mercoledì 27 gennaio 2016

Evoluta involuzione

Non so se sia vero, ma ho come l'impressione che la prima cosa che sentì al mattino, influenzi la tua giornata...

La prima canzone, oserei affermare, non la voce del barista che ti fa la schiuma al cappuccino. 

Stamattina ho sentito la Mannoia, una cantante che non amo particolarmente, perché sento che ha fatto suo l'antico detto "in nomen omen"...

Tuttavia, pur trovandola noiosetta, quando l'ascolto, sento una spinta forte di spiccato femminismo.

Ora, non chiedetemi la canzone in analisi, l'ho shazzammata, ma non ne ricordo il titolo, il fatto è che la sua voce mi pare fatta per essere di supporto alle donne...

Ma non come la Pausini, che prima di trovare questa sua esibitissima felicità, era perfetta per accompagnare le tragedie della mia gioventù; la Fiorellona è più una supporter motivazionale fumantina ed appassionata.

Cioè io me la vedo piombarmi in camera con la sua zazzera rossa ed bicipite scolpito, mentre mi tuona di alzare il culo dal divano: "...che cazzo ci fai qui? Piantala di piangere, e mettiti il rossetto, che ora ti porto al bar, ci stenchiamo di coca e jack, e ci dimentichiamo del povero stronzo!"

Questa è la Fiorella.
Mentre la Laura, arriverebbe a casa tua con un rotolo di scottex lungo 6 metri, un barattolo industriale di gelato al cioccolato, e ti rimboccherebbe la copertina carezzandomi la testa, e dicendoti: "...magari torna... Ha avuto mesi di fuoco al lavoro, si capisce che è stressato... Ora sfogati, che ti fa bene. Lo vuoi un altro biscottino?"

E calcolate che io sono del partito della Laura; più della Laura vecchia maniera, che quella di adesso, così celeste che ogni tanto mi dà l'orticaria. 

Ma stamane ho sentito, pronti via saltata in auto, la Mannoia, ed ho avuto un moto di forte identità femminista.

[che ho dispiegato con un selfie, alle 6,57, negli spogliatoi della palestra, struccata e con le occhiaia da panda cinese...]

Beh, so che non ci azzecca, ma sapete a cosa mi ha fatto pensare sta roba qui della Mannoia e della Pausini?

Al fatto che, d'impatto, a me piacciono molto di più le persone che non mi somigliano per nulla!

Io sono quella che ti prende per i capelli, se sei a casa a struggerti per un pene-munito! 

...ma amo le situazioni femminuccia, quelle di consolazione e lacrime, gelato e copertina...

Ricordo che alle medie feci un tema sulla persona che mi piaceva di più; parlai di Sara, la mia amica del cuore dalle elementari, un esserino delicato, con il colletto inamidato ed il cerchietto, che si portava un panino imbottito fresco a ricreazione, e non alzava mai la voce. 

La descrissi così, aggiungendo quanto io amassi le persone assertive, più fragili, quelle che avevano meno bisogno di fare clamore, quelle che andavano bene a scuola senza eccellere, quelle che si piegavano volentieri ai giochi che volevi fare tu, senza rivalsa, senza spirito di comando.

Ecco, io in prima media, assertì di pensarla così. 

...non mi dimenticherò mai la professoressa Zanelli, donna aspra che arrivò ad un soffio dal farmi detestare le materie che avrei amato di più, che tolti gli occhiali mi disse: "...praticamente Alice, a te piacciono i tuoi opposti. Persone dal carattere sottomettibile, che non smaniano come te, e che non ricercano il primo piano come fai tu."

Non c'era cattiveria nel suo tono, nessuna critica, ma solo un'affermazione oggettiva: mi piacevano i miei opposti per poter emergere su di loro.

Sono passati quasi vent'anni, ma questa cosa mi è rimasta appiccicata come un cerotto, e non mi ha dato mai fastidio.

Anzi!
Mi ha aperto gli occhi!
Ho cambiato amica del cuore, [a proposito di amiche del cuore, oggi ci ho scritto un post su Bigodino, che mi piace un bel po'...] e non mi sono più circondata di personalità silenti. 

Volevo abbattere l'ostacolo, ed ho pensato che, per farlo, occorresse superare me stessa, e pure il mio inconscio. 

Oggi, che prendo atto una volta di più, che le mie inclinazioni strizzano l'occhio alla despota che sono, ed ero e sarò, mi chiedo se non sia vittima di un'involuzione...

Com'è che quando ero piccola sapevo migliorarmi e spingermi oltre i limiti, ed oggi ricerco l'essenza dell'accontentarmi?

lunedì 25 gennaio 2016

cineracconto e passione

"Salva"

Un tastino tanto chiaro quanto insidioso, che poi tu ti dimentichi di pigiarlo, ed il tuo post, scritto in un'ora di insonnia passata sul divano ad aspettare che i biscotti siano pronti, va a perdersi nell'etere di tutte le parole mai salvate...

Quante sono solo le mie...
Miriadi di post che non hanno mai visto la luce, e che vanno asommarsi alla miriade di post di chiunque passi di qui e legga queste righe, trovandosi, già lo so, perfettamente d'accordo; al ricordo di QUEL post fantastico scritto e mal riposto, che se solo avesse visto la luce...

Ma trasecolo, come mio solito, sventagliando parole come se piovessero, ma nessuna inerente a quello del quale voglio parlare: PASSIONE.

Il complimento più bello che mi abbia mai fatto mio marito, è che mom ha mai conosciuto nessuno appassionato alle passioni come me.

Ed effettivamente è ineccepibilmente vero: io mi butto anima e corpo in ciò che amo, non guardando in faccia alla fatica o alla difficoltà, ma stringendo le redini di quell'entusiasmo che è mio e solo mio.

E se di passioni vogliamo parlare, direi che questo weekend è stato dedito al 300% ad esse.

* Ho visto quattro film in tre giorni
3 su sky, ed uno al cinema

"Se mi lasci ti cancello" osannatissimo cult del romanticismo, in una delle ultime buone interpretazioni di Jim Carrey, io paleso di non averlo capito fino in fondo. 
La trama non è difficoltosa: un medico ha studiato il modo di rimuovere completamente una persona, che ci ha fatto soffrire, dalla nostra esistenza; annullando ricordi, emozioni e sensazioni. Un grande amore finito, è la scusa per i protagonisti, di ricorrere a questo stratagemma, per non soffrire più... Solo che, quando l'uomo, arrivato a questa estrema scelta come conseguenza del gesto di lei, si trova faccia a faccia con la cancellazione, architetta un sistema mentale di protezione, al fine di non dimenticare... Kate Winslet, è la fragile e bizzarra altra parte del cielo, la quale dipana in tutto il film il suo tentennamento ed il suo ardore, le contraddizioni del genere femminile, e la spinta verso il cambiamento... a partire dai capelli!
Alla fin delle finite, io mi son trovata in paranoia totale... 
Non è una commedia leggera, è un complicato assetto di anime, che non trova, tuttavia, il modo di venire davvero fuori, ma rimane lì, sospeso ed in attesa di verifica...

"Soul Kitchen" mi ha ricordato moltissimo il recente "Chef" con Bradley Cooper... sarà che il doppiatore dei protagonisti era lo stesso, sarà che l'argomento cucina li accomunava... 
E' un prodotto europeo indipendente, nel quale c'è la rincorsa di un giovane cuoco, alle prese con fidanzata dall'altra parte del mondo, un fratello galeotto, dei conti che non quadrano mai, ed un locale, che è la sua creatura, il suo figlio putativo, perennemente in pericolo di chiusura. 
Non ci sono grandi sfumature, solo una storia mediocre, recitata senza sbalzi o intemperanze... 
Un innoquo zero a zero...

"Selma. La strada per la libertà" volevo vederlo al cinema, ma mi è scappato, il malvagio, comunque ho recuperato di domenica in mezzo alle pulizie domestiche.
E' un pezzo di storia di Martin Luther King, della sua marcia epocale per concedere ai negri il diritto di voto. Come sempre, Hollywood, si inchina di fronte a queste tematiche, con una sorta di rispettoso cordoglio, post temibile memoria passata appartenutale. 
La pellicola in se è sicuramente interessante, il ritmo non manca, e l'interpretazione di Tom Wilkinson si è fatta poesia, ma dargli la statuetta come miglior film... mah... 

"The Revenant" sabato sera, freddo allucinante, ma mai come quello provato da Leo...
Dopo averne letto il peggio possibile, tra blogger che lo definivano noioso, ed acclamazioni più a [un bravissimo] Tom Hardy che a Di Caprio, anche io ho visto il nuovo film di Inarritu. 
Premetto immediatamente che il film è splendido.
Io sono di parte, perché Leonardo è sempre stato il mio attore del cuore, ma qui, dire che si è superato è dire veramente poco!
La narrazione regala un'interpretazione palpante di una natura selvaggia e circostante; una lotta impari tra la forza dell'uomo e la sua stessa bestialità, viene declinata all'ennesima potenza, incarnata nel dolore fisico e nella brutalità delle azioni. 
Una trama sarebbe limitativa, c'è un uomo dal passato tormentato, ed il suo figliolo mezzo sangue, che fanno da guide ad un gruppo di cercatori di pelli americano; gli indigeni si fanno violenti e veementi, mossi da una spasmodica ricerca, e la paura di soccombere sotto il loro predominio, getta la compagine in una confusione forte. Il capitano non è abbastanza ficcante, e quando la guida, resta in fin di vita in seguito alla lotta contro un orso, la drammaticità tocca l'apice. Un venturiero attaccato ai soldi, e senza scrupolo, fa l'estremo gesto, dopo il quale nulla sarà più come prima. Da qui parte un viaggio, introspettivo e reale, alla ricerca di vendetta; sempre attorniati dalla natura incontrollata, e dalla spiritualità forte di certi ricordi che non demordono...
Inutile ribadire quanto questo film mi sia piaciuto, e quanta forza sprigionasse...
Lo consiglio moltissimo... 

* ho mangiato la cotoletta e bevuto la Burro-Birra
...e sebbene il cibo sia passione pura per me, la cosa che più mi ha fatto piacere è stata quella lunghissima ora di chiacchiere a briglia sciolte coi miei amici... 
Riuscire a vivere il rapporto con loro, con l'esclusività che ci concedo, è sempre una scoperta nuova, e rivitalizzante per me!

* ho [finalmente] finito "Mia madre non mi ha mai spazzolato i capelli"
che è un libro lungo-lungo, ma non pensavo di metterci quasi tre mesi santi numi!
Non che fosse noioso, ma non mi riusciva di prendere l'onda come si conviene... tanto più che ho commesso l'enrome errore di iniziare altri libri nel mezzo, cosa che non faccio MAI, e così ho contato 5 libri tra l'inizio e la fine di queste 900 pagine!
Comunque, la storia è l'interessante avvicendarsi di tre donne, della stessa famiglia, ma di generazioni completamente differenti, le quali vivono la vita ed il periodo, con gli occhi del presente passato; mettendo in luce ombre terribili, e manchevolezze alle quali porre rimedio... 

CINEMA - AMICI - LETTURA

...la vita è bella, la bella vita è meglio...

venerdì 22 gennaio 2016

Toglietemi la corona, datemi lo scettro del male

Mi piace avere questa età.

Ero tanto spaventata dal 3 davanti, da rischiare di perdermi le sue favolose sfumature.

Ci sono moltissimi motivi per amare il 3, ma stamattina mi è venuto in mente che non mi affiderebbero più la parte della principessa, ma potrei ambire a quella di Cattiva.

Stop Biancaneve, avanti Grimilde.

Son cose che fanno piacere.
A me.

Sull'auto per Genova, in un buio buono, di quelli che accendono le confidenze, mi sono trovata a disquisire con Jn di buoni o cattivi... 

Per naturale propensione, anche prima della mia "vetusta" età, mi sono sempre vista "cattiva", mai la principessa da salvare; mai quello che aspetta il principe affinché un bacio la risvegli, mai quella le cui azioni sono rivolte al bene, mai quella che canta con roditori e pennuti... 

I cattivi si divertono di più, mi diceva lo Strizza, ma hanno il coraggio di essere cattivi fino in fondo... 

Il cattivo è quello che muore nel l'inseguimento del suo sogno, che non mette davanti nulla e nessuno al suo obiettivo, che ha uno scopo e che soccombe nella sua realizzazione.

Il cattivo è pazzo, visionario e arrivista; ma anche incredibilmente motivato e pronto a tutto.

Essere cattivo, richiede pelo sullo stomaco e nervi d'acciaio...

...non è che Crudelia è vestita meglio di Anita, quindi la preferisco...

La preferisco perché è cattiva.
Si diverte di più, perché impegnata anima e corpo nel suo malvagio piano, ma si fa pure il mazzo quadruplo, e senza tentennamento, per la causa.

Da quando sono piccola mi dipingo come la cattiva, tanto che il Paparotto mi ha messa in guardia sempre, dalla smania di indossare quei panni: sono lerci e pesanti.

Ha sempre avuto ragione.

Quello che non sa è che, arrivata alla terza decina, ho deciso di pigliarmi oneri ed onori della scelta, e di mettere al centro la cattiva che c'è in me...

Selezionare l'obiettivo, studiarlo per bene, prendere la mira, e non darsi per vinti fino a quando non lo avrò raggiunto.

Atteggiamento da cattiva vera. 


mercoledì 20 gennaio 2016

Amiche di sangue

Il weekend scorso-scorso siamo state a Milano.

Era il regalo da parte mia e della Jn, per la SuperMamma: due giorni di shopping lazzi e sollazzi...

Come sempre più spesso succede, mi rendo conto che avere le proprie migliori amiche in casa, è una gran bella botta di sbaragnaus!

Ma non è che si possano dare per scontate, solo perché si tratta di tua sorella e tua mamma, e loro capirebbero e capiranno, sempre e comunque...

No, no, c'è bisogno di impegno. 

Ad esempio con Jn di certe cose non si può parlare, perché lei di certi fatti suoi non vuole far confidenza, te ne parla quando ne ha voglia lei; in special modo in presenza di nostra madre, che se io mi ostino nel vederla amica, non è che di conseguenza anche per lei lo sia, ed è giusto così...

E poi bisogna trattare coi guanti i mutevoli e repentini cambiamenti d'umore della SuperMamma, che spesse volte pensa giallo dice blu e lamenta verde, e voi direte "come tutte le donne!", ed io vi rispondo: no, lei peggio! 

Oltre all'impegno, è importantissimo non darle per scontate: i martedì sera sacri ci la Jn, tra un rotolo piadinoso ed un film al cinema; e la colazione del sabato mattina con la SuperMamma, con annesso giretto shopping... 

Un lavorio, un perpetuo dispiegamento di forze, per far sentire loro che sono speciali... uniche. 

Perché nei rapporti che esistono da un po' è facile cadere nel tranello del tram tram, quelle abitudini che si innescano e pare non fare la differenza che tu ti ci impegni... E invece la fa eccome!

Ho pochi fondati rapporti, e di essi ho pieno rispetto... 

Ma sono ben contenta che siano pochini, perché sono certa di non avere abbastanza dedizione per tutti!

...per instaurare maggiormente la dedizione, comunque, questo weekend siamo state a Genova, regalo natalizio del Paparotto alle sue figliole... 

Genova è una città stratosfericamente bella... 
Ho trovato in essa la città del libro per antonomasia; ci sono bancarelle che vendono libri usati a destra e a manca, e questo mi ha fatto venire gli occhi enormi, a cuore...

Ci vorrei tornare, in primavera, senza il freddo artico che ci attanagliava, senza la fretta vogliosa di vedere Palazzo Ducale e la sua mostra sugli impressionisti, senza la meraviglia che avremmo provato vedendo per la prima volta l'acquario e la sua fauna imprevedibile...

E' una città che accoglie e non respinge, è una città che prende tutti trasversalmente, con persone "grandi" e ragazzine frivole, donne molto ben vestite, d'altri tempi, e ragazzini con i pantaloni bracaloni e le felpe aperte su maglie leggere...

Tre giorni di risate, di altra fidelizzazione all'unione che c'è ed è forte, lo ribadisco...
Ed una certezza: mi piace andare, viaggiare, vedere, visitare, conoscere, imparare... e voglio farlo ancora e ancora e ancora e ancora... 


lunedì 18 gennaio 2016

rimpiango ma non piango

Ho letto, da qualche parte, un post sui rimpianti.

Ci si domandava quali fossero quelli che ci tengono svegli la notte, quelli con i quali ancora non abbiamo del tutto fatto i conti.

Ne ho letti di oggettivamente veri, commoventi e al contempo struggenti. 

C'è chi vorrebbe aver trascorso più tempo coi propri genitori, chi non si è innamorato o perdonato e se ne rammarica, chi avrebbe voluto viaggiare di più e chi condanna la paura.

Credo le persone siano davvero dei pozzi neri, e che alla fine di quei pozzi, ci possano essere sorprese tanto belle quanto inattese, nonostante le premesse terrorizzino anche un po'... 

E poi ci sono io, profonda come una pozzanghera, che alla parola rimpianto associo le immagini meno credibili, quelle che nella teoria si superano subito, e che nella pratica invece no, e mi trovo ad essere meditabonda mio malgrado... 

Rimpiango di non aver rotto di più le balle alla SuperMamma per il concerto dei Lunapop.
...che ero piccola, alle medie, e non mi ci voleva mandare sola con mia sorella è una sua amica, ma è una cosa che non le ho mai perdonato davvero...
Gabri, il chitarrista o bassista, è stato il mio primo frullatore di ormoni.

Rimpiango di non aver fatto l'università e la vita universitaria.
...che lavoravo contemporaneamente ed ho perso presto la poesia...
Cioè, oggi ancora sono iscritta è mai dire mai... 
Però la vedo dura!
...per la vita universitaria, sono decisamente fuori tempo massimo, ma se fossi stata più "sul pezzo", senza perdere tutto il tempo che ho perso, chissà... Forse sarei dottora! 

Rimpiango di non aver fatto più serate, di aver sempre preferito ricoprire il ruolo di "quella brava", rientrando presto la sera, e non battezzando letti che mi venivano proposti, per non fare la parte della Troia...
Salvo poi capire che, se solo mi fossi buttata, nessuno mi avrebbe giudicato poi tanto severamente... o forse invece si, ma tutto sommato, chi se ne frega?!

Rimpiango i viaggi non fatti, per la paura di stare lontano da casa! 
I weekend ad annoiarsi in qualche locale stra vissuto, senza prendere il largo per nessuna avventura...

Rimpiango vere amicizie mandate alle ortiche, perché troppo intransigente, e troppo desiderosa di polemizzare, anche quando la vera polemica, la innescavo con me stessa, esaurendola nella mia nevrastenia... 

Rimpiango di non aver ancora visto la stagione di "Scandal" che precede quella che inizierà tra qualche giorno, e di non essermi impegnata abbastanza affinché mi prendesse "True Detective"...

Rimpiango il liceo, finito troppo velocemente, senza che potessi prendermi il mio tempo per essere spensierata, ma approdata con definitezza all'età adulta senza passare dal via.... che tutte le volte che passo davanti al portone dell'Arnaldo, mi viene un coccolo!

Rimpiango di non aver fatto il video di nozze, che ancora oggi traiamo ispirazione per ridere di brutto, con le perle che ci ricordiamo essere successe; e poi mi spiace di aver scelto troppo frettolosamente l'accompagnamento musicale, perché sebbene fossero bravi, sono stati troppo sotto-tono... e anche il fotografo, rimpiango di averlo scelto solo perché aveva un bel portfolio, a pelle già non lo amavo... ed io non sbaglio quasi mai...

Rimpiango di non aver accettato la scuola "Il giovane Holden", per paura di andare lontana da casa e di prendere il volo... 

Credo sia abbastanza normale avere piccoli grandi rimpianti, quando percorri il tuo terzo decennio in terra, è tutto intorno a te parla adultese... 

Beh, non è che sono poi tanti, solo che sono cose irrecuperabili, come i rimpianti quelli veri, quelli che devono essere tali per essere così chiamati...

Ci credo in chi dice che il meglio debba ancora venire, ci credo veramente e fermamente, ma sono convinta che il rimpianto faccia parte di noi, di quelle cose che sono andate, ma avremmo potuto cambiarlo il corso degli eventi... se solo fossimo stati più scaltri, più ardimentosi, più sfacciati... 

Oh, comunque, un classico che non muore mai, è che io parta cazzona e diventi meditabonda... 

Santissssssime paturnie!

giovedì 14 gennaio 2016

Chi si accontenta gode?

Gli anni iniziano sempre con quello sberluccichio, che non cambia niente e cambia tutto.

Non possiamo proprio fare a meno di pensare che, per una volta ogni 365 giorni, ci è data la possibilità di ricominciare.

È un gran bel pensiero, no?

Sono passati 14 giorni dall'inizio del 2016, ed io ho sempre messo reggiseno e mutande coordinate, e la mattina, l'ho iniziata con una tazza fumante di acqua e limone.

Non è molto, ma è qualcosa. 

C'è una soddisfazione inconscia ma enorme, nel prendere contatto con determinate realtà che fanno parte del nostro quotidiano; rendere fede ai propositi dati, per esempio. 

Da oggi mi butterò a capofitto anche sui propositi più grossi, quelli che non basta buttar giù un po' d'acqua con l'aggiunta, per essere in pari... 

In un normalissimo mercoledì di gennaio, mentre scelgo di affrontare la giornata col tacco alto, sento dentro delle voglie impreviste:
* un giretto all'ikea;
* acquistare ciò che ho nel carrello online de "il Libraccio";
* cambiare colore al semipermanente; 
* andare in montagna con RDog;
* i biscottoni bresciani da pucciare nel latte e nesquik.

Voglie semplici, sicuramente banali e facilmente acquisibili, accampate nella mia testa, mentre fuori fa freddo. 

Mi chiedo spesso se accettare senza condizioni, e con accondiscendenza, non possa essere visto e vissuto come un gesto di debolezza.

Me lo chiedo da quando faccio di tutto per non lamentarmi di ciò che non ho, ma di far fruttare quello che mi è stato dato.

Accontentarsi.

Un concetto difficile: è una moria da debellare, o una filosofia da abbracciare? 

...voi cosa dite?

lunedì 11 gennaio 2016

Le somme dell'essere donna

Non tutti i giorni possono essere buoni.

Cioè, gli scazzi esistenziali che fa Batman ad Alfred, vogliamo parlarne?

Quindi, anche io che non sono esattamente un super eroe, ma quasi, vivo quest'ultima parte dell'anno, nell'incerta concinzione che passerà...

Da donna, posso darmi un sacco di pretesti, tutti regolamentari, tutti plausibili: il ciclo, il taglio di capelli sbagliato, la pesantezza post abbuffate... 

È un vantaggio che non consideriamo abbastanza spesso, ma è un vantaggio.

La differenza tra noi e gli uomini, è che a noi la debolezza è concessa con più magnanimità, ma è altresì un'arma a doppio taglio, perché veniamo sottovalutate di sovente, proprio in nome di questa vera o presunta debolezza che ci portiamo appresso.

Essere donna vuol dire che è scontato che tu sia un po' puttana, ed è preteso tu sia anche santa.

Essere donna è sinonimo di casa pulita, e accuratezza nel vestire, di leziosità nei discorsi, e di facilità al pettegolezzo; ma anche di aperitivi alcolici e sputtanamento a tutti gli uomini che ci hanno prese e buttate, ma a letto facevano quanto la biografia di Santa Rosalia.

Essere donna è tacco alto, e culo marmoreo, però è anche avere forme da lasciar toccare, ed è avere paura della tavola. Sempre e comunque.

Essere donna è provare istinto materno, è carezzare un cucciolo di cane ed avere l'occhio lucido, è vedere un film con Jennifer Aniston, ed immedesimarsi; ma è anche sputare su "50 sfumature di grigio" e preferire una carriera alla Carrie Bradshow, piuttosto che due cuori una capanna e pannolini dall'olezzo incontrovertibile! 

Essere donna è guardare ad Audrey Hepburn, e pensare che prima di lei e dopo di lei nessuna, ma è anche pensare che come Madonna non ne fanno più, e che in quei panni ci avresti voluto fare l'amore con Sean Penn, almeno una volta.

La donna è tutto ed il contrario di tutto.

Un uomo ci ha scritte dolcemente complicate, ed una donna lo ha cantato dando alle parole anima e forma.

Oggi mi sento spenta.
Capita anche ai grandi eroi che salvano il mondo, capita anche a me.

Ma, nonostante questo spegnimento tutto rosa, non potrei mai pensarmi diversamente donna. 


venerdì 8 gennaio 2016

I D O N E I T A' alla N O R M A L I T A'

Sono una che "la sua", la dice.

Non ho paura di sporcarmi le mani, e nemmeno di mostrare il mio disappunto, o il mio consenso, in situazioni del tutto arbitrarie; dove l'opinione pubblica già si è espressa, anche se vado al capo opposto del comune considerare.

Qualche giorno fa, sul sito del "Corriere della sera", Angiolino Alfano, ha ribadito, per l'ennesima volta, la sua posizione strenuamente contraria ad unioni civili ed utero in affitto; accorpando così due macro mondi, che non hanno un legame poi così stretto.

Ovviamente, il suo è un pollice verso, minaccioso ed impietoso, che parla di mercificazione del corpo, di retrograda tendenza allo schiavismo, di immoralità perpetrata. 

Perché se due uomini si uniscono, riconosciuti civilmente, è matematico che pagheranno una povera inerme fanciulla, che nulla può/sa/ha, affinché porti avanti una gravidanza, al solo scopo di sanare un capriccio di paternità che, essendo naturalmente inabili a fare, trova sfogo in una pratica abbietta, come la surrogazione. 

...certo, come no...

Il distinto signor Alfano, come tutti coloro i quali sono attualmente ai vertici del Paese, dovrebbe spiegarmi una cosa: perché. 

No, in questa prima fase non mi addentro nelle motivazioni che spingono ad opporsi,; qui mi chiedo perché, una classe dirigente non eletta, quindi non selezionata dal popolo, si permette di decidere in vecie del popolo suddetto, invece di preoccuparsi di temi che dovrebbero poter condurre ad un risanamento dello stato italiano: nella tassazione, nel lavoro, nell'economia, per concentrarsi sul sociale, in una crociata vaticana cieca e sorda, ma perentoria.

Semplice, per la normalità. 

Normalità.

Che parola inflazionata, sbeffeggiata, ed abusata... 

Un omuncolo che vale tanto quanto me, ma che ha il favore di microfoni e casse di risonanza, sta facendo credere al mondo che l'Italia non è pronta a queste scelte epocali, che la tradizione non è tangibile; mentre la mia opinione sfrigola sulle braci di quella che, a tutti gli effetti, è ignoranza a senso unico. 

La maternità surrogata non è solo un capriccio da star del calibro di Ricky Martin, Sarah Jessicca Parker o Christiano Ronaldo, ma è una pratica in uso in molti paesi dove, a tutti gli effetti, la gravidanza diventa una transazione commerciale.

Romantico?
No

Cinico?
Altamente

...e con ciò? 
Ora non mi si vorrà far credere che, ogni cosa fatta in vita, è integerrima ed inappuntabile, vero?

Perché c'è chi si rivolge alla pratica dell'utero in affitto? E chi sono costoro?

Solamente quella manica di improperi della riproduzione, che sogna di diventare genitore, ma con la natura ci cozza. 

Tutti parlano di capriccio, ma lo so io quante persone ["normali" nel senso di Alfano] fanno figli, per poi lasciarli alle cure di nonne ed asili, mercè di instagram e facebook. 

Due pesi e due misure vuole che, essi siano idonei per essere padri e madri, per il solo lusso di un pene e di una vagina combacianti e funzionanti. 
A loro la carta del buon genitore non viene richiesta... è scontato che lo siano, dal momento che la natura ha strizzato loro l'occhietto benefico, ma ti viene immediatamente imposto di averla, se vuoi adottare. 

Eh si, perché se non puoi avere un figlio adottalo, no?

Volentieri!

Però mettete in conto anni ed anni di analisi, un preliminare spaventoso che parla di idoneità [I D O N E I T À... ma chi diavolo è idoneo per figliare?!] ed un'attesa spasmodica, dove ti viene detto ridetto e stradetto che, il fulcro è il bambino, tu devi essere un modello di integrità, economicamente, fisicamente e psicologicamente, atto a prenderti cura di lui. 

E qui casca l'asino.

Perché se tu sei me, e ti capita di essere affetta da una patologia come la fibrosi cistica, non puoi portare a termine una gravidanza perché rischieresti la vita, e vuoi tanto diventare mamma... 

Sai che fai?

Ti attacchi al cazzo!

...e scusatemi il francesismo!

Perché quello che non sanno Angelino Alfano, i redentori dello spirito santo [che poi a loro parlerei di Gesù, primo caso di surrogazione ed adozione della storia del cristianesimo...], le neo femministe con la crisi esistenziale post quote rosa, ed i detentori dell'istituzione della tradizione famigliare, è che non sono solo i gay a volere un figlio... 

Lo voglio io pure...

Io che pago le tasse, io che in questo Paese ci vivo e ne traggo oneri ed onori, io che alla vita ho un piccolo conto da far pagare, io che non sono nata normale.

Non chiedo tanto.
Chiedo che i miei diritti valgano tanto quanto quelli degli altri, e che se c'è una possibilità per diventare madre, me la facciano giocare. 

Non volete darci l'utero in affitto?
Snellite seriamente e tempestivamente, l'iter d'adozione!

E lasciateci avere gli stessi diritti dei normali. 

Lasciateci essere coppie riconosciute dallo stato; lasciateci amare i nostri figli, qualunque sia la loro provenienza; lasciateci essere persone; lasciateci l'illusione della normalità... 


mercoledì 6 gennaio 2016

ORGOGLIO BEFANO

...io oooooodio l'epifania...
[...va letto con l'inclinazione vocale del puffo, avete presente?] 

...perche tutte le feste si porta via...

Ma perché?
Perché portarsi via l'albero di Natale, gli addobbi, le canzoncine di Michael Bublè e Mariah Carey?
Perché privarci del pandoro, del torrone, del dolce far nulla, delle mille mila versioni di "Canto di Natale", dei film così tipicamente natalizi che se li vedi a ferragosto muori... Perché?!

Lo capisco.
Il Natale non lo amiamo tutti allo stesso modo, anzi, c'è chi ne risente proprio...

Lo Strizza, una volta mi disse, che non si contano più i suicidi nel periodo, perché per sopravvivere alle festività, ci vuole di essere corazzati ben benino.

Credo, quindi, questo 6 gennaio, risolleverà dalle tenebre non poche persone, riportando luce nelle vite affrante dal buio del Christmastime!

Io, la mia parte di bello bello in modo assurdo, l'ho avuta, quindi mi defilo rassegnata, pronta a prendere in mano le redini di una quotidianità decisamente abbandonata a se stessa. 

Però dai, anche una favorevolista del Natale come la sottoscritta, sa trovare nella sua fine un lato più che positivo: oggi è UFFICIALMENTE la mia festa.

Io sono una BEFANA, e ne vado fiera! 

Se, anche quest'anno come gli ultimi tre, mi arriveranno più auguri oggi, che all'ultimo, vorrà dire che ho lavorato bene! 

...già che ci siamo...
La SuperMamma mi ha insegnato che BEFANA è un epiteto bellissimo, reso dispregiativo dagli uomini, spaventati dalla portata di potere che sanno potrebbero avere le donne, se solo smettessero di vivere per il compiacimento altrui.

La BEFANA è quella donna che non entra nei canoni di nessun concorso di bellezza, intelligenza o bravura; è fuori dallo schema che impera rigore estetico, affinità elettiva, e sottomissione al giusto.

La BEFANA è oltre.

BEFANA è quella cresciuta senza famiglia, che se n'è fatta una sua, e non importa se c'è un rasoio elettrico o un piega ciglia nell'armadietto del bagno.

BEFANA è quella che ha imparato a non avere un uomo per forza, ed ha scoperto che piuttosto di accontentarsi di non essere single, ha scelto di stare bene sola con se stessa.

BEFANA è quella che nel 2016, con una laurea appesa alla parete, ed uno stipendio fisso, magari ragguardevole, sceglie di stare a casa con i figli, di fare la casalinga. E si sente arrivata. 

BEFANA è quella che a 86 anni passati, ti dice che non capisce perché i gay non si possano sposare, dopotutto l'ha fatto lei e l'ho fatto io...

BEFANA è quella che non ha vergogna di amare per una notte e di non richiamare il giorno dopo, e non se ne vanta ma non ne fa mistero.

BEFANA è quella che deve risorgere dalle ceneri, ma ha deciso di farlo.

BEFANA è quella che conosce i suoi limiti, e sebbene sia nella situazione apparente ideale, rinuncia alla comodità per seguire se stessa. 

BEFANA è quella che sceglie di passare tutta la vita con lo stesso uomo, fede al dito oppure no, e che rende speciale ogni piccola cosa con Lui.

BEFANA è quella che si sta cercando, e forse si trova, ma non smette la sua folle ricerca.

pessima pessima nomea l'epifania...
BEFANA è quella che è al di là di chi sia diventata.

BEFANA è quella che se scopre che il compagno la tradisce, non si accapiglia con l'amante, ma butta fuori di casa il marito, e pretende gli alimenti!

BEFANA è quella che prende le valigie e va, perché lo sa che il suo destino la sta aspettando, non sa che lingua esso  parli, ma sa di volerlo scoprire.

BEFANA è quella che si copre di tatuaggi per nascondere la delicatezza e la fragilità, è il controsenso aggressivo dell'aspetto negato da un essere fiabesco.

BEFANA è quella che ha scelto la vita, e le sue complicazioni; che vuole andare dove il cuore l'ha portata ma che sente la meraviglia nella tragedia che l'ha sconvolta, e quindi resta in bilico, tra una sedia a rotelle e una casa che profuma di mare.

BEFANA è quella che da un colpo di spugna al passato, e lo fa facendo invidia alle stelle con la sua felicità.

BEFANA è quella che non ha figli, e non li vuole, gli va bene così come stanno le cose, e non prova invidia per la vita delle altre, ma ha aspettative altissime per la propria.

BEFANA è quella che ha almeno due famiglia più una allargata, ed il caos ha imparato piacerle molto...e non l'avrebbe mai detto! 

BEFANA è quella che ama il suo cane, ma mangia la carne di cavallo, e si compra le scarpe in pelle.

BEFANA è quella che combatte ogni giorno, per qualcosa che date per scontato, ma che non lo da a vedere e non lo fa pesare.

BEFANA non è vittima, non è gattamorta, non ha i peli sulle gambe, si è messa a dieta ma oggi sgarrerà.

BEFANA oggi va a fare shopping, poi si pente per aver speso, poi anche no, ma vaffanbagno.

BEFANA siete voi, se vi ritrovate in una di queste parole, in una descrizione specifica.
...cosa possibile, dato che ad ispirarmi siete state voi!

AUGURI A NOI BEFANE 


lunedì 4 gennaio 2016

choose happiness, innanzitutto!

Titolo: Buoni propositi 2016.
Svolgimento:

Io i "buoni propositi" non li stilo da un paio d'anni.
Da quando, per intenderci, non ho preso coscienza di non saper gestire le aspettative...

Non fu un momento idilliaco, e mi chiusi a riccio, arroccata sulla strenua convinzione, di menarmi sfiga, in primis, e poi di alimentare una fiammella spenta in partenza.

Ammetto che, contrariamente a ciò che potrebbero pensare cinici ed agnostici, mi ha fatto proprio bene evitarli; mi sono trovata a combattere per battere la negatività in me, e farcela mi ha resa migliore si, ma anche più impegnata nella quotidianità, perché niente viene dal niente, ed io lo ben so.

Ciò posto, oggi varco l'ennesimo limite, vado oltre la conclamata fortuna del non richiedere nulla, per abbandonare la scaramanzia e dare al vento i miei propositi. 

Nessun segreto di Pulcinella, niente misteriosi richiami a chissà quale segreto nascosto; semmai piccoli accorgimenti, la cui buona riuscita non dipende da nessuno oltre che da me! 

...capelli lunghi e intimo abbinato... divento così!
1* metterò la biancheria intima coordinata.
SuperMamma, lo faccio per te che ci tieni tanto, e per me stessa... che se mi succede qualcosa e mi portano in ambulanza con un reggiseno fucsia e lo slip verde, faccio figure!

2* lascerò crescere un po'i capelli.
che è inutile attanagliare la mia povera frangia, questo taglio non me gusta, è tempo di cambiare. E per cambiare DEVO portare pazienza!

3* imparerò a non fare niente.
suonino i tamburi, squillino le trombe, che qui, se dovessi riuscirci, faccio il botto! Apprendere la nullafacenza, e andarci a braccetto, senza la smania di fare-fare-fare. 

prima h2o e limone, ma dopo...
4* berrò sempre acqua calda e limone appena sveglia.
e riprenderò a bere pure lo zenzero. 
bleah!
sacrifici ne facciamo? si, tanti! 

5* continuerò ad impormi il pilates.
almeno una volta alla settimana, meglio se due, ma già una è qualcosa...

6* mi organizzerò.
sono la campionessa mondiale di caos... figuratevi voi se, tra disordine e frenesia, sono mai stata capace di pormi delle quadrature mentali tali da farmi andare dritta, senza zigzagare!

7* sarò ordinata.
vedi sopra... imparerò a non uscire mai di casa, pensando che spero non venga nessuno, altrimenti vede casino! e farò in modo che anche aprire un cassetto possa essere un'esperienza cosmica di ordine e disciplina!


8* userò l'agenda.
non la terrò solo perché "è tanto carina", ma ci segnerò scadenze, appuntamenti e cose rilevanti... 
ho, per l'appunto, comprato la mia prima Moleskine... con "Il Piccolo Principe"...che sia di buon auspicio!

9* sceglierò di essere felice.
troppo impegnata a lamentarmi, troppo brava a lasciarmi andare, troppo incline alla polemica, troppo divertita dagli screzi, troppo facile allo scoraggiamento, troppo preda dei malumori... e BASTA! 
voglio essere felice... scelgo di essere felice! e non lo dico... LO FACCIO! 

...e poi voglio il segno + ...
+ libri da leggere;
+ film da vedere;
+ viaggi da fare;
+ coraggio di dimostrare;
+ attenzione verso chi amo;
+ tempo coi miei amici;
+ impegno nelle cure;
+ risultati ottenuti.

Dopotutto non chiedo la luna, ma di abitare la mia vita... 

dialogo sulla paura che ho

io ho un sacco di cose da perdere, è per questo che mi sento tanto forte. la sensazione è più o meno quella, ditemi se sbaglio, della...