venerdì 29 agosto 2014

Adottando

Forse l'avrete già letta su "vanity fair"...
...beh, è la mia...

In Italia l'adozione è:
un casino
una gran tirata per il culo
un lusso per pochi
una sfilza di giudizi 
burocrazia

In Italia, l'adozione per una persona cronicamente affetta da una patologia è:
un doppio casino
una doppia tirata per il culo
un doppio lusso per pochi
una doppia sfilza di giudizi
doppia burocrazia 
...F R U S T R A N T E...
nonché
I M P O S S I B I L E

Un bel quadretto italico, eh?!

Non scambierei la mia nazione d'origine, ma giuro che il Sistema ce la sta mettendo tutta per farmi convertire al passaporto!

Mi sono informata ed ho parlato con un'assistente sociale, colei la quale dovrebbe approvare o meno l'idoneità, mia e di mio marito, ad essere genitori.

Cauta e poco simpatica, ci ha illustrato tutto il [lunghissimo] iter indispensabile; in soldoni, se vuoi presentare domanda d'adozione DEVI partecipare ad incontri all'Asl, compilare una serie immemore di richieste, pregare ed aspettare. 
Il tutto correlato da detrattori professionisti, che vi mettono innanzi gli scenari meno piacevoli, le situazioni più estreme. 

E tutto questo SE sei una persona sana, se hai la sfiga di non esserlo al 100%, oltre il danno hai la beffa: controlli raddoppiati, una figura che ti sostituisca al trapasso [tiè] e che sia già conscia e consapevole della maternità non scelta ma trasferita che le aspetta. 

Diventa quindi una cosa a tre, durante la quale, i genitori miei e di Brivido, avrebbero dovuto essere parte integrante, perché, in Italia, non è la coppia che adotta, ma la famiglia. 

Ho rinunciato.
Non sono MAI stata una che molla, anzi, guardo a Don Chisciotte come ad un degno avversario davanti ai mulini a vento, tuttavia, ho appena ricevuto un sonoro e spregevole rifiuto alla maternità, da parte del mio corpo "imperfetto", ed è stata una lama infetta, del cui taglio porto ancora ferite profonde, e non sono pronta ad anni di scoramenti  vari, senza poi la certezza di che ne sarà di noi.

Lo ammetto, vedevo la cosa ben più semplice, avevo innescato un processo di fiaba, che coinvolgeva testa cuore ed anima, e che mi piaceva cullare.
C'è tanto male nel mondo, mi ero detta, che agevoleranno chi vuole fare e dare bene.

Vedevo quella bellissima bimba dalla pelle color ebano, scorrazzare per casa, sentivo la sua voce cristallina chiamarmi mamma, e provavo un tuffo al cuore mentre la portavo dall'amichetta al parco, a giocare con gli altri, a vederla andare più su con l'altalena, provando paura perché cadesse, ed orgoglio per il suo coraggio. 

Le volevo già bene, di più, l'amavo già per osmosi ai sogni di maternità cullati senza pausa, e non sentivo la distanza tra la naturalezza del rapporto che si instaura durante la gravidanza, convinta che, il colpo di fulmine, passi sempre attraverso gli occhi. 

Ci commuovono gli spot di bambini abbandonati, ci disgusta sapere di un'umanita bistrattata dalle guerre dei potenti, ci ripugna il maltrattamento ad esseri innocenti, ma agire per un bene comune è ostacolato da regole e lungaggini.

Mi fa ribrezzo pensare al nostro parlamento seduto in qualche aula climatizzata, con il culo nella bambagia e l'auto blu che lo aspetta parcheggiata in tripla fila.
Mi annichilisce che il mio domani sia nelle loro mani, che io non possa perché è legge che sia così, che l'eccezione sia da mettere al bando e che la generalizzazione dilaghi come un morbo. 
Mi metto in fila ed aspetto il mio turno, pago le [troppe] tasse, che mi impoveriscono e mettono in ginocchio la mia economia, rispondo al comune senso civico di buon comportamento, e mi vedo negato un dono, come quello della maternità adottiva, perché sono affetta da fibrosi cistica?!?

Ma se io, che ho 29 anni, restassi al mondo solo altri vent'anni, non sarebbero 20 anni più felici per me, mio marito e per un bambino che non sa cosa sia l'amore?!
Perché debbo sprecarne 7/8 in pratiche assurde, consumata di aspettative ed attese, con una facciata di violento rifiuto, prima che quel bambino possa conoscerci, perché "questi sono i tempi tecnici" da rispettare?!

Sono arrabbiata, come donna, come cittadino, come persona, perché il mio Paese non pensa al mio bene; perché vivo in una società becera e clericale; perché ho doveri ma non diritti.

venerdì 22 agosto 2014

In cerca della mia parola


Cinema sister's ha presentato questa settimana "mangia prega ama".

Premettiamo un paio di cose, prima che la vostra mente vaghi e divaghi nella mia scrausa recensione:
1- ho appena finito di leggere [DIVORARE] il libro, che mi è piaciuto tanto
2- sono in un periodo esistenziale che rivela tutte le sue fragilità ed i suoi malumori, ergo, le questioni esistenziali possono darmi due reazioni, esaltazione o precipizio
3- vedere un film a casa non avrà il "nero più profondo" della risoluzione Sony 4K che c'è alla multisala, ma dilata il tempo in modo sensazionale

Ecco, ciò premesso abbiamo visto Julia Roberts impegnata a mangiare-pregare-amare per due ore e mezza buone. 

Io avevo già visto questo film al cinema, ma c'ero andata con la compagnia errata, ovvero con i miei amici, il mio ex moroso ed un'altra coppia, e me lo ricordavo decisamente più noioso e mellifluo, quando in realtà, il fatto che uomini eterosessuali abituati a stadio e al film 300, ha inficiato negativamente tutto! 

È un film che va visto con predisposizione.
Devi ascoltare le battute, non perderti passaggi e paesaggi, e devi lasciarti pervadere dalla teoria dell'anima, ovvero concedere a chi sei di scavarti dentro, per rivelarti ciò che più ti serve in questo momento.

Detto così, c'è un effetto paurosamente zen nel mio verbo, ma la realtà, è che questo approccio, per me, è fondamentale su varie letture o visioni: prendo da libri e film ampi respiri, falcate in abbondanza, per andare più in profondità... 
...quindi, non stupirà sapere che, anche al cospetto de "il favoloso mondo di Amelie" ad esempio, adopero lo stesso sistema...

È il mio modo di collegarmi a me stessa, quando capisco che c'è di che imparare, anche da una sciocca commediola alla tv!

Ma torniamo a "Mangia prega ama".
Dicevamo che questo film è bello, e se non l'ho detto fin d'ora, diciamolo qui, in un'allegra cornucopia del verbo "dire"!

La vita newyorkese, straripante di ansia ed impegni, affidata a psicofarmaci e routine, viene spazzata via da un trauma e da un dramma: il trauma è un divorzio violento, monolaterale, spinoso e dolente; il dramma è un'anima che si è persa e che stenta a riconoscersi, tra pianti e pavimenti del bagno. 

C'è un fallimento grande, grosso, enorme, che pende sulla testa della protagonista: non è solo la fine del matrimonio, o l'incompatibilità di lei con se stessa, c'è anche la profonda convinzione di essere sola in questo cammino.

La solitudine non ha forma umana, la donna è piena di amici ed ha una famiglia amorevole, ma divina: Liz sente la mancanza di Dio. 

Con queste ombre dentro la testa, il cuore e l'anima, fa ciò che tutti diremmo si dovrebbe fare, ma che in pochi fanno: agisce.

Compra tre biglietti, fa una valigia iniqua, e si mette sulle tracce di se stessa e di Dio, in un viaggio meraviglioso che scava sentimenti, spiritualità, piacere e vissuto. 

In Italia, oltre alla lingua, impara il concetto di "dolce far niente", prendendo gusto nell'assaporare la vita, così come si fa con un piatto di bucatini o un gelato, fregandosene dei jeans che stentano a trattenere le prorompenze di questa quiete, imparando solo a godere. 

In India va all'ashram della guru, alla quale è devota, non trova lei in carne ed ossa, ma trova il modo di congiungersi a Dio, distribuendo la meditazione con senno, con cognizione, e, parimenti importante, accettando di perdonarsi. parla con le sue ietture, e le lascia libere, si perdona dei suoi errori, e, finalmente clemente con se stessa, si culla dopo tante bastonate auto-inflitte.

In Indonesia, a Bali, torna per il motivo terreno che l'aveva spinta a partire: un uomo.
Un saggio vecchio sdentato Guru, che, durante un precedente viaggio di lavoro, le aveva predetto che sarebbe rimasta con lui, tra le altre cose... 
Con Ketrut, Liz fa meditazione in modo nuovo, apprendendo l'importanza di sorridere con intierezza, dalla bocca al fegato, e sciogliendo i lacci di un cuore imbrigliato di delusione ed opacità, trova anche l'amore.
C'è un momento in cui la donna vacilla, deve lasciare Bali, tornare negli Stati Uniti, e non può abbandonarsi a quell'amore che le ha restituito il battito.
Dopotutto,lui è un brasiliano trapiantato sull'isola, legarsi a lui sarebbe un passo indietro in quel faticoso viaggio intrapreso per riconoscere se stessa e trovare la sua sfera di Divino.
Il vecchio le dice che permettere di perdersi per qualcun altro, è quello stesso, un passo verso la conoscenza di se e verso l'Altissimo. 
Avere il coraggio di non controllare ciò che sarà, è un piccolo prezioso dono di noi a noi stessi. 

C'è in questo film, una vena romantica, che irrompe nelle corde più sfocate dello spettatore, ma la storia d'amore è una favola non centrale, un qualcosa che tratteggia un altro pezzo di cammino, un mezzo per arrivare allo scopo.
Quando la donna parte, non sa che cosa ne sarà di lei, si mette nelle mani del destino, senza stare a casa ad aspettarlo. 

Così l'amore, la meditazione, la tavola, i nuovi amici, le parole imparate, tutto collabora affinché l'universo restituisca il progetto iniziale, per farci arrivare all'obiettivo... 

Lo so, è tutto empirico ed un po' montato, me ne rendo conto...

Ma se, anche voi, vi siete un po' persi, e non vi ricordate più la strada per abitarvi, fate una cosa: date una possibilità al libro o al film... 

...poi mi dite la vostra parola...

giovedì 21 agosto 2014

È comunque l'estate della rincorsa. Comunque.

...che bello!
Già una settimana di vacanza andata!
Sono quasi TRE che hai già fatto Pata.
Merda!

Risveglio doloroso, di un doloroso colloquio tra me e me stessa medesima.

Eh già, è il mercoledì della terza settimana di chiusura attività... 

Me la sto cavando egregiamente nel non perdere di vista le cose ASSOLUTAMENTE da fare, con buona pace di quelle che, se anche non faccio, non crolla il mondo! 

La ricostruzione di me è in atto.

Il cartello di "lavori in corso" è appeso alla mia schiena, ed ho testa e bocca stracolme di "vorrei" "potrei" "farei"...

So che, a rigor di logica, aggrappata al tentativo strenuo di non belligeranza con le aspettative, sto agendo in modo azzardato, ma, credetemi, mi sto scegliendo battaglie che, per essere vinte, necessitano "solo" che il capitano scenda in battaglia.

...ed il capitano sono io...

Ho avuto la sfacciata fortuna di affrontare questa battaglia in una stagione che può essere riassunta in un'espressione ficcante e perfetta del mio amico Olly, estate di merda. 

giovedì 14 agosto 2014

dal "Giocare al Dottore" all'essere me...

Da bambina volevo essere medico.
Beh, ero molto più spesso degli altri bambini in giro per ospedali e cliniche, pensavo fosse tutto molto consequenziale, era semplice routine per me!

Per altro quand'ero piccola, non ricordo in quale occasione, mi persi per l'ospedale in cui ero in cura, e assistetti, prima di essere allontanata di peso, a qualche minuto di un'operazione chirurgica, e ne fui affascinata. 
Potenziale protagonista di Grey's Anatomy in erba...

Poi scoprii quanto poco mi piacessero le materie con le quali avrei avuto a che fare; e che fondamentalmente non avrei mai potuto studiare così tanto, così a lungo, e così di lena, e cambia drasticamente percorso.

Mi iscrissi al liceo classico che ancora l'idea del camice bianco non mi spiaceva più di tanto, ma, una volta finito quello, mi iscrissi a giurisprudenza.

La mia famiglia era parecchio contenta, le mie insegnanti caldeggiavano entusiaste, le materie parevano decisamente affascinanti.
Diedi qualche esame (posso vantare un 25 in diritto privato al primo colpo!) ma non frequentare rendeva le cose difficilotte... mollai e mi iscrissi a lettere moderne, perché lì c'erano le materie che più mi attraevano, avevo già lavoro, e almeno avrei preso il "pezzo di carta" in quel qualcosa che mi interessava.

Sono passati più di 9 anni da quand'ho iniziato.
E non ho ancora finito.

Mi fa sentire piuttosto fallita.
Avrei pensato di cavarmela più a breve, ed invece così non è stato.

Fine della triste storia della Patalice studiosa.

Non volevo ammorbare il giovedì mattina con racconti di tragedie personali di una quasi trentenne con ziru tituli...

Volevo ricordarmi, scrivendolo nero su bianco, del cursus di chi sono stata e sarei dovuta essere.
E non sono.

Senza racconti e conclusioni strappalacrime, che tanto non servono, ma solo con una soggettività oggettiva.

La soggettiva oggettività.
Mi serve la soggettiva oggettività per non ammattire.

che io sono potenzialmente una malata di mente.
Sebbene non che sia particolarmente preda del senso di colpa per non essermi ancora laureata, e non ci sia nemmeno la pressione degli esami imminenti a farmi crogiolare tanto nei pensieri da passata scolaretta, è che mi sto chiedendo come risolvermi così come sono.

Ovvero, se la Patalice rimanesse "così" altri 50 anni cosa combinerebbe?

Ci ho pensato, ripensato e tripensato.
Non ci ho dormito la notte, e mi sono dovuta trovare massicciamente da fare per far sviluppare il pensiero, senza cadere in trappola dello stesso, e alla fine ce l'ho fatta.

C'è chi dice che per trovare la luce bisogna arrivare in un posto: DOMANI.
Che non è oggi, e non è ieri, ma c'è e ce lo dobbiamo cercare e meritare.

Banalità, è vero...
Ma se non di quelle, di cosa possono essere davvero fatti i pensieri? 
...in estate per giunta!

Stamattina una donna mi ha fermata in centro città, mi ha detto che sono una ragazzina molto sofisticata, che ho due uomini che mi amano, e che ho un dolore forte dentro, che parte dalla pancia... 
Voleva leggermi la mano, e si è detta una sensitiva, non una fattucchiera.

Mi sono allontanata, sebbene fossi molto molto curiosa, avrei voluto parlarle, ma mi sarei probabilmente fatta influenzare, ed ho rigettato il segno, se di segno si può parlare.

Mi sono pentita di non aver parlato con quella donna, volevo chiederle cosa esser io...

...magari ricomincio a studiare, magari così il dolore alla pancia e quel vuoto riesco finalmente a riempirli... 

martedì 12 agosto 2014

Vecchio a chi!?

Mi piacciono le persone di una certa età.
Sono belle.

E non solo dentro, sono anche fascinose fuori. 

I sessantenni non hanno più quell'aria con cui li dipingeva il mio teenageraggio: brizzolati, noiosi, vestiti sempre nello stesso noioso modo, alle prese con crociere da terza età, e presenze più inflazionate allo studio dei medici di base. 

In palestra, si danno veramente tanto da fare, e  probabilmente io ho la fortuna di una cerchia allargata di persone amanti dello stare bene, ma mi sono resa conto, anche al di fuori del mio luogo di lavoro, che la mezza età ha alzato l'asticella, e che il vero giro di boa non sia più il 4 ma il 5 davanti. 

Ci hanno dato la possibilità di invecchiare bene, e noi ce la si sta mettendo tutta. 

Vedo settantenni fare il mio corso di spinning, ed uscirne provati come me, e mi sento felice. 

Mi piace questa umanità che si prende cura di se, che ancora mette il tacco 12 e si attarda all'aperitivo la domenica sera, mi fa ben sperare in un mondo migliore. 

Che potrà sembrare una cazzata, e non escludo che lo sia, ma, rifletteteci, non è indicativo che l'individuo valuti la sua persona rivalutandola? Che non subisca passivamente il ricatto del tempo, ma che gli si opponga facendo del suo meglio?

Mi piace questa gente di una certa età, perché è stra piena di buona volontà, perché non si lascia abbattere dall'anagrafe, ma ci fa i conti con onesta. 

Io voglio diventare loro. 
Tra trent'anni...

La riflessione è dolce, ma ha dell'amaro...
L'amaro è quella di un signore famoso, di 63 anni, con alle spalle dei film meravigliosi che hanno positivamente segnato la mia vita,  e che è stato trovato oggi morto, suicidatosi per asfissia.

E' Robin Williams, cresciuto Peter Pan, padre innamorato vestito da tata, soldato radiofonico che saluta le truppe, bugiardo a fin di bene durante l'olocausto, professore su un tavolo ispirato ispiratore, medico dal naso rosso e il cuore enorme.

 Perché un uomo che, apparentemente ha tutto, successo, simpatia, denaro, una bella famiglia, decide improvvisamente che quel "tutto" non è bastevole?

Le persone che abitano questa terra, soffrono e godono tutte, a modo loro; hanno diversi obiettivi e variegate verità... 
Ma, per fortuna, tutti coloro i quali vivono nel disagio e nell'incomprensione, non pongono fine alle loro sofferenze suicidandosi... 

Trovarsi male nelle proprie esistenze, è un composto di tragedia e di pesantezza, un sentore di disarmonia che ci portiamo dentro, e che alle volte ci lacerano... 

Eppure non posso credere alla favola amara, all'incubo agrodolce di una persona che scegli di sciogliere la vita!

Amavo l'attore, stimandone il talento e la brillantezza, eppure biasimo l'uomo, che non capisco, non condivido ed a tratti condanno, per la facilità di trovare con un estremizzazione, la via d'uscita!

Io tra 30 anni voglio essere una splendida donna di mezza età, che si gode l'esistenza, che saprà come apprezzare le cose belle, che azzopperà le cose negative con pensieri felici, e che si godrà il buono, anche laddove ci sarà dolore sofferenza e brutture... 

venerdì 8 agosto 2014

Autostimandoci per sopravvivere all'inevitabile

...mi sono fatta fare la manicure e la pedicure [da leggersi alla grezza, così come scritto] e pure la ceretta...
Sono stata al mercato con la SuperMamma e non ho comprato altro che asparagi e melone; mercoledì pomeriggio ho fatto 4 chiacchiere ed una luuuunga chiacchierata con la mia amica Peppa e la sera sono stata al cinema con Jn, abbiamo visto un film leggero "Una notte in giallo", e mi è piaciuto; domenica sono tornata da Levico, dove ho trascorso delle ore liete con mia sorella ed i miei genitori, ed ho pensato che mi piacerebbe stare lì per più tempo, da sola; ieri sono stata dalla mia amica Tatuata a pensare a nuovo inchiostro impresso sulla pelle; stasera facciamo la grigliatona di mezza/fine estate con tantissimi amici; e domani mattina partiamo per le 5 Terre, solo io Brivido e R-Dog.
E basta.
Pensare a me. 
Così, perché io, come dice la Garnier, VALGO!

Questa cosa, che si vale, la si capisce sempre poco, o a tratti, o non la si capisce.
Ed è una demenza scema.

Quando espongo il mio spassionato amore per me stessa, dicendo di scegliere con un egoismo empirico, forte dell'aver segato i rami secchi nelle mie relazioni, gli "adulti" si meravigliano che, un così giovin virgulto come la sottoscritta, sia già arrivata ad una conclusione evidente solo dopo rughe e candeline spente a profusione.

Ebbene si. 
So saggia! 

Ma il viscerale amore per me stessa è un'arma a doppio taglio, sappiatelo, e se non lo sapete, sapevatelo! 

...e voi penserete alle "grandi questioni esistenziali", ai perché mal celati nella vita, e a quelli che ci fanno strabuzzare gli occhi, ma lo sapete che io sono piccola e futile, e mi sposto sul mio, solito, conosciuto, terriccio becero... 

Tipo, conosci te stesso, vuol dire che ti senti che non hai abbastanza spazio sul mysky, e sacrifichi il film/telefilm giusto. 

Tipo, ami te stesso, quindi non la prendi la tartare da "Spiller", dove l'odore di fritto sovrasterebbe anche una fuga di gas, e ti rifugi nel comfort della pizza "alla napoletana"... 

Insomma, se mi impari chi sei e quanto conti, ti eviti anche delle piccole delusioni quotidiane. 

Attenzione!

Non sei esente dai grandi mali del mondo [perdita, gelosia, cellulite...] ma ti sai preservare con l'aplombe che, solo le grandi donne.

Tutta questa soave maifrina ha un suo scopo, quello di ricordare a me stessa che, anche quando sembra che il mondo abbia la meglio, e che il destino abbia messo sul piatto la sua ordinazione peggiore, se abbiamo acquisito abbastanza forza interiore per non vomitare parole/insulti/lacrime/dolore, possiamo trovare il sole dopo la tempesta perfetta...

...spero...

mercoledì 6 agosto 2014

La sindrome dello straccetto

Ferie.
Le persone normali se le immaginano sotto l'ombrellone, con l'odore della crema protettiva e la passeggiata la sera.

Le persone normali.

Perché poi ci sono io.
Io che sono in ferie da lunedì ed ho fatto la maxi spesa, ho pulito la macchina dentro, ho sviscerato l'armadio della biancheria della casa, ho cucinato una torta e fatto due lavatrici. 

Eh si, la mia indole di housewife non è solo venuta fuori, è proprio esplosa in tutta la sua [pre]potenza. 

Nelle prossime ore ho programmato di togliere tutti i libri dalle scaffalature e farne un inventario, mettere ordine nei miei articoli e nei miei scontrini [sono un'accumulatrice seriale!], finire la pulizia totale della stanza armadio...

Mi piace un sacco quest'aurea anni '50 che mi sono disegnata addosso!

Ma per non far mancare alle mie vacanze un po' di pubbliche relazioni, ho già fissato con amici vari e variegati caffè/pizzate/merende. 

Sto organizzando il mio mese di agosto con meticolosa cura, stando però attenta a non sfociare nella mia ansia da controllo, che non mi lascia mai! 

Quindi, questo significa che, se ci saranno dissesti dell'ultimo minuto nel programma, non sarà un dramma... 

Ah, giusto per dare di me un'immagine ancor peggiore di quella che avete...
Mi sono assurdamente persa nei meandri di "Pretty Little Liars", e temo non ne uscirò con facilità... 

...è che Ezra è così cariiiino!

Ok, la smetto.

Ah, sto facendo grossi progetti per settembre, che è il mese della rivalsa, del coronamento delle paranoiche alla ricerca di routine, e mi sembra tutto veleggi con solida armonia.

Mi sto prendendo il mio tempo, e lo restituisco al mondo con estrema temperanza. 

Mi faccio paura.

lunedì 4 agosto 2014

resoconto del mese di LUGLIO

Ve lo ricordate il mio canto lamentoso [ma non troppo...] sul mese di giugno?!
Ecco, luglio, se possibile è stato PEGGIO!

Trattasi di considerazione climatica, accentuata e decisamente patita, a causa di un freddo porco, innaturale ed immotivato, unito ad una pioggia incessante, bastarda e punitiva...

Un'estate anomala
Un'estate che non ha avuto sapore di mare, e che non si ricorderà per una sola settimana consecutiva di bel tempo... fino ad ora!

Si perché noi, inguaribili ottimisti, stiamo puntando il tutto per tutto su agosto e sulla sua capacità senza precedenti di voltare la frittata...

Agosto significa vacanza.
Che si vada in ferie o si ciondoli tra casa e altro, da quando sono piccola so che ad agosto anche i miei genitori saranno "chiusi", e mi godo la cosa.

Il fatto di aver sposato un uomo che ha come mesi centrali del lavoro luglio - agosto - settembre, fa parte del mio essere incoerente anche a livello inconscio.

Agosto segna la fine dell'estate, gli ultimi 30 giorni a disposizione per godersela, la possibilità di concentrare tutto il significato di vacanza, facendola vivere con tutto l'entusiasmo e la determinazione, possibili ed immaginabili.

Premesse fatte e desiderose di presentarsi alla tavola dei grandi, hanno la pelle ancora troppo pallida, e lo status un po stressato dal mancato arrivo dell'estate vera e propria, ma recupereremo, vedrete!

HOUSE OF CARDS come serie tivù feticcio.
- nuovamente GRAZIE a "skyatlantic" e al mio "mysky" per questa serie di altissimo livello. Ne hanno parlato tanto in tanti, ma la realtà è che io l'avrei già visto da mo' come si suol dire, ma Brivido prima sembra appassionato, poi si è stufato ed io ho potuto [finalmente!] godermi tutta l'illecita e macchinosa manovra di Underwood e della sua astuta moglie Claire... Non vedo l'ora arrivi la seconda!


IL MIO GIORNO PIÙ BELLO DEL MONDO canzonissima del mese.
- lo so, è la canzone del momento non solo per me, ma anche per un altro migliaio di appassionati pop, ma che ci volete fare? Io il Renga lo sento un po' roba mia...

INSALATA D'ORZO ALLA PATA la best Craccata.
- orzo [ovviamente...] pomodorini - mais - piselli -surimi - basilico - olive - ricotta salata è un piatto banale e demente che a me fa letteralmente impazzire, praticamente ne è protagonista ogni pranzo...

IL CAMBIAMENTO il miglior rimedio
- ...ancora è questa parola, con il vento che trascina con se, a segnare il "rimedio del mese". Io credo nei segni, e mi è parso incredibile che Paparotto [prima che fossimo eruditi su tutta la "faccenda" e che io avessi preso la mia decisione...] mi abbia iscritta ad un seminario sul potere del cambiamento! È stato un pomeriggio intenso e bello, nel quale ho conosciuto un uomo intelligente ed appassionato, Roberto Tiby, il quale ha sicuramente dato una sferzata positiva al mio essere... 

GIORNATA DI SHOPPING CON JN l'acquisto top.
- che compiere gli anni vicine è un vantaggione! Ci hanno regalato una notte a Mendrisio, ed una intera giornata di shopping nella "Fox Town" il più grande centro commerciale d'Europa. Sono stata abbastanza morigerata, e mi sono divertita un casino con mia sorella, la quale, come da desiderio espresso dei nostri al momento del regalo, è sempre più vicina e complice! -

THE WORDS il film del mese.
- non mi è mai capitato di avere iniziato un film in un mese, e non averlo poi finito... ovviamente è tutta colpa di Jn! Le premesse erano tutte ottime, e secondo me, quando ci troveremo per finirlo ci piacerà molto! 
Le uscite estive stanno dando ben poche soddisfazioni, ed i cinema all'aperto, complice un tempaccio sempre pessimo, non li ho nemmeno sfiorati! 

OPEN la lettura che non ti aspetti, e che a tutti gli effetti ti piace... 
- Jn l'ha letto anni fa, dicendomi di seguire il consiglio e di lasciarmi rapire dal ritmo incalzante di questa leggenda del tennis. Io, che il tennis lo guardo svogliata, con una predilezione per Federer, mi sono innamorata della faccenda Agassi, e lo consiglio più che spassionatamente!

LA PAURA CHE MI RITIRASSERO LA PATENTE la mia avventura lugliastra
- non pensate male di me ora, avevo buttato giù giusto 5 shottini, dopo anni di astemismo forzato, e non ero affatto ubriaca, ma la testa più leggera, la risata più facile, una compagnia che si è trovata, e che non capisco ancora se e cosa abbia da dirsi, ma lo fa bene, lo fa di cuore, e allora il resto scompare, e rimane solo la voglia di rifarlo [con autista designato, ovvio!] -

DIO NON CI DA MAI PROVE CHE NON SIAMO IN GRADO DI SOSTENERE la scoperta del mese.
- ho davvero la capacità di trovare i perché, e non pensavo di saperlo, non fino a questo punto! Invece mi sono scoperta arrendevole e ragionevole, nella giusta accezione dei termini, nel prendere "IL" dato di fatto   - 

QUIETARMI PER 4 MESI l'azione migliore.
- io e Brivido ci amiamo tanto tanto, su questo non vi è dubbio. Però io non ho scelto un uomo facile da gestire, e lui non una facile da comprendere... Non vi sto ad elencare i drammi che partono da questo semplice presupposto accettato e conosciuto da noi stessi, così, onde evitare di buttarlo giù dal balcone, ho deciso di lasciargli 4 mesi di pseudo serenità mentale [pseudo perché con me è dura...] per ringraziarlo della pazienza e del trasporto con cui crede in noi.

I PROGETTI la cosa su cui puntare. 
- è un po' sempre quella, eh?! Non sono particolarmente varia e variegata nel racconto... Ma la realtà è che il dolore è una spinta fortissima, sta a noi scegliere se verso l'alto o il basso, ed io ho scelto l'alto, ho scelto di elevarmi su me stessa scoprendo che su me stessa ho le idee ancora un tantino confuse... Lavorare lavorare!  -

TINA la blogger da seguire.
- ha un punto di vista, tranquillo, parole rilassate, un modo di commentare che fa presagire che dall'altra parte ci sia una gran bella persona, ed il suo essere buddhista, crea un bellissimo connubio quando la si legge 

Trovo alquanto superfluo assegnare il Pataschifo,anche perché il Pataschfo dei Pataschifo ve lo siete sorbiti in diversi post, non ultimo questo, e non mi va di tirarlo ancora fuori, ma ci sono state altre rotture di rotule che hanno concorso, e se il picco massimo non fosse già stato raggiunto, avrei avuto di che parlare...

sicuramente il MANCATO WEEKEND A JESOLO avrebbe alzato la coppa, che si può che uno prenota ad aprile per fine luglio e non può andare perché vien giù il finimondo?! 

da annoverare anche LA MIA AMICA NINA che siamo sempre state legate da un feeling fatto da anni di conoscenza, ma che ora sento distante, ma, il che è peggio, ho sentito distante nel momento in cui avevo bisogno dell'opposto...

...altro pessimo punto, riferito al precedente, l' AVER RECISO RAMI SECCHI, che lo so che è da considerarsi una fortuna, ma è fottutamente dolente vedere quanto affetto hai sprecato... 

Oggi è il mio primo giorno di ferie ufficiali. 
Sebbene io non sia fan del sole, che oggi splenda, mi pare una gran cosa. 
Voglio dedicarmi agosto in modo schifoso e spudorato, voglio regalarmi a me e solo a me!

venerdì 1 agosto 2014

Choose your change, be your happiness

Oggi stavo tornando a casa dal lavoro, ed ho visto che, a qualche casa di distanza dalla mia, c'era un cammioncino del "Mondo Convenienza".

La mia totale ignuranza del vicinato, [...spero non mi manchi mai lo zucchero, non saprei a chi elemosinarlo... ] mi fa essere all'oscuro rispetto alle condizioni della gente che ci andrà ad abitare o che già ci abita; in soldoni non ho la benché minima idea del se ci fosse già qualcuno o se qualcuno si sia trasferito. 

Ma non importa.

Mi ha fatta contenta la presenza di quell'ingombrante trabiccolo, e di quei ragazzoni sudati e bordeaux in faccia! 

Ho pensato al cambiamento, e sono stata felice.

È stato il mio motivo di felicità del giorno

È la cameretta per un bambino che arriva, o che cresce?
È la prima cucina di una giovane coppia?
È il mobilio di un mutuo per quello che ieri era un ragazzino, ed oggi è un uomo?
È la libreria per quella ragazza che finalmente ha una stanza in cui metterla, dopo aver passato i primi tre anni di matrimonio in un bilocale che le andava troppo stretto?
È la camera da letto per il trentesimo anno di una coppia, un nuovo letto rotondo, per un matrimonio usato ma tenuto bene?

È un cambiamento, un voltarsi di pagina, una cosa piccola ed inferiore rispetto alle cose grosse della vita, o è una cosa grande che non immaginavi di vedersi realizzare, ma la sua beltà sta nell'essere tangibile, per il suo assumere i contorni di un miracolo accennato e a voce bassa... 

Il cambiamento mi piace, ha un vento che sposta i capelli dalla fronte e permette di vedere più lontano...

...sto andando avanti... 
...sto vivendo il pensiero che se una cosa non dipende solo da te per riuscire, tu non puoi dipendere solo da quella cosa per essere...