ma ricco di spunti, interpretazioni e forte delle recitazione di Leto e Cage, che hanno dato vita a due protagonisti dallo spessore e dalla personalità tangibile.
Un cineasta appassionato, apprezzerà la profondità della regia, le la fotografia potentissima e la sceneggiatura potente, io, che sono più facilona, mi sono sentita coinvolta a dire poco...

mercoledì 12 ottobre 2016

cara Chiara ti scrivo

Cara Chiara Ferragni,
come stai?

Hai mangiato?
Te lo chiedo perché, si sei splendida, ma pure un po' emaciata e con borelle insite come calamari sotto gli occhi, ergo mi preoccupo del tuo stato di salute... non vorrei mai che tu mi avessi una caduta, e che mi tocchi di appassionarmi alla vita di qualcun altra...

Ciò posto, ti odio.
E' giusto che io te lo faccia presente, e che tu lo sappia.

Perché? ti domanderai tu con il labbro tremulo, e la lacrima che ti appanna l'occhietto...

Beh, cara Chiara, le cose che hai fatto sono gravi, e non me le dovevi fare!

Vado spiegandomi meglio, affinché la tua testolina, abbarbicata sui glitter e sul fashion, possa capirmi...

Per prima cosa ti sei fatta fare una Barbie. 
A te.
Tua.
Con le tue fattezze.
Cioè... con che diritto?
Si, va beh, sei la madre di tutte le fashion blogger, l'irraggiungibile connubio tra glamour e comunicazione, che fa sospirare tutte noi, aspiranti, con la lauta promessa di poter, forse, chissà, magari, un giorno, poterci permettere di vivere grazie allo "stipendio" da blogger... come è successo a te!

Certo, i tuoi detrattori non la smettono di rimarcare il fatto che sei il frutto di una campagna speciale, fatta da professionisti del marketing; che sei nata con la camicia, con tanto di (ex) fidanzato manager pieno di soldi, ed una famiglia d'origine che non è da meno; ma io non mi abbasso a questo bieco livello... io no, non sono tra loro, anzi, ti stimo per esserti costruita un impero sulle spalle... letteralmente!

Ma non posso perdonarti di avere, tutta tua, solo tua, nient'altro che tua, nientepopo'dimenoche una Barbie! 
Icona indiscussa ed incontrastata di tutte quelle che sono state bambine e femmine, lo sono ancora e non smetteranno mai di esserlo!
Con che diritto tu hai una Barbie Chiara Ferragni, ed io non ho una Barbie Patalice?
perchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchè????

Secondariamente, e qui il cuore mio di teenager ha uno sballottamento, che manco i maroni nelle mutande di Salvini quando sente Renzi parlare, ti sei messa con Fedez.
Tu.
Tu, Chiara Ferragni, stai proprio con lui, Fedez.
E vi fate i selfie (tutt'altro che mossi) tenerosi tenerelli a Parigi.
Ed io vi odio.
E vi fotografano sulle passerelle splendente e sorridente tu, ombroso e tatuato lui.
E vorrei cavarti gli occhi.

Certo, i vostri detrattori parlano dell'ennesima campagna pubblicitaria estremamente ben riuscita e congeniata; di perizia indiscussa ed indiscutibile nell'aver preso due strapotenze mediatiche, ed averle congiunte in una sorta di sposalizio sodalizio del social network; di una fittizia unione di carta, fatta per risuonare in tutti gli hashtag possibili ed immaginabili... io no, non sono tra loro, anzi, stimo te e lui per aver avuto l'ennesima intuizione geniale, che magari oggi vi fa salire ancora un po' più in auge, manco ne aveste bisogno, però chissà, magari forse può essere che domani, scatterà l'amore, quello vero, quello che si nutre di qualcosa di più che di un tweet o di una condivisione.

Ma non posso perdonarti di esserti messa, per finta o per davvero, con il mio sogno erotico indiscusso ed indiscutibile.
Non sopporto che vi vestiate all'unisono, che tu gli faccia dei regali, e possa stare vicino a quel po-po di marcantonio inchiostrato!
Con che diritto tu hai Fedez ed io no?
perchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchèperchè????

Chiara.
cara Chiara.
La reale realtà è che ti invidio una cifra.
Incarni tutto quel mondo plasticoso, materialista ed arraffone, al quale mi sono votata e che vorrei mi agguantasse per trattenermi perennemente, ma che finisce per essere marginale, tra una rata del mutuo, una lavatrice da fare, un nuovo paio di jeans che mi fanno il culo bello, ed il progetto per una vita migliore.

Mi chiedo, cara Chiara, se anche tu fai ancora sogni, o se sei riuscita a far diventare veramente i tuoi sogni realtà, ed ora ti limiti a toccare il meno possibile, così da non rischiare di far cadere nulla, dal tuo strepitoso castello di carte...

Mah, fattostà che ti odio.
Lo ribadisco una volta di più, sai mai che ti muovi a compassione in modo tale da prestarmi Fedez o telefonare alla Mattel...  
 
 

lunedì 10 ottobre 2016

Pizzicotti sognanti, fuori dall'anagrafe

Ho perso l'occasione di partecipare alla "Deejay Ten" di ieri mattina.
I miei amicici della palestra, mi prendono un po' per il naso, perché sembravo tanto tanto carica, fino a fine luglio, e poi mi sono iper arenata.

La corsa è infida e bastarda.
Ti fermi per un mesetto, dopo aver ottenuto grossi risultati, ed è subito terrore da sesto chilometro.

Ne avevo sentito parlare parecchio dagli atleti che si allenano veramente, ed io non ci credevo quasi, tutt'altro... 

Invece ora sono bloccata come una cucuzza. 

Eh va beh, niente "Deejay Ten".
Almeno a Castello Quistini, in quel della provincia bresciana, tra sabato e domenica, c'è stato uno strepitoso mercatino vintage all'aperto di grandissimo pregio, con food track d'eccellenza, e tante bancarelle strapiene di handmade sollazzante, ma non ho potuto consolarmi manco con quello, perché sto in bolletta ed ho spese impreviste, ergo non era il caso di spendere i miei sudati soldi per un adorabile cactus morbido d'arredamento, o per una spilla vintage americana natalizia, ma nemmeno per una pochette gigante trapuntata a mo' di Chanel... e questo solo per citare le tre cose che non ho preso, e che ho sul gozzo dall'infelicità causa shopping mancato!

Ah, mi hanno sfregiato la piccola Kimi, o Fragolina, la mia nuovissima 500 rossa fiammante, che mercoledì ho ritrovato con un rigazzo bianco sulla portiera.

Maledetti bastardi!
Tutti in "Imodium" devono spendere i soldi che guadagneranno da qui all'eternità...

...ed ecco che sopraggiunge l'infida spesa imprevista, OVVIAMENTE non coperta da franchigia dell'assicurazione!

...che ve possino...

Chiudendo questa terribile e lacrimosissima parentesi dedicata alla mia sventura, mercoledì era il compleanno di quel bel donnino della SuperMamma, abbiamo pranzato insieme in centro, chiacchierando amabilmente, e godendoci dei buoni manicaretti.
Ed abbiamo continuato a mangiare famigliarmente, anche sabato, alla cena da lei offerta in occasione del trapasso dell'ennesimo anno... un tortino di mele caldo con gelato alla cannella, che, se dovessi essere nel braccio della morte, non potrei non volerlo come ultimo pasto!

Stiamo facendo molte ragionate io e la SuperMamma, rispetto al nostro domani, ed è decisamente bello vedere quanta abbondanza di futuro lei stia immaginando, per se stessa. 

È una cosa bella vera, vedere che non c'è mai un punto fermo forte che fa da intercalare alla fine della possibilità del futuro... 
Una cosa che mi ingolosisce ed inorgoglisce, è scoprire che c'è forte il pensiero che, passati i 50, ancora mi ritroverò a fare sogni ad occhi aperti, preoccupandomi del mio domani!

So che è contraddittorio, perché ci sta che possa coerentemente fare paura l'idea di non smettere mai di tremare, al netto dell'età, ma trasformarsi in adulti è una magia più bella, se trattiene la realtà di continuare il sogno!

sabato 8 ottobre 2016

trasloco...

Fissò sfinita i cartoni del trasloco, mentre la mano sul collo sfregava a mo' di blando massaggio.

Non c'era il "suo" ordine, ma tutto era pulito, pulito bene; doveva disfare i cartoni, ma avrebbe iniziato a farlo con calma, più tardi, da sola, con sacchi vigili e pronti a riempirsi di inutile o inutilizzato.

La casa era un bozzolo di luce: le finestre enormi, troppo in alto per pensare alle tende come a qualcosa in più che un vezzo, ed un unico divario in muratura per il bagno, mentre tutto dava sul tutto, in uno spazio aperto, che respirava fragoroso e rilassante. 

Sua madre l'aveva presa male, "Lo accetto, è legittimo... Ma mi spieghi perché? Vuoi che ti facciamo un appartamento sotto? Chiudiamo le scale! Sarebbe un angolo solo tuo...", spiegarle che non erano gli angoli che desiderava, ma lo slaccio dei legami, l'ampiezza dell'abbraccio che solo la solitudine scelta sa dare...

Suo padre aveva capito e l'aveva incoraggiata, aveva messo di fronte tutti gli aspetti negativi, come solo lui sapeva fare, eppure si era commosso, ed aveva capito perfettamente; e, quasi quasi, gli sembrò orgoglio, quello che gli spuntava negli occhi, che così di rado aveva riconosciuto come rivolto a lei... 

...però c'erano stati, i suoi genitori, come sempre. 
Critici ed in disaccordo, instancabili e propositivi, come solo loro. 

Erano stati gli ultimi ad andare via.
Ah, no, i penultimi.
Lei era rimasta.

La sua fan.
La sua più grande fan.
Quella che la vedeva bella, e che scorgeva il potenziale e il futuro, laddove lei vedeva nuvole dense di punti di domanda e dubbi.

Quante volte si era domandata come facesse ad essere così certa ed incerta al contempo, come facesse a scrollare le spalle di fronte a cattiveria ed invidia, e a risollevarsi mille volte, con sempre più determinata stronzaggine dentro. 

Erano l'una la persona dell'altra, lo avevano sempre sospettato, ma da cinque anni a questa parte, era lampante a tutti. 

Lui no, lui era andato via con tutti gli altri.
Non perché fosse come tutti gli altri, ma perché uno sguardo d'intesa gli era bastato a capire che voleva tempo, tempo per assimilare il cambiamento, e per farlo con mamma e migliore amica.

Lui era il suo equilibrio, quell'incognita certa che nella contraddizione affondava le radici, e sembrava parlare di quell'amore che voleva lei.

Tradizionale non era, con gli spigoli di distacco fisico ed emotivo, che mostravano esternamente, ma con la forza dell'aria, che non sentì che c'è, che non ti supporta con prepotenza, ma col suo semplice esistere.

Erano d'accordo che ognuno dovesse avere la propria casa, erano d'accordo che nessuno dovesse lavare le mutande dell'altro, erano d'accordo che le mura della loro storia dovessero essere 8, e non 4 come solitamente accade. 

Le venne sete.
La cucina c'era, ed era stata tra gli elementi fondanti. 
La fortuna alle volte bussa, ed il precedente inquilino, un designer svedese di vedute ampissime, ne aveva installata una piccolissima, tutta in acciaio, con un gigantesco frigorifero in aperto contrasto: rosso. Rosso e stonato, e bello.

Dalla borsa Lei estrasse una bottiglia di Estathè, non era fresco, ma andava bene.
Lo bevvero in un paio di bicchieroni all'americana, enormi e dai colori dissonanti, e poi misero il resto nel frigo.

"Ce l'ho fatta?" le chiese appoggiando il bicchiere.
"Ce l'hai fatta." le rispose sorridendo da dietro il liquido ambrato.

Ce l'aveva fatta.
Aveva vinto, vinto le sue paure, la sua reticenza all'essere qualcosa più di una bambina, e aveva abbattuto le solidissime basi di una titubanza che veniva da lontano.

Il televisore non c'erano, un paio di libri e qualche album da colorare però si.
Si sedette, gambe incrociate su una cinquina di cuscini esagerati nella forma e nel colore, e Lei capì di doverla lasciare sola.

Si abbracciarono.
Non erano due che si abbracciano spesso.
L'abbraccio sapeva di un qualcosa che si conosce, discostandosi dal tutto per diventare speciale, e le lasciò il caldo bastevole per sapere di aver fatto la cosa migliore, quella più giusta. 

mercoledì 5 ottobre 2016

insolito sapore di bello nel normale

Io adoro sezionare i weekend, quelli trascorsi, anche se sono trascorsi da un bel po', che siamo già a mercoledì, e la SuperMamma sostiene che il mercoledì sia quello splendido giorno nel quale, finalmente si vede la fine del tunnel (c'era a dire della settimana) e quindi c'è da essere belli allegri e sorridenti!

Comunque, l'ultimo giorno di settembre ed i primi due di ottobre, sono stati belli, come sono belli quelli che inaspettatamente riescono meglio in assoluto. 

Perché venerdì sera c'era la cena della palestra, ed io ero scoglionata, non ci volevo andare, in più, aggravante non indifferente per qualsiasi donna degna di tale nome, il mio amatissimo parrucchiere mi aveva pure sbagliato il taglio, accorciandolo laddove lo volevo più lungo, e tenendolo lungo laddove l'avrei maggiormente accorciato... una tragedia, al netto degli avvenimenti! 

Invece niente, affronto indomita il look poco soddisfacente, con un abito che mi fa risaltare le tette, facendole sembrare grosse.
Beh, che dire, la figura che mi rimandava lo specchio, mi ha ripagata di qualunque fastidio tricotico!

La cena è stata scanzonata e veloce, ho ballato come nei peggiori bar dei mini club Valtur, e fatto selfie innumerevoli, e me ne sono andata a nanna con la colita che mi risuonava in testa martellante!

Sabato pomeriggio, Brivido, ha mostrato il suo malumore per un guardaroba decimato, e siamo stati a fare shopping selvaggio.
Mio marito non ama fare shopping, tutt'altro.
Solitamente lo fa due volte l'anno, prova innumerevoli modelli di calzone, sceglie quelli che gli stanno meglio, e li prende in più colori.
Lo stesso fa con camicie, maglioni e intimo. 

Alla fine, godiamo di una sostanziale varietà cromatica, in modelli in serie.

Io non mi sono regalata nulla, mio malgrado, ma solo perché mi ero dedicata una mattinata in sommessa solitudine, di beato e gioioso relax supremo! 

In centro, a Brescia, c'era la fiera del libro, quindi io e RDog, siamo stati a vagabondare un'ora buona tra le bancarelle, alla ricerca delle promozioni migliori, e alla fine, siamo tornati a casa con 8 libri a 20 euro.

Non paghi, ci siamo presi un latte chai a portar via, sorseggiato alla newyorkese, ed abbiamo puntato alla fumetteria, alla ricerca di nuovi Pop Funko, da me definiti testoni, e siamo rientrati con un Silente è un Charlie Brown, che vanno a rifocillare la mia collezione. 

Sono state ore molto belle, contemplative, ed importanti, ore godibilissime, che mi ha fatto piacere vivere sola soletta, in quello stato di mescolanza tra pensieri che vagano ininterrotti e voglia di stare. Bene. 

La sera ho prenotato in un nuovo Japan restaurant, e devo dire che non avrebbe potuto concludersi in modo più goloso il mio sabato, tra bocconi di Tiger Rolls, e baccelli di Edamame... 

La mattina dopo, evento eccelso ed eccezionale: mi sveglio, faccio una lauta colazione, mi dispongo per l'allenamento domenicale, e vengo richiamata dal letto!

Ecco, il vero lusso, quello vero per davvero, è tornare ad appisolarsi con la pancia piena di una colazione abbondante! 

Alzo le mie terga che sono le 9, in un sottobosco di ozio libri e sole che filtra dalle finestre, e vado con la family a fare colazione prima, ed al super mega centro commerciale appena aperto, "El nos", poi.

Dopo aver speso tutto lo spendibile in teoria, senza azzardarmi veramente a farlo, visto che sono povera in canna, ho compilato una wishlist, lunga quanto "Shantaram" e sono rientrata a casa, con le voglie...

Nel pomeriggio, avevo un appuntamento con la mia amica Robby e la Jn, per una merendina gustosa veloce veloce, e per la visione dell'ultimo film di Woody Allen, "Cafè Society", l'ennesimo lavoro del regista newyorkese, che creerà le solite controversie: è bello non è bello, dovrebbe smettere dovrebbe continuare...

Personalmente, adoro Allen, la sua ironia ebraica è semplicemente spassosa, e le sue storie, ambientate come queste negli anni '30 sono le mie favorite, perché riportano ad un'epoca che è quella che mi piace maggiormente, e sembra che quell'uomo abbia passato tutta la vita, in quegli anni.

Certo, di banalità ce n'è a bizzeffe, è un po' sempre il solito Allen, con una voce fuoricampo che ironizza e conquista, e trovo che Jesse Eisenberg sia perfetto come alter ego del regista, che si trasforma in un protagonista non bellissimo, eppure dotato del giusto fascino per il quale sventa le ritrosie di splendide donne, facendole sue.

Kristen Steward, la protagonista femminile Vonny, è la nota stonata in un cast, altrimenti di altissimo livello...
Io parto già abbastanza prevenuta, perché non la sopporto dai tempi di "Twilight", e la sua mono-espressione mi annoia sempre di più di film in film, e tutto questo, unitamente al fatto che, come lo stesso regista, che l'ha diretta, ha affermato "...è sensuale come un giocatore di baseball...", trovo che avrebbe potuto e dovuto essere sostituita da qualcuna di più "peperino"... tipo Emma Stone, già musa di Allen in altri lavori precedenti. 

Blake Lively, femme fatale dalla bellezza mozzafiato, ha un ruolo talmente marginale che spiace!
Cioè qualsiasi strafigona dalla gamba lunga, avrebbe potuto fare l'altra donna... suvvia, perché scomodare la Lively e le sue grazie?!

Va beh, ciò detto, il film a me è piaciuto tanto, mi ha fatta ridere, e l'ora e mezza mi è volata a dire poco, e anche alle mie compari di visione ha dato impressioni positive...
...ergo lo consiglio, anche se non è il miglior Allen di tutti i tempi!

Con questa micro recensione cinematografica, e la solita consapevolezza che adoro stare con la Jn e la Robby, ho esaurito le avventure del fine settimana, e si, lo so, sono stata più prolissa del dovuto, ma non ce la posso fare altrimenti... ora sto già pensando a quello che arriverà, perché se la SuperMamma ha ragione... è già qui!

lunedì 3 ottobre 2016

...della stessa sostanza dei sogni...

Doveva essere una stagione di profondo cambiamento.

Parlo al passato, perché
l'incipit mi vede perdente.

Eh va beh, non mi fascio (troppo) la testa, che se è l'autunno in quanto tale, a dettare l'era delle cose nuove e dei progetti da farsi e costruirsi, devo pure concedergli un minimo di manico, prima di darlo incontrovertibilmente per spacciato, no!?

Comunque, dicevamo, doveva essere l'anno dei grossi cambiamenti, quel momento presso che magico grazie al quale avuto stravolto la mia vita, avvantaggiandomi sul destino, in un modo o nell'altro.

Ma non è ancora successo. 
Diciamo che sono un po' sull'impantanato andante.

È che le aspettative, alle volte un tantino ardimentose, fanno a cazzotti un po' con la realtà, un po' con la lentezza di decidere, un po' con la vivida paura di farlo. 

Non sto a piangere o a compiangermi, sarebbe ridicolo da parte mia, ma mi chiedo cosa ci spinga a spegnere i nostri sogni, facendo classiche orecchie da mercante, di fronte alla necessità di viverli. 

I sogni mi fanno paura. 
Li faccio, come o più di tutti, ma mi fanno paura. 

Perché? 
Strano a dirsi, non lo so.

Ci sono giorni in cui mi sveglio convinta, non mi riempio solo di parole, ma faccio fatti, ed altri in cui c'è sempre qualcosa che ha la meglio.

Al netto della sincerità, i secondi sovrastano i primi. 

Non posso attribuire la colpa a nessuno che non sia io, e non c'è davvero rammarico, ma confusione quella si, vai tu a capire perché non so prendrrmi cute del mio domani...

...sappiate la mia...

Una ragazza che segue il blog mi ha mandato una mail. Non succede spesso, ma quando succede mi sento fica. Cioè, non so se sarà capita...