lunedì 29 febbraio 2016

...the winner is Leo... ed era pure ora!

...avevo scritto un paio di post, pronti all'uso per oggi...
Uno ero lì lì per programmarlo addirittura, ma poi mi sono detta che avrei avuto tempo, e così niente...

Meglio.
Perché stamattina, mi sono svegliata con tutt'altro pensiero in testa.

Leonardo Di Caprio ha [F I N A L M E N T E] conquistato la statuetta d'oro per eccellenza, sbaragliando gli eccelsi avversari, e compiacendo un web esultante... 

In se e per se questa notizia può essere molto interessante, o passare totalmente inosservata, lo capisco e lo comprendo, però c'è un nesso di fondo che non può non avere un proprio peso specifico.

Mo' vi spiego...

Partendo dal presupposto che Leo è da sempre il mio favorito, e che sono anni che spero in un Oscar per lui, precisamente da "Buon Compleanno Mr. Grape", io stamattina ero sveglia di fronte alla proclamazione, e quando gli ho visto quell'ometto nudo tutto d'oro in mano ero felice come una pasqua, penso che tutti noi, esseri umani, dovremmo essere sentitamente grati per questo riconoscimento.

Esagerata dite?
Può essere, ma l'altro giorno leggevo un post facebook di un'amica, di quelle che diventano tali perché si hanno accordi elettivi simili, la quale tifava per Leo, sostenendo che sarebbe stato fantastico se a vincere fosse chi nel fallimento vedeva una seconda occasione, ed io mi sono detta che io sono Leo.

Io sono quella che butta il cuore oltre l'ostacolo, che anche nella strada più difficile e meno battuta, ci mette la faccia e l'impegno; sono quella che tutti dicono che è brava, ma lei lo vuole dimostrare; sono quella che non lascia più agli altri la responsabilità della mancata realizzazione di se stessa; sono quella che fa la matta per uno ma che con l'altro è integerrima... 

Non so se per tutti è così, ma penso che per ognuno di noi dovrebbe esserlo.

Perché, se è vero che non siamo tutti destinati a ricevere l'oscar per l'interpretazione migliore, è altresì vero che nessuno ci impedisce di sbattere la testa contro un muro, arrivando a farci dilaniare da un orso, pur di farcela... 

Perché ogni giorno può essere un giorno determinante per la nostra corsa verso la tanto agognata statuetta, val la pena di vedere se siamo disposti e disponibili a pagare lo scotto che richiede...

Perché se stamattina Leo ha alzato la statuetta è perché non ha mollato.
Ha continuato a fare film pregevoli, attorniandosi della gente giusta e delle scelte più coraggiose; non si è fermato a fare il Jack della situazione, barcamenandosi in ruoli da belloccio e poco più, ha sfidato le convenzioni con ruoli estremi, ed è arrivato a fare meta.

Non so se per tutti valga tanto la vittoria di Leonardo, ma per me, per quella ragazzina che aveva la sua faccia sulla smemo, e che adesso cerca cenno della sua grandezza interpretativa fin dai suoi primissimi lavori, è una rivalsa personale... 

Non era quello destinato all'Oscar.
Lo è diventato.
Meditate gente... meditate...

venerdì 26 febbraio 2016

Ispirata ispirazione

Leggevo la Chiara, che parlava dell'ispirazione, parlando della sua e chiedendo della nostra, ed ho pensato a me.

Ho anche commentato in modo alquanto ispirato, forse troppo, avrà pensato io non sia del tutto in ordine, ma cosa sia il disordine, e chi stabilisce che sia o non sia tale?!

...comunque mi sono messa a pensare, dicevo, al fatto che io sono una che vorrebbe scrivere nella vita, ma scrivere per davvero.
Scrivere del genere che fai quello come lavoro, che ti organizzano tour nelle librerie, che ti citano su facebook o negli stati di whatsup, e che magari compare pure un trafiletto sui settimanali femminili; ed il tuo lavoro viene valutato con 3 stelline magari, che di più è mancanza di umiltà e di meno di autostima; e poi una persona qualsiasi, un giorno per caso, ti ferma e ti dice che quello che hai scritto è stupendo, che un po' le ha cambiato la vita...e tu capisci che invece è la vita tua ad essere differente!

Si, voglio essere una scrittrice famosa.
Si, voglio un po' cambiare le cose, e con le cose anche la mia esistenza e la mia felicità.
Si, se possibile voglio succeda presto, il prima possibile.

Però mi sono resa conto che non so se c'ho poi tutti sti numeri e ste possibilità, perché sono una che con le scrittrici non c'entro un cazzettone!

Ecco, non mi manca la Moleskine sempre aperta con mille scarabocchi sopra, ma non ho mai lo sguardo perso nel nulla, quello che non è vuoto, è intenso e carico, misterioso e quasi esoterico, avete presente?

Mi manca anche il rigore tipico di chi è determinato fino in fondo, e fino in fondo vuole arrivare, tipo scrivendo almeno 2 ore ogni giorno, dandosi orari, avendo uno schema...

Non ho sicuramente la velleità della filosofa o della mistica, mi credo raffinata e di buon gusto, ma poi scrivo gigionate pazzesche, di quelle che strizzano l'occhio alla polemica martellando sul fatto che me stessa è il centro del mondo...

Mi ci vedo in uno Starbucks con il cappuccino di latte scremato extra gigantesco sul tavolino, con il mac aperto e le idee che sballonzolano da un neurone all'altro creando qualcosa di buono, magico perfino...ma è solo un cliché, per quanto bello bello in modo assurdo, non la verità di un angustio spazio, dove far coesistere quotidiano ed azzardo azzardato.

Ho visto troppi film, letto troppi libri, immaginato sempre troppo in grande, senza avere mai tirato fuori le palle per trasformare in reale quei sogni da cassetto, che si sono confusi con le mutande, e non si sa dove inizino gli uni e finiscano gli altri.

...però, parlando di ispirazione, mi sono accorta, durante la mia prigionia forzata post pancreatite, che mentre sono in giro che cammino, faccio la spesa, ho il naso all'insù e nulla vedo e nulla mi sfiora, la mia testa vaga e la mano partorisce quelle idee che si concepiscono dentro di me.

Posso anche semplicemente leggere cose scritte da altri, si trattasse anche solo delle didascalie alle foto instagram di chicchessia... 

La mia mente è fertile, vivace, vivida e all'erta. 

Se questo specifica "ispirazione", non lo so, e non mi importa nemmeno più di tanto. 

La mia scrittura basta a se stessa, e si completa in se... sono io a non esserne totalmente soddisfatta, a sentirmi sempre in debito di qualcosa... 

Mi hanno fatto riflettere su "bisogno" e "desiderio", e mi sono trovata spiazzata, poiché pare, parlando in strizzacervellese, che il bisogno sia molto meno nobile del desiderio... ed io mi sono sentita una vera vassalla, alle prese con la voglia di battere sul pc o di inchiostrare un foglio, dando un senso al bianco; perché per me quello è bisogno puro. Esigenza, ardirei dire. 

L'ispirazione è la quotidiana ricerca di un senso al mio essere pericolosamente celebrale: la chiave di volta, per riscattare la mia intemperanza nel voler essere, non banalmente esistere...

E mi pare sia la cosa più sensata di tutte le cose che faccio e dico e penso...

...e allora, mi domando, perché nel leggere questa mia spinta, sento qualcosa di intrinsecamente sbagliato?!

mercoledì 24 febbraio 2016

karma e tempismo, io vi rispetto


"Certi amori, non finiscono; fanno dei giri immensi, e poi ritornano..."

Quando il mio ex mi piantò, ascoltavo Venditti a ripetizione serratissima, nella speranza ci fosse una speranza almeno nelle parole altrui, dato che, per come me l'aveva cantata lui, decisamente non ne avevo.

Il confine tra mollato e mollatore, non è solo sottile, ma anche parecchio labile ed incerto: non è detto, ad esempio, che il mollatore non ami più del mollato, è solo che alle volte scattano dei meccanismi mentali che rendono tutto troppo emotivo, e l'amore, per quanto bello vivido e tra persone innamorate, non può prescindere dal celebrale.

Stop.

Quando il Patatino trovò la forza di mettere un punto, io mi sentii investita di un dolore acuto e sordo; la prima vera perdita della mia vita, un bagaglio esistenziale non di poco conto, che mi troverò a portare con me sempre ed ovunque... 

Fu ragionevole: volevamo cose completamente differenti. 

Lui anelava una convivenza, un trasferimento, una concretezza a due ufficializzata e matura, nella quale era disposto ad investire.

Io vivevo nel paradigma dell'imperfetto, un emisfero tanto sconclusionato quanto fascinoso, decisamente adatto ad una di ventiquattro anni... volevo indipendenza, rivalsa personale, e rifuggivo gli standard del "per sempre vissero felici e contenti", è quello dei "2 cuori e 1 capanna, tanti bimbi, ed un maritino che torna alle 18 si siede e legge il giornale sul divano..." 

Nella nostra relazione c'erano premesse discordanti:
Essere pericolosamente amanti esclusivi alla scoperta del mondo, avrei voluto.
Di stare in una relazione adulta, mi veniva chiesto. 

Scappai.
Con belligeranza ambigua, mi staccai dal mio fidanzato, sperando però sempre, che lui mi seguisse passo passo, che non mi abbandonasse; perché la mia professata indipendenza proseguisse con l'essere solo il tarlo di una testolina bacata, più che una vera esigenza, per quanto invocata a gran voce. 

Per fortuna il Patatino era un tipo acuto: annusò ben presto l'olezzo del pessimo risvolto, e, senza nemmeno un out out, prese i suoi due e se ne andò. 
Letteralmente.
Ora vive lavora ed è [me lo auguro davvero] felice in Thailandia. 

Quando asserisco che il karma è una simpatica carogna, so di cosa parlo, perché un annetto post rottura, ho conosciuto Brivido...ed in nove mesi ero sposata, e alle prese con un desiderio di maternità da far paura a tutti i reparti di fecondazione assistita d'Italia. 
Ovviamente negatomi.

Non ho avuto dubbi, era l'uomo per me, fatto apposta per me, come direbbe Mina; e mai, nemmeno per mezzo secondo, ho creduto potesse esserci il rinculo all'entusiasmo, così mi sono messa ad amarlo e a volere che il noi fosse certificato per tutti in tutto. 

Non è un post di romanticherie in direzione del mio signor marito questo, piuttosto un'analisi sul tempismo e sul karma, due aspetti imprescindibili della felicità. 

Se solo avessi acconsentito al cambio di rotta, al vedermi mogliettina giovane giovane e al fianco di un ambizioso uomo in carriera, per il quale la famiglia viene prima di tutto, oggi forse sarei mamma...chissà...

Certamente non avrei incrociato la totalità di sfumature che può avere un incontro di anime, non avrei passato ore incazzate, non avrei mangiato merda andando a dormire coi massi sotto il materasso, ma sempre accanto a lui, testone riottoso in rivalsa sulla rampa di lancio al successo. 

Ecco, in modo differente, in questi giorni mi sono trovata a tirare fuori spesso il mio passato...


Sono stata vittima di abusi da parte di me stessa, mi sono inflitta pesanti negazioni alimentari, alla ricerca di una stupida chimera: il corpo perfetto.

Quell'incarnazione nefasta di immaginario collettivo, traslato con veemenza sul personale.

Non penso di essere stata anoressica, tecnicamente il mio era un disturbo alimentare; di certo c'è che ho rischiato.

Ma ne sono uscita.

Lo dico con vigore, convinzione è molto orgoglio per me stessa.

Un amore solido, degli amici speciali, una famiglia unica, tanta dolorosa analisi e moltissimo faticosissimo sport, dopo, eccola qui, uno scricciolo di donna che ama hamburger e patatine, che si strafoga di latte e biscotti, e che si ingozza di pizza e sushi... 

Mai diventata nemmeno in carne, ma molto più soddisfatta e in forma.

Però il rinculo arriva.
Il karma ha i suoi tempi ed i suoi metodi, sta a noi accettarli subito, assecondando i loro voleri, o mettersi in testa una carriera da Highlanders...e fare a pugni contro la salute.

Ovvio, da buona estremista ho scelto la seconda. 

Prima è arrivata la glicemia alta, da me sbeffeggiata a dovere a suon di Nutella e torta di mele, poi, un mese esatto fa, la pancreatite, la svolta.

Non voglio attrarre commiserazione, non mi importano i commenti di solidarietà e di lusinga alla mia forza, voglio esprimere un concetto. 

Paghiamo quello che è stato il nostro vissuto.
Nel bene e nel male.

Non scordatelo.

Il karma agisce, lo fa con metodica lentezza, e vi conosce, lui sa dove andare per toccarvi con più sleale carezza, sta a voi saper intercettare i segnali, fermarvi prima che sia lui a farlo...e mai senza segni...

Io sono una cattiva.
Nella vita prima io, dopo gli altri.
Disposta e disponibile a credere che il fine giustifichi il mezzo.

Però contro i muri ci ho sbattuto, e farlo sempre meno frequentemente [anche se decisamente più dolorosamente...] mi sta insegnando che ci si può divertire molto nell'essere cattivi, senza farsi e fare male.

Continuo a credere che se ti comporterai bene, non verrai risparmiato, ma so che la vita, che è già tanto pesante, ti apparirà meno greve se saprai regalare a te stesso e agli altri, la tua parte migliore.

lunedì 22 febbraio 2016

Mancanze plastiche

Della mia vita precedente, mi manca lo chignon spettinato e frangettato dei capelli lunghi.

Mi mancano le tazze di cioccolata calda con panna e paste di riso.

Mi manca l'enormità di problemi risolvibili, e la vacuità di drammi sciocchi.

Mi manca l'assenza di facebook, e l'odio per le lezioni di greco.

Mi manca lo sbalordimento delle prime impressioni, e la possibilità di pensare di poter fare tutto, senza tener conto di niente.

Mi manca poter aprire la bocca a vanvera, parlando di me, del mio futuro, delle mie aspirazioni. 

Mi manca pensare che c'è veramente un tempo per tutto, e che quel tempo io lo avrò.

Mi mancano i sabato con SuperMamma e Paparotto, quando a un certo punto ti chiedi cosa facciamo, e sei già annoiata. 

Mi manca dover chiedere per un paio di scarpe da ginnastica inutili, e mettere i tacchi con sotto i calzettoni colorati, che non c'entrano niente con quello che hai addosso. 

Mi manca l'aspettativa da weekend, e le fette di pizza o i bomboloni alla Nutella dopo la discoteca.

Mi mancano i pomeriggi davanti a "Select" e la smania delle vacanze estive...

Sono una che guarda avanti, e tira dritto.

Ho imparato che solo quando non hai più l'esigenza di guardarti indietro, il tuo tempo vale veramente qualcosa, e che le scelte di oggi sono terreno fertile per i raccolti di domani.

Cerco di vivere alla giornata, ma mi manca la dimensione della pazienza, ed il "tutto e subito", ancora la fa da padrone. 

Se siamo frutti e figli, del nostro io trascorso, non sentirmi orfana di me stessa, mi conferma che ho vissuto all'ennesima potenza.
E questo me lo leva qualche dubbio postumo.

Gli ho fatto sentire la presenza, alla vita, e non sono sempre stata ripagata nell'immediato, ma ho raccolto...e non è poco.

Ogni tanto scrivo un bilancio, una lista di cose fatte e da fare, vivo sbilanciata e tremula, ma non mi spiace quanto si potrebbe credere. 

La ricerca sembra appena iniziata, ed io sono disposta a giocarmi il tutto possibile, con entusiasmo, senza remore...siamo qui per questo dopotutto, no!?

venerdì 19 febbraio 2016

Voglie e voglie e voglie, ed ora voglio!

Mi è venuta voglia di jeans strappati, sotto i quali mettere collant chiccosi.
E di abitino principesco, rosa fucsia con rete e chiffon, di Pinko. 

Mi è venuta voglia di un weekend londinese.
Di bere immensi cappuccini da Starbuck, di visitare il museo di Madame Trusseau, e di andare a zonzo per il mercatino di Portobello.

Mi è venuta voglia di intraprendere un nuovo viaggio per conoscermi, e di investire tempo ed energie nel migliorarmi.
E di approfondire situazioni e questioni, che dipendono da me.

Mi è venuta voglia di una cena senza fondo di sushi, e di una pizza come Dio comanda.
E di smetterla col tea pomeridiano, per tornare alle tazzone di cioccolato, grondanti panna montata e dolori pancreatici.

Mi è venuta voglia di vedere due film al cinema in un pomeriggio, e di ridere e piangere, e pensare che se succede su quel grande schermo, può capitare anche a me.
E di uscire col buio, e sentirmi il sole addosso. 

Mi è venuta voglia di parlare con la Rowling, perché è un genio, ed Harry Potter meriterebbe un premio Nobel per la letteratura, che non solo quello che fa riflettere coi pesi nel cuore, è cosa da trattenere per sempre. 
E vorrei saper inventare come lei, che è fertile e folle, e vorrei esserlo anche io.

Mi è venuta voglia di capire perché no all'utero in affitto, e alle adozioni semplificate, e perché no alle coppie omosessuali che si sposano ed hanno figli, che la vita ce la rendono sempre più complicata e dolente, ed ora sarebbe anche ora che basta. 
Ed io voglio poter scegliere. 

...mi sa che mi rincoglionisco di Big Bang Theory mentre cammino sul tapis roulant, che in modalità criceto, forse, passano le voglie... 

mercoledì 17 febbraio 2016

Perfettamente consci di essere sconosciuti

Sono stata al cinema ieri.

"Perfetti Sconosciuti" ha sbaragliato "Zoolander" e Tarantino, vuoi non vederlo? 

La storia ormai è nota: 7 amici di vecchia data, riuniti intorno ad un tavolo, decidono di partecipare al gioco della sincerità, asserendo di essere vicendevolmente cristallini, ergo di non temere l'altrui biasimo, perché nulla hanno di che farsi biasimare; dunque via, tutti i cellulari sul tavolo, per la durata dell'intera cena, telefonate, mail, notifiche facebook, messaggi e whatsup, sono alla mercé comunitaria. 

Nel giro della cena, votati ad una sincerità esplicita, e mai palesemente condivisa, si dissolvono le maschere e resta la mestizia di una verità bugiarda e ipocrita; il vestito buono di una festa al massacro, dove vittima e carnefice, vinto e vincitore, sono solo il concatenarsi, più o meno esplicito, di un reticolo infame . 

C'è la coppia di novelli sposi sovverchiata dalla parvenza; i problemi psicologici della strizza; le terribili ombre della coppia apparentemente inattaccabile; la morosità sentimentale del divorziato. 

Genovese, il regista, arpeggia le scene con tatto ed ineluttabilità, in un dramma corale dove, una volta aperto il vaso di Pandora, ciò che esce non è controllabile. 

Lo spettatore ride parecchio e si indigna quanto basta; perché pur comprendendo dinamiche e sospetti, inorridendo di fronte alla grettezza reciproca, non è messo lui sotto i riflettori della rivelazione...eppure non può esimersi dal pensare ai propri scheletri nell'armadio, ai segreti celati, alle bugie che si racconta essere "bianche"... 

Figli dei nostri tempi, siamo soggiogati dai nostri stessi cellulari, scatole nere delle nostre retrospettive, ordigni pronti a brillare sotto la pressione del sospetto.

Io, non lo nego, sono uscita dal cinema col magone a livelli esponenziali...

Quando vedemmo il trailer, poco prima di "Point Break", ero con la Cougar-Cumpa, e proposi di fare lo stesso gioco; e mi stupì immensamente, che gli unici due a non accettare, fossero i due single; mentre gli altri quattro, in coppia tra loro per altro, non avessero reticenze [apparenti]. 

Dopo ieri sera, dubito fortemente che insisterei per mettere in scena questo dramma del moderno, non perché nell'arco di una sera io mi sia fatta un amante, ma perché terrorizzata dalle ripercussioni di un eccesso di libera confidenza. 

È giusto che nei rapporti resista una sorta di mistero, è legittimo non mettere in piazza tutto di noi stessi, ma quanto è sano dispiegare il privato alla pubblica conoscenza? 
E quanto è vero che il segreto non sia tale, anche in coppie scafate, e dalle sembianze autentiche e felici?
Siamo davvero figli e genitori di inconfessabili crateri?

lunedì 15 febbraio 2016

Post, post S.Valentino

È passato il mio anniversario, e pure il discussissimo San Valentino, ed oggi è festa grande.

Non solo a Brescia, dove il 15 febbraio si festeggia San Faustino, santo patrono della città, ma anche perché, da qualche anno, oggi coincide con la festa dei singlessss.

Io sono per le pari opportunità, ed i pari privilegi, ergo accetto di buon grado che chi non è in una relazione e nello stato d'animo da rose e cioccolatini, voglia glorificare se stesso... certo, mi piacerebbe non ci fosse tanto scherno innanzi alla festa di chi si ama, considerato perennemente patetico e smelenso, ma son dettagli. 

Mentre noi bresciani vaghiamo per le vie della fiera campanilistica, il resto d'Italia che non ha legami territoriali con Faustino, lo festeggia comunque, cercando l'occasione giusta dove sfogare la propria condizione, magari facendo conoscenza di altri, nelle medesime condizioni...

Ovunque, l'aperitivo speen-date, per non impegnati, impera in ugual misura, alle cenette a lume di candela.

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...e mentre si dipana la questione di libertà libertineggiante, io rifletto sulla mia ammogliata situazione, e tiro un sospiro di sollievo: sono fuori da questo triste gioco

Non che non mi manchi mai quella sottile linea rossa di indipendenza relazionale, ma non provo attrazione alcuna per le vicissitudini degli scapoli, e questo nonostante il mio magnete per "Sex & the city"!

La realtà è che le dinamiche del corteggiamento possono si essere bellissime, ma altresì molto poco auspicabili. 

Visto dal comodo divano a tre posti, dove sdraio una coperta e mi ci piazzo sotto con Brivido, non potrei pensare ad un lunedì forzatamente favoloso, al posto di un pigro inizio settimana reduce da Sanremo, e ripopolato di programmi guardabili... 

Svogliato, spettinato e disadorno, come solo il tram tram impegnato sa essere, così dannatamente in opposizione, allo sfavillio fantastico della vita senza legame amoroso. 

Ecco si, un po' mi manca non avere più tutte le occasioni buone per mettermi in ghingheri; mi manca flirtare e tirare indietro la mano quando decido che la noia ha sopraffatto l'interesse; mi manca dover stare attenta a non spendere più di quanto non sia pericoloso per il ménage.

Ecco, ecco, mi manca un po' di leggerezza spensierata e futile...

Ancora un po' di più rispetto a quella che ho, insomma... 

Tuttavia, la domanda che i e vi pongo, è questa: 
è possibile rimanere single in una relazione felice stabile e bilanciata?

La tomba dell'individualità è l'amore?

venerdì 12 febbraio 2016

Anche quando non si parla, si dice

Se vagate per casa mia, scoprite cose di me, che io mi scordo di dire mi appartengano, 
ma che mi rappresentano, più di quanto non possa fare una dettagliata descrizione.

Le macchie di mug su comodini, divano, pavimento e tavolo.
Bevo tutto in grosse tazze.
Le prediligo ai bicchieri anche quando si tratta di acqua o Estathe.
Solitamente sono piene di latte.
Latte bianco.
Latte nesquik.
Latte e menta.
Latte e miele.
Latte e caffè. 

I post it con i nomi dei libri che vorrei leggere.
Disseminati in ogni dove, prendono spunto dai consigli: quelli delle riviste, 
dei programmi tv, dei post su facebook o sui blog. 

Le biro.
Disseminate nell'incavo tra schienale e seduta delle sedie, sul portasapone in bagno, copiose sul comodino, e persino nel cassetto dei maglioni... fanno compagnia alla scaterva di post it, e quando mi servono davvero... spariscono!
Gli asciugamani da cucina.
Li dimentico in bagno, sul comodino, in parte al tavolo della sala, ovunque sempre! 
Perché mentre cucino, devo avere sempre la possibilità di asciugarmi le mani, 
perché odio le gocce sul lavandino, perché lo passo sulla copertina del libro che ho sul comodino, perché sono pazza...

Semi di zucca.
In garage, perché io è lì che la spacco, sbattendola violentemente a terra, 
anche se Cracco ha detto che andrebbe solo pelata. 
Sono presenti in ogni stagione, che sia autunno o inverno io la mangio sempre, 
e per quanta accortezza ci metta nel raccogliere, so che me ne scappa sempre uno. 

Il caricabatterie.
Dell'iPhone/ IPad/ Mac...ci sono tutti, sempre in giro, mai al loro posto nel cassetto, perché ne abuso tanto, e con gran piacere! 

I peli di cane.
Sui pavimenti, sui cuscini, tra le coperte...
Perché vorrei asserire di essere una padrona, per RDog, 
ma la realtà è che lui è un amico, e ad un amico non dici di no.

Le copie di Vanity Fair, MarieClaire ed Elle.
Abbonata a tutte e tre, fatico dannatamente a leggerli con regolarità, ergo ne ho in giro mucchietti sparsi, dai quali sbocconcello pagine, non con la stessa avidità dei libri, ma con una fame non indifferente.

Carte appallottolate delle caramelle.
...ma qui, signori della corte, mi appello... perché è colpa del mio signor marito, il quale non ha uno stretto rapporto col bidone dello sporco, e va a finire che mi lascia piccoli rettangoli di carta zuccherosi a destra e a manca... io sono più da tasche, visto che, pre lavatrici, debbo svuotare i jeans per on trovarmi pallottole bianche in giro per il bucato... 

...il mio mondo sa di carta...
Di dolci, di progetti, di passione, di programmazioni pazze e scriteriate... 

mercoledì 10 febbraio 2016

imperfezione esistenziale in proporzioni amorose

il valore dell'innamoramento è direttamente proporzionale alla voglia di investire in una relazione.

sta cosa l'ho scritta io, così, a caso, ma mi pare impossibile che non ci sia un qualche studio perfettamente inutile e trascurabile, di qualche università del Kansas o del Midwest, che suffraghi la mia tesi, supportandola con fierezza. 

...ma, in soldoni, che vuol dì?

facile - facile: se tu sei uno che non ha minimamente intenzione di cambiare la sua vita, nemmeno per il G.A {grande amore}; nemmeno per la CHEESEGIRL/CHEESEBOY {quella/quello del formaggio}, probabilmente non meriti che l'universo ti proponga l'amore, perché tu non sapresti apprezzare, e l'amore va onorato.

si, perché arrivata e superata l'età della ragione [momento che varia: per qualcuno già a 28/30 per altri si devono superare i 40] uno capisce e accetta, ed è quasi felice, diciamo sereno, che il suo viaggio abbia una determinata rotta, con le sue conosciute atmosfere ed i bei panorami tutt'altro che imprevisti.

...ergo, perché accanirsi come gli avvoltoi de "Il libro della giungla", perché volete per forza FARE, quando così alla fine non vi dispiace?!

si, perché a noi esseri umani piace tanto tanto, lamentarci incessantemente di quanto siamo sventurati in amore, incompresi nelle relazioni, insoddisfatti nei legami... ma poi rimaniamo lì, miseri tapini in cerca delle svendite di approvazione e contatto. 

l'amore quindi, si diceva, va meritato.

e non che ci si metta alla ricerca leopardiana, matta e disperatissima, di quello che sarà, il compagno della nostra vita; ma non va preso per i fondelli il karma, che è un'entità onnipresente, irrascibile ed iraconda, e che se tu sfotti l'amore, ti fotterà, rendendolo chimera. 

o, peggio, facendoti incontrare i tipi peggiori:

LA GATTA MORTA: temibile fanciulla che, sulla carta, pare il meglio. educata, gentile, composta, simpatica senza eccessi...poi, piano piano, colui che prima era il vostro amico, cambia, muta, diventa qualcuno che è ciò che si era sempre detto, non sarebbe stato mai... 

IL DOPPIOGIOCHISTA: innamorato di te, aveva inscenato mesi, anni, di atteggiamento protettivo, innamorato e tenero; una volta conquistatati, i valori cambiano, le pedine si muovono, lui non è più quello che sembrava... ma era lui anche prima, è lui ora che è senza maschera? chissà...

LA DOTTORESSA NO: no a calcetto non ci vai più, no non mangi più il pane, no non andiamo a Barcellona ma ai mercatini di Natale; la dottoressa no è quella donna del divieto assoluto, che spesso tocca in sorte alle persone più sfrenate, che è chiamata rompi-cojioni dagli amici, ma che ha guinzaglio museruola biscottino e frusta, tutto in una mano!

IL MANIPOLATORE: non sai com'è successo, ma hai sacrificato la tua carriera per tre figli, una bella casa lontano dai tuoi, ed un corso di yoga in parrocchia. tu che eri ambizione pura e volevi girare il mondo, sei sporca di rigurgito e stai costruendo castelli di mare a Pinarella di Cervia. naturalmente, volevi tutto questo e lui non ti ha obbligata... ti ha solo mostrato i vantaggi di una vita più rilassata... una decina d'anni di tribolazioni, ma poi, fogli grandi e sogni da dipanarsi... poi... 

...ecco, esagerate e ridicolizzate, queste sono le 4 macro strutture emozionali ed emotive che il karma vi parerà innanzi se vi ostinerete a prendere sotto gamba l'amore. 

piantatela li di inneggiare alla libertà come ad una dea che tutto pote; di credervi tanto fighi quando un vocalist tempestato di effetti collaterali da anni 90, griderà "su le mani per quelli che non si sposeranno maiiiii!!!" ; di sputare sentenze sui rapporti degli altri, definendo il vostro, anticonvenzionale, quindi più maturo ed evoluto. 

banalmente siate onesti con voi stessi:
se volete cadere in amore, come bellissimamente dicono gli anglosassoni, siate pronti a sbucciarvi un ginocchio; se invece vi piace starvene da soli, allora godetevi voi stessi, e chi, poco o tanto/bene o male, condividerà con voi esperienza e momenti, senza parametri in negativo sugli altri, che non vi viene in tasca alcunché...

ah, e tantissimi auguri a me e a Brivido, che, ridendo e scherzando, prendendo a pugni il mondo e carezzando i sogni, apprezzando difetti e sminuendo pregi, domani, siamo a quota 4 anni di matrimonio, e oh, sono anche convinta che i prossimi, cazzutissimi e pregnissimi 4 potrebbero darci soddisfazioni, che manco Conti alla Bilboa!

lunedì 8 febbraio 2016

Dammi i tuoi baci amor

Voi ve la ricordate l'ultima volta che avete limonato di cattiveria?
No, non un bacio alla francese che prelude il ménage, e neppure un appassionato bacio della "buona notte"; io penso proprio a quel momento in cui non c'è altro che due lingue che si cercano, mani voraci di cose da non dirsi, una curiosità tattile che prende vita e avviluppa.
Un limone tirato come Dio comanda!

Ero in un locale, qualche tempo fa, ed ho visto due darci dentro di glottologia, come se non ci fosse un domani. 

Erano giovani, con delle belle nuche, e l'aurea attorno a loro sapeva di attimi che si trasformano in ricordo. 

Li ho invidiati.
Ho invidiato quell'estraneamento, quel fregarsene di tutta la gente intorno, quel riuscire a cogliere l'attimo. 

Il limone è una pratica che, con gli anni, giocoforza, vien meno.

Ho incontrato poche coppie scafate, che si appartano cercando l'intimità perfetta, uno spicchio di trasgressione linguale, ovunque si possa esso trovare; è più una cosa da "primi incontri", è più un cercare e scoprire attraverso la bocca. 

Io ricordo due memorabili serate all'insegna del limone duro: 
La prima risale a tanti anni fa, ricordo una cabina estiva, di quelle degli impianti balneari, ed una dolcezza di zucchero filato e caldo appiccicoso... Chissà cosa sarebbe successo se non ci fossimo mai mossi di lì, se avessimo lasciato gli amici fuori ad esistere, e noi ci fossimo dedicati vicendevolmente a viverci e basta. 

La seconda è stata la sera dell'inizio della fine, un'auto parcheggiata al buio, i miei capelli raccolti alla bene in meglio, una sensazione di accoglienza dentro, come un marinaio che cerca un porto e lo trova negli occhi di qualcun altro, qualcuno che non sa chi sia, ma che sembra essere sempre stato lì, ad aspettare noi.

Limonare duro è per professionisti.
È ancestrale, ma si perfeziona.
È eterno, ma ha una data di scadenza, passata la quale, diventa meno frequente farlo. 

Ed è un peccato.
È un vero abominio non avere la possibilità di raccogliersi dentro ad un bacio, tutte le volte che ne sentiamo il bisogno, tutte le volte che dentro abbiamo freddo.
Dovremmo farlo a prescindere dalle rughe intorno alla bocca, a prescindere del tempo trascorso insieme, è ridicolo che a baciarsi profondamente, siano solo quelle labbra appena conosciutesi...

...e voi?
Limonatori selvaggi e seriali o gente della pace dei sensi? 

giovedì 4 febbraio 2016

si parla di patata. a beh e anche di me che non scrivo.

...magari non ve ne siete accorti, piccoli ingrati dirimpettai, e stolti lettori che mi acclamate solo per cieco amore, ma sono stata lontana da voi: non ho commentato nessuno, e vi siete pure evitati qualche mio gioioso postarello...

La realtà è che avevo giusto bisogno di una bella scarica di adrenalina, che gennaio era iniziato talmente bene che non ce la facevo più a vivere di tanta grazia; ergo mi sono fatta venire una gioiosa pancreatite, con annessa dieta ferrea che durerà almeno due mesi...

Ridacchio, apparentemente senza pensieri, e sono giù come il fondo di un pozzo.
...talmente giù da non aver trovato lo straccio di una similitudine che facesse almeno "spiritosa", dato che la mia proverbiale figaggine sta proprio venendo meno...

Comunque, è un giovedì inaspettatamente soleggiato, e rispetto ai giorni scorsi non sto meditando di strozzarmi con una patata lessa [...è una delle pochissime cose che posso mangiare...], quindi è stato fatto un passo avanti notevole... ed ho anche tolto il dito medio dalla mia foto-profilo uozzap!

Allora, vorrei fare il punto della situazione:

* cose che si possono mangiare e che quindi sono state, da un'affamatissima me, divorate
in questa settimana: VERDURA COTTA (preferenza PATATE - ZUCCA - CAROTE - FINOCCHI) - BISCOTTI SECCHI INSAPORE - PESCE BIANCO - CARNE BIANCA - RISO IN BIANCO il tutto cotto al vapore o alla griglia, ed innaffiato da litri e litri e litri di ACQUA NATURALE al massimo, ma proprio al massimo, THE CALDO 

* cose che potevo fare: 
MESTIERI - si ho fatto quelle pulizie di primavera che una non farebbe nemmeno sotto tortura, pulire tutti i cassetti della cucina, ma dentro, vivisezionando ogni minima forchetta e lavando anche in angoli dove nessuno dagli anni 70 aveva messo il naso! 
LETTO - inteso come leggere, cosa che già di mio faccio parecchio, ma finire il secondo ed il terzo capitolo di Harry Potter in 3 giorni è una grandiosa faccenda!
GUARDATO TV - beh, facciamo l'elenco delle serie tv che mi sto pippando? Bene, THE BIG BANG THEORY+ MOM + AMERICAN HORROR STORY HOTEL + 2 BROKE GIRLS; ed ora facciamo un pensierino ai film che ho visto A TESTA ALTA + SCUSA MI PRESTI TUO MARITO? + I TENNENBAUM 

* cose che avrei voluto fare:
andare a lavorare - allenarmi - fare delle passeggiate - bere una cioccolata con panna - mangiare una torta alle mele - scrivere

...ecco, scrivere, è successa una roba mica bella, pancreatite a parte, nella mia convalescenza, nel mio recupero, nel mio momento nerissimo, non ho sentito ne la voglia ne l'esigenza di scrivere... 


E' la prima volta che non mi rifugio nello scrivere per trovare un senso a ciò che un senso non ce l'ha... la verità più vera, una di quelle che non hai mai particolarmente voglia di dirti, è che mi sono bloccata.
Non è un fatto di blocco dello scrittore, o cagate del genere, è che mi si è chiusa l'ennesima porta davanti alla faccia, il mio corpo una volta di più ha negato se stesso.
Il dolore fisico, quello veramente dolente che ti apre in due e che ti fa chiamare le infermiere durante la notte per l'ennesima dose di anti-dolorifico, è solo un aspetto della malattia... è come la lacerante esibizione di un qualcosa che non sapevi di avere ma che ti si spezza...

Non so se mi sto spiegando, ma è un po' come quando uno dice che una persona non capisci quant'è importante fin quando non sei sul limite del perderla, ecco lì ti dai una misura effettiva del valore che quella persona ha per te, perché l'oggettivo smarrimento nel non averla più, rende tutto a colori molto più vividi. 

...ecco la salute è un po' questo, ed ora va gestita...
Ma non la pancreatite in se, quello che ci vuoi fare... sacrifici a tavola e incazzatura che duole... ma va gestito l'equilibrio che si deve ripristinare ora, quel senso di stallo che si crea e che tu vuoi rendere movimento ed anima...

...ecco credo che per quello mi ci vorrà altro, che il pure di patate non può guarire...
Ma ci arrivo, Dio solo sa se ci arrivo.

...c'è chi applica alla vita puntini di sospensione, e poi ci sono io, che alla vita voglio applicare gli emoticons, guarda un po'!



un lunedì che ha, particolarmente, del lunedì

Il lunedì è più una condizione mentale che un giorno della settimana vero e proprio... Diciamo che, volenti o nolenti, ci troviamo un po...