mercoledì 27 luglio 2016

le cose che abbiamo in comune sono zero

Voglio essere una di quelle ragazze da rossetti rosa e tatuaggio fine fine sul polso, accanto al braccialetto Tiffany...

Voglio i capelli lunghi, con i boccoli in fondo che sembrano casuali e forse lo sono, e li voglio castani quasi biondi, miele, impalpabili, perfetti, lucenti

Voglio fare i selfie abbracciata al mio fida, tutti e due sorridentissimi dietro gli occhiali da sole a specchio ed il ciondolo ultimo modello al collo; voglio essere un'influencer, fashionista, fashion blogger, fashion addicted, fashion tutto.

Voglio mangiare gli hamburger giganti, bevendo frappè abbelliti da ciliegine candite, e non imbrattarmi a bestia con la senape, e non fare le facce da esorcismo mentre addento la carne, e indossando un abitino bianco aderente senza che la pancia si gonfi a dismisura...

Voglio avere un'abbronzatura perfetta, senza il segno del calzino o della canotta, senza lentiggini, senza arrossamenti, un bel colore dorato uniforme che dona salute e fascino.

Voglio essere una di quelle che in palestra non suda troppo, che fa corsi di pilates e zumba senza spettinarsi più di tanto, che ha sempre i completini stylosi e coordinati, e che sebbene faccia poco ed un cavolo, ha un sedere più tonico del marmo di carrara!

Voglio trascorrere i weekend tra un locale di tendenza ed un altro, alternando le foto su instagram dei deliziosi e ricercatissimi piatti che mangio, a quelle su facebook in compagnia delle mie amiche, gnocche e tirate tanto quanto me...

Voglio essere presenzialista, non perdermi mai l'ultima inaugurazione o il black friday di quello o questo negozio, voglio essere prezzemolo sociale, inserito laddove ci sono tutti, e sentirmi a mio agio sotto le luci di riflettori di plastica.

Voglio viaggiare dove viaggiano gli altri, tra un weekend a Milano Marittima, uno a Forte dei marmi, ed uno lungo a Formentera...

Voglio partorire un bambino bellissimo, dargli un nome stravagante e tendenzioso, mettergli i cappellini di Zara, e cambiarlo 12 volte al giorno, perché la moda neonatale è figa e rampante, ed il mio bambino sarebbe il più social del globo, con foto copiose e un hashtag dedicato a lui.

Voglio la manicure sempre perfetta, ed il ginocchio senza ombra di pelo, le sopracciglia che mi donino profondità, ed i piedi di velluto.

Voglio che il mio problema più grosso sia la prevendita dell'ultimo concerto della più big star del mondo conosciuto, voglio stare impalata di fronte al pc ad attendere  il momento in cui ticketone metterà in vendita i biglietti, e basta.

Io voglio questa ragazza qui.
Voglio essere lei.
Lo voglio perché la vera io è tutta un'altra cosa.
Non si parla ne di meglio, ne di peggio, anche se si legge qua e là un po' di superficialità, non è quella in discussione.
Io voglio la superficialità.
Voglio quei momenti meravigliosamente ibridi, che stanno alla base della leggerezza, facendo venire meno tutto lo straziante e deturpante, che è tanto, troppo, pesante, ora eccessivo.
Non voglio giudicare chi vive l'apparenza, voglio far parte di loro, e lo voglio fare adesso e qui.
Che sono stufa delle proporzioni sbagliate di una vita in salita.

Voglio volere quel mondo all'altezza dei sogni che ho.

lunedì 25 luglio 2016

il bandolo di una matassa dispersa

Una volta mi sono lamentata del fatto che non accadesse mai ciò che volevo succedesse nella mia vita.

"Oh me, misera e tapina, mai che le cose vadano come voglio io!"

...a quel punto, una persona che mi sta parecchio sul culo, e alla quale voglio parecchio bene, mi disse: "Ci sono due cose: la prima è che non puoi pensare che la vita vada secondo i tuoi piani; la seconda è che forse le cose vanno esattamente come vuoi, ma tu cosa vuoi non lo sai!"

Ecco, con sta persona ci ho litigato, ho sbattuto la porta, ed ho deciso che per un [bel] po' non l'avrei più voluta vedere.

...però mi è venuto in mente un concetto che mi ha inculcato la mia amica Roby, l'esistenza delle vere verità, quelle cose non simpaticissime da dire, che probabilmente danno sui nervi, ma perché sono un dato di fatto. 

Ecco, credo che quelle due robe lì, dettemi mentre non le volevo minimamente sentire, e che mi hanno tanto fatta inviperire, siano vere verità... 

Io sono stata viziata dalla vita.

È un fatto. 

Posso mettermi a discutere, incavolarmi fingendo di non sapere quanto sia vero, ma fino ad un certo buon punto, perché poi, quando me ne sto tra me e me, a pensare alle cose più o meno reali che mi circondano e mi caratterizzano, lo so io pure... 

Non posso dire di essere stata fortunata nel termine canonico del termine: ho conosciuto la sfiga, ci convivo, e a tratti so che ci ho avuto a che fare molto meno, rispetto a quanto dovremo confrontarci... 

Ciò detto, sono anche una alla quale ha detto un gran bene, alla fin delle finite, quasi tutto quello che ho voluto l'ho ottenuto. 

E non sempre per mero merito, alle volte anche solo perché la ruota ha girato per il verso migliore. 

E qui arriviamo ad un altro punto dolentissimo della mia personalità, io sono inconcludente.

Non mi ci metto mai al 200% nelle cose, ma me la gioco sempre con riserva, con l'alibi inquieto di quella che fa, ma non proprio tutto-tutto quello che sarebbe fattibile fare per portare a casa il risultato.

Non è questione di determinazione, quella a ben voler vedere non manca, ma più nelle parole che nei fatti, mi innamoro follemente di cose che mi sposo, ma poi sono infedele, incoerente, incostante, un fuoco fatuo di paglia impalpabile.

Consapevolmente reticente a giocarmi il  tutto per tutto, mentre passa il tempo e perdo passione e focalizzazione...

Fatta male.

Ma 31 anni sono troppi per riprendere il bandolo e farne una matassa resistente? 

venerdì 22 luglio 2016

credo di non credere

Non credo nelle relazioni a distanza.
che se due si amano, e stanno insieme, è perché riescono ad andare oltre alla coltre delle difficoltà della quotidinaità, del tran tran, della noia...

Non credo che ci sia un solo grande amore per ognuno di noi.
a meno che non si sia un albero, di quelli con le radici, che cresce ma non cambia.
perché è impossibile che una sola persona sia quella adatta a noi, impossibile.

Non credo che una bionda sia stupida per forza.
di contro è vero che le rosse sono più porche. inevitavile, è un fatto.
e le more sono più posate, meno pronte al divertimento.
divertimento del quale si nutrono, a piene mani e a bocca spalancata le bionde.
che quindi non sono affatto stupide, hanno capito tutto.

Non credo a chi dice che la felicità la si trova nelle piccole cose.
io ho un sacco di cose, piccole si ma anche grandi.
e non sono veramente felice.
quindi è una cazzata.

Non credo al per sempre.
oggi non lo prometterei nemmeno a mio marito, nel senso che ogni giorni vorrei dimostrarglielo
perché si fa presto ad avere un anello al dito che lega, ma quando il legame è un feticcio di scampolo di "ciò che è bene fare", allora va a monte tutto
perché a chi non si impegna nell'impegno, io non credo, non ci ho mai creduto e mai ci crederò...
è per questo che ho mascherato l'infinito tatuato sul polso, con un mandala, e che non mi tatuo l'ancora, nonostante mi piaccia molto... non voglio essere ancorata a nulla, voglio volare... una piuma, ecco si, una piuma.

Non credo in chi non crede.
che la religione non centra un fico secco
ma se tu non hai fede in niente, tu sei troppo povero dentro,
ed io non voglio avere a che fare con te
lo so che non mi fa onore,
ma è così: diffido da chi ha tutte le carte a posto
mi piace chi ha dubbi, chi si pone domande, chi non è a posto con il tutto

Non credo nelle giornate di pioggia.
che in questa stagione ti illudono che verrà un po' di fresco
e invece boccheggi come quel patetico del pesce rosso nella boccia

Non credo che si stesse meglio quando si stava peggio
ma inizio a capire chi lo dice,
perché saltuariamente lo penso anche io.
e quando lo faccio mi sento vecchia...
e ultimamente mi sento addosso molti più anni di quelli che vorrei
questo è un fatto
ed è un fatto che mi toglie il respiro quasi quanto l'afa.

Ecco quello che non credo.
Tra le altre cose.
Cose che non credo.

mercoledì 20 luglio 2016

cara amica ti scrivo

Io pensavo fosse oggi l'anniversario della tua morte.

Poi, facebook, nei suoi "accadde oggi", mi ha ricordato che era lunedì, il 18, il giorno in cui tu te ne andavi.

Ricordo il messaggio della mia dottoressa, voleva lo sapessi da lei piuttosto che scoprirlo chissà dove.
Ero a Ortisei, stavo mangiando con la mia famiglia, e sono andata a piangere e vomitare nel parcheggio del ristorante, maledicendo tutto e tutti.

Tu, che stavi così male, non lo sapevi.
Non so se negassi a te stessa una verità incontrovertibile, o se la mancata presa di coscienza ti proteggesse dall'inevitabile, fatto sta che tu non lo sapevi, ed ascoltando te, non me ne ero resa conto io neppure.

Ho i tuoi messaggi di pochi giorni prima, messaggi pieni di te: colore, calore, parole inventate, foto zeppe di cose buone da mangiare e di gif ridicole.

Eri così, una bambina più che trentenne, alle prese con un male che logora dentro, ma che non intaccava la tua speranza e la tua fede.

Si, la fede, perché tu ci credevi per davvero che saresti guarite, ci credevi davvero che la fibrosi cistica l'avresti sconfitta. 

E mentre me lo promettevi, già stavi andando via da me...

Non c'è stato giorno in cui non ti abbia pensata, mai, nemmeno un giorno, da quel 18 luglio maledetto.
Sei diventata il mio angelo custode, la mia traghettatrice verso un domani oscuro, il mio punto di riferimento nel dolore...

Mi chiamavi Polpetta, ci scrivevamo e non potevamo non ridere tanto, non schierarci l'una con l'altra, piene di consigli e di pareri, ricche di una vita che volevamo vivere tutte e due, dimentiche dei problemi... 

Quando è successo che sei andata via, partita per un paradiso pieno di caramelle gommose, Winnie the Pooh, e fiumi di Estathe, la mia vita di prima è stata schiacciata dalla consapevolezza che il dopo non avrebbe potuto essere uguale... 

Io ti dovevo tutto quello che ti era stato strappato via!
Non potevo più limitarmi, accettare il compromesso di una mezza sensazione da quieto vivere, attendere che il momento buono arrivasse... 
No ti meritavi che facessi questo.
E così ho iniziato a vivere.
E non è semplice Marta.
Perché per trent'anni io sono stata quella brava, quella che non delude, quella dalla quale il meglio te lo aspetti perché la mia parte l'ho sempre garantita.

Perché quando dici che vuoi emanciparti dal tuo passato, il tuo presente ti osserva sospettoso, facendoti pesare che sei cambiata, che non sei più quella di prima...

...non è immediato essere diverse, non è una cosa che tu la pensi e succede, così, con uno schioccare di dita.
Ci vogliono mesi, litigate con il tuo io più intimo, e con le persone e le situazioni attorno a te; ci sono spiegazioni che ti pesa dare, sentimenti contrastanti che dipanano le sicurezze accumulate, e dinnieghi che ti pare non volere ma che rincorri lo stesso.
...perché, nonostante quello che si possa credere, nemmeno tu sei tanto serena nei panni di una te nuova, destabilizzata dal profondo, e convinta di dover dare di più... non solo per me, ma anche per te!

Una sera di qualche settimana fa, ho visto una farfalla sulla tenda della camera, era una sera di disperazione, senza dignità, piena di dolenti note, e ti ho invocata, lo faccio sempre... e tu sei arrivata, in quella sera senza vento, su di una tenda immacolata sei andata a posarti perché io ti vedessi... ed anche se le cose non sono andate meglio, non sentirmi sola, è stato il regalo che volevo da te...
La consapevolezza che mi ascolti, che ci sei, nonostante il dove sia un'incognita alla quale l'uomo non sa abituarsi...

Mi manchi Marta.
Ti scrivo ancora, e ogni tanto accadono cosette, come quella della farfalla, che mi sbalordiscono e mi commuovono, e mi lasciano il bene dentro, come un abbraccio...

Va beh dai...
La smetto di essere sentimentale...
Tu non mollarmi angelo mio, traghettami nella felicità condivisa, saprò guadagnarmela...

lunedì 18 luglio 2016

Gnam gnam

Bevo acqua limone e zenzero.
Mangio bacche di goji. e curcuma.
Faccio un sacco di sport. Ma proprio tanto tanto.

Poi arriva il weekend, ed il mio status di vita equilibrata, va beatamente a farsi benedire!

Non è colpa mia.

Mi piace mangiare.

Amo essere in forma, il mio corpo è un tempio, e cerco di cacciarci roba sana e salubre.
Alle volte anche dai sapori discutibili.

Ma non sempre-sempre, mi è possibile.

Tipo, perché non salta fuori che le patatine fritte fanno bene?!
Sono cosi dannatamente buone!
E perché non scoprono che il gelato allunga la vita, e che l'Estathe mette fine alle guerre nel mondo?
Sono così dannatamente irresistibili.  

Vorrei abrogarmi il diritto di scegliere cosa faccia male.
Decidere che cosa eliminare e perché.
Non farlo in base a diabete o pancreatite o ristagno adiposo.

Ieri mi sono chiesta: se fosse la tua ultima cena cosa mangeresti?
Mi sono prontamente risposta:
sushi
pizza
cotoletta
patatine fritte
purè
gelato
strudel di mele caldo
cioccolata calda con panna
frappè alla menta

La vita fa schifo, almeno lasciatemi le calorie! 

venerdì 15 luglio 2016

#prayfornice : perché la paura non vinca, dobbiamo lottarci la felicità

io ballo vorticosamente
e canto ad alta voce

c'è chi mi vorrebbe in silenzio,
con colori sommessi addosso,
ed un'aria contrita di quella che ha scelto lugubre

ci sono il sapore della nutella al mattino,
i sorsi lenti e quieti del latte macchiato, 
ed il rumore musicale delle pagine che si susseguono

c'è lo sgomento per un mondo che va contro se stesso,
la vita che muore in un luogo dove, 
quando il sole nasce, c'è poesia

ma sussiste la volontà di non cadere nella trappola della paura,
che più senti male,
più devi resistere

perché cedere alle lusinghe del dolore,
alla facile condiscendenza del male,
alla stonata ritmica di un cuore rotto dall'odio,
sarebbe cosa ben più semplice...

ma non dobbiamo arretrare, 
dobbiamo continuare il ballo vorticoso,
il canto a squarciagola...

perché è solo con la vita che si combatte la morte
ed io oggi, di fronte agli ennesimi morti,
mai banali ma sempre più inspiegabili,
non piego la testa, 
la butto indietro, 
caccio le lacrime e rido

per Nizza
per non dimenticare

mercoledì 13 luglio 2016

to do list in corso

Ho ripreso la gran buona vecchia abitudine di fare liste di PRO e CONTRO

L'ho più o meno sempre fatto, perché è un mettere un ordine mentale al caos che mi contraddistingue; perché il nero su bianco mi da sicurezze, ed abbatte le indecisioni atartiche; perché mi pare che così scegliere sia più semplice.

In un mondo che fa del "non scegliere", la scelta perfetta, mi sorprendo ad incaponirmi sul non voler essere come gli altri, andando controcorrente come una che, sebbene ribadisca di non sapere ne quello che vuole ne quello che non vuole, non accetta questa immobilità.

Il destino decide per noi.
E' già tutto scritto.
Se è deciso sarà.
Noi non possiamo nulla.

Quattro frasi che, se me le aveste attribuite due mesi fa, vi avrei riso in faccia...
Mentre oggi mi sembra quanto mai verosimile che escano dalla mia bocca.

Mi pare di non potere niente.
Io che ho sempre avuto la presunzione di avere il mondo in una mano.

Forse il problema vero vero, è proprio questo: viziata dal fatto di aver ottenuto più di quanto non ho investito, ora vivo nella bolla di sapone del dubbio di non poter più avvalermi del mio potere magico...

Non funziono più!

...

Ma non trasecoliamo, che l'ho già fatto bastevolmente, liste, dicevamo.
Ecco si, io compilo liste.
Lo faccio con le mie biro colorate, su bloc notes estremamente carini, nella fattispecie uno rosa con la spirale e Winnie Pooh piccino che dorme a pancia in giù, e cerco di dare una forma armonica alla cosa...

Una specie di finzione sceneggiata di una fantomatica leggerezza in mezzo a cose spesse e pesanti...
...poi vi dico se funziona...
Ma per ora prevalgono i "contro"...
...cazzo...

lunedì 11 luglio 2016

di cosa è fatto il mio ora e adesso

"Adesso" di Chiara Gamberale

un cono pistacchio e nocciola

un impalpabile vestitino bianco che non tira e non segna

"Ragazza Magica" di Jovanotti

la pelle abbronzata e chiazzata, macchiata e lentigginosa

All star verde bottiglia

un domani completamente da costruire

un presente dannatamente pesante

la Moleskine del "Piccolo Principe" aperta e scarabocchiata

amiche nuove alle quali vuoi bene come se fossero da sempre

persone vecchie che si affacciano, ma tu ormai la tenda l'hai tirata

rimpianti per uno spreco, di tempo e soldi

attesa per un messaggio che non arriva

ricordi facebook che non te la fanno dimenticare

aspettative 

illusioni

divertimenti vari e variegati

dissolvenza


venerdì 8 luglio 2016

...dopo il buio la luce, sempre!

...c'è qualcuno che mi ha letta "strana", qualcuno che mi ha mandato sms mail e whatsuppate per capire come sto...

le persone che mi vivono nel quotidiano, e che leggono il blog, mi hanno proprio chiesto cosa c'è...

non ho risposto a (quasi) nessuno

non perché io sia cafona, o meglio si magari lo sono, ma questa volta la mia cafonaggine centra poco

sono scollegata

vorrei trovare una parola differente per definirmi in questo momento, ma fatico a trovarne una di senso compiuto

la realtà è che quella maschera spessa, fatta di tutte quelle cose belle che mi appartengono, [la positività, la forza incrollabile, la strafottenza, la faccia tosta, la leggerezza e la scrollata di spalle] si è rotta; ha una grossa crepa nel mezzo ed è come quando accade al vetro dell'iphone: attraverso non ci vedi bene

non voglio essere pedante o pesante, voglio tornare ad essere la sbirulina inconscia e inconsapevole, che festeggia un cono gelato e l'ennesimo libro finito, che scrive un post di auto motivazione sperando di motivarvi tutti quanti, e che non pensa a quanta poca certezza abbia nel suo presente

...non ho appositamente messo il condizionale, perché io non lo vorrei, lo voglio proprio.

ciò detto, io sono quella che cade e si rialza, l'ho sempre fatto
e non perché sia "brava", ma perché alla fine lo capisci che è l'unica cosa da fare

ed anche se in questi giorni sto mangiando la polvere, calpestata dal mio stesso passo, vale la pena di dirvi che non sarà per sempre, è adesso e qui... e finirà

...perché le cose meravigliose finiscono, volete che non si esaurisca la bruttura?

mercoledì 6 luglio 2016

velocissimi "vorrei" a fronte di pesantissimi "se"...

....è che ho la testa calibrata sul "se" e questo mi confonde il tempo, e me lo fa scorrere velocissimo, 
tanto da avere problemi importanti con me stessa...

Ho sviluppato una strana tristezza nei confronti dei miei affari, 
che non è una cosa tanto carina, 
è più una di quelle cose che andrebbero evitate con cura, 
ma va così e mi ci sto arrendendo con lentezza, e così non va.

Pensavo ad uno di quei "se" che sono tipo "se tornasse indietro a praticamente 10 anni fa, ed incominciassi oggi a lavorare, farei le stesse cose? potrei fare cose migliori? tipo dimostrarmi più brava?"  oppure "se avessi detto di no, oggi come sarei? con chi sarei? cosa farei?".

Domande di un livello impressionante di paranoia che non solo non rendono allegria, ma manco giustizia...  


Che una, decisamente, dovrebbe vivere con leggerezza tutte le cose della vita,ed invece mi trovo una pesantezza dentro che capirei solo se avessi mangiato una mandria di elefanti intera.

Quando ho queste parentesi scrivo.
Tanto.
Scoglionato e alla cazzo.
Insomma, inutilmente...

Perché si facesse spazio tra le incertezza, 
tanto da lasciare l'ampio respiro che cerco...

...ma no, nulla di ché, 
al massimo mi serve per vedere peggio le cose,
perché la mia fantasia come sempre vola...

...e vola decisamente troppo in alto, 
e con ali troppo grandi.

Che dire?
Vorrei spostare la focalizzazione e andare per altri lidi,
lidi meno tediosi e con meno responsabilità addosso...

Vorrei un sogno realizzato, 
ed una preghiera ascoltata senza merito alcuno.

Vorrei smettere di parlare 
e prendermi le cose che voglio.

Vorrei essere davvero convinta che mi aspettano cose bellissime, 
e smettere di vivere le cose buttandomici così a capofitto.

Vorrei vivere a colori,
comunque andare,
e capire che l'amore non mi basta.

Vorrei guidare un'auto rossa,
con una destinazione figa,
tanta musica addosso,
e nessun pensiero ad attanagliarmi.

Vorrei fare shopping, 
di quello inutile, con abitini estivi colorati e lascivi, 
e poi mangiare un hamburger ciccioso con un frappè.

Vorrei ritrovarmi,
e non perdermi,
e volermi tanto bene,
e ricordarmi che sono l'unica che sempre c'è stata e sempre ci sarà.

...forse è ora che Alice trovi la sua strada, 
perché quando non sai dove andare tutte le vie sono buone, 
ma non è detto che non ci portino dritte dritte in bocca al lupo!

lunedì 4 luglio 2016

Amati come se non ci fosse un domani

L'invettiva contro le donne era un pro che non si può ignorare...

Sono anni ed anni che sono femminista ai massimi livelli consentiti, giusto quel pizzico in meno, che mi consente di mantenere fede alla cavalleria... 

Ovvero, sarò anche femminista, ma se un uomo vuole aprirmi la portiera, o offrirmi una cena, mica dico di no in nome dell'uguaglianza!

...è solo che il romanticismo è un dato di fatto opinabile a tratti, e mai uguale per tutti... 

In questo periodo ho parlato di uomini, relazioni e rispetto, come se non ci fosse un domani, rendendomi conto che la visione che ognuno ne dà, è talmente opinabile che la generalizzazione è capostipite dell'utopia più pura.

Gli uomini e le donne NON sono uguali, e non si tratta di uguaglianza universale riconosciuta o riconoscibile, ma di alterazione visiva e sensitiva.

Maschi che ragionano con il pisello, convinti di toccare le donne con la bacchetta magica, o di avere arti amatorie ai livelli di Casanova, ce ne sono veramente moltissimi, ma ancor di più sono quelle fanciulle che sottostanno ad una specie di patto di non belligeranza, pur di avere le briciole.

...ma dai cazzo...

Non faccio la fenomena, ammetto senza riserva che sono la prima ad esserci caduta, e a cadervici ad intervalli regolari, intervallata da una specie o sottospecie di regolamento ormonale e divino, che mi fa barcollare e mollare, proprio a me che dedico il mio fervore compositivo a smantellare il predominio maschile, sulla buona creanza femminile. 

A Brescia, si suol dire, "sancules", una nefandezza dialettale che tradotta con finezza, suona come "vada al diavolo", e che predicare non è mai abbastanza! 

E pur credendo in questo sovrano scollamento di spalle, non mi stanco di supplicare divinità più grandi di me, alle quali ricorrere con cadenza tragicamente frequente, o di interpellare un muto fato, con giochetti da "libro delle risposte", pur di possedere ineluttabili lisciaggi al cuore tormentato...

Perché rapporti, sentimenti, e mal d'amore, non sono poi così trattenibili dentro i confini del buon senso, ma sfuggono a noi stesse, con un viscido movimento di cosa, degno del più perfido sir Biss... 

Quindi nulla, ci dobbiamo rassegnare a combattere contro i mulini a vento dell'irragionevolezza?

...non per forza di cosa...

Ricordatevi sempre chi siete.
Non è affatto detto/scontato che dobbiate sottostare all'under the train Style, in un loop più nero della pece.

Ricordate sempre che il dispiacere deve fare il suo corso. 
Non vi si impone di fare le eroine sempre e subito, regalatevi attimi di lutto da sanare con gelato ed alcool. Ma che siano attimi brevi. 

Ricordatevi sempre che siete le peggior sceneggiatrici drammatiche che ci siano.
Laddove leggete tragedia, magari c'è solo un rinculo negativo. Il chè non significa che dovete illudervi di chissà cosa, ma manco avere il cappio al collo per un'interpretazione fallace, data dall'eccessivo scoramento.

Ricordatevi sempre che il karma è qualcosa di pesante e vendicativo.
Non è poi così pindarico pensare che certe cose si risolveranno da sole, e non per forza l'appannaggio non sarà vostro...potreste ricavare presto soddisfazioni diaboliche, sappiatelo.

Ricordatevi sempre che non siete le uniche.
Queste cose le abbiamo vissute e subite quasi tutte, e tutte siamo state delle imbecillì... Ca va sans dire? Mal comune, mezzo gaudio... Guardate chi è diventata Emma a furia di calci nel culo amorosi...

Ricordatevi sempre che i film prendono spunto dalla realtà...
...oh, una possibilità su non so quante che voi viviate la favola c'è... 

Ragazze, contate su voi stesse.

L'amore è bellissimo, il sesso una spettacolare distrazione, la vita a due un lusso da concedersi... ma che voi stesse sarete l'unico punto fisso nei secoli dei secoli, è una verità che non si discute.

venerdì 1 luglio 2016

the floating piers: elogio all'amicizia per i miei amici

Mercoledì mi sveglio a 10 alle 4.

Okey, l'insonnia è bastarda, ma questa volta non ciccia niente...

Mercoledì mi sveglio a 10 alle 4, perché alle 4,30 sarebbero venuti Olly e Menny a prendermi, per andare a Sulzano, sul lago di Iseo.

Non siamo impazziti dalla voglia di una tintarella delle primissime ore del mattino, ma adepti della super moda del momento: camminare sulle acqua, grazie al The Floating Piers, l'ambiziosa passerella opera d'arte, costruito dall'artista statunitense Christo. 

Totalmente gratuita, e temporanea (verrà smantellata questa domenica), la passerella è un regalo che l'autore ha dedicato al lago di Iseo, che verrà conosciuto da tutto il mondo, per la sua superba bellezza. 

Gratuito e pieno di traversie, l'ingresso è stato materia di teoremi e diatribe, che manco una guerra fredda! 

Pare infatti che non si pensasse a quanto infinite potessero essere le code, e a quando cretina potesse essere la gente che ci sarebbe salita... ad ore impossibili, sotto il sole cocente, portando amici a 4 zampe, e bambini piccoli...

Muniti di casco e giubbino per lo scooter, e di una discreta sonnolenza, siamo partiti.

Gente per strada, vista l'ora, non ce n'era, nei pressi delle uscite per il lago però, abbiamo veramente ringraziato il cielo di non essere in auto, visto che la coda era bestiale... 

Abbiamo parcheggiato, fatto una bella scarpinata in discesa, fino all'attracco della passerella, e quel punto, siamo saliti su quella lingua arancio stesa sulla tranquillità del lago.

La sensazione di fluttuare è appena percepibile, piacevole a tratti, perché sembra quasi massaggi il cammino... 

C'è chi fa lezione di yoga, chi si meraviglia di come spicchi in mezzo all'oscurità lacustre, e chi (tanti) si fanno selfie e foto come se non ci fosse un domani...

Tutto intorno il paesaggio è bellissimo, immobile nella sua maestosità, che si può apprezzare in quella totalitaria pienezza, solo godendo della posizione privilegiata.

Io e i miei amici parliamo tanto, ridiamo moltissimo, ci facciamo infinite foto, e godiamo di quelle ore rubate ad una giornata che poi, giocoforza, ci avvilupperà completamente... 

Ma quella mattina è solo nostra...

Riprendiamo gli scooter verso le 8,00 con il vento meno forte, ed una gran fame...
Ci fermiamo a fare colazione con cappuccino e brioches, ridiamo ancora, ci diciamo che è stata una bella giornata, e ci mandiamo anche qualche sms per ricordarcelo.
Che ci vogliamo bene, e che senza la presenza reciproca nulla di nulla sarebbe bello com'è bello...

...e se è vero che un uomo solo ad una donna non basta, che le donne hanno troppa fantasia e troppi desideri e sono troppo in gamba, il fatto di avere loro, sono almeno mille passi avanti!