giovedì 14 maggio 2015

Imparare da me stessa

...c'è che ieri ho scritto veramente un post miserrimo...

...che non sarò la Fallaci, ma qualcosa di meglio lo so fare io pure!

A tal proposito, ieri, un cliente, mi ha fatto i complimenti per il mio modo di esprimere,
e per l'accuratezza del mio vocabolario...

Mi sono alzata di una trentina di centimetri!

Manco se m'avesse detto che sono una bella figa, sarei stata altrettanto soddisfatta di me stessa, e pregna d'orgoglio!

Ciò posto, non è ch'io abbia poi grandi cose da raccontare e raccontarvi...

Giusto per non lasciarvi a corto di parole, ricordo uno dei punti più controversi della mia analisi, quando lo Strizza, sbaragliando le imposizioni della mia rigidità, mi impartì una lezione: smettila di compiacere. 
Fai quello che vuoi, e scegli ciò che ti fa stare bene.

Io son sempre stata ligia: accettare inviti scomodi, pormi nella condizione di accettare persone e situazioni, solo nel nome della buona educazione. 

Non tutte le cose che ho fatto mi hanno divertita, non tutte le cene e le serate organizzate da terzi, sono state uno spasso, non tutti i compleanno i caffè le merende hanno avuto il bollino con la faccina che ride. 

Anzi...

Ma non cambiavo rotta.
Andavo avanti forte di un'educazione, dietro la quale si parava il desiderio di accettazione, una sorte di fardello karmico di responsabilità auto-indotta.

Ci ho messo qualche anno, ho preso qualche [altro] palo nel sedere, ho perso peso, tagliato i capelli ed incrementato il mio guardaroba, ma ci sono arrivata!

Non solo il mondo procede, bene, anche senza l'intervento e la presenza della sottoscritta, ma io funziono decisamente meglio, da quando non assecondo ma decido. 

Passo la pausa pranzo con due vecchi amici del liceo, Beba e Nuzzo, e me la rido, e sono spensierata, e mi girano le palle, pensando che non posso bighellonare con loro ancora un po', ma devo andare al lavoro...

Che io la bella vita la approvo, ma che vivere è bello, lo sto imparando...
Quindi, quando i clienti mi dicono che me la spasso, 
che lavoro poco, che sono sempre senza pensieri,
la Patalice di oggi li guarda e risponde: 
" E' proprio vero!
...e se potessi, farei ancora meno, e me la spasserei ancora di più!"

Da questo principio partendo, ho scoperto che chi soffre del complesso di Atlante [reggere il mondo sulle proprie spalle n.d.r.] come me, a fare quel cavolo che gli pare, rischia di vivere veramente meglio!

Che le mie battaglie da combattere le ho, grazie!
Ma quali siano le battaglie da catalogare come "mie",
lo decido io, ed io soltanto, grazie!

....maturità dei 30 anni... sto arrivando!

21 commenti:

  1. Mi ci vuole molto tempo ancora prima di arrivare ad uno status quo in cui riesca a vivere con un po' più leggerezza, senza farmi annuvolare (troppo) da mille problemi (di cui a volte non me ne dovrebbe importare una ceppa).
    Prenderò spunto da te! :*

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    1. Oh beh PIER le paturnie mi vengono ad intervalli regolari, ma le affronto con un piglio da gran guerriera, davvero!

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    2. E questo che devo imparare: il piglio di affrontare tutto :D

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  2. Wow la mia vita sarebbe davvero uno spasso se facessi solo ciò che mi piace... Cioé lavorerei eh, ma non è quello... Non parteciperei a certi eventi che proprio odio, tipo certi compleanni... Che sogno!!! Non ce la farò mai...

    Maira

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    1. Dipende da te MAIRA, solo da te... Davvero!

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  3. Mi ritrovo molto in questa cosa del complesso di Atlante e sono sicura che vivere facendo quel che ci pare sia sicuramente meglio! E sono ancor di più d'accordo sul fatto che tu, come me, e come chiunque, abbia le tue belle battaglie da combattere. Basta dare spiegazioni e starsi sempre a giustificare con gli altri: pensassero ciò che vogliono, la verità la sai tu!
    Un abbraccio!
    Life, Laugh, Love and Lulu

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    1. Tanto più, aggiungo LUISA, che il fatto che ci sia chi ha tempo per parlarne, domani troverà un nuovo modo per rompere le scatole ed avere a che ridire...

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  4. Ti invidio.
    Invidio come riesci a prendere la vita.
    Invidio la gente come te...chissà...magari un giorno, vivrò come voglio ma felice.

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  5. Ti invidio.
    Invidio come riesci a prendere la vita.
    Invidio la gente come te...chissà...magari un giorno, vivrò come voglio ma felice.

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    1. Sta a te REBECCA!
      La scusa del destino e della circostanza è una scusa... Bisogna credere nel domani!

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  6. eheheh! Vedrai poi, come ti sentirai più vecchia :-D ! Apparte gli scherzi, non ho mai fatto caso degli anni ma devo dire che i 30 anni io li ho sentiti,non in maniera negativa eh, però li ho sentiti. Sono un traguardo :-) Ciau! dueingiro.blogspot.it

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    1. Ebbene si ENZOCHIARA, un traguardo bello... Mancano poche ore e finalmente lo vedo per quel poco ma bello che è !

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  7. Smettila di compiacere. Già. Dovrei farlo anche io. Fottermene e vivere quello che voglio vivere. Sembra più facile a dirsi che a farsi.

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    1. Non sembra, FOLLE, è più facile dirsi che farsi... La verità è che per quante lezioni possiamo auto impartirci sarà la nostra pancia a dettare legge in decisioni come quelle...

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  8. In questo aspetto siamo molto simili, sai? Per decenni ho "retto" tutto e tutti, le loro lamentazioni, i piagnistei, perché poi raramente quelle stesse persone ti contattano se hanno da festeggiare una bella cosa, che diamine! Tu (io) servi solo come punching ball.. solo che poi il P.B. s'è ribellato ^_^ E ora so che il mio tempo è prezioso e lo uso soprattutto per me. Ovviamente, siccome non mi lamento sempre o spesso, non ho problemi e sono forte (da ciò lo scaricarmi addosso la loro "roba"). Quanta pazienza... avevo! :D Ora no, appunto dico NO, non ho tempo, non ho voglia, non sono l'analista. E si vive meglio davvero, tu lo hai capito un po' prima di me, io ci ho messo poco di più: ma da un po' di anni vivo tanto meglio! ^_^

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    1. Penso che la la questione GIO sia che ci si sente davvero indispensabile se e quando possiamo sopperire alle magagne altrui... Ma la verità, e che la gente non ti considererà di più se avrai la creanza di ascoltare tutti i loro lacrimosi piagnistei...

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  9. mi ricordi molto mio figlio (quasi 28enne) versione ovviamente femminile, ma soprattutto meno catastrofica, e, lo dico con affetto, anche se pure tu a volte non scherzi eh? :-) eeeeeeeeeee hai fatto bene ad alzarti di 30 cm la cosa importante è mantenerla (almeno per un po') la soave condizione, un caro saluto Pat

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    1. Per un po'!? La fortuna di un lessico all'altezza BATU SIMO è forse una delle pochissime cose che possono concorrere all'eternità!

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  10. " E' proprio vero!
    ...e se potessi, farei ancora meno, e me la spasserei ancora di più!"
    Questa frase mi piace molto, anzi moltissimo

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  11. Parole sagge...anch'io sto cercando di smettere di caricarmi di tutto e di preoccuparmi di tutti...devo dire che questo mese e mezzo di isolamento mi ha fatto fare dei passi avanti...credo che ne avrò bisogno per gestire la nuova vita che arriverà...e poi mi sono anche accorta che nel momento del bisogno Mio, non è che gli altri si siano proprio precipitati ad aiutarmi...quindi forse è meglio risparmiare le energie per chi è per cosa ne vale davvero la pena!!!

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  12. Anche io per un po' di tempo ho retto tutto e tutti, ho ascoltato rimanendo in silenzio, ho nascosto il mio dolore. Poi ad un certo punto sono scoppiata e, adesso, mi ritrovo nella condizione opposta. Senza più voglia di ascoltare nessuno, di accettare un invito, di restarmene in silenzio a guardare.
    Ho sbagliato prima, sbaglio adesso... diciamo che sono alla ricerca di quel tremendo equilibrio... di quella via di mezzo che non ha mai fatto parte di me.
    Però a leggerti mi dai tanta fiducia, tanta speranza. Invidio la tua forza d'animo ed immagino che per arrivare qui, di strada tu ne abbia fatta. Avrai combattuto battaglie.. perciò quella serenità che hai adesso te la meriti tutta Patalice!

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!