sabato 8 ottobre 2016

trasloco...

Fissò sfinita i cartoni del trasloco, mentre la mano sul collo sfregava a mo' di blando massaggio.

Non c'era il "suo" ordine, ma tutto era pulito, pulito bene; doveva disfare i cartoni, ma avrebbe iniziato a farlo con calma, più tardi, da sola, con sacchi vigili e pronti a riempirsi di inutile o inutilizzato.

La casa era un bozzolo di luce: le finestre enormi, troppo in alto per pensare alle tende come a qualcosa in più che un vezzo, ed un unico divario in muratura per il bagno, mentre tutto dava sul tutto, in uno spazio aperto, che respirava fragoroso e rilassante. 

Sua madre l'aveva presa male, "Lo accetto, è legittimo... Ma mi spieghi perché? Vuoi che ti facciamo un appartamento sotto? Chiudiamo le scale! Sarebbe un angolo solo tuo...", spiegarle che non erano gli angoli che desiderava, ma lo slaccio dei legami, l'ampiezza dell'abbraccio che solo la solitudine scelta sa dare...

Suo padre aveva capito e l'aveva incoraggiata, aveva messo di fronte tutti gli aspetti negativi, come solo lui sapeva fare, eppure si era commosso, ed aveva capito perfettamente; e, quasi quasi, gli sembrò orgoglio, quello che gli spuntava negli occhi, che così di rado aveva riconosciuto come rivolto a lei... 

...però c'erano stati, i suoi genitori, come sempre. 
Critici ed in disaccordo, instancabili e propositivi, come solo loro. 

Erano stati gli ultimi ad andare via.
Ah, no, i penultimi.
Lei era rimasta.

La sua fan.
La sua più grande fan.
Quella che la vedeva bella, e che scorgeva il potenziale e il futuro, laddove lei vedeva nuvole dense di punti di domanda e dubbi.

Quante volte si era domandata come facesse ad essere così certa ed incerta al contempo, come facesse a scrollare le spalle di fronte a cattiveria ed invidia, e a risollevarsi mille volte, con sempre più determinata stronzaggine dentro. 

Erano l'una la persona dell'altra, lo avevano sempre sospettato, ma da cinque anni a questa parte, era lampante a tutti. 

Lui no, lui era andato via con tutti gli altri.
Non perché fosse come tutti gli altri, ma perché uno sguardo d'intesa gli era bastato a capire che voleva tempo, tempo per assimilare il cambiamento, e per farlo con mamma e migliore amica.

Lui era il suo equilibrio, quell'incognita certa che nella contraddizione affondava le radici, e sembrava parlare di quell'amore che voleva lei.

Tradizionale non era, con gli spigoli di distacco fisico ed emotivo, che mostravano esternamente, ma con la forza dell'aria, che non sentì che c'è, che non ti supporta con prepotenza, ma col suo semplice esistere.

Erano d'accordo che ognuno dovesse avere la propria casa, erano d'accordo che nessuno dovesse lavare le mutande dell'altro, erano d'accordo che le mura della loro storia dovessero essere 8, e non 4 come solitamente accade. 

Le venne sete.
La cucina c'era, ed era stata tra gli elementi fondanti. 
La fortuna alle volte bussa, ed il precedente inquilino, un designer svedese di vedute ampissime, ne aveva installata una piccolissima, tutta in acciaio, con un gigantesco frigorifero in aperto contrasto: rosso. Rosso e stonato, e bello.

Dalla borsa Lei estrasse una bottiglia di Estathè, non era fresco, ma andava bene.
Lo bevvero in un paio di bicchieroni all'americana, enormi e dai colori dissonanti, e poi misero il resto nel frigo.

"Ce l'ho fatta?" le chiese appoggiando il bicchiere.
"Ce l'hai fatta." le rispose sorridendo da dietro il liquido ambrato.

Ce l'aveva fatta.
Aveva vinto, vinto le sue paure, la sua reticenza all'essere qualcosa più di una bambina, e aveva abbattuto le solidissime basi di una titubanza che veniva da lontano.

Il televisore non c'erano, un paio di libri e qualche album da colorare però si.
Si sedette, gambe incrociate su una cinquina di cuscini esagerati nella forma e nel colore, e Lei capì di doverla lasciare sola.

Si abbracciarono.
Non erano due che si abbracciano spesso.
L'abbraccio sapeva di un qualcosa che si conosce, discostandosi dal tutto per diventare speciale, e le lasciò il caldo bastevole per sapere di aver fatto la cosa migliore, quella più giusta. 

27 commenti:

  1. Wow!!!!! Che bel racconto! Molto intimo e profondo. Un momento di crescita personale notevole come l'andare a vivere da soli raccontato magnificamente.
    Brava Pata!!!!!

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    1. ...non ho esperienza diretta di una convivenza con me stessa PATRICIA, mi sono sposata presto, ma sento che mi avrebbe arricchita!

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  2. Bel racconto Pata, non so se è tratto in parte da una storia vera ma è sicuramente sentito. Buon week end :)

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    1. è, diciamo, una proiezione PIER, un ciò che potrebbe essere...

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  3. Cara Patalice, quando sento questa parola! Trasloco!!! mi viene in mente il nostro ultimo trasloco. Al solo pensiero sto male!!!
    Ciao e buon fine settimana cara amica, con un abbraccio.
    Tomaso

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    1. ah TOMASO, io ne ho fatto uno un anno e mezzo fa, e mi sono promessa sarebbe stato l'ultimo debbo ammettere...

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  4. Sarà che certi passi li ho vissuti, che di traslochi ne ho fatti molti, sentendomi ancora bambina, poi adulta...ma decisamente ha colpito dritto. Brava :)

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    1. io no, ne ho fatti pochi, uno vero e proprio NORA, perché quando ci siamo sposati non abbiamo traslocato, ma trasportato le cose nostre, in un ambiente comune... e ti dirò, mi ha destabilizzato abbastanza quello

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  5. bello. inatteso, e molto bello.
    ora che ti sei scaldata con il "trasloco", puoi dedicarti al vero clou del periodo: "il cambio di stagione dell'armadio"
    :-D

    :-*

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    1. patetico. scontato, e molto patetico.
      Cosa? il chiosare impubblicabile del ragionier Kovacci, manco degno della rubrica di consigli pratici pubblicati da "La casalinga ideale"

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    2. K ma è amico tuo questo?
      ah ah ah

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. sai com'è, senza una trolla che ti stalkerizza in giro per il web non sei nessuno oggigiorno, Pata... ;-D

      mi spiace venga a sporcare qui da te.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    6. trolla? quando si scrivono commenti ficcanti? Covacci, puccettone, ma chi ti si stalkerizza a uno come te!

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    7. sai ANONIMO, io apprezzo molto quando un commento può diventare formativo nella sua critica, l'anonimato invece mi perplime, perché credo nel fondamentale diritto del criticato di ribattere a qualcosa più che un'ombra... non è che tutti i rapporti tra blogger debbono essere contraddistinti dall'atmosfera da the delle 5! ciò posto, io K lo stalkererei volentieri anche nella vita reale

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  6. Nella vita questa è solo un'altra tappa di crescita, la tua. Prendi il meglio di questa esperienza e vai avanti ;)

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    1. oh no PIETRO, io ho traslocato a marzo del 2015 e mi auguro sia stata l'ultima volta... a meno che Brivido non diventi schifosamente ricco e allora, con qualcuno che mi fa le pulizie, voglio stanze in più!

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  7. Ciao Alice io ho affrontato molti traslochi, fin da bambina...ma un conto è andare a vivere da soli, questo non l'ho mai fatto! Pero' da ragazza quando vivevo coi miei questo pensiero a volte mi svolazzava nella mente!
    E' un passo avanti,una crescita certo!
    In ogni opera c'è sempre qualcosa di autobiografico!

    Di solito è cosi'!Mi domando se anche a te piacerebbe vivere in coppia fra 8 mura invece che 4!Io ci vedo lati positivi ma anche molti negativi!

    Ci sono due cose importanti che non ho in questo periodo:mamma e amica" E' vero sono le uniche due persone che aiutano nei momenti di insicurezza o quando devi prendere una decisione!

    In ogni caso leggerti è una meraviglia! Ciao bacioni!

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    1. sai RITAB, me lo sono chiesta anche io, che ho scelto 2 cuori in 4 mura, se la mia fosse la scelta giusta... forse il fatto che mio marito sia tanto distante preso ed assente aiuta, e aiuta molto. ho spazio per essere io, in un rapporto che non mi soffoca mai, anzi... tuttavia, anche io forse un giorno, sentirò la mancanza di un'esperienza di vita in solitudine che non ho fatto.... oggi ancora no, ma oggi non è sempre

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  8. Non so se ho capito, parli della jn? In ogni caso vivere da sola è una cosa che avrei voluto fare prima di sposarmi... ma che purtroppo non potevo permettermi. Chissà, magari in un'altra vita...
    Dille di godersela la nuova casa openspace!!!
    Un abbraccio.

    Maira

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    1. ...è una proiezione MAIRA, il progetto c'è, vediamo se succederà che accada...

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    2. In bocca al lupo ;)

      Maira

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!