mercoledì 31 agosto 2016

Le responsabilità di agosto

Mi prude una chiappa.

Non ve ne frega, giustamente, una cippalippa di questa info, ma è giusto che voi sappiate che, con una mano scrivo, con l'altra sfrego le falangi sul deretano.

Si.
La mia vita è così inutilmente vuota da dover riempire gli spazi con informazioni del tutto fuori luogo, che questo era un posto bon ton e raffinato, prima che ci mettessi mano io!

Facilonerie a parte, che si sa che con tette e culi, si rimpolpa il pubblico, settembre è agli albori, ed io sono già stressata e piena di impegni belli.

Compleanni, matrimoni, battesimi, concerti, bandi di concorso, Vogue Fashion Night, serate karaoke, film elettrizzanti in uscita, notti bianche, cene di sushi, visite mediche, il festival della letteratura di Mantova, lezioni di yoga in omaggio, discotecate benefiche...

Giusto due cosine...
E sono già tutte fissate, pensate, alcune da mesi...

E niente, alle volte mi sento un po' regina Elisabetta, quando tipo la EducAttrice mi chiede udienza ed io, guardo l'agenda, e la rimando a settimane di distanza... 
Sembra di farlo apposta Santo Dio!

Settembre risveglia tutto il carico vitale che, in un modo o in un altro, sono riuscita ad arginare ad agosto...

...perché, ammettiamolo, ad agosto non ho fatto nemmeno la metà di quello che avrei dovuto fare.

Come ho scritto tante volte da provocare il knee milk (latte alle ginocchia), ho compilato liste su liste di "cose da fare", e stamane, mentre l'insonnia chiedeva il suo tanto al mio emaciato animo devastato di sonno che non c'è, le riguardavo con sdegno, rendendomi conto di quanto poco io abbia realizzato. 

Ca va sans dire?
È un mondo difficile.
Ed io sono pigra. 

...ed ora il prurito si è spostato in mezzo alle scapole, in quel punto che, a grattartelo, non ce la fai mai...

Sarà mica che sono allergica a settembre?!

lunedì 29 agosto 2016

Sensazioni deportate di un ego strabordante

Ci sono quesiti che ti attanagliano un pomeriggio di inerzia, e ti trattengono beffardi e bastardi, per le dita dei piedi.

Ad esempio, ma la gente pesante, saprà di esserlo?
Ma quelli brutti, che cosa vedranno nello specchio?

Analizzando la questione con la mia amica Roby a pranzo prima, e con la Jn in auto poi, ambedue hanno asserito con convinta convinzione che una persona lo sa sempre.

Poi c'è l'autostima, la personale opinione che abbiamo di noi stessi, eccetera eccetera, ma, di fondo, come siamo lo sappiamo. 

Io sono ancora abbastanza incerta.

Rimasi sconvolta, qualche anno fa, quando una cara amica di famiglia mi disse di sapere che sua figlia era brutta.

...ma se nemmeno ogni scarrrrafone è bello a mamma soia, che speranze possiamo avere noi?

Di contro, quando parlo con la mia collegamica Micky, 45 chili bagnati di splendida donna, e devo consolarla perché si vede grassa, ammetto che mi prudono le mani dalla voglia di voltarla a guardarsi allo specchio, per rendersi conto di quanto affascinante sia!
...nonché magra, decisamente magra!

Quindi ho due dati comprovati: i genitori non sono tutti ciechi, le persone non si vedono con obiettività. 

Lessi, un giorno non so dove, che se l'essere umano avesse davvero la percezione della sua mortalità, non vivrebbe, ma attenderebbe solo la propria morte.
Sono assolutamente d'accordo.

Le persone che piantano un ulivo, al 98esimo compleanno, convinte di vederlo fiorire, sono le mie preferite! 

La percezione di noi stessi, non è inclusa nel pacchetto di tutti, in ugual misura; c'è chi ce l'ha distorta, chi ne ha poca, chi per niente, chi equilibrata (pochi), chi tanta, chi troppa... 

Ad esempio, e, giuro, non per farmi fare complimenti, a me hanno sempre detto che sono in gamba, che ho i controcoglioni. 
Sempre, me l'hanno sempre detto.
Ed io non ci ho mai creduto davvero.
Si, sono barricadiera abbastanza, ma in realtà è più una corazza di spine con dentro la feta, perché non sono davvero così in gamba. 

Mi atteggio come tale, ma perché sono una strepitosa Bette Davis del 2016'

Di contro, penso di reputarmi più bella di quanto non sia. 
Sono certamente una creatura graziosa, dotata di buon gusto, e di un bagaglio d'acido desossiribonucleico notevole, ma non Gisele, per capirci.
Eppure, io mi compiaccio di me stessa, della mia esteriorità, in una soddisfatta compiacenza, che giusto Narciso e Grimilde....

E la gente mi dice più spesso che sono in gamba, rispetto a quanto mi dicono che sono figa, sapevatelo! 

Vi capita mai questo limbo!?
Com'è l'accettazione di voi stessi?
Esiste? E se si, come la di esplica?

venerdì 26 agosto 2016

La scelta degli altri

Ho fatto un aperitivo a casa dell'amico Beba, una cosa tra isolani, c'eravamo noi due e la Nuzzu, ed è stata una bella ora e mezza di parlare.
E va bene, anche di tramezzini maionese e salmone.

La sua casa è deliziosa, in una zona oscena.
Si è innamorato della casa, ed ha scrollato le spalle di fronte alla tangenziale incombente.

È una scelta.
Il mio amico Beba ha fatto una scelta.

Ho bevuto un caffè con la SuperMamma e la sua amica Gabri.
Uno shakerato al ginseng per essere precisi.

Due anni fa, Gabri ha deciso di smettere di fare il capo responsabile, presso la mensa dove lavora, per "limitarsi" all'operato fine a se stesso.
Ha perso compenso e privilegi, ed ogni tanto l'aria garibaldina della generalessa salta fuori, ma è contenta di avere meno preoccupazioni.

È una scelta. 
La Gabri, amica della SuperMamma, ha fatto una scelta.

Ho fatto un aperitivo con le Spaziali.
Poi sono tornata a casa e mi sono fatta un toast.

Sono venute fuori le manchevolezze degli uomini, il loro darci perennemente per scontate, in special modo quando ci hanno in casa, mogli e compagne, totalmente quando si ha prole.

C'è chi non l'avverte, questa pecca maschile, perché anche se c'è, è nel calderone di un'esistenza che piace, e chi sente stringersi un cappio sempre più stretto, accanto a quello snaturare di se stessa, per il quale sta tenendo duro, ma... per quanto ancora? 

Andare, mandare giù, restare infelicemente, o serenamente prendere il via.
È una scelta.
Le spaziali fanno scelte.

Ed è venuta anche fuori, sempre durante quell'aperitivo per me digiuno, la scelta di una coppia, di avere due lavori impegnativi, lontani da casa e tra loro, con orari poco flessibili ed incastri da giocoliere, ma che sono l'unico rimedio all'aspetto negativo di una professione che si ama.

È una scelta.
La mia amica Sonietta ha fatto una scelta. 

Sono uscita in pausa pranzo con la Roby.
Un riso venere con zucchine e salmone che mangerei pure qua, adesso, al posto di cappuccino e brioche!

Non ne ho volutamente parlato per tutto il pranzo, ma poi ho dovuto dirglielo: è in forma strepitosa. Si è illuminata. Sta seguendo un regime alimentare e di allenamento, decisamente aspro, e non è caduta in tentazione nemmeno in agosto. Non è facile per lei accettare che è diventata bella, ma sta meglio e non vuol mollare...
Le costa fatica, sarebbe più facile arrendersi all'evidenza di geni cicciottelli, ma lei no.
Lei non demorde.

È una scelta.
La Roby ha continuato una scelta fatta.

Sono stata sui monti vicino casa.
1000metri, cosa fattibile, con Oly, il mio amico.
Arrivati a casa io e Rudel abbiamo attinto alla Nutella a piene mani. 

Tra le mille parole, che non mancano mai nemmeno quando non hai il fiato per camminare, mi accorgo di quanto il mio amico sia consapevole e risolto.
Non cerca, accoglie.
Lui non vuole disfare la sua vita, perché gli è grato; lui non cerca la perfezione o l'eccezionale o il colpo di scena, perché sa che potrebbe peggiorargli le cose.

Lui ha deciso di amare la vita che fa, con le pecche e gli step mancati, e le occasioni in fumo, ma anche con tutto il buono che c'è. Nulla più.

È una scelta.
Il mio adorato amico Oly ha fatto una scelta.

C'è che adesso va di moda la parola "resilienza", e lasciatevele dire da una che sa bene cos'è, tre quarti delle fanciulle che arrivano addirittura a tatuarselo, non sanno nemmeno di cosa parlano...

Ma a me adesso piace la parola SCELTA, perché implica un'azione che parte da noi, è la parola col motore. 

Fino a qualche tempo fa, pensavo a progredire come al verbo migliore che ci fosse, ma gli manca qualcosa... 
È perfetto per rendere l'idea di una persona che migliora, va benissimo per sottolineare che c'è movimento, ma gli manca la volontà. 

Scegliere è il verbo che mi piace di più, quello che voglio sia mio, perché ancora non lo è.

Sono stata un'abile giocoliera del mio destino, affibbiando le mie decisioni ad altri, fingendo innaturale dimestichezza nell'accettare le volontà altrui, facendolo passare per atto di buona predisposizione... 
Quando altro non è che codardia del e nel vivere.

Scegliere.
Farlo perché è giusto.
Farlo perché è doveroso.
Farlo perché è ingeneroso non provare l'ebrezza di un errore con le mie sole mani.   

martedì 23 agosto 2016

...e accetta il consiglio...

Vivo in un mondo in cui tutti mi dicono cosa devo fare e cosa no.

Scommetto che è il medesimo mondo in cui vivete voi, e sono quasi certa che ce l'avete a morte con chi vi dice cosa fare e cosa no.

Lo dico perché io ce l'ho a morte con chi lo fa con me...

Perché se sbaglio voglio farlo io; se scopro voglio scoprire io; se mi faccio male voglio essere io a ferirmi; se mi abbronzo è perché io mi sono messa al sole; se sono in forma lo devo al mio non arrendermi...

Tuttavia ci sono cose che la gente dice, che tu puoi ignorare, ne hai il diritto, ma che poi si rivelano vere... 
E che ci sia o meno quello che, ad un certo punto, danzerà per te il balletto del "te l'avevo detto" oppure no, saprai che lo sapevi già... ma hai fatto di testa tua!

Il famosissimo monologo di "The Big Kahuna", recitato meravigliosamente da Kevin Spacey, da consigli di vita, semplicità banali delle quali sei perfettamente a conoscenza, ma che è bene ricordare una volta di più... magari traslandole alla MIA maniera...

Goditi il potere fugace del tuo metabolismo, non ci pensare.
Il potere fugace del tuo metabolismo  lo capirai, solo quando al 6 di gennaio dei tuoi 38 anni, capirai che i "soliti" tre chiletti delle feste, non se ne andranno con la "solita" settimana detox, tra cetrioli e zenzero. 
Ma credimi, un bombolone alla crema alle tre del mattino che ora ti fa inorridire, al pensiero di tutti quei grassi idrogenati, lo rimpiangerai in un modo che non puoi immaginarlo, adesso. 

Non sei affatto grassa come pensi, anzi, guardando le tue vecchie foto capirai che eri in forma smagliante, e vorresti prenderti a pugni per tutte le menate e le paranoie sfoderate! 

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupartene, ma sapendo che ti servirà come masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. O come parlare con gli uomini, per far loro comprendere che dovrebbero interessarsi a te, piuttosto che a quelle modello Belen, che almeno il tuo umorismo non subirà il rinculo della legge di gravità... 

Comunque, i veri problemi della vita saranno altre cose, rispetto all'esame in cui si è preso 21 rovinando la media, o all'impossibilità di andare al concerto di Biagio a inizio settembre... Saranno quelle cose che, una domenica pomeriggio che stai sul divano, iniziano a farti sudare freddo... 

Fa una cosa ogni volta che sei spaventato: fai shopping!

Non essere crudele con le commesse del weekend, e non lasciare che loro lo siano con te; se una ti dice che quel vestito ti sta malissimo, valuta che non sia solo sindrome da sabato pomeriggio alle 18, del primo sabato dei saldi. 

Lavati i denti. E le ascelle. E fatti la ceretta sempre, che non si sa mai...

Non perdere tempo con gli uomini che vogliono cambiarti, o ti impongono il loro volere, o alzano le mani su di te... Se a Natale c'è ancora qualche parente che ti chiede perché sei sola, ricordargli dei vari divorzi e delle varie corna in famiglia... Cambierà discorso.

Non snobbare o sdegnare i fischi per strada, e nemmeno i complimenti che ti fanno sul bagnasciuga a Rimini, perché il vero dramma sarà quando nessuno più fischierà o ti abborderà... 

Non cancellare le conversazioni whatsup che ti fanno stare bene, ma fallo con le foto dell'amica che ti ha tirato nella schiena, quelle dov'è vi abbracciavate, che chi ha trattenuto Giuda, che fine fece, lo sappiamo...

Rilassati!
Spegni lo smartphone, apri un libro, dormi, fai una passeggiata...

Non piangere troppo disperatamente se, a trent'anni suonati, non sei quella che ti aspettavi di essere quando ne avevo 20... Anche se ti sentì una vecchia decrepita, in confronto a quella "ragazzina" là, sappi che hai ancora tempo per scoprire il tuo cammino, e diventare la persona che speravi di essere! 

Iscriviti in palestra.
Che la cellulite già ce l'hai, ma che non possa essere peggio di così, è una cazzara.

Abbronzati con moderazione, quando sarai una vecchia rugosa, ti mancherà l'elasticità delle tue guanciotte pallide!

Forse ti sposerai, farai figli, ballerai con tuo marito al vostro cinquantesimo anniversario...
Forse no, resterai solo, passerai il Natale comprando regali per il cane, divorzierai dopo tre anni...
Comunque vada, sappi che, in ogni caso, non sarai né la prima né l'ultima, quindi non complimentarti troppo con te stessa, ma non annichilirti nemmeno più del necessario! 
Se scommetterai su di te, potresti sbagliare, oppure no, ma è così per tutti, credimi!


Viziati, fatti regali, concediti il lusso dell'ozio e quello delle cose belle.
Sei l'unica persona con la quale starai per il resto dei tuoi giorni, questo dovrebbe valere un bel po', no?
E se la gente ti guarderà, apostrofandoti dicendo che hai buon tempo e fai una bella vita, da loro ragione, e invoca il cielo affinché tu possa avere ancora di più!

Balla!
Anche se sei scoordinato, ti piace pessima musica, e sei sola in pigiama, di fronte a "Footlose"!

Leggi le istruzioni dei mobiletti Ikea, ma chiama qualcuno affinché li monti per te, o fallo tu, ma a modo tuo, e non disperarti se ti restano più di due bulloni.
Compra riviste patinate, ma non lasciare che ti deprimano con le cosce perfette delle modelle, piuttosto sfotti i look improbabili che a volte propongono...

Telefona a tua madre, che è pesante a volte, ma ci tiene... Parla con tuo padre, che sa sempre tutto lui, ma a volte con le cose c'azzecca... E bevi un caffè con tua nonna, la vedrai felicissima... 
Non puoi sapere quando i tuoi cari se ne andranno, sarà dolorosissimo, ma sarà peggio avere il rimpianto di aver trattato il tuo tempo come troppo prezioso, perché tu potessi condividerlo con loro. 

Scegli con cura i tuoi amici, la famiglia non imposta che potrebbe accompagnarti fino all'ultimo giorno della tua vita.
Abbi cura di loro, non rivolgerti a loro solo nel bisogno, e non frequentarli solo per solitudine.
Ci sono persone che, sul tuo libro, apporranno solo poche righe, ma altre occuperanno capitoli e capitoli, sii accorto nella scelta di chi far rimanere!
...e taglia i rami secchi, fa male al momento, ma poi la pianta riprende letteralmente vita! 

Visita New York, Parigi, Marrakech, Londra, la Val Gardena, Vienna, San Francisco, Valencia, Bruges, Venezia, Atene, Los Angeles, l'Havana, il Cairo, Banckok, Amsterdam, Formentera... ma trovati sempre un luogo che tu possa chiamare casa, e lascia lì qualcosa di te e di tuo... 

Fatti tatuaggi, non avere paura del"per sempre", ed accettali, anche quando ti accorgerai che sono ridicoli, perché parleranno di te, e ti ricorderanno chi sei... anche se hai 70 anni ed un fenicottero rosa sulla caviglia sinistra!

Sii cauto nel dare consigli, l'ho già detto che i "so tutto io" non sono simpatici a nessuno, ma non mandare immediatamente a cagare chi ve ne dà!
Alla fine, cos'è un consiglio se non una forma di nostalgia? La voglia di ripercorrere un errore, per non lasciare che qualcun altro lo commetta? Il desiderio di evitare a qualcuno una sofferenza, o un buco nero? 

Ma, per questa volta, e solo questa, accetta il consiglio...

sabato 20 agosto 2016

Rientro alla base con resoconto. Breve. Circa.

Sabato scorso.
Non scrivo da sabato scorso.

Che vuoi fare tu da grande?
La blogger?
Seeeeee
Ciao(ne) proprio!

Niente oh, sono andata in ferie una settimana frammentata, ed il mio brodo di giuggiole per la contentezza, forse forse, non posso incrinarlo manco io!

FORSE, perché come ben sapete, le vie delle (MIE) menate, sono infinite!

Ma andiamo a scoprire di più di codesta settimana sospesa nella quale la mia gioiosa esistenza ha subito uno stop webbico...

Sabato 13 sono stata a vedere "Suicide Squad".
Causa assenza, non avevo letto recensioni, e ne ho lette zero fino ad ora, ma non dubito ne verranno fuori a bizzeffe nei prossimi giorni, ed attendo con trepidante curiosità di aver tempo per approfondire...

Senza spoilerare in nessun modo, vi debbo dire che:
*non conoscevo Harley Queen, ma ora l'amo... una ragazza innamoratissima, pazza da legare, con una mazza da baseball alla mano e nessuna paura di usarla, va stimata a prescindere! ...se poi ha un paio di chiappe che gridano all'invidia, meglio ancora!
*Jared Leto, come Jocker, è abbastanza credibile, ma non abbastanza cattivo: violento, matto come un cavallo, coi capelli verdi... tutto okey insomma! ...ma Heath Ledger gli da due giri anche dalla tomba! 
*Will Smith, avrà pure centomila anni, ma rimane il fusto più fusto di tutti. Un figo da panico! Forse è vero che l'uomo nero  invecchia meglio... 
*Cara Delavigne non è loffe, è che la sua cattiva simil dea egizia mi perplime; non spaventa, ma nemmeno ha lati umani nei quali specchiarsi, è solo la trita versione del dio che cerca vendetta su un'umanità che non ha fatto tesoro della sua benevolenza... sai che nuova novità! 
*la Dc cerca di riaversi sulla Marvel, e con questo attesissimissimo film prende pure qualche punto... Certo, prima di far sparire la noia disillusa di un Batman che è più pesante di un trattato di nefrologia bovina, me ne deve dare di tatuaggi con mano sghignazzante...

E, così dicendo abbiamo liquidato il sabato; domenica mattina, eccezionalissimamente di buon'ora, le 5.20, io e Brivido siamo partiti alla volta della Val Gardena, dove i miei ci attendevano per il weekend lungo di ferragosto.

Partiamo da un fatto: io A D O R O la montagna!
Mi rilassa da matti camminare tra il verde, la roccia ed il silenzio...
In quell'aria che non ha nulla a che vedere con l'umidità cittadina, e che non stronca il respiro ma sembra donare rinascita.
Ogni anno che ci vado, almeno il quinto ormai, finisco con l'innamorarmi follemente più di prima...
Ora ho la fissa di trasferirmici proprio, nel periodo estivo, per scrivere, passeggiare con RDog, godere dei rifugi, e di quell'impronunciabile frittata dolce che, nonostante la pancreatite proibisca, ho trovato ancora più succulenta! 

Comunque, i punti salienti:
*ho avuto Brivido tutto per me, per ben tre giorni, lontani dal lavoro;
*ho letto un intero libro, che non mi è tanto piaciuto, ma ne ho iniziato un altro che promette meglio;
*ho fatto la figlia a tempo pieno, cosa che non ha ancora finito di piacermi tanto tanto;
*ho comprato marmellate, formaggi e speck per far durare il sapore di Ortisei, spendendo una cifra esorbitante...forse mi conviene fare la malghesa per diventare ricca!

Ed arriviamo a mercoledì, la mattina mi alzo, passa Jn, e si va a Rimini!
Va beh, non sto a parlarvi delle differenze del paesaggio, perché credo che non ve ne freghi nulla, e poi, non è scontato come il fuori tutto?
Montagna vs Mare, non una battaglia ma uno status symbol delle ferie.
Io, che mi schiero sempre, ma questa volta proprio no, informo che sono stati altri 3 giorni fotonici. 

In modo del tutto diverso!
*abbiamo camminato almeno 50km in tutto, larga parte sulla spiaggia, con la sabbia che ci solleticava le dita dei piedi, ed il mare che ci sbatteva sulle cosce;
*siamo state pochissimo sdraiate a prendere il sole, perché non ce la facciamo proprio...;
*ho resistito all'acquisto di fotonici jeans, che Jn ha promesso di fare con le sue manine sante;
*abbiamo sempre mangiato bene bene, perché la Romagna è così, la piada la fanno divina, e sono ospitali come nessuno;

*siamo state a Riccione a fare le foto con Ale Cattalan e Fede Russo al Deejay track, scansando i bambini in coda;
*si è sviluppata in noi una dipendenza da "Caffè Pascucci", oltre ogni lecito;
*il viaggio di andata è stato contrassegnato da un'interpretazione che più sentita non si poteva, di "A chi mi dice", quello di ritorno dai Finley... 
Ho detto tutto.

Ah no, non ho detto che io e la mia persona siamo sempre più noi... 

Le chiacchierate, le confidenze, i rimproveri, il pendolino, il futuro, le aspettative, i progetti, il serio, il faceto, il realizzabile e l'impossibile, vissuto con lei, hanno sempre un gusto nuovo, senza se e senza ma! 

E sono tornata.

Ho il frigo vuoto.
Il letto stropicciato, infestato dai peli.
Mille lavatrici da impostare.
Una super mega stra spesa da fare.
Il mysky pieno di puntate di telefilm sospese. 
Il colore dei capelli da ritoccare.
Tanti amici da rivedere.
Le scadenze lavorative da rispettare.
La corsa da riprendere.

Ed una sola settimana di ferie per fare tutto.
Ce la posso fare.
Non so come, ma ce la posso fare. 

venerdì 12 agosto 2016

Giorno 5: Shopping Queen

Arese, paese fuori Milano, dove c'è il più grosso centro commerciale d'Europa.

Io e Jn, prendiamo un giovedi senza infamia e senza lode, lo facciamo iniziare presto al mattina, e ci andiamo.

È più lontano di quanto non credessimo, ma ne vale la pena.

Sappiamo esserci Primark, ed andiamo soprattutto per quello.

Oggettistica, cose inutili ma carine, come le magliettine che non costano nulla ma che hanno un design irresistibile. Come le calze, dannatamente fluo.

Zara, Stradivarius, Bershka, Rinascimento, beh, quelli sono uguali ovunque... Ci entriamo, ma non lasciandoci appassionare da nulla in particolare... Giusto una camicia, ma Jn mi dice che me la può fare lei, le do fiducia, passo oltre...

Maison du monde, c'ero già stata?
Forse, ma forse no.
Comprerei tutto, dai lampadari, ai tavolini bassi, dalle combinazioni di valigie retro, ai complementi di arredo, uno più bello dell'altro, fino al tessile e alla cartoleria, per cui faccio un passo indietro, perché altrimenti dilapido una fortuna che non ho... Prendo un fenicottero rosa, che si erge lezioso ed inutile in tutta la sua leggerezza, ed un'ananas, altrettanto inutile, ma eretta e con la corona in testa... Oltre ad una scrittona in legno, DREAM, in onore della notte di San Lorenzo e di tutto ciò sul quale mi devo focalizzare.

Disney Store.
Droga che crea dipendenza.
Comprerei tutto, mi limito solo perché è Jn a tirarmi ripetutamente le orecchie... Compro un paio di tazze di Alice nel paese delle meraviglie, e qualche quadernino di Minnie da riempire.
Ricevo lo tzum tzum del Grillo Parlante, in perenne monito di mia sorella, la moralizzatrice.

Mangiamo.
Io un panino vegano ed un frullato iper proteico, lei da Mc Donald's...

Torniamo indietro cantando tanto di tutto, Blue e Backstreet Boys con particolare passione, portiamo la SuperNonna a bere un cappuccino, e ci vediamo la sera per un cono gelato.

Lo so che è la MIA persona, quella che mi viene in mente quando ascolto "Ragazza magica" di Jovanotti, e con la quale passare dal serio al faceto, nell'arco di 8 minuti, ma sa sorprendermi la complicità ed il trasporto col quale ci viviamo. È bello.


Il venerdì è trascorso tra mestieri, giretto al mercato, corsetta in palestra, ed un appuntamento che temevo tanto, per tante ragioni, ma che volevo, perché mette a posto un lato, ed anche se in generale complica, in quella duplicità balzana delle cose tipiche che agogni e ti fanno tremare, sono uscita in piedi, quasi saltellante.
Ve ne parlerò, ma solo quando sarò pronta per farlo, ed avrò davvero qualcosa di tangibile.

Oggi è il compleanno del mio amico Menny, stasera aperitivo e cinema, "Suicide Squad", eh si, è uno di quelli che il compleanno lo festeggiano esattamente così: al cinema!
Un po perché non amano i compleanni, un po' per non dare importanza alla cosa, e poi perché c'è la prima del film per il quale siamo in attesa da mesi! 

Ca va sans dire?
Lo lovvo... 

giovedì 11 agosto 2016

Giorno 3: Wonder Pata

Al netto della pigrizia, che non è mai stata particolarmente problematica per la sottoscritta, ho pulito lo studio estraendo ogni libro e svuotando ogni cassetto (stra colmo di ricordo dal quale è stata dura non farsi attanagliare...); depredato la scarpiera facendo ordine e disciplina (e dando l'estremo saluto a qualche paio di scarpe oggettivamente mai messo); scoperto che, nonostante io abbia un numero spropositato di mutande e reggiseno, la demografia dei calzini è paurosamente schiacciante (e sì, ho ovviamente ribaltato/pulito/gettato/sistemato i cassetti del settimino); fatto liste indicibilmente lunghe e (molto probabilmente inutili) sui lavoretti domestici da fare assolutissimamentissimamente e sugli appuntamenti estivi che non dovrei lasciarmi aspettare, includendo le persone con le quali vorrei gioiosamente relazionarmi...

Ah, è stato un martedì di quelli che vanno vissuti, quello trascorso. 
La mattinata a zonzo per un mercato di paese con le mie Spaziali, cariche di dolcezza, sorrisi, attenzioni per me, voglia di vivere, confronto da condividere, e pure di bimbi belli. Che aumenteranno di numero. E quando lo apprendo, sarebbe legittima la sana invidia, e c'è... in parte c'è... ma non è che invidia utile! Ergo sono (tanto) felice per le mie mammine bisssss... ma felice per davvero.
Il pomeriggio parte con un caffé con la SuperMamma e la Jn, e quest'ultima me la porto con la Sciure della palestra, in piscina... la mia sorellina che non si concede mai a nessuno, e che viene adorata da quelle belle donzelle che a 50anni suonati ancora mi dimostrano che la vita piace e che viverla è un privilegio che va condiviso. 
Parole, parole, tante parole...
Cavoli, ma quanto sono belle e chiacchierone le donne?
Le amo.

Ho finito l'ennesimo libro, "Quando si ama non scende mai la notte" e mi è piaciuto parecchio, Musso l'ho letto a più riprese quest'estate e mi pare a dir poco brillante; ho iniziato "Le ricette di Chloe Zivago per il matrimonio e il tradimento" che ha succeduto "Uno splendido disastro", e posso dirvi che quello che sto leggendo è fin troppo leggero, e quello che è uno dei best sellers principali degli ultimi anni, in me non ha sortito chissà quale effetto... anzi... è ridondante, ripetitivo, e francamente pure un po' scontatello, diciamocelo! 
E questo turbinio di letture, che se ne fregano del tempo che scorre e fanno passare veloci lettere una dietro l'altra, è una delle cose più migliorissime di tutta l'estate. 

Partita la Tatuata, parte anche la Roby, in contemporanea con i miei, che con Brivido raggiungeremo domenica mattina o sabato notte, ora decidiamo...
Di riabbracciare le montagne con sguardo incantato ho voglia. 
Tanta.

Le ferie si susseguono veloci, scrivo tanto, paturnio troppo, e bevo abbastanza caffè freddo da isterizzare, ma va tutto bene.

Ho provato a seguire delle lezioni di yoga su YouTube e mi sono quasi rotta una clavicola; ho messo una bacheca di sughero in studio, ma è piena solo nella mia testa, prima devo fare il resto.

Ma rimando, tergiverso e pospongo.
Straordinariamente ritardataria con e per me stessa. 

martedì 9 agosto 2016

Giorno 1: le ferie hanno inizio

Ce li avete pure voi, tra i post, bozze di cose iniziate e poi abbandonate?

Stralci dei sentimenti e delle sensazioni del momento, ai quali si è negata una possibilità, o che si è stati troppo pavidi o superficiali per affrontare o approfondire.

...oppure perché erano cagate vere!
ma simpatiche, e allora gli avete accordato il beneplacito dell'esistenza nell'etere; almeno per un po', il tempo giusto per una possibile possibilità di restare simpatici anche dopo un po', magari farcito a dovere...

Cose così.

La mia prima settimana di ferie parte da un lunedi pieno di cose da fare: chiama la dottoressa, pianifica le grandi pulizie di primavera che hai tempo di fare solo ora, rivedi il guardaroba e accetta che quel top non lo metterai mai, sbrina il freezer, smetti di comprare la menta liquida, vai a correre, leggi e guarda serie tv.

Arriverò a settembre esausta, con le pile ricaricate dalla passione, ma con la spossatezza atavica di quella che la "to do list" non l'ha terminata.

E mi deprimerò.

La storia è un po' sempre quella, ma di anno in anno aggiungo, sottraggo, traslo, e moltiplico l'ansia, mia ancestrale compare di imprese! 

Per le tipe come me, con i pensieri all'aria e l'animo a spasso, godere di TANTO tempo libero, è una lama a doppio taglio: se da una parte necessito di riposo, dall'altra anelo rigore e schemi prestabiliti.

Sono psicopatica.

venerdì 5 agosto 2016

#fuoriceilsole

E arriva l'estate.
 
Arrivano Ortisei, le Dolomiti, le camminate all'aria aperta, i pomeriggi a scarpinare, la sonnolenza sui lettini in giardino, il sole che ti brucia la testa, l'esuberanza massiccia di tempo libero.

Arriva la Riviera Romagnola, che quella lì è una certezza che ti divertirai, che non penserai a nulla, che non ti peserà più vivere a 1000 all'ora, perché sarà solo per un weekend o poco più...

Arriva il cinema al pomeriggio, i film che consumi su sky, le stagioni di "Will e Grace" che si alternano a quelle di "Castle", le vasche in centro e per i centri commerciali.
Arrivano i compleanni, i regali che non hai ancora dato anche se sono passati 10 giorni dalla data, quelli che hai preso incredibilmente in anticipo; arrivano le promesse di merende/colazioni/aperitivi/pizzate tra aneddoti che sai a memoria e gossip condivisi.
Arriva il momento di mettere tutte quelle cose che hai preso coi saldi, e le scarpe da ginnastica che sono sempre più numerose nell'armadio, ed hanno un po' sovvertito la tendenza tacco, che hai avuto per tutta la vita...

Arrivano i progetti per Gardaland, per Arese, per il Maniva, per il pic nic da fare in centro, per la biciclettata alcoolica, per la grigliatona che coinvolge tutti...

Arrivano gli sms di saluto, di proposte, di coccole, di attenzione, di invito

Arrivano le infinite fette di anguria, i libri che consumi alla velocità della luce, le lavatrici che non hai voglia di stirare, le liste delle cose da fare in casa, e di ciò che manca e dovresti comprare, i coni gelato che non si contano, gli accordi con amici che vorresti coccolare di più...
Arrivano i progetti per settembre, le possibilità e le aspettative; le paure per cose completamente nuove, le incertezze di non sapere che pesci pigliare e di come fare a sfangarla... 
 
Arrivano le scelte, i contatti, le visite, le prerogative, e tu ti senti un po' indietro, non del tutto leggera. 
Arriva, e rimane attaccata, la voglia di pranzare con toast e frappe, quasi fosse una puntata di Happy Days. 

Agosto è proprio iniziato, oggi è il mio ultimo giorno di lavoro, questo il panorama che si prospetta, un hangar pieno di arrivi...
Estate addosso.

mercoledì 3 agosto 2016

Consigli tra me a me

Cara Patalice di un passato trascorso,
un bel saluto a te!

Chissà che stai facendo...
Oggi, mercoledì 3 agosto 2016, hai 31 anni da non tantissimo, e quel 3 davanti ancora ti crea disagio e ti mette il pepe al culo... 
Hai i capelli rossi rossi, sei più magra di come tu non ti veda, e hai lo smalto blu notte a mani e piedi.

Sono le 8,30 del mattino, ed hai già fatto 7 km di corsa, vorresti riuscire a farne 10 per settembre, ma mi sa che non ce la farai... però su questo la mano sul fuoco non ce la metto, sono abituata a vederti fare il diavolo a quattro per raggiungere gli obiettivi che ti fissi, e tu ti sei fissata che correrai una corsa seria a settembre, massimo ottobre, quindi...

Sogni New York, un libro, un salto in alto che ti porti a livello delle stelle; ed è un'estate che, a suo modo, ci si è pure messa per fartelo fare... ma tu sei una pavida, dietro la coltre di sicurezza di tofu, ergo come andrà è una storia che dovremmo chiedere alla noi del futuro.

Ti sei innamorata di un sacco di idee, poi le hai mandare tutte a ramingo, o te le hanno smantellate, e non hai avuto la forza, la costanza e la caparbietà, per farle restare... perché, ormai lo hai imparato, non basta creare un nido accogliente ed affermare di volere una nidiata per averla per davvero, devi avere la pazienza di resistere agli attacchi del mondo e della tua instabilità, e tu hai perso...

Sei stata delusa dalle persone che consideravi famiglia, spiazzata da un mondo di falsi eroi, ed aveva ragione la SuperMamma quando ti diceva che mettere sul piedistallo le persone le fa rompere come vetro quando cadono...e tu il vetro non lo sai rincollare...non ce la fai... quindi queste personcine qua le hai un po' perse... e per quanto tu ci pianga, il dolore sta lasciando il passo all cattiveria, e chissà come andrà... 
...altra cosa da chiedere a quella del futuro...

Hai messo in cantiere più idee che volontà, e questo ti ha fottuta, perché si, sei una che si fa fottere ed anche se spiace è un dato di fatto.

Dopo una vita "da guerriera" ti sei rifiutata di esserlo, perché da Achille ed Ettore, passando per Giulio Cesare, Lancillotto, i templari, Napoleone & company, non ce n'è uno che sia uno, che abbia fatto una bella fine! Onorevole, tramandata, immortale si, ma sempre frutto di atroci sofferenze e di grande sbattimento.

Quindi no.
Non sono una guerriera.

Sono una che va in tandem con la difficoltà, che si porta addosso il grado di sopravvivenza che si è guadagnata, che ricama sul dolore che non l'abbandona, con aghi che imprimono sulla pelle tatuaggi che ricordino, ma, soprattutto, non lascino dimenticare.

Ci sono cose per le quali ti sei rassegnata, ma la rassegnazione ti fa paura, ed ogni volta che la guardi in faccia, sebbene tu ci faccia amicizia, non ti riesce di inglobarla.

Sei testarda.
Perché ti sei scelta la via più accidentata, e crollasse il mondo se cambi percorso.

Chi sarai, è nebulosa stagnante che gravita sulla tua testa pregna di significati e tentennamenti vari e variegati, e chi sei stata alle volte lo rinneghi, e se ci fosse una bacchetta magica o una macchina del tempo, verrei a prenderti a schiaffi per convincerti a mollare gli ormeggi e ad essere tu come sei tu, non come gli altri è da sempre che credono tu sia.

Ecco.
Ti vorrei tu.
Non la versione edulcata, rivista e corretta di chi va bene agli altri, e tutto sommato, non scontenta troppo te.

Vorrei assicurarti di non avere troppa paura, ma la verità è che mi auguro invece tu ne abbia più di tutte quelle certezze che, la boria, ti instillava. 

Perché la paura ti insegna ad avere qualcosa da perdere, e quando hai paura di perdere, ti sproni a vincere...
...viceversa, se pensi di avere tutti i mezzi e le risposte, presto o tardi, bene o male, fallirai.

Sii invidiosa.
Non di quell'invidia che rode e corrode, di quella, piuttosto, che incita al podio, a non lasciare a nessun altro il predominio che meriteresti, ma che paventi dietro il muro di una finta umiltà che non sai cos'è, e che ti si addice quanto il giallino paglierino alle bionde slavate.

Sii concludente.
Che di cose fatte non è mai morto nessuno; di cose da fare si... di cocente rancore si!

Scegli.
Che anche non scegliere è una scelta, ma la peggiore che si possa fare!

Vai.
Che a tornare sei sempre in tempo, ma quel viaggio che stai rimandando, e quella serata che posponi, non sarà sempre lì ad aspettarti, al contrario di quello che sei solita dirti.

Metti quei benedetti vestiti da strappona!
Che si, anche a trent'anni qualcosa azzarderai, ma il pericolo del ridicolo sarà molto vicino, e facendolo, starai sprecando davvero le ultime cartucce.

Taglia i rami secchi.
Non aspettare che ti facciano palesemente male.

Fidati delle tue sensazioni.
Anche se sei avventata e capocciona, forse forse hai più intuito di quello che non pensi!

Smettila con il condizionale.
Che è un tempo verbale del cavolo, è la grammatica del rimpianto, della lacrima di rinuncia, del morso allo stomaco di "ciò che avrebbe potuto e non è stato".

Sogna meno di quanto vivi.
Cassetti ingombri di desideri da esaudire e di questioni da risolvere, si incastrano, e poi sono cazzi.

Studia.
Si, è la voce della SuperMamma che era il suo sogno vederti laureata, e del Paparotto Gigiotto che ancora non si è stancato di scrollare la testa di fronte alla tua rinuncia, ma diverrà la tua quando forse, cazzo!, sarà veramente troppo troppo tardi.

Approfitta del metabolismo.
Sarai fortunata anche più avanti, ma oggettivamente meno... 

Mi pare che sia tutto.
Nel momento in cui lo pubblicherò, sarà evidente che non ti avrò detto qualcosa che ti andava detto, ma non avrò voglia di rivedere ed aggiungere, perché queste cose, se non le si fanno d'istinto, diventano istanti distanti, e non è solo un gioco di parole, ma una realtà.

Sai, che le persone che ci infarcivano di consigli non richiesti, non le abbiamo prese mai dal verso giusto, ma questa volta ne vale la pena...

Credimi, e accetta il consiglio, per questa volta!


lunedì 1 agosto 2016

accenni all'odierno

Venerdì ho saltato la consueta pubblicazione del post, e così mi sono trovata un luglio monco, per volontà ribelle di mancata omologazione.

Che avrei avuto post belli che pronti da propinarvi, ma non mi pareva cosa buona e giusta, ergo ho preferito il silenzio stampa, che il SuperNonno soleva dire che un buon tacere non fu mai scritto, e la Alda Merini che amava le persone che sceglievano con cura le parole da non dire...

Insomma, mi sono accodata al tacito diniego della parola, ed ho fatto finire luglio.

È stato, credo, il mese più aspro di questo 2016.
Anzi sono certa, lo è stato.

Sulla carta, avrebbe dovuto essere il giro di boa, lo scoccare della seconda parte dell'anno, quel fantomatico secondo semestre scolastico, in cui non si può più tergiversare e si mette il turbo, per portare a casa la partita... 

Invece, mi ha fottuta di acre e faticoso, rimpinzandomi di sorprese negative e di una fragilità prominente. 

Ca va sans dire?
C'est la viè, per continuarla alla francese!

Non mi sono stata simpaticissima comunque, sapevatelo.

Questione di sopravvivenza, e di disprezzo verso la me stessa di adesso, si impone la catartica inversione di rotta, nello strenuo convincimento che io ce la possa fare.

Ad uscire dalla melma, ad esempio. 

Mi sono comprata la 500.
Rossa.
Una necessità, dato che la mia vecchia auto mi ha lasciata a piedi, perché io la detestavo e lei lo sapeva benissimo.

Ho un nuovo tatuaggio.
Un fenicottero rosa sulla caviglia sinistra.
Non ha significato speciale o specifico, banalmente è allegro e leggero.
Tanto basta.

Le liste sul blocco di Winnie Pooh, sono aumentate, ampliando le argomentazioni senza ritegno. 
Non ho ancora capito se davvero servano, e quanto e come, ma non mi rassegno a non farne.

Ho smesso di andare al cinema.
Non lo so perché, c'erano un sacco di film che avrei voluto recuperare alla rassegna estiva, ma non l'ho fatto... 
La pigrizia è stato un tratto distintivo di luglio.

Si sono susseguiti molti libri.
L'insonnia non è passata, e leggere rimane la cosa migliore da fare.
Ma nessuno ha l'impronta pazzesca dell'Harry Potter della Rowling, ergo mi ci annoio sopra, senza entusiasmarmi troppo... 

Ho milioni di aperitivi/pizze/merende, fissate nella teoria, da tramutare in realtà nel giro di un mese... sempre nella teoria, non dovrei avere una sera libera una... 
...poi vediamo che succede, che tra il dire e il fare, ci son di mezzo io che sono peggio del mare...

Di sicuro a ferragosto sono in montagna, e, molto probabilmente, la settimana prossima mi faccio 3 giorni di mare... poi c'era in ballo anche un 2 giorni a Torino, che però anche Bologna mi piacerebbe, ma non si sa ancora una ciuffa di niente... e va beh che io la vacanza vera l'ho già fatta, ma agosto chiama ferie... punto.

Ascolto musica pessima, sotto un cielo plumbeo che ha poco dell'estate, tipo "Andiamo a comandare", e con questo ho detto tutto...