lunedì 11 aprile 2016

...ad ogni miracolo serve tempo...e determinazione!

Ieri leggevo "Vanity Fair", alle 4.29.
Di domenica mattina.
Tra la tosse dell'allergia e l'insonnia che non va più via.
Vaffancucco alla vita mia.

Terminato il momento catartico della poesia in rima, torniamo a Vanity. 

Leggendo mi sono resa conta che non potrei mai fare la giornalista: prendete l'intervista a Chris Brown.

Il rapper anticipa il tutto all'ultimo minuto, facendo fare i salti mortali a chi deve lavorare, per poi farsi trovare dormiente, e non svegliabile... Che visto il caratterino è cosa buona e giusta; si sa mai, che gli parte un mal rovescio che ci trasforma in Rhianna delle foto segnaletiche... 

...che io uno così lo intervisterei solo per auguragli di morire male, a lui e a quei deficienti, fan che comprano i suoi dischi e lo osannano.
Le donne specialmente. 

Chi glielo fa fare a una giornalista di porre gentili domande, invece di sputargli?

La tentazione di vedere una suite dell'excelsior meneghino?

Mah...

Comunque, oltre a realizzare il fatto che non sarò mai una giornalista, e ad apprezzare il fatto che la rivista sia dichiaratamente pro unioni civili/matrimoni omosessuali e maternità surrogata, ho deciso di farmi regalare il libro motivazionale di Shonda Rhymes, la "mamma" televisiva, di alcuni dei miei prediletti personaggi [vedi Christina Yong]. 

Questa Wonder Woman, parla amabilmente della sua debolezza: un passato scolastico da secchiona impenitente, scoperta di sceneggiatrice eccelsa, che un bel giorno, di pochi anni fa, si sente dire da sua sorella che non dice mai di sì.

Ora, non ch'io voglia paragonarmi a questa signora della genialità, ma ho presente cosa significa quando, una persona che ami estimi particolarmente, ti dice una cosa che non ti aspetti, ma che è vera: ti butta giù dall'attico simil perfetto che avevi voluto abitare. 

Shonda prende coscienza della veridicità delle parole fraterne, e, per un anno, decide che dirà sempre si.

Succede così che perde peso [ne aveva addosso parecchio, essendo pericolosamente obesa...] e che lascia andare il SUO personaggio più amato, la sopracitata Christina, perché non ha più bisogno di un interposto per dire ciò che vorrebbe: diventa essa stessa la SUA persona. 

È un lavorio su se stessa, che si esplica quando già aveva successo, quando già veniva osannata ed idiolatrata dalle masse, eppure ancora si nascondeva dietro le quinte, in un'assetticità costante, dicotomia tra un privato geloso, ed un pubblico inconsistente. 

Oggi Wonder Shonda sorride alla vita, ha avuto la sua terza maternità grazie all'utero in affitto, dopo due adozioni, e si mostra sia nelle campagne sostenitrici della Clinton, sia nei salotti dei talk per parlare delle donne fenomenali da lei create, e del libro dove ha plasmato la migliore di tutte: se stessa. 

Mi ha piacevolmente sorpresa questa bella e fiera donna, capace di avvicinare se stessa, diventando la persona che s'agognava di poter diventare.

Il fatto che uno possa decidere la propria felicità, battendo il ferro della propria armatura per renderlo permeabile alle emozioni, è una cosa da persone vincenti. 

Si suol dire, dopo una sconfitta, che si ha perso, poiché la sconfitta è dentro di noi, è un elemento che ci compone, e dal quale non si può prescindere; sebbene ci si incaponisca, nonostante si neghi e rinneghi.

Ma perdere non significa essere perdenti, significa solo che si deve attivare il nostro lato guerriero, quello che si prende la vittoria, che si rià del momento debole, perché è un momento, una parte, un aspetto, non è l'intero! Non è tutto è solo ciò che noi siamo o non siamo.

Essere Yes Girl, significa accettare le parti pendenti e battute, di annichilamento, e volgerle a nostro favore. 
Con tutta la forza, la determinazione ed il vigore, del quale siamo capaci, anche se non ne abbiamo giusta percezione. 

Yes Girl anche io?
Non ancora, ma provare, perché no?

14 commenti:

  1. Quando il nostro lato "guerriero" viene fuori, accadono le cose più belle e inaspettate! Mi piace troppo il modo in cui scrivi! Secondo me saresti un'ottima giornalista!

    The Princess Vanilla

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    1. ...uh mamma PRINCESSVANILLA troppo ma proprio troppo carina!

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  2. Non la conosco questa donna, ma condivido in pieno il suo pensiero. E sono convinta anch'io che la felicità sia prima di tutto una nostra scelta!

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    1. cioè ELLIE, vuoi dirmi che non conosci serie TV come "Grey's Anatomy", no perché lei, Shonda è la sua creatrice

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  3. Mi piace la tua Wonder yes girl, così come mi piacciono tutte le persone positive che non si abbattono e fanno delle loro sconfitte il punto di rinascita, quindi concordo con te carissima Pata (anche sul rapper ammetto la piena sintonia) eh già

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    1. se sei sul fondo GIULIALU, non disperarti, da lì puoi avere il giusto trampolino per la risalita!

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  4. Ok tutto giusto, possiamo diventare yes girl, tante parole buone e giuste... Ma Shonda non poteva diventarlo anche senza mandar via Christina? :-\

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    1. e su questo EMMEGI non oso dire nulla, perché quando una ha ragione, ha ragione.

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  5. ciao! Non sapevo che Shonda avesse scritto un libro motivazionale! Adoro i suoi telefilm e adoravo il personaggio di Christina... aspetto sempre che torni! Almeno per il funerale accidenti poteva fare una capatina a Seattle! ;)

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    1. lo speravamo tutte noi Christina addicted LIBROPERAMICO, ma siamo state a bocca asciutta!

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  6. Ah Shonda,in quanti vorremmo avere un confronto con te...ci devi troppe spiegazioni eheheh.
    Credo che in fondo ognuna di noi debba scoprire o recuperare la Yes girl che sta dentro di lei.
    Buon pomeriggio
    Ale
    http://alespinkfairytale.blogspot.it/

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!