lunedì 21 settembre 2015

La camera sospesa

Sospirò, sentendosi, in un attimo, svuotata da tutta l'adrenalina, della quale si era servita, per far diventare casa sua, quel bell'appartamento dall'aria decadente. 

Le tazze che pendevano da un bastone d'acciaio, sulla parete, sopra il tavolo della cucina; i lampadari di latta, trovati in un mercato vintage, appesi in camera da letto; il tappeto geometrico, a motivi giallo e grigio, sotto il divano in salotto; la biancheria sulla mensola del bagno, dello stesso colore delle saponette e del porta spazzolini.
Tutto aveva un senso, un suo ordine, una sua precisa collocazione casalinga.

Bo, suo marito, le aveva lasciato carta bianca, assicurandosi solo che le spese fossero contenute, e che i danni fatti dai suoi improvvisi colpi di testa, non fossero irreparabili per l'immobile, e l'incolumità della sua compagna. 

Mentre spostava una sedia decapata ad arte, e si sedeva stremata, con un cacciavite in una mano, e lo straccio dall'altra, si trovò, di dirimpetto, la porta rossa. 

Aveva fatto ruotare l'intero arredare, intorno a quella vecchia porticina di legno, che aveva conservato  splendidamente il suo magenta acceso. 

Ora la guardava, in un misto di timore e curiosità, tipico della fanciullezza.

La camera sospesa.

Era così che l'avevano battezzata lei è Bo, ridendoci sopra, e pitturando le pareti di bianco sgargiante, come per spazzare ogni tentativo di togliere attenzione e focus, dalla porta stessa, avevano reso con rettangolo verticale, ancora più luminoso e vivido.

Inizialmente, avevano pensato ad un ufficio per Bo, per permettergli di lavorare a casa, ma l'idea era stata scartata, il fatto di lavorare 11 ore al giorno gli pareva bastevole.
Poi era stata la volta del guardaroba, ma Sole era una donna atipica, con la mania del giardinaggio, e senza la smania da shopping compulsivo; quindi l'enorme armadio a 6 ante della loro camera, le era più che sufficiente. 
Pensarono ad una dispensa, grande elegante e fornita, ma la temperatura della camera fece abortire l'idea più concordante ad ambedue. 

Sole girò con reverenza il pomello della porta rossa, ed entrò, e ci mancò un attimo perché le sue labbra esprimessero ciò che la testa aveva partorito: è permesso? 

Avevano scelto la casa in cui dalla settimana prima, vivevano, innamorandosene tutti e due, non contemporaneamente, ma con prepotenza assoluta, sebbene in tempi differenti.

Bo aveva visto il potenziale fin da subito, mentre a Sole era servito l'ingresso del colore sulle pareti, perché la giudicasse a propria immagine e somiglianza. 

Eppure quella bizzarra stanza sconnessa, segretata da quella porta così evidente, li metteva ambedue in leggera agitazione; mentre una vecchia lampada vintage, ed il paio di scatoloni non ancora aperti, la ignoravano inanimati, Sole provò a pensare a cosa avrebbero fatto della camera sospesa. 
Una stireria?
Una sala hobbies?
Una specie di cinema con tanto di impianto hi tech a renderlo più realistico? 
Una serra?
Tutto era plausibile ed inverosimile al contempo:
portavano quasi tutto in un lavasecco, ergo della stireria avevano poco bisogno;
Bo giocava a calcetto e lei collezionava bamboline turistiche, quelle orribili, che si trovano nei negozi di souvenir, e che non meritavano di certo che tanto spazio venisse loro assicurato; 
la sala cinema sarebbe stata pressoché inutile, il loro tempo di resistenza massima, sul divano, davanti ad un film, non batteva i 30 minuti scarsi;
e della serra non se ne parlava minimamente, Bo era asmatico, e non gli avrebbe fatto bene. 

Mentre pensava e scartava soluzioni, Sole vide un urlo, e sentì occhi chiari piangenti.
Una stanza per un bambino.

Ci pensava da qualche mese, come un concepimento già di fatto avvenuto, in un angolino di cervello, che batteva all'unisono con il suo trentaseienne orologio biologico.

Un ammasso di biberon, tutine, carillon, e peluches di ogni foggia.

Sole si spaventò di se stessa, e dei tiri mancini della sua mente, così si sedette con la schiena allo stipite della porta e, avendo smesso di fumare, si cacciò in bocca una radice di liquirizia. 

Ne avevano parlato lei e Bo.
Quando si erano messi seriamente insieme, ne avevano parlato tanto: lui preferiva aspettare che l'economia e le realizzazioni reciproche fossero consolidate; lei l'avrebbe fatto subito, ma probabilmente più perché sua sorella, sua cugina, ed un paio di amiche di infanzia, lo avevano fatto.
Si accordarono perché si aspettasse qualche anno; ne erano trascorsi 9 e nessuno dei due aveva sentito il desiderio o il bisogno di riprendere in mano il discorso. 

Ora Sole, nella camera sospesa della sua nuova splendida casa, pensava a cosa sarebbe stato della sua esistenza, se avessero messo al mondo un terzo elemento, una combinazione tra lei ed il suo uomo. 

Gli occhi scurissimi e sfuggenti di Bo, sarebbero stati bene su un viso a cuore tempestato di efelidi come il suo?
La sua mania di controllo, come si sarebbe declinata con l'impazienza di lui?

E poi, a lei che non sopportava vacanze canoniche, sarebbe andata a genio la villeggiatura in riviera, con l'acqua salmastra e le serate in sala giochi?
E Bo sarebbe andato a lavorare un'ora dopo, per accompagnare il bambino a scuola, ed avrebbe smesso di farlo il sabato, per poter giocare con lui?

Ed era giusto che fosse figlio unico?
Probabilmente sarebbe stato ragionevole voler essere in 4, e a quel punto la sua deliziosa casetta neonata sarebbe diventata troppo piccola...

E, ragionevolmente, tutti questi accadimenti, avrebbero avuto corso nei prossimi 5/6 anni.
E a 41/42 anni, con due bambini piccoli a carico, avrebbe avuto la stessa voglia di dipingere, le stesse energie per l'ennesimo trasloco che soddisfacesse tutte le esigenze?

Sole sentì caldo dentro, rilassò le spalle, e fece un respiro profondo, ricordò a se stessa che, con due figli ed una nuova casa, avrebbe dovuto abbandonare le lezioni di yoga, ed uscì dalla porta rossa, con la mano che tremava intorno alla maniglia.

Sua nonna era stata madre, sua madre era madre, tutte le femmine del mondo sentivano questa spinta uterina verso l'ampliamento della popolazione, perché a lei venivano i sudori freddi? 

Guardò quel bellissimo e sgargiante uscio, che le faceva paura e l'attraeva, e pensò a se stessa, che nella sua pelle e nella sua vita, si ritrovava riconoscendosi, e ne ebbe paura.
Come poteva essere tanto egoista?
Come faceva ad accettare queste sfumature di se?

Le piacevano le vecchie carrozzine vintage, quelle che cigolavano, scrigni dei migliori tesori.
Amava il profumo della pelle dei suoi nipoti, ed anche la consistenza morbida ed elastica dei loro corpicini.
Adorava la meraviglia che sapeva creare nei loro occhi inesperti e smaniosi di conoscenza.

Tutto sommato i bambini le piacevano, molto, ed era grata a quelle persone che avrebbero fatto si che, la razza umana, perpetrasse... 
Tuttavia, lei non si sentiva parte in causa, in questo processo, sentiva che il suo essere donna, con l'idea di riproduttrice, non aveva assonanza alcuna, e non ne fu dispiaciuta. 

Trovare un equilibrio, saper far attecchire le proprie manie ed i propri difetti, con quelli di un altro, lasciarsi amare e farlo a sua volta, era stato un procedimento impegnativo, un qualcosa che non era ancora così rodato e perfetto, da non richiedere più continua attenzione. 

Stava vivendo tanto di quel sospeso, che aggiungerne altro in una stanzetta che "sospesa" era stata battezzata, le parve immediatamente impossibile.

Prese il telefono, e quando la calda e conosciuta voce di Bo rispose, lei disse: "Ma se spaccassimo il muro, e sacrificassimo una camera, ti andrebbe un bagno stile hollywoodiano, con tanto di jacuzzi?".

35 commenti:

  1. Io non credo sia da egoisti, scegliere di non avere dei bambini...
    E' una forma di libertà, forse meno comune, ma non per questo meno importante...

    Maira

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    1. Le cose comune sono gigione, non è difficile plaudirle. Un po più arduo accettare quelle che inconsuete MAIRA, che ci mettono il tarlo della decisione indecisa...

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    2. Io credo che sia più la società a farcele apparire come inconsuete... E che dovremmo semplicemente sbattercene...
      Saremmo tutti più felici lontani dalla vita standardizzata e frustrante che ci viene imposta...

      Maira

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  2. Uhmm, il finale mi ha un po' stupito. E' come se cambiasse idea di colpo tradendosi più che una fuga da quell'idea per... paura. Devo pensarci un po'.
    Comunque c'ho letto molta Pataliss qui dentro, mi è piaciuto. ;)
    Unica nota, se posso... troppe virgole. A volte bloccano il filo del discorso.

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    1. È il mio tarlo CERVELLINO... La virgola ed il suo impiego.
      Si, non posso dire sia auto biografico, ma ci sono dentro cose di me, che spesso non mi sento di ammettere neppure con me stessa

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  3. Penso che sia una scelta molto personale..non credo sia da egoisti non avere figli..anzi avvolte alcune donne sentono la mancanza di un figlio ma 0er la vita che fanno, magari la carriera a cui su dedicano ..nn gli lascerebbe abbastanza tempo da dedicare ai bambini. .per il quali ne serve ..ci vuole pazienza e presenziare. Certo è anche vero che se si vuole ci si riesce ..ma è una scelta troppo personale. I sono poi persone che nn sono proroga portate per fare i genitori. .quindi in alcuni casi so tratta,secondo
    Me ovviamente, di una scelta di estrema generosi. Bel post comunque ..
    Se ti va passa da me a dare un occhiata al mio nuovo post. . .

    http://theunbearablelightnessofs.blogspot.it/2015/09/shot-me-downbag-bag.html?m=1

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    1. La donna che decide di avere figli, ma di non rinunciare alla carriera CHERRYROSSI, spesso è guardata con diffidenza, perché si da per scontato che perderà i colpi almeno su una cosa su due...

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  4. Bello veder nascere una casa sotto le proprie mani, sotto i propri occhi. Bello plasmarla a propria immagine, andare alla ricerca di oggetti che ci appaiano unici.

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    1. È una favolosa avventura che ho avuto la fortuna di vivere e godere DAMABIANCA, e come per tutti i nuovi inizi, necessita di trasportp

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  5. Finale splendido corrispondente ad una paura più o meno nascosta Certo che dopo l'entusiasmo e la creatività nel progettare e sistemare una nuova abitazione, un figlio distruggerebbe l'equilibrio. Ma un figlio è un'esperienza che non si può tralasciare, perché è estremamente appagante anche se talvolta dolorosa.
    P.S. - Grazie della tua visita che ho contraccambiato molto volentieri. Ciao.

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    1. Un figlio una scelta appagante e dolorosa AMBRA... Non avrei potuto dirla meglio, perché ravvisa una verità da negare, perché fa comodo far finta di nulla molto spesso... Fingere che un figlio sia solo sorrisini e strette al dito...

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  6. Io ho un figlio.. lo adoro.. ma proprio perchè ce l'ho ti dico che guardandomi attorno, leggendo ho visto solo tanta poca solidarietà tra donne! E' come se avessimo lottato per la parità, per la libertà solo apparentemente. perchè quando si tratta di essere madri, di allattare, di scegliere tra il lavoro e la casa è ovvio che ci sono cose che la donna deve fare!!!
    Quindi ho imparato a rispettare le altre donne, la famiglia è una cosa meravigliosa, ma non nasciamo con l' istinto materno, lo sviluppiamo a volte anche a fatica in seguito alla maternità!"
    Lalu

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    1. Credo che il punto che sottolinei LALU, sia dolorosamente vero: le donne, tra di loro, non si amano mai bastevolmente...

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  7. Trovo sia del tutto normale, e non trovo sia giusto parlare di egoismo, per quanto anche io mi ci sia sentita più volte. L'idea di diventare madre, che sia oggi o fra tre anni, mi spaventa molto. Quando una persona si sente pronta? Probabilmente mai. E se tutti ci fermassimo a pensare alla cosa forse saremmo più dalla parte delle "egoiste" che dalla parte di chi vuole un figlio. Un figlio è il frutto dell'amore, amore che viene prima di tutto da noi. Allora trovo più sincero dire no piuttosto che voler fare felice qualcun'altro.
    Ti abbraccio forte
    LuluC

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    1. Il tuo punto di vista LUISA mi piace, perché è schietto, di una sincerità giusta e giustificabile. Chissà cosa ne sarà di noi, donne impreparate a un passo dalla felicità.

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  8. Secondo me quella di Sole è solo paura. Paura delle responsabilità, dell'ignoto, dell'imprevedibilità e dei problemi che i figli e la vita stessa comportano. Anche le donne che desiderano fortemente avere dei figli le hanno queste paure, solo che il loro istinto materno è più forte... quello di Sole avrà la meglio, chi lo sà!

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    1. Non lo so se avrà la meglio... Forse è solo una bambina spaventata che non ha ancora voglia di smettere questi panni FRANCIS, o forse vivrà la maternità come il dono che è...

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  9. Wow anche io vorrei un bagno così!! E solo per me...perché ho un nano a casa e la cosa che mi manca di piu' è il tempo in bagno da sola anche solo per una doccia o i mei cari e vecchi bagni a mollo con cosmopolitan (la rivista)e tanta acqua calda. O il tempo di guardare una serie tutta d'un fiato!!
    Poi è molto altro, ma ora capisco di piu' le donne che ci pensano un bel po' prima di avere figli.

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    1. Sei sempre la mia mamma prediletta MANU, capace di quello spietato sguardo onesto che non tutte le mamme hanno...

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  10. Bello....sai sempre scrivere stra bene Pata...e poi c'è tutto il resto dentro, e mi piace come ce l'hai messo. Bacio!!!

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    1. Mi fa piacere ELLIE avere il tuo giudizio positivo... Grazie

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  11. ciao cara io un figlio l'ho fatto.... sono dell'opinione non si è meglio o peggio con un figlio esattamente come non si è meglio o peggio senza, onestamente non credo nemmeno si sia più complete o più donne con un pargolo a carico, altra cosa in cui credo è che non sia un obbligo per nessun essere umano procreare ed è altrettanto vero (sempre secondo me) che le donne con le donne si comportano spesso senza amore reciproco.
    ho imparato "crescendo" (all'alba dei miei 42 di cui vado strafiera) che le esperienze della vita ti cambiano tantissimo e sicuamente l'avere un figlio la vita te la stravolge parecchio, come ha già detto qualcuno essere genitore non è solo sorrisetti e abbracci stretti è anche questo ma non è solo questo; forse prima di farlo (un figlio) non hai la consapevolezza di quello che sarà, lo impari assimili e metabolizzi solo vivendolo, creando paure e cancellandone altre. quando si è pronti a dare la vita? posso dirti che non lo sò, non ne ho idea? secondo me non lo si è mai, si decide di farlo nella incoscienza più totale e (per lo meno per me) è stato il modo migliore per fare questo percorso di cui sono molto felice.
    lavoro ancora? si ma in modo diverso rispetto a 7 anni fa, nel senso che a me ha cambiato la visione del mondo e della vita: oggi come oggi lotto molto di più per ottenere un'altissima qualità della nostra vita.
    mi piace sono soddisfatta e felice? vuoi la verità? SI e NO esattamente come era si e no prima perchè i giorni no (quelli che io chiamo i giorni del nervoso tra i miei capelli verdi) li avevo pure prima, adesso è cambiato che i miei capelli verdi me li stravolgono in due!
    scusa la lungaggine
    mrkikka (quella di instagram)
    besos

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    1. MRKIKKA quando le parole sono intelligenti e piacevoli, non c'è lungaggine, c'è solo il gusto di leggerle. Hai uno sguardo schietto di un progetto che alle volte non ci riesce di digerire fino in fondo, la genitorialità è un dovere che viene vissuto come vessazione da molti. Io non so che ne sarà di me, per me è più facile ed al contempo complicato, ma so che non ho mai guardato alla maternità come alla risoluzione di nessuna persona.

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  12. Risposte
    1. Dev'essere un bacio questo SQUILIBRATO, dico bene?

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  13. Fa pensare parecchio questo racconto: soprattutto su quanto siamo succubi dell'idea di noi che la società ci trasmette.
    Io penso che per esser felice ognuno dovrebbe esser libero di fare quello che gli pare nella vita (purchè non faccia del male al prossimo) e fregarsene alla stragrande di quello che pensano gli altri!
    Personalmente non ho nessuna intenzione di avere figli e non ho mai nascosto questa mia idea, al limite sarei più propensa all'adozione perchè così potrei offrire ad un bimbo sfortunato un futuro ed allo stesso tempo rendere il mondo un posto un pò migliore, ma dovrei propio essere strasicura di volermi legare mani e piedi ad un'altro essere umano prima di prendere una decisione del genre, cosa che al momento mi sembra del tutto fuori questione! :)
    Baci!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it/

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    1. Tu non sai quanto io ami le donne forti S, quelle che rifiutano l'omologarsi ad un dovere comune che investe e intristisce. Ecco tu ne sei un fulgido esempio.

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  14. Breve e scritto bene,con sentimento.Essere genitori è un impegno a vita,meraviglioso ma a volte no.Meditiamo prima.
    Ciao,fulvio

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    1. Grazie per il tuo giudizio positivo FULVIO

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  15. Non posso che congratularmi, anche perche' Sole e' il nome di una delle mie due figlie :)

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  16. Ho avuto un tuffo al cuore... mi hai letto dentro, mi viene voglia di chiederti i diritti d'autore...

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  17. Molto interessante questo racconto, spesso la società condanna le donne che non vogliono avere figli, io credo che ognuna di noi dovrebbe scegliere liberamente, per non aver rimpianti. Poi io, con una coerenza pazzesca, non avrei voluto figli e adesso sono felicissima della mia bimba, ma questa è un'altra storia

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  18. ciao Pata,
    bello e delicato questo racconto, mi è piaciuto molto.
    Spesso le scelte non sono davvero sentite, ma semplicemente imposte dalle convenzioni sociali, soprattutto per le donne.

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  19. Mi è piaciuto tanto questo tuo racconto Pata, e credo che parli tanto di te e di tante donne di oggi. Anche io faccio i conti sull'età, sui figli, sul lavoro, su tante cose... noi donne dovremmo sentirci più libere e non pensare alle imposizioni sociali. Un bacio

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  20. Racconto piacevole, condotto con sicurezza. Mi ha deluso un po' il finale, non per la rinuncia al figlio, ma per la perdita di quel l'atmosfera magica della camera finché era sospesa. E poi la scelta della destinazione (il bagno hollywoodiano) mi è sembrata ridurre il livello del brano.
    massimolegnani

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!