venerdì 11 settembre 2015

Per dieci minuti

Volevo leggerlo.

Sono andata a comprare tutt'altro, poi l'ho voluto e l'ho letto.

Ci ho messo 2 giorni, e tante ore di sonno perse. 

"Per dieci minuti", di Chiara Gamberale, penso sia l'autobiografia dei suoi ultimi anni.
Credo, ma non mi sono informata.
Comunque è un libro che ha delle conseguenze. 

La trama non è insolita: lui e lei si amano da quando, adolescenti, si ritrovano nello stesso luogo ad affrontare demoni differenti; poi, dalla campagna protetta e conosciuta, si trasferiscono nella grande città. E qui iniziano i dissapori. Lui, sente stretta questa unione, che li vede protagonisti da quando sono ragazzini, quindi prende e se ne va. Lei, facile alla caduta, si infrange a terra, come colpita da quel famoso fulmine a ciel sereno. 
Passano i mesi e Lei, che sta raccogliendo i cocci della relazione di una vita, che va in pezzi, subisce anche la perdita del lavoro, e lo fa lì, in quella grande e sconosciuta Città, che le è nemica. 
Un giorno di dicembre, tuttavia, qualcuno le offre lo spunto per uscire dal pantano, o, quantomeno, per non pensarci dieci minuti al giorno. 
La sua analista, infatti, le propone una sfida/gioco: per trenta giorni rigorosamente consecutivi, senza mai trovare scuse o darsi attenuanti, Lei dovrà impiegare almeno dieci minuti, per fare una cosa che non ha mai fatto prima.
Non occorrono cavalcate nel deserto o sospensioni in mongolfiera, basta un gesto quotidiano mai effettuato in vita propria.
Tra la reticenza iniziale, e la poca fiducia nell'idea psicanalitica, la Protagonista si da una possibilità, sfidando il gioco a farla vincere. 
Coinvolgendo amici, colleghi, parenti e perfetti sconosciuti, quei dieci minuti al giorno, la portano ad approdare alla maturità dei suoi trent'anni passati, con un po' più di consapevolezza, e visioni nuove, dalle quali affacciarsi.

Non sto a dire più di questo.
E non vi dirò nemmeno una delle cose che Lei ha fatto in quei trenta giorni.
Leggetevi il libro.

Quello su cui mi sono soffermata io, subito dopo aver "trangugiato" il volumetto azzurro, è il potere che abbiamo su noi stessi. 

Non mi metto a psicanalizzare niente e nessuno, lo prometto, è che mi sono chiesta come possa essere utile, nella vita di ognuno di noi, fare un esperimento di questo genere. 

Mi dimostra che abbiamo un biglietto di andata ed uno di uscita, che alcune fermate siano d'obbligo, ma che guidiamo davvero noi, e solo noi la nostra corsa...

Si perché, rifletteteci, se una viene mollata dal marito, perde il lavoro, ha più di trent'anni e non sente casa sua la sua casa, che beneficio può avere dal cucinare dei pancake?!

Apparentemente è una boiata.
Per moltissimi lo è di certo. 
Ma, a me, ha fatto, anzi fa ancora, pensare un sacco. 

C'è questo fatto...
Che noi si è un po' precari in questa vita, che ci dà veramente troppo a volte, a discapito di un lungo lamentarsi continuo, e ci perdiamo.
Ma la cosa più assurda, è che a perdersi è la nostra capacità di accettarci/amarci/ sostenerci, diventiamo immediatamente nemici di noi stessi, perché se le cose non vanno esattamente come pensavamo, ci manca un pezzo, ci sentiamo vittime, sentiamo l'abuso del destino o chi per esso. 

Lei, la Protagonista di "Per dieci minuti", non è che sia proprio proprio soddisfatta della sua vita, ma ha canoni che riconosce ed ha scelto, e, quando questi vengono ribaltati, la sensazione non è solo di perdita, ma soprattutto di soppruso.

Ci sentiamo derubati del nostro ideale.
Non accettiamo la vita, che in quanto tale a volte fa di testa sua.
E la reazione, spesse volte, è di rabbuimento, topi spaventati messi all'angolo, che si nascondono in loro stessi... 

È passato circa un mese dall'ultima pagina, ed ancora, nella mia testa, girano ingranaggi strani. 

Innescati da "ma se io..." e perennemente in movimento... 

Dite che potrei provare l'esperienza?!

24 commenti:

  1. Concordo con te, su questo libro.
    Evidentemente noi lo abbiamo letto con lo spirito giusto.
    L'ho letto d'un fiato - in viaggio, sul cellulare: pensa un po' - e mi ha divertito e fatto perdere appresso a tutti quegli "e se". La Gamberale sa essere anche più impegnata - Arrivano i pagliacci, logorroico e strano, ha un colpo di scena finale che nessuno si aspetterebbe mai, e l'ho trovato molto bello - ma mi è piaciuta anche così, sì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che dire MRINK? amo ed odio i libri che mi costringono a mettermi di fronte a me stessa... ma da questo sono uscita con un surplus di domande su me stessa. della Gamberale avevo letto qualcosa e non mi era parsa ficcante al punto giusto, ma sono pronta a darle una seconda possibilità

      Elimina
  2. Il libro l'ho letto anche io l'anno scorso, poco dopo aver concluso una storia ultradecennale. E' servito a farmi riflettere e, come dici tu, a capire che la nostra vita la guidiamo veramente noi.
    Non cucino pancake, non mi prendo 10 minuti per camminare all'indietro, ma per farmi la manicure o per baciare qualcuno di nuovo sì! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Evviva Dio KATIU!
      È cosa buona e giusta!

      Elimina
  3. L'ho comporato qualche giorno fa per regalarlo ad una amica, che si è lasciata da poco, tra l'altro. Ne ho sentito parlare bene e poi a me la Gamberale piace un sacco perché riesce a raccontare bene ciò che ci portiamo dentro. Lo leggerò anch'io.

    E per quanto riguarda i 10 minuti....provarci non sarebbe male. Io lo faccio ogni tanto, forse dovrei farlo con più costanza! Quanto alle tue riflessioni, vorrei scrivere un papiro, ma per mancanza di tempo, mi limito a condividerle perché, poi, non ci sono tante obiezioni a quello che hai scritto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi piacerebbe comunque sentire il rumore dei tuoi pensieri MICHIVOLO, e sapere che cosa ti ha suscitato leggere i miei

      Elimina
  4. Penso che abbiamo un potere fortissimo sulle nostre vite, certo ci sono cose che ci capitano e basta, ma anche solo riuscire a guardarle sotto un altro punto di vista può fare la differenza. Di sicuro fare ogni giorno qualcosa che non hai mai fatto prima ti porta a un certo punto a varcare qualche limite autoimposto che prima ti spaventava... Io probabilmente avrei un gran bisogno di fare un esperimento del genere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io penso sia un esperimento che accresca di parecchio la consapevolezza che abbiamo di noi, dei nostri limiti MIKY, e delle nostre risorse

      Elimina
  5. Anche io ho letto quel libro... ho letto più di un libro della Gamberale e anche io mi sono sempre ritrovata a fare più di una riflessione!!! Il difficile, come al solito, è passare dal pensiero alla pratica :-)

    The Princess Vanilla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Basterebbe solo non tergiversare PRINCESSVANILLA, e non darsi per vinti al primo intoppo

      Elimina
  6. Mi manca ed è nella lista...Penso che sarebbe carino provarci...mentre ti leggevo pensavo a cosa potrei fare che non ho mai fatto per 10 minuti ogni giorno e già 3-4 cose mi sono venute in mente...basterebbe non raccontarsi scuse (parlo per me)...e cominciare!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non parli solo per te.
      So solo io quante e quali scuse ho inventato nel corso degli anni, per giustificare freni e cose non fatte MANU...

      Elimina
  7. L’ho letto diverso tempo fa e mi è piaciuto perché insegna che quando si è a terra si può ripartire dalle piccole cose
    Dopo aver letto il libro anch’io ho provato per un po’ a fare qualche esperimento di cose mai fatte per 10 minuti, ma solo cose che mi desideravo fare da tempo. Diciamo che il libro mi ha dato una buona scusa :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh è giusto che si possa applicare le regole della lettura un po a ciò che si vive e a come lo si fa, ovvero GIULIETTALU, è cosa buona e giusta che tu prenda un alibi così palluto per avere e fare quel che vuoi

      Elimina
  8. Ho letto il libro lo scorso inverno, ho trovato l'idea dei 10 minuti molto carina e forse dovrei metterla in pratica anch'io. Però a parte questo, il libro non mi è proprio piaciuto, soprattutto mi ha infastidito l'eccessiva autoreferenzialità dell'autrice con i continui richiami pubblicitari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sull'auto refenzialità CRILU hai perfettamente ragione. Io infatti plaudo più all'idea della trama che non alla modalità di raccontarla, su quello, sulla Gamberale ho i miei gusti!

      Elimina
  9. Ma non ce vonno più de dieci minuti pe fa un pancake?!? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo la Gamberale FRANCO, non di meno, e tanto basta... Ma io non li ho mai fatti e la mano sul fuoco non ce la metto

      Elimina
  10. La trama mi ispira molto, mi piacciono questi libri che inducono alla ricerca personale, che fanno riflettere, che spingono a migliorarci. Quei dieci minuti sono un modo per far sentire vivo qualcuno che, come tu stessa hai evidenziato, si ritrova in un punto della vita dove tutto ciò in cui ha sempre creduto e tutto quello che ha costruito giorno dopo giorno, crolla. Non è facile riprendersi ma è altresì facile rinchiudersi in casa (e in se stessi) e rimuginare sui nostri errori. A chi non è capitato? Dovremmo farlo tutti quest'esperimento. E tu, Patalice, che sei già così piena di brio, ti farebbe brillare ancora di più, ne sono certa ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai toccato un punto focale LOLA: applica questa regola ed i suoi puntini di sospensione, alla vita, chi subisce un gran calvario. Attualmente, ringrazio Dio, per lo stato di grazia... Ergo, devo tenermi questa risorsa per il temporale, o impiegarla in modo diverso?!

      Elimina
  11. Ed io invece l'ho snobbato,preso più volte fra le mani in libreria ma sempre riposto subito perché poco convinta del suo acquisto.Con ciò non dico che non sia un bel libro perché fermamente credo che ogni libro arriva a chi deve arrivare e a chi ha bisogno di quel libro.
    La tecnica dei dieci minuti( non necessariamente 10) è una tecnica usata in alcuni campi per spezzare lo schema del nostro cervello, questo è solo un esempio del suo uso.
    Una tecnica che ha me è sempre piaciuta che metto in pratica quasi ogni giorno perché la trovo stimolante ed è sempre piena di sorprese.
    Cose che non avrei mai pensato di fare che si sono rivelate invece coinvolgenti o piacevoli, cibi che di mio non avrei mai scelto di mangiare che poi mi sono piaciuti un molto.Il tuo cervello modifica percorsi,tu modifichi qualcosa di te interiormente e ne risulano possibilità nuove e cambiamemti inaspettati.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. So che è una pratica usata nei processi di analisi CAROLINA, e penso che, in un qualche modo, anche lo Strizza, l'abbia adoperato su di me...

      Elimina
  12. Lo lessi anch'io quando uscì e ricordo che anch'io ci pensai per qualche giorno. Comunque la mia risposta alla tua domanda è: perchè no?! provaci, magari raccontando anche sul blog, sarebbe carino! quando finii di leggerlo volevo provare anch'io...ma poi è rimasto solo un pensiero!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho un sacco di cose che rimangono solo pensieri nella mia vita FRANCIS, tante e troppe. Quasi quasi...

      Elimina

Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!