mercoledì 18 marzo 2015

Boicottaggio Vs Libertà

Dolce e Gabbana versus Elton Jhon.

E no, non è il prossimo nome di reality splatter che faccia concorrenza ai tamarri del Geordie's show, o una pagina immacolata da riempire nel libro dei gay pride, banalmente è la notizia che ha più infervorato web e media all'inizio della settimana...

In un'intervista al settimanale "Panorama" Domenico Dolce si è schierato dalla parte della famiglia tradizionale, la sua spiegazione a fronte delle ultime sfilate milanesi e parigine, dove pancioni e mammine con prole al fianco, sono stati la bandiera degli stilisti siculi. 

Il baronetto inglese, noto per i suoi occhiali stravaganti, e per la sua mascolinità alla "Glee", ha pubblicamente dichiarato il boicottaggio: mai più un vestito di quegli antichi!  Abbasso gli stereotipi di un'altra epoca!

Stefano Gabbana, dalle sue pagine social ha mostrato piena solidarietà al collega ed ex compagno, tacciando Elton Jhon e tutti i seguaci boicottanti e boicottatori, di fascisti, invocando la libertà di espressione, tanto decantata ma, evidentemente, relegata a mera pubblicità per se stessi. 

Innumerevoli gli interventi, da Heather Parisi che ha parlato di figli, senza apporre distinzioni, e dimostrandoci di esistere ancora, a Courtney Love che ha dichiarato che metterà al rogo i capi griffati D&G.... 

Più interessante, a parer mio, il collegamento alla tragedia di Charlie Hedbo, avvenuta appena due mesi fa, dopo la quale siamo stati tutti Charlie, e tutti siamo inorriditi di fronte alla violazione al diritto di opinione, che ha tirato in ballo la mia amica di Facebook Sissi Casoumano, e che benissimo si sposa con questa situazione paradossale. 

D'accordo o meno con lo stilista, il quale appena due anni fa dichiarava su Vanity Fair di voler diventare padre, e che forse quindi ha cambiato sponda, ogni essere umano ha il sacrosanto  diritto alla sua opinione, ed il fatto che sia omosessuale, non è per forza garante di un'opinione collettiva di tutto il collettivo gay e provincia.

Sarebbe come pretendere che tutti gli eterosessuali non indossassero camicie a fiori, solo in quanto appartenenti alla stessa corrente sessuale.

La libertà di pensiero, grazie al fatto che apparentemente abitiamo un Paese democratico, deve essere supportata dalla libertà di opinione e parola, e se queste vengono tacciate con violenta veemenza, a parer mio, qualcosa non quadra.

Al di là dei torti e delle ragioni, sta a fondo il mero significato sul quale dobbiamo interrogarci, siamo davvero così autorizzati a dire ciò che veramente pensiamo?
O siamo schiavi del giudizio altrui, prima ancora che figli delle nostre idee?

51 commenti:

  1. Boh, ci son delle volte che non capisco.
    E' un po il discorso delle persone che di dicono di esser sempre sincere e di dire sempre quello che pensano. Per quanto mi riguarda è un modo di fare incivile.
    Non tutto è per tutti, una "tua" verità, un "tuo" pensiero, per quando giusto, può esser preso... mal inteso, strumentalizzato per uno scopo completamente differente o opposto a quello che era il "tuo".
    Quindi, tacere i propri pensieri? No, ma avere l'intelligenza di capire dove e a chi esporli.

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    1. È un discorso BOH il tuo, che ci sta, e che senza dubbio muove da un interesse profondo nel voler autenticare la legittimità, proteggendola dal possibile fraintendimento, ma non so se la sposo al 100%. Forse perché, appartengo a quella schiera che non solo dice di amare la schietta sincerità, ma la pratica anche al mille x mille

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  2. Cara Pata, come sono d'accordo. A parte il fatto che ho come l'impressione che Dolce non sapesse nemmeno bene di cosa stava parlando, perché ha fatto quello che da noi si chiama un "mesedòn", un mix di figli della chimica (cosa c'entra la fecondazione assistita con il diritto dei gay di avere o meno figli?) famiglia naturale eccetera. Ma al di là di questo (ecco, diciamo che non darei molto peso alle dichiarazioni di Dolce, o di Dolce e Gabbana su questioni etiche, che preferirei discutere con altri) resta il fatto che ognuno è libero di pensarla come vuole. E anch'io ho pensato a Charlie. E mi sono sentita molto triste, perché invece di discutere seriamente di certe questioni non si fa altro che battersi a suon di dichiarazioni, a chi la spara più grossa (vedi "brucio tutti i vestiti") riducendo poi il vero dibattito a quattro urla sguaiate di sedicenti VIP. E il bello è che io non ho nulla contro l'idea di figli che vengano cresciuti da una coppia gay, tra l'altro.

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    1. La mediatica diatriba appare sempre più spesso come il ritratto bislacco di una parte di società che, non so come, né come mai, ha preso spazio al posto delle cose serie MIKY, e questo è uno dei tanti drammi che abbiamo. Ma vedi mai che ci si debba scandalizzare o caldeggiare i galli dell'uno o dell'altro pollaio...

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  3. Dico la verità, sta storia non l'ho seguita affatto, Pata.....la leggo qui da te ma ancora mi sfugge 'chi abbia detto cosa' ..... ignoro per ignorare lo ammetto....credo però che la maggior parte della gente parli per omologazione, lo dice uno e giù tutti a dire la propria senza cognizione di causa.....il vero saggio è colui che tace mentre tutti parlano a vanvera....ecco io non sarò un saggio ma, a volte, preferisco tacere ed ascoltare e farmi un'idea personale che parlare a cazzo di cane o schierarmi da una parte o dall'altra.

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    1. Non ho voluto schierarmi neppure io FETTADIPARADISO, ma mi ha dato molto da riflettere l'atteggiamento biasimevole di certa gente che non accetta l'altrun punto di vista

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  4. ma un bel chi se ne frega poi non vogliamo dirlo ?

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  5. Siamo tutti Charlie (io no, per onor di cronaca) finché siamo supportati da una maggioranza perché avere delle proprie idee ancora non va bene e ci fa paura. Siamo Charlie quando ci fa comodo e quando la massa si indigna per le stesse cose per cui ci indignamo noi. La libertà di parola è anche sentire opinioni che per noi sono cagate offensive.
    E poi, davvero ci interessa ciò che dicono due stilisti in fatto di procreazione?

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    1. No francamente non ce ne potrebbe fregare meno MAREVA, ma il polverone mediatico ci fa, comunque, venire in mente qualche paradossale punto interrogativo. Anche perché, e questo corrisponde ad una pochezza giornalistica paurosa, i media non hanno fatto che sottolineare a più riprese il fatto!

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  6. Io l'ho trovata davvero sterile come polemica... O meglio, è diventata una polemica perchè, come succede quasi sempre, ne hanno iniziato a parlare tutti e si è innescato un circo infinito!!! Stare zitti, a volte, sarebbe decisamente più opportuno.

    The Princess Vanilla

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    1. PRINCESSVANILLA sai che diceva il SuperNonno?! Che un buon tacere non fu mai scritto... Ho detto tutto!

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  7. Finalmente ho capito cosa voleva dire il boicottaggio a DeG!
    Sinceramente non so neanche io cosa pensare...certo non ha mica detto mamma papà e figlio sono l'unica famiglia che deve esistere, anche perché non sarei minimamente d'accordo. Se dovessi boicottare tutti quelli che esprimono pareri che non ci piacciono vivremo nudi e chiusi in casa.
    E come hai detto tu non tutti gli omosessuali, come non tutti gli etero, la pensano allo stesso modo.
    Io sono d'accordo sia con una parte che con l'altra. Non me ne può frenare di meno di come sia composta una famiglia, la mia stessa è atipica. Se i figli vengono cresciuti con rispetto e amore lode ai genitori chiunque essi siano.

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    1. La tradizione è una realtà, bella e fiabesca nel suo esistere BROAD, ma non è l'unica, e non è per forza quella giusta. Io la vedo così, e rispetto anche chi la pensa diversamente da me. Mi fa incazzare, mi fa sproloquiare, ma non determina in me odio o preclusione.

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  8. Ecco, appunto.
    Per questo motivo io odio le categorie, perché si crede che ESSERE in un modo significa anche SPOSARE automaticamente ogni battaglia di quel gruppo. Così si ammazza l'individualismo, come se una persona non potesse avere le sue idee a riguardo.
    Ok, nello specifico caso ha cambiato pensiero e sono pronto a scommettere che su Panorama del 2018 dirà ancora un'altra cosa, ma va bene.

    Moz-

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    1. Concordo con la coerenza del Dolce MOZ, ed anche, e soprattutto, sulla considerazione sulle sedicenti categorie da assecondare e caldeggiare...

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  9. Dire quello che si pensa è necessario, un po' per semplice amore della verità ( o almeno della propria verità dato che è l'unica che ci è data di conoscere davvero ... ) ed un po' perchè soltanto dicendo quello che si pensa ci si può confrontare con gli altri, discutere, farsi comprendere ma anche comprendere quello che pensano gli altri.
    Se tutti si omologassero ad un pensiero comune sarebbe la morte di qualunque tipo di evoluzione; ovviamente dire quello che si pensa è buono e giusto ma è anche necessaria una buona dose di rispetto nei confronti degli altri per far si che, pur esprimendo il nostro pensiero, lo facciamo senza insultare nessuno. I modi, in questro tipo di cose, sono davvero molto importanti, almeno quanto il contenuto.
    Un saluto.

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    1. Mia sorella me lo dice spesso MRLOTO, non è tanto il cosa ma il come, ed io sono pienamente d'accordo! Sempre più di frequente c'è un'astio ed uno smacco nel modo di porsi, anche pubblicamente che, succedesse a casa della SuperMamma, porterebbe ad imporre di sciacquarsi la bocca prima di parlare!

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  10. Sembrerebbe il classico caso gossipparo di poco conto, ma così non è.
    E' gia' successa la stessa cosa con Barilla, che ha dovuto fare marcia indietro e aggiustare il tiro per non rischiare di vedere la pasta abbandonata sugli scaffali. Magari adesso da D&G salterà qualche posto di lavoro, ma tanto a Elthon non credo gliene fottera' qualcosa. C'è da combattere una battaglia a colpi di politicamente corretto.

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    1. Il "politicamente corretto" MARK ha fatto più danni della grandine, ahi noi

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  11. I capricci egoici di adulti che cercano arrogantemente di violare i limiti che la realtà impone si scaricano su bambini vittime di scelte scellerate.
    Un omosessuale che vuole ingravidare la propria madre per ottenere un coso-bimbo.
    E' solo una delle chicche,

    Detto ciò, Elton John può boicottare quello che voglia,
    Acquistare certi prodotti non è affatto un dovere né obbligatorio.
    Ciò mette alla prova anche la solidità delle affermazioni di Domenico Dolce: se hanno un qualche spessore, un radicamento, resisteranno a qualche zeropuntirgolapercento in meno di fatturato.
    Altrimenti significa che sono aria emessa dalla bocca.

    Essere coerenti e pagare un prezzo per le proprie idee e azioni è la vita.

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    1. Ogni azione corrisponde a reazione UOMOINCAMMINO ed è inutile averne a male se e quando ci troviamo in balia dell'opinione altrui...

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  12. hai ragione... che pagliacci quello che un giorno sono in piazza per la libertà d'opinione e il giorno dopo si comportano con totale incoerenza!!

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    1. Non capisco i due pesi e due misure sulle quali si concentrano AUDREY, come se ci fosse una sorte di graduatoria delle cause... Mah...

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  13. Ciao
    sono d'accordo con Moz e Mister Loto.
    Omologarsi? Perchè? Non siamo individui separati? Unici nel ostro modo di essere? Allora dimostriamoli con la libertà di esprimere la nostra opinione. Libertà però che va di pari passa con quella dell'altro a dire la sua ed essere ascoltato.
    Per mio conto, avevano bisogno di un po' di pubblicità sia D&G che Elton John.... hanno trovato il modo di far parlare di loro.
    Per il resto, famiglia è quel posto dove c'è amore e comprensione, simpatia ed empatia, regole con diritti e doveri. Che sia una famiglia tradizionale o no.

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    1. PATRICIA hai parlato bene.
      C'è del verissimo nelle tue parole, è come te anche io credo che l'omologazione sia solo pericolo e danno...

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  14. Ero partita all'inizio del post con l'idea di fare un commento tutto stupido riguardo stilisti e cantanti che si improvvisano sociologi e filosofi su twitter, ma ora ho letto le ultime tre righe in grassetto non posso fare altro che zittirmi e mettermi a riflettere.

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    1. Io avrei apprezzato parecchio anche il commento cazzone LUDO, anche perché se la persona che lo esprime è valida, anche la melma intellettuale fa nascere fiori

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  15. Forse un mondo dove ognuno possa essere libero di dire realmente ciò che pensa, senza la paura di essere giudicato, boicottato e non rispettato è una pure utopia.
    Io sono per il rispetto delle idee prima di ogni cosa, che è ben diverso dalla condivisione. E a quanto pare, non tutti la pensano così!
    Un abbraccio
    Life, Laugh, Love and Lulu

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    1. O forse LUISA il pensiero è tale don quando la cosa non ti tocca davvero... Io sono della stessa identica tua idea, eppure mi trovo a vagare dentro opinioni non richieste e mal risposte che mi danno un nervoso che non puoi capire!

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  16. Il problema di dire quello che si pensa è che prima bisogna pensare ;) Dolce&Gabbana a parte, vedo una preuccupante tendenza a scegliere di non pensare e ad essere comunque pienamente convinti di farlo e farlo bene. C'è la moda delle etichette, delle associazioni, dei partiti e così deleghiamo a loro questa cosa del pensare, ci adeguiamo alle loro ideologie e ci assicuriamo un consenso, ci assicuriamo di non rimanere soli. Pensare è un'attività solitaria e noi abbiamo paura di rimanere soli.
    Io, personalmente, penso e penso che pensare sia non smettere e non rinunciare mai a farsi domande su tutto, vuol dire non mettere assieme gli argomenti che vanno sviscerati uno per uno criticamente! Penso che pensando a volte si sceglie di tacere per pensare ancora un pò. Ma pensare è molto meglio, e quando, un giorno, uno che pensa avrà un'idea controversa che può salvare il mondo, lui saprà difenderla! Perchè è uno che pensa ;)

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    1. Non per dire GEORGE, ma penso tu abbia dato prova di ottimi pensieri...
      La ragionevolezza che predichiamo, alle volte, spesse volte, è frutto di riflessioni prese in prestito da modelli che decidiamo di seguire o da battaglie che scegliamo di far nostre... E questa morte celebrale è aberrante

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    2. :) come mai george? Anche se non ho niente contro il nome george ;)

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  17. Quando due persone famose come loro hanno il potere di influenzare le opinioni della gente (anche solo decidendo cosa indossare o meno) è davvero pericoloso fare affermazioni del genere. Tutti hanno diritto ad avere un'opinione, tutti hanno il diritto di cambiare idea. Ma non tutti possono dire la prima cosa che gli viene in me

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    1. In mente (si è mozzato il commento!)

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    2. Il cervello umano CICCOLA, ho letto tutto il primo commento nella mia testa terminandolo... Oh ma allora ci funziona il cervello!

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  18. Oddio, ecco a me la cosa aveva fatto molto impressione, poi ho letto l'intervista e l'ho trovata molto meno oltraggiosa di come me la ero immagianta. NOn riesco a sueprare la parte dei "bambini chimici" ma non trovo scandaloso che uan eprsona sostenga di non desiderare il matrimonio o dei figli (gay o etero mi sposta). Oltretutto, quianto al desiderio di paternità, mi apre che Dolce la pensi in un modo e Gabban in un altro quindi anche 'sto monolite D & G non lo vedo.
    PErò....però la ragione per cui scrivo è che, mentre pensavo al povero addetto stampa dei due stilisti, mi è cascato l'occhio sulle foto di Elton John che gira con una borsa col loro logo scattata il giorno dopo quei twitt. E così, ecco, gli addetti stampa per cui ho provato pensa sono due.
    Ah la coerenza singora ! la coerenza!

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    1. Per giustizia di informazione gli addetti stampa di Elton Jhon hanno fatto sapere al mondo che quella era una foto vecchia, mentre maligni simpatizzanti del baronetto hanno detto che la foto era nuova, ma la shopping bag colma di spazzatura... Ca va sans dire CIACCO la realtà non la si conosce mai, sappiamo che cosa ci si induce a credere, e facciamo bagarre pur di insidiare la nostra visione sulle altre... Mah...

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  19. Vedo che ultimamente i casi umani su Facebook cicciano come funghi.

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    1. Ovunque...
      E dal l'avvento di Barbara D'Urso FOLLE si sono moltiplicati enormemente!

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  20. Non so casa dire. Io credo che ognuno ha il diritto di pensarla come vuole senza dover per forza giudicare chi la pensa in modo differente o chi ha idee diverse dalle nostre.
    Certo, la coerenza ci sta come ci sta anche il voler cambiare idee se crediamo che una cosa non vada bene per noi, ma sottolineo il noi perchè ciò che per noi non è giusto per altri può esserlo.
    Io sinceramente ho le mie idee, rispetto quelle degli altri ma non cambio il mio parere tranne se la vita mi porta a capire che mi sbagliavo (cosa che può succedere). Il problema di questa società è che spesso la gente dice quello che gli altri vorrebbero sentire.

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    1. Verissimo BORDERLINE!
      Quella sorta di schifido buonismo da rifuggire come la peste, intacca ogni cosa, buona o meno buona, valida o meno valida, che abbiamo la fortuna e la temperanza di affrontare

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  21. Secondo me quando uno esprime un'opinione, un pensiero, un modo di essere pubblicamente deve essere pronto a venire giudicato nel bene o nel male... se io dico che il mare è blu ci sarà sempre qualcuno che mi farà notare in modo elegante che il mare è verde, chi me lo griderà in faccia dandomi della bugiarda e chi senza dire una parola mi guarderà dall'alto in basso spifferando alla vicina di casa con aria di disgusto "quella dice che il mare è blu"... pensa poi se mi chiamassi Domenico Dolce e se a darmi contro fosse un tale che di nome fa Elton e di cognome John... ;)

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    1. Hai ragione NATASCIA, la SuperMamma mi ha cresciuta con l'insegnamento basilare che, ad ogni azione, corrisponde una reazione, tanto da indurmi a capire che se esponi te stesso, anche sottoforma di opinione, devi accettare il tuo destino: essere criticato!

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  22. comunque in un certo senso "boicotto" D&G, non posso premettermi i loro capi costosi, Però mi è piaciuto l'intervento di Dolce....

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    1. Sono opinioni CHIARA e come tali non le condanno. A te è piaciuto, a me ha scandalizzato. Ma qui finisce. Domani mi regalano un paio di Dolce e Gabbana, stai pure certa che non le butto dalla finestra!

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  23. Io credo abbia espresso la sua (tristissima) opinione e nessuno è andato a imbavagliarlo, arrestarlo, malmenarlo, men che meno a dargli una smitragliata, dimostrando che c'è libertà di pensiero e di parola.
    Tra l'altro Dolce ha fatto delle dichiarazioni in un'intervista, non è che l'hanno sorpreso a ruttare in bagno... Quindi mi immagino fosse consapevole che le sue parole si sarebbero diffuse, sarebbero state lette, giudicate e commentate.
    Detto questo, alla libertà di parola del signor Dolce c'è sacrosanta libertà di chi lo ascolta di rispondere. E di decidere se quel che dice è una boiata oppure no. E agire di conseguenza. A me il boicottaggio non pare un'attentato alla libertà di parola anzi, mi sembra un modo per esprimere la propria in maniera civile e responsabile. E così come Elthon John non comprerà più i loro vestiti ci sarà qualcun altro che invece, condividendo la loro (tristissima) opinione, la prossima stagione si rifarà il guardaroba da D&G.
    It's "Vote With the Money". Il signor Dolce, in base alle sue affermazioni, si sceglie le sua clientela. E ottiene un sacco di pubblicità gratuita.

    Alice commentatrice

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!