mercoledì 29 luglio 2015

...e se non scegli chi diventi?

Quando hai molte opzioni, non è affatto più semplice.

Ci pensavo sabato mattina, a proposito del vestito da mettere al matrimonio dello zio di Brivido [si, si è sposato alle 10.30 di sabato 25 luglio, con 59 gradi all'ombra...], ed il concetto, mi è rimasto attaccato tutto questo tempo.

Scegliere rende l'uomo libero.
Gli da la possibilità di prendere le redini del proprio destino, concedendogli mille possibilita, regalandogli mille occasioni.

La cosa peggiore che possa capitare, senza scomodare malattie tragedie simili ed affini please, è che non si possa decidere della propria vita. 

Capisci il significato profondissimo ed intrinseco di "libertà", quand'essa ti viene vietata. 

Molti di noi hanno subito questo torto atavico, e chi ne è cosciente, sa di cosa vado cianciando. 

All'assenza di una scelta, corrisponde una non precisata, sequenza di reazioni ed atteggiamenti; i quali, sotto sotto, parlano di voi più di quanto non pensiate. 

Affettatore di cipolle. 
Che è chi si piange addosso.
Rimugina su se stesso, "nessuno lo può capire", ed anche in un momento così, alla cazzo, se ne esce con la sua storia smaccatamente peggiore di quella di chiunque altro stazioni nel giro di 3 chilometri.
Sta sulle palle.
Ma non lo fa apposta a darci sui nervi, è che gli viene proprio facile farlo. 
L'esclusione pare l'unica via possibile.

Il Pharrell William de noartri.
Lui è happy. 
Punto.
Si, è vero che non può scegliere, ma la vita è bella, il mondo pieno di cose incredibili, luoghi fantastici dove scatenare la fantasia, e terreno fertile di incontri che possono cambiare il futuro.
Sorride.
Canta.
Fa scattare l'omicidio ad intermittenza. 
Ma è innocuo, e depresso.
E presto la mandibola gli duolerà dannatamente, per i troppi falsi sorrisi. 

Se x è uguale ad y, la variabile deve essere che 3 è uguale a 6.
Il pragmatico, colui il quale fa, di necessità, virtù.
Non posso avere una cosa?
Ho fatto tutto ciò che c'era in mio potere per avvicinarla?
Non mi sono risparmiato un solo istante nella intensa ricerca?
Allora, d'accordo, le cose stanno così ed io, ciò che potevo ho fatto.
Cambio capitolo. 
Vado avanti.
È un atteggiamento che scritto così, sembra figo... 
In realtà è robotico, o da lobotomizzati, o anche da Sheldon Cooper, se vogliamo! 

Ammmmmmmmmm
Il mistico.
Ciò che non lo posso cambiare, non lo devo mettere in discussione, il mio dio, la natura o l'universo o chi per esso, sceglierà, bene, per me.
Non ero destinato, chissà quanti altri progetti ha in serbo il fato per me.
Il "fato" può essere sostituito da Dio, Allah, Anubi, gli incantatori di serpenti, Scientology, gli Orsetti del cuore, o qualunque altra credenza voi abbiate nel cuore; comunque la frase su destino e destinazione, l'avrete sentita.
Non fanno male a nessuno i mistici, perché portano avanti la loro idea, indipendentemente da ciò che possono e non possono. Bisogna solo accertarsi non diventino fondamentalisti, che da lì ad essere dell'Isis o vegani, è un battito di ciglia! 

...c'è un altro gruppo di persone, che reagisce all'assenza di scelta, ed è forse il più popolato; è quello dei non reagenti alla reazione. A tratti sono indolenti, sembrano menefreghisti, tirano a campare. Fanno quasi finta di non sapere, o di avere scelto di non poter scegliere. Per altri versi, sono arrabbiati, schiumanti e stracolmi di un rancore bruciante. Negano il negabile, sfuggono lo sfuggibile, e si rintanano dentro certezze a metà, ed impossibilità blasfeme. 

Sono quelli che, dopo poco, richiedono una diagnosi per bipolarismo, perché si svegliano come Heidi e vanno a dormire come Crudelia De Mon, ma non perché, banalmente, siano lunatici, no... 
Il loro è un disagio da quotidiano, da chi ancora non si è dato una sistemata ai neuroni, e non accetta.
Punto.
Il problema dei non reagenti alla reazione, è che non si danno tregua.
Lo sanno, in cuor loro, che le cose stanno così, ma non lo possono accettare.
E si inquinano la vita


Scegliere.
È un verbo così abusato nel quotidiano, eppure così essenziale. 
Porta in se la capacità e la forza di prendere una vita e farne altro; ha il potere di mischiare le carte ed offrire un panorama del tutto diverso; concede una seconda occasione a chi non si aspettava l'avrebbe avuta.
Scegliere è un verbo tostissimo, di quelli che io non capisco come la Treccani e Wikipedia, possano incasellarlo.

Scegliere è libertà.
Come la spieghi la libertà a chi non l'ha conosciuta mai?

31 commenti:

  1. si, ma te non è che stai dimagrendo troppo ?????? ho visto la tua foto qui accanto su instagram.....

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    1. Tu dici che le vengono post così per mancanza di zuccheri?? :)))
      Ma quale foto???

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    2. lato destra della home guardando il pc

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    3. dici FRANCESCO? sarà l'effetto estate... ma non mi pare... quella del ghiacciolo è di oggi, quella col bianconiglio di 2 mesi fa... dici che ci sono differenze?

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    4. dico che sei magra, punto :-))

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  2. curioso, io ho scelto proprio stamattina cosa voglio essere da grande!

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    1. ...e lo dici così come a dire "ho scelto tra pere e banane?!" Beh NONGIOIA, che buon pro ti faccia... Mi auguro la scelta ti possa portare lontano lontano

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  3. Potrei essere bipolare!!
    lalu
    www.ilquadernodilalu.it

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  4. Ciao Patalice.
    La spiegazione migliore alla parola scegliere l'hai data tu nelle ultime righe del post. No credo sia il caso di aggiungere altro .
    O forse, soltanto, scegliere vuol dire essere se stessi, come si vuole, e non omologati come vogliono gli altri.

    Nell'elenco, nei mistici aggiungerei quelli che ti dicono "se non hai potuto farlo era destino...". E io mi incaxxo di brutto.
    Io sono la non arrendevole. Lotto. Bisticcio Mi incaxxo appunto, Mi spacco il grugno contro il cosiddetto destino. A volte troppo!
    Però i non lottatori mi fanno venire il latte alle ginocchia

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    1. Sai quante volte l'ho sentito io pure PATRICIA?! Ed anche il mio livello di stress è andato alle stelle quando ho sentito che c'era chi lo diceva... Ma come può il destino scegliere così tanto per me stessa?! Non ne ha il diritto!

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    2. Da una parte sono convinta che contro il destino non si possa andare,, che sia già segnato al momento della nascita, però... però proprio non tentare niente per cambiarlo..
      Poi, comunque, chi mi sa dire che il mio destino prevede una cosa? E se volesse impedirmela proprio per farmi lottare e ottenere altro? Chi me lo dice questo?
      Oddio! Mi sono complicata la vita... ahhaahahahh
      Alzare bandiera bianca senza guerra però, no!!!!!!

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    3. È il fatto di essere rinunciatari che per me è oltre ogni logica, non si sa dove si va a parare, ma è sempre dando "colpa" a qualcosa d'altro che procediamo nella vita?! Che immane tristezza!

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  5. Hai ragione, scegliere è un verbo tosto e di fatto ho i miei problemi con gli indecisi a vita! Fatico a conviverci, soprattutto perché se mi immedesimo penso che al loro posto impazzirei!

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    1. No no MIKY per me essere indecisa è assolutamente improponibile! A volte pospongo il momento di scegliere... Ma più al di là non vado!

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  6. Sono in un periodo della mia vita in cui scelgo poco e mi inxxxxo come una biscia...Potrei fare una strage da un momento all'altro...Me ne rendo conto...Mi fai riflettere troppo tu...E non riesco a capire se è il momento giusto...

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    1. Sono il diavoletto tentatore dell'istinto MANU.
      E con ciò aggiungo una cosa: non è MAI il momento giusto per niente, ma sai quanti bambini non sarebbero venuti al mondo, quante storie sarebbero finite, quante aziende non avrebbero aperto, se solo si aspettasse sempre il momento giusto?!

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  7. Io mi inquino la vita.
    Quando mi dicono: "Fai come vuoi" io rispondo sempre: "Non faccio come voglio, ma ciò che riesco a fare". E' diverso, molto diverso

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    1. Beh direi diametralmente SEMPREMAMMA!
      ma si sa che a tanti piace giocare con le parole, soprattutto quelle da mettere in bocca agli altri!

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  8. Io sono un mix di tutti. A volte accetto tipo un mistico. A volte son convinta di poter modificare gli eventi. Altre ancora sono passiva. Raramente mi piango addosso. Scegliere è un dono e una condanna.

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    1. Assolutissimamente MAREVA, scegliere è un regalo! Un regalo grande!

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  9. Verbo davvero tosto...per dirti la mia mi dovrei scervellare troppo in questo momento i neuroni sono fuori uso.Comunque bel post...:-))

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    1. Non scomodare i tuoi neuroni CAROLINA, mi basta la lusinga!

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  10. Io odio scegliere, e quando ho scelto normalmente passo a rimuginare se ho fatto la scelta giusta e 9 volte su 10 la cambio di nuovo. Secondo me perche' non ascolto veramente me stessa e mi prende l'ansia della scelta, l'ansia della troppa liberta'.

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    1. È una cosa comune SPETTINATA, mi appartiene molto, anche se cerco di tenerla a bada con metodi alle volte fin troppo poco ortodossi!

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  11. Liberi non siamo.
    Detto questo, io parto dall'idea che partire da un'idea sia sbagliato ma che comunque solo il fatto di essere nati senza che qualcuno ci abbia chiesto se lo volessimo , è la prima e più grande privazione di libertà (privazione di libertà non suona bene ma spero sia italiano corretto), le scelte sono da affrontare, sempre, non reputo il non scegliere un opzione di scelta, i lividi sulla mia fronte partano con loro le storie di quando ho deciso di decidere, di andare avanti comunque, di esserci.
    Libertà, e esserci, sono due parole che dovrebbe essere un dovere tatuarci nella testa, un mantra , una tradizione da rispettare, la buona azione quotidiana.
    Scegliere fra poche e molte opzioni, poi non è che faccia poi così differenza, mi ricordo mia madre, si arrabbiava del fatto che non volevo magiare niente di quello che mi veniva proposto, sosteneva che era proprio per colpa delle numerose scelte che diventavo limitato.
    Vero, ma è anche vero che poi si cresce, e si impara che anche se si hanno a disposizione mille prodotti, non vuol dire che abbiamo mille opzioni. boh vabbè mi sarò come al solito contraddetto un paio di volte..buona vita

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    1. Se ti sei contraddetto RES, l'hai mascherato proprio bene, perché io non l'ho visto. Ciò posto, concordo in pieno col tuo punto di vista propositivo e con la vena forte di auto affermazione... Meno con la questione della nascita, l'ho sempre vista più come un privilegio che come un qualcosa che andasse chiesto

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  12. Scegliere è importantissimo, hai perfettamente ragione scegliere è libertà, o almeno sapere di poterlo fare.
    Essere davvero liberi da qualsiasi condizionamento è un po’ più difficile.
    Credo che la vera scelta libera sia quella fatta con la piena consapevolezza di quello che si vuole essere.

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    1. E di quello che si perde GIULIALÙ, che non sembra, ma è anch'esso qualcosa...

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  13. Io faccio parte dell'ultimo gruppo, ignoro tutto ciò che non accetto e cerco di tenere lontani i pensieri. Il problema poi non è scegliere, ma prendersi le conseguenze che la scelta in questione comporta e quelle purtroppo non si possono prevedere.

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    1. Ogni azione, prevede reazione FRANCIS, e raramente essa è piacevole o lusinghiera... Molto più spesso è la cosa meno auspicabile per noi stessi

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!