venerdì 28 febbraio 2014

intramezzi pubblicitari, ciarlando di felicità

...credo più di voi siano al corrente di questo progettucolo che mi sto portando appresso da ormai ben tre giorni, e se non lo siete è perché non mi seguite sulla mia pagina facebook, e nemmeno su instagram, e siete delle bruttissime persone per codesto motivo...

#100happydays è un hastang di quelli nuovi, che si popoleranno sempre più, senza dubbio, che chiede di scegliere una foto, da postare sui social, che ritragga il motivo di felicità per la giornata in essere.

Questi eventoni di massa mediatica, tendono sempre a piacermi un bel po', sarà perché fondamentalmente non ci ho un cacchiaccio da fare, e me la spasso con ciò che mi è stato dato, ma al di là del cazzeggiamento puro ed insito in me stessa medesima, l'idea di cercare, fotografare e postare un 'idea di felicità al giorno, come cantava il buon Anto-Antonacci, "Mi fa stare bene"!

Quindi proporrò un piccolo anfratto anche qui sul blog, giorno dopo giorno vedrete esempi di personale happiness, sperando non vi rompano le rotule, e, una volta finiti i 100 giorni, tirerò le somme del "cosa sono capace" di percepire come "grazie alla vita"!

E' bizzarro come la gente [e mi ci metto dentro con tutte le scarpe]  abbia bisogno di mettere in piazza tutto, anche la propria felicità esibita, e scelga una strada comunitaria per farlo...

Questo "giochino" porterà agli interminabili selfie, che noi tutti tanto amiamo, e ci facciamo?
O alla sfilza di foto di cibo "bello e impossibile", che regala svalangate di cellulite al primo assaggio?
O ancora, ci troveremo sommersi di scatti di bimbi dal primo vagito all'ultimo grammo di caccona santa?

La felicità.

...dev'essere proprio vero che gli americani sono avantissimi, e sono essi stessi, il sogno di una vita migliore, dato che nella loro stessa costituzione, hanno scritto che la ricerca felicità è diritto inalienabile dell'essere umano...

I negrita, cantando, si chiedevano, che colore avesse.
Will Smith, complice Muccino, la cercava con un cubo di Rubik alla mano.

Io sono stata più terra-terra.
"Save Mister Banks" al cinema con Jn, come prima foto, e l'orologione che scandisce i minuti a Masterchef, come seconda.

Passione=felicità... ?


Mah, fattostà, che oggi è venerdì, e mi ritrovo seduta alla seggiolona del posto di lavoro, intenta a pagare bollette, sistemare fatture e tirare le somme del mese...

Ebbene si, a febbraio 2014 oggi diamo l'estrema unzione, nella speranza possa aver ben seminato, che ciò che è stato è stato, chi ha avuto ha avuto, buttiamocelo alle spalle [a brevissimo il resoconto, che voi tutti aspettate con tanta ansia e trepidazione].

Ho pianto, ho riso, sono caduta e mi sono rialzata.
Ho fatto scoperte su me stessa e sulle mie percezioni, degli altri ma non solo; ho incontrato persone che conoscevo già, ma che sono riuscite a stupirm; ho fatto viaggi mentali pazzeschi, uno vero ed effettivo, e progetto di farne altri.

Sono viva.

Che non vuol dire essere felici, ma vuol dire che uno ci prova, e magari incappa nel successo, e ci riesce.

Boh... 




mercoledì 26 febbraio 2014

Brescia a 6 zampe

Ho la fortuna di vivere a Brescia.
Si, è provinciale.
Si, ci sono un sacco di vie storiche e meravigliose, nelle quali non siamo più i benvenuti. 
Si, è popolata di "vorrei ma non posso", soggetti che fanno i "grandi di Spagna", ma se li capovolgi e scuoti, non ne esce un centesimo.
Si, chiudono negozi a spron battuto, negozi storici che lasciano sempre più posto a bazar cinesi. 
Si, le ragazzine il sabato pomeriggio sono prodotte in serie, coi capelli uguali le une alle altre, e gli abiti che formano enormi stock itineranti. 
Si, paghi una cena il triplo di quello che la pagheresti in un qualsiasi altro posto, e magari nemmeno mangi benissimo, ma sei con tutti gli altri. 

Il bresciano segue un gregge mai sazio di quanto ha, e cerca sempre il modo più comodo e stravolgente per combattere la routine, una modo che deve omologarsi a quello degli altri, se no sono guai!

...e nonostante tutti questi aspetti nefasti, io Brescia la amo.
Mi piace visceralmente nel suo essere viziata e viziosa, nel suo rendiconto personale di voci e volti, un pizzo di buonsenso mancato da pagare per trovarcisi a casa. 

E mi piace godermela.
Domenica era una giornata bellissima, il sole alto invogliava ad uscire di casa, così ho preso R-Dog e siamo andati alla stazione della metro. 

Per R-Dog era la prima volta, e si è divertito parecchio; siamo scesi in via San Faustino, pieno centro della rinnovata movida bresciana di notte, che rivela tutto il suo potenziale architettonico durante il giorno, palazzi antichi nei reticoli fatti di vie spesse e condensate. 

Noi ce la si camminava, tra la saracinesca del locale più di tendenza, e la galleria improvvisata di un'artista ardimentosa, che affitta uno spazio per diventare voce coi suoi colori. 
C'è l'atelier dello stilista emergente, che squarcia un grigio inverno incoerente di temperature, e la biblioteca di libri usati in vendita, con le atmosfere di un luogo dotto e accessibile, antico e modernissimo. 

Prendiamo un cappuccio gigante aromatizzato al caramello, ed un cookies al cioccolato bianco, quest'ultimo ce lo smezziamo, mentre il bicchierone mi scalda le mani. 

Cammino con R-Dog accanto: c'è già il brulicare dei bambini travestiti per il carnevale, e c'è la danza assorta di signore impellicciate, e ragazze col giubbino jeans. 

Tutto è colore. 

Compro un pensiero per un'amica, e mi lascio tentare dalla Mondadori di via Mazzini, ma non entro, altrimenti faccio danno. 

E cammino ancora per vie da abitare, che però non conosco, e mi piace, e mi ci imbatto con riconoscenza, che laddove accordano pianoforti, senti da una finestra anonima le dita di qualcuno che suona qualcosa che sai, sebbene tu non riconosca il pezzo o l'autore. 

C'è la chiesa che si riempie, non solo di vecchine, ma di coppiette che guardano al domani. 

R-Dog vorrebbe entrare in mille portoni spalancati su giardini privati e stracolmi di misteri, il proibito che si fa mela tentatrice, ed il guinzaglio che lo allontana. 

Rientriamo.
Lui mi si addormenta in braccio, dei ragazzini lo fotografano perché è oggettivamente bellissimo, io sorrido e aspiro a fermare il momento, perché quel guazzabuglio di passato e presente incoerente e soave, è una delle piccole cose per cui vale la pena. 

lunedì 24 febbraio 2014

Può un uomo solo fare l'impresa?

Ho la netta sensazione che passeranno nuovamente sulle orecchie al mio Leo.

Che io gliel'ho detto: "Ma, Cicci, non sarà meglio che almeno una volta il naso lo usi solo per tener distanti gli occhi?!" 

E lui: "no, perché Martin sa il fatto suo, e se impugno quello stramaledetto omino nudo, lo faccio essendomi esibito al mille x mille, roba che manco Elephant Man era più eclettico e convincente del sottoscritto. "

La "trombata" ancora non è arrivata, ma ieri io ho visto "Dallas Buyers Club", e, cacchio, Matthew mi ha fatto il miracolo anatomico. 

Cioè, non è che sia più o meno bravo, quello è soggettivo quando il livello è tanto alto, è che quello si è bruciato tutti i muscoli e per 2 ore veste comodo la mia 38 scarsa!

Non dimentichiamo che lui fu lo scombinatore ormonale del globo, che con quel capello inconsapevole e l'abbronzatura da surfista, poteva [doveva?!] tacere, io i soldi del biglietto non glieli avrei negati MAI! 

Invece, per la sua nomination, mi ha scaraventato il buongusto a livelli artici, è brutto, intenso, disperato e determinato. 
Non ha niente da perdere, perché una condanna già gli pesa sul capo, ma ha tutto il mondo a sfidarlo, e lui non molla!

I due film non potrebbero essere più differenti tra loro, Matthew ha una storia a supportarlo e a far piazza pulita di qualsiasi reticenza; Leo ha, se stesso, ed un regista con una fiducia tale in lui, da far si che la sua bravura buchi lo schermo, al di la di una sceneggiatura che era di 6/7 pagine al massimo. 

Leo è un po' depresso.
Lo så che anche stavolta gli va di sfiga, fa il disinvolto, si fa paparazzare con il solito angelo biondo e popputo, ma lo vedo che soffre. 

Jn dice che, per il percorso fatto dovrebbe andare a lui, io ho riportato e lui mi ha chiesto se si può far qualcosa per far entrare nella commissione mia sorella, ci stiamo lavorando.

venerdì 21 febbraio 2014

...comunque tulipani e ginseng son stati fotonici...

Sono seduta al mio tavolo con un mazzo di splendidi tulipani gialli, che grondano bellezza.

Li ho comprati stamane, al mercato, come una casalinga qualsiasi [ma stylosissima] che si gode un venerdì di eccezionale sole, e non ha voglia di rimanere a casa, tra solitudini e demoni.

Ho bevuto un ginseng con un personaggio del mio nuovo mondo, che adoro, ed ho anche mangiato una pasta di riso, in toto debbo ammettere di aver proprio goduto della mia mattina.

Rifletto su un tempo piccolo, lento, senza scogli, oggi.

Voglio accertarmi che la mia vita sia fatti di momenti, e non di minuti, e voglio darmi da fare per questo...

Perché [almeno] questo, posso deciderlo io.

Sapete cosa è bello?
Avere delle certezze.
Sapere dove si sta andando, decidere di seguire un percorso che non darà dolore.
Ma non si può.
Non si può decidere, non si può avere un tomtom dell'anima, non si può prevenire qualunque ferita.

Dicono che la felicità non abbia vita, e che la tristezza invece ne abbia...

Mi sento incredibilmente viva... 


mercoledì 19 febbraio 2014

Italia oggi

Faccio parte del "popolo bue".

Guardo Maria De Filippi e mi commuovo come una scema, davanti a storie palesemente ritoccate ed infiocchettate ad arte.

Quest'anno niente cine-panettone, ma solo a favore di Bisio e Abatantuono, non certo perché ho trascorso la sera in un cinema di nicchia, a vedere il capolavoro di qualche maestro Japan. 
Se alla tivù la Danone sfodera il nuovo snack apparentemente godurioso, al supermercato mi ci fiondo.
Guai a perdermi una copia di "Elle" o "MarieClaire", che sono bibbie del buon gusto, e anche solo averle sparpagliate per casa, fanno di me un'ottima padrona di casa.

Conosco a memoria le canzoni delle classifiche, non mi rifugio sulle radio popolari o radicali, ma su Rtl102,5.

Ho letto Fabio Volo, sono andata alla presentazione del suo libro, e con una certa soddisfazione prettamente femminea mi sono accesa al di lui occhiolino, nonostante sia artefatto/costruito/il solito mezzo scrittore...

Voglio ostinatamente andare a New York, ma per fare quelle cose che ti permettono di scatenare l'altrui folle invidia: dalla maratona di New York, alle foto sulla scritta LOVE gigante, passando per i percorsi che Audrey e Carrie mi hanno insegnato nelle loro apparizioni sullo schermo.

Sono malata di internet, blog e social network, e ad un giorno senza acebook, preferisco un mese senza sesso, punto.

Sono becera, futile, superficiale, commerciale, di "facile utilizzo", ho studiato, e goduto di una vita tutto sommato agiata e rispettabilissima.
Ho rispettato le regole, ed ho fatto passi calibrati alla mia gamba, non mi sono fatta mancare nulla, e alle volte, sono stata sconsiderata nello spendere e nel dire.

Sono una persona di una normalità sconvolgente, a tratti proprio di una banalità pura; non mi reputo ne profonda, ne dotta, ne plasmata ai picchi alti di conoscenze e di arte che vagano nel mondo.

Tuttavia...
Mi sono un po' rotta le palle di vivere ed essere cittadina di un Paese che si permette di prendersi gioco di me.

Non accetto il fatto di sottostare al terzo esempio di governatore non eletto, non tanto per chi lui sia e per le parole di incoerenza, che ora vengono promulgate dai suoi detrattori per sottolinearne l'incoerenza, ma perché non è giusto.

E non ci sono ne "se" ne "ma", è così.
Vogliamo parlare di giustizia? 
Stendiamo piuttosto il velo pietoso che si compete a questa disgraziata realtà. 

Trovo che il sistema in cui stiamo vivendo abbia un nome, che simpatico non è, ma è stato affibiato a governi prima di questo: D I T T A T U R A

Si, DITTATURA, perché di DITTATURA che si sta parlando.
Che Renzi avrebbe o meno avuto quel posto a Roma, non ha importanza, non possiamo saperlo, non potremi mai saperlo, perché ci hanno imposto lui.
Punto.
La sinistra, roccaforte di democrazia e di paritarietà, ha una falla nel sistema che la fa somigliare sempre più, all'odiata antagonista, che ha d'origine un sistema più autoritario e dispotico, e da quella realtà politica rossa e vicina al popolo, ci si sente doppiamente presi per i fondelli.
Ma oggi, parlare di fazioni e partiti è, quanto meno, un'inutile spreco di tempo e di parole.

Ciò che mi fa incazzare è che nessuno si prende le responsabilità delle proprie azioni, nessuno lavora veramente per il paese, per far si che le cose funzionino, per rendere inutili i forconi, perché adepti alla correzione di un "sistema lavoro", oggi più nefasto che mai.
Nessuno ammette che, negli Stati Uniti, bastano 60 dollari per avviare un'azienda, mentre noi, italiani [che vogliamo fare le cose in regola] veniamo tartassati di burocrazia, lungaggini infinite e spese continue!
Ci tocca fare la differenziata, e spendere capitali nello smaltimento dei rifiuti; ci tocca chiudere, o licenziare dipendenti che vivono e lavorano con noi, perché le tasse sui loro contributi sono salassi mensili, che non tutti possono permettersi; ci tocca mettere in difficoltà gli altri, con quella splendida nuova legge che è "il concordato" tra aziende... un vero furto legalizzato, per non dirla in altro modo!
Ci sono i concorsi regionali, che poi giustificano appaltaggi extra regionali, o, addirittura, non italiani!

Invitano i giovani ad aprirsi al mondo e a farsi una vita, ma il posto fisso è una chimera, ed i mutui sono un bancario [ergo legale] omicidio: se concessi hanno tassi che tolgono il fiato, e ho detto se... 

Però rifocilliamo i campi Rom di parabole satellitari e acqua corrente, perché il buonismo è innanzitutto, e non importa a nessuno che sempre più anziani, vengono fermati denigrati e mortificati, perché rubano scatolette al supermercato.

Si, sono facili esempi gigioni, di quelli populisti che fanno battere le mani ad un pubblico esaltato, ma è esattamente la sensazione di soffoco e di ingiustizia che mi sento addosso ora che, per l'ennesima volta, il popolo italiano l'ha presa in quel posto dai suoi rappresentanti, gente che nella storia verrà ricordata per la loro molesta opera di distruzione pubblica.

Non ci sono Berlusconi o Bersani, Grillo o Salvini che tengano, siamo nelle mani dei lupi, e agiamo da pecore.

Diceva Mark Twain che, se votare contasse davvero, al popolo non sarebbe permesso di farlo.

Era un tempo diverso, manco avevano twitter, però vuoi vedere che aveva ragione lui?

lunedì 17 febbraio 2014

...rientro in pompa magna...

Lo so che vi ho pesantemente trascurato in questa settimana, la week of love si è dimostrata decisamente più impegnativa e coinvolgente del previsto [lavorativamente, non pensatemi in amoreggiamenti vari, che prendete fischi per fiaschi...], senza grosse soddisfazioni immediate, ma la solita buona semina che male non farà... Spero...

Facendo un velocissimo ripristino delle puntate precedenti andiamo dicendo che:
* Debbo le mie scuse a Milano, che infangai un tantinello in questo post, ma che ha accolto me e Jn in modo meravigliosamente meraviglioso!
Il weekend scorso, non quello appena passato, quello prima [si, siamo davvero indietro coi racconti...] ci ha viste soggiornare in centro, grazie al dono natalizio di Paparotto Gigiotto, per visitare con calma la mostra di Warhol, in programma a "Palazzo Reale", e noi ne abbiamo approfittato per un giro che voleva essere shoppingoso ma non lo è stato...
La questione è che questo clima impietoso non lascia grande spazio all'entrata in gioco di capi primaverili nell'armadio, ma i capi invernali hanno fatto il loro tempo... 
Si, son problemoni esistenziali, lo so, è così per tutti...
Ciò detto la mostra di Warhol è veramente carina.
Io già avevo visto una sua esposizione a Brescia, ed era veramente stata una bellissima esperienza: le luci proboscopiche, la musica psichedelica, un ritratto a tutto tondo dell'opera del maestro della pop art, che in questa versione medeghina era più canonico, meno colorato e sfolgorante.
Comunque mi ha fatto veramente piacere rivedere la Marylin, ed anche lo studio sui fiori, meravigliose opere di modernità.
Per il resto una cena sushi in un fighissimo ristorantino, un bel giro per negozi, e risate fino alle lacrime, sono state quanto di più bello potessi chiedere al weekend, con la "solita" consapevolezza, di quanto siamo belle noi... 
* Post Milano siamo tornate a casa giusto in tempo per una bella visita a Golositalia, fiera della gastronomia indetta dalla nostra city... Apprezzabilissime le leccornie, la Cougar Cumpa che ha fatto mille chiacchiere e bevuto e mangiato come se non ci fosse un domani, e pure la mela caramellata sgranocchiata per la prima volta dopo un sacco di tempo!
* Martedì ha preso i natali la mia "week of love", e vi ho già parlato dello strepitoso anello cuoricioso che mi sberluccica al dito, non sapete che è stato oggetto di ammirazione da parte di praticamente tutti... ben venga io stessa! 
* Mercoledì siamo state a vedere "A proposito di Davis"... ed io e Jn abbiamo concordato su un fatto: siamo troppo poco intellettuali! Il film di per sè nmon è che sia brutto, anche perché per essere definito tale avremmo dovuto capirlo, ma non è stato così, ergo non saprei dirne molto a parte che il protagonista mi è stato sulle palle dall'inizio alla fine.
* Venerdì era San Valentino, io avevo un mal di testa del porco [che non mi ha abbandonato tutto il weekend, giusto per fare cronaca autentica...], sono stata a farmi tosare, reputando me stessa molto più figa corta cortissima [sebbene Jn mercoledì mi abbia messo una parrucca sulla capa dicendomi che con i capelli lunghi sto un sacco meglio...] e questo è stato il massimo dell'attività per la giornata degli innamorati!
Ah, no, la SuperNonna ha fatto le lattughe con la sua vicina di casa, me ne ha dato un sacchetto... sono durate scarsi 25 minuti!
* Sabato si è festeggiato San Faustino e Giovita, Santi patroni della mia Bresciamybeautifulcity, è storicamente detto che ci sia una spettacolare fiera che invade interamente le strade del centro. 
Io, Brivido e Rudel siamo andati a far quattro passi, un cannolo siciliano ripieno di ricotta e cioccolato [tipico gusto bresciano...] e poi cena casalinga perché è un periodone scazzè, filmettino su sky piacevole "Broken City" e nanne presto...
* Domenica mattina "Romeo e Giulietta Verona Marathon". 
Premettiamo, io non ci volevo proprio andare, volevo starmene a casa, andare a far colazione e bagnarmi in una vasca di stra cazzi miei, ma vuoi tu non andare con il gruppo runner della tua società sportiva?! Eh no, e quindi, pigliato Rudel, che aveva meno voglia di me, abbiamo fatto 8 km per le vie della mia città preferita. Alla fine mi ha fatto decisamente piacere andarci, la compagnia era folle quanto bastava per divertirci assai, ho bevuto una tazza di cioccolata bollente con Paparotto Gigiotto, ed ho anche ricevuto una medaglia all'onore della camminata!
Nel pomeriggio, compleanno del Nippo Figo, figlio della EducAttrice Ritrovata, festicciola a casa con una moltitudine di bambini, giochi, casino, taaaante cose buone... Tutto bello, tutto buono, io ne sono uscita con le ossa un tantinello rotte, ma... son dettagli!

Stop.
Direi che sono riuscita a raccontare tutto in poche righe, e me la sono cavata egregiamente...
Si beh, forse voi non necessitavate di cotanto resoconto, ma so che non ve ne siete pentiti...


Ciò detto, ieri sera ho visto l'ennesimo film su sky, "Viva la libertà", con quel genio di Tony Servillo, la storia di una politica corrotta e malsagomata, frutto della capacità caparbia di uomini poco retti di usare il proprio potere, ai danni di una società impoverita da se stessa [...non so, vi ricorda qualcosa...?].
Il protagonista cela malessere e depressione dentro di se, gli servirebbe staccare da tutto e tutti, ma è il capo dell'opposizione, si è quasi in tempo di elezioni, ed il suo piacimento è ai minimi storici.
Accade che, nonostante ciò, esso se ne vada in Francia, per ricongiungersi all'amata di gioventù, sposata ad un geniale regista cinese, con una bella figlioletta, ed un film in cantiere.
Il segretario personale del politico è in preda al panico, solo a lui il capo ha detto di essersene andato, e si dice certo che proprio il suo fido braccio destro saprà districarsi nella situazione.
Mastrandrea, che interpreta il segretario con la giusta partecipazione umana, decide una mossa azzardata, contattare il fratello psichiatricamente compomesso del politico, chiedendogli di fingersi il gemello.
L'uomo è un filosofo, uomo di cultura bizzarro e sorridente, amante del ballo, ed incapace di filtro, quanto di più lontano e contrario al fratello politico, eppure riesce nell'impresa di far risalire gli indici di gradimento, parla schiettamente, e con ardore appassionato.

E' un film che mi era passato senza che me ne rendessi conto, ed ammetto che perderlo mi sarebbe proprio costato, ora che l'ho visto.
Magistrale, come sempre, la duplice interpretazione di Servillo, meraviglioso il finale aperto.
...se avete sky lo ridaranno a spron battuto, se no noleggiatevi il dvd che merita!

mercoledì 12 febbraio 2014

noi... ti sembra poco?

Niente oh, son due anni.
Che poi quando dici alle coppie di lunga data, che quest'anno ti è passato alla velocissima, e che ti senti già un po' rodata, ti guardano storto, manco avessi bevuto coca cola all'Oktoberfest...

Che a me l'amore piace.
Molto.

Essere maritata è una figata assoluta.
Punto.

Tu ci sei, io ci sono, ma non perché è scontato che sia così, no no, noi abbiamo scelto e voluto che fosse così, e ci piace! 

Per noi il matrimonio sa di sabato pomeriggio lungo e lento, che si rientra in casa dopo il pranzo con la family, ed io mi lamento che è tardi, e tu dici che dormi 10 minuti poi partiamo, ma alla fine io mi metto a guardare la tivù e tu tiri per ore, ed io ti guardo e sono contenta che tu senta le tue radici su quel divano, come le sento io. 

Per noi il matrimonio sa di maratone telefilmiche, che quando rifaranno la nuova stagione di "How I meet your mother" saremo stra felici... Anche se "Revenge", "Elementary", e "White Collar" un po'  attenuano la mancanza... 

Per noi il matrimonio sa di acqua che tu ti versi per te, ma che non versi mai a me, che io sto ancora condendo l'insalata e tu hai già mangiato mezzo petto di pollo. 

Per noi il matrimonio sa di aereosol la mattina prestissimo, che tanto tu non senti ne quello, ne l'acqua del water che tiro 17 volte, perché ho seri problemi di incontinwnza al mattino... ed io non penso possano dire lo stesso i vicini.

Siamo metodici, abitudianriamente prevedibili e perennemente impegnati.

Abbiamo il disordine nel sangue, io quello in casa [infatti ho sempre scopa e straccetto in mano per sopperire] e tu quello del metodo [infatti non fai niente di niente, salvo poi gli exploit in cui sembri una casalinga esasperata, una volta ogni morte di papa]. 
Deteniamo il record di litigate per cagate, con ore perse a far stare tutto in una casa che è troppo piccola per accogliere altri che noi, e tu che dici "Hai troppa roba" ed io ti faccio eco "No, è lo spazio che è poco!" e via discorrendo...

Io ti amo.
Perché sei l'unico che potesse rimanere nonostante me.
E non è poco.

Che poi vieni a casa col sushi e mi porti un anello con cuore rosso meraviglioso della Dodo, è ancora un altro cinema...

lunedì 10 febbraio 2014

'a famigggghia...

La famiglia è un po' il modo in cui Dio [Allaha, il Big Ben, Batman, scegliete voi in cosa credere ] si diverte a farcela pagare per il resto dei nostri giorni. 

Non fraintendetemi: amo la mia congrega di sangue.
Ha lati nettamente negativi, ma anche stupefacenti sprizzi dalla bellezza inequivocabile. 

Ma è un banco di prova continuo, un teatro che si tinge di rosso/rosa/verde/giallo a seconda che ci sia passione/tenerezza/invidia/gelosia, un cortocircuito dato da dita leggere in prese ammorbanti. 

Il fatto che il CREARSI UNA FAMIGLIA sia una priorità, la dice assai lunga sulla bizzarra inclinazione che ha l'essere umano mentre passeggia nella vita: autocommiserazione e autoflagellazione in primis... 

Vogliamo figli quando sappiamo che ci faranno soffrire.
E non parlo di squarci vaginali, ma di depravazione del sonno e del sono, a favore di un cagone sdentato che ad un buon certo punto preferirà rigettarsi tra le poppe fresche, piuttosto che stare sotto lo stesso tetto decadente, come le poppe che lo nutrirono... 

Eppure ci danniamo l'anima, e ricerchiamo un uomo che ci riscaldi quando abbiamo freddo, o che ci faccia venire i brividi quando siamo pronte; e nonostante, da figlie non facessimo un cacchio in casa, diventiamo stiratrici perfette, e ci accordiamo per uscire quando lui non c'è, così non deve mangiare da solo... Poverino... 

Le poverine siamo noi che cerchiamo un buon motivo per odiare nostra madre, spergiurando non diverremo mai come lei; troviamo presto il pretesto, il particolare che noi "mai e poi mai", e diventa fulcro di un'esistenza intera, per poi trovarci disarmate nel sentircelo rinfacciare alla prima discussione pesante. 
Perché, per osmosi forse, siamo come lei... 

...e stiamo tratteggiando solo i [numerosisssssssimi] difetti della NOSTRA famiglia, ma se analizziamo che creandone una avremo a che fare con un'altra, stiamo freschi... 

...eppure, la famiglia è la famiglia.
Si ammazzano persone per vendicarne l'onore, si perdono senno sonno e capelli pur di averne una, si sogna e insegue nello stesso momento in cui rifuggiamo ed infanghiamo la nostra, o quella in cui c'è chi ci sta a cuore.
Perché, noi possiamo dirne peste e corna, ma non si azzardi nessun altro!

Ho visto "i segreti di Osange County" con Jn mercoledì. 
Meryl Streep e Julia Robers meritano l'oscar promesso.
Si vede che è tratta da una pièce teatrale, perché ha degli spettacolari dialoghi che parlano anche coi silenzi, il chè é un qualcosa che sa di meraviglioso. 
C'è un cast ricco di bravura, con due stelle che gli altri non sapranno mai equiparare, ma ci sta anche questo.
Si ride tantissimo, perché la pazzia altrui, e le nevrosi di qualcun altro, sono rinfrancanti, se si pensa che le nostre non saranno [?!] mai altrettanto, e si piange, per l'incazzatura, e perché lo sapevi che andava a finire così... 

C'è un sanguinolento conflitto di persone e personalità, c'è la rassegnazione del non aver nulla tranne il sangue in comune, c'è un mare di astio che indossa il vestito buono. 

Da vedere.

venerdì 7 febbraio 2014

Quale costo ha la felicità?!

Apprezzo un fatto di me stessa 1.4

Sono più coerente.

Non è una cosa che si impara, non facilmente, pensavo.
Ma sbagliavo.
La coerenza la si può apprendere, come una lezione che non piace, di una materia che appassiona, alla fine delle finite apprezzi...

La coerenza, ho scoperto avere un prezzo variabile. 
Sul listino degli investimenti parte da un tot, ma non sai quanto può spennarti. 
Non ha costo fisso, e non puoi contrattare.
Paghi.
Punto.

A me è costato due amiche. 

E non è poco. 

Stamane ci ho riflettuto e mi sono sentita in difficoltà con me stessa, perché sono stata capace di giustificarmi l'importo, e vuol dire che c'è ragionevolezza laddove non dovrebbe essercene, nei sentimenti! 

Per sua natura e qualifica, il sentimento non dovrebbe agire a dettato, anzi, eppure io mi sono resa conto che io so funzionare così... 

Mi rende cinica questa peculiarità. 

La mia testa pesa. 
La mia felicità pure di più. 

Se non sono serena mentalmente non so praticare la felicità. 

Un limite mio. 

Cinismo acquisito, barattato con l'inconsapevolezza di chi si getta, "di pancia", nel mondo; o forse filgio di questo stesso scambio. 

Mai avuti uomini stronzi a prescindere, mai lasciato che il mio cuore si spezzasse davanti ad occhi imperturbabili e pronti al massacro. 
Io no.

Però ho perso due amiche.
Sono stata coerente e le ho perse. 
Non hanno colpe loro: le direzioni intraprese sono, banalmente, agli antipodi. 
Va bene così. 
Non ci metto un punto interrogativo, ma mi viene da leggere la frase come una domanda.

Costa la felicità. 
Il problema che non ci dicano quanto, dovrebbe far parte dei giochi.

Un saggio (?!) una volta mi ha detto che per avere altruismo verso gli altri, devi essere il primo degli egoisti.

Boh.

Io so che mi appello ad un pensiero, bellissimo, che mi ha insegnato sempre quello pseudo saggio: noi cerchiamo un senso, un perché alla vita e alle cose, e tendiamo a farlo con lo sguardo rivolto al passato.
Ma se il senso invece fosse nel futuro?
In ciò che ancora deve essere, e noi non sappiamo?

mercoledì 5 febbraio 2014

rubrichetta del mese... GENNAIO

Penso sia giunta l'ora di un resoconto di gennaio... 
La nota rubrica del mese che riassume quello passato ha avuto una battuta d'arresto e nessuno a recensito dicembre  [S C A N D A L O S O] ma noi scegliamo l'indifferenza più totale, e rivolgiamoci a questo felice gennaio finito si, ma che ci ha lasciato pieni di belle soddisfazioni.

Il tanto agognato Patapremio se lo aggiudicano:
EWERWOOD come serie tivù feticcio.
- so che si tratta di un telefilm vecchio like a cucco, ma lasciatevi dire che acchiappa mica male! -
THE WOLF OF WALL STREET come filmissssimo.
- c'era un'agguerrita scelta questo mese, tipo, mi spiace per "The Butler" che aveva un ottimo potenziale.
L'AMORE NON MI BASTA canzonissima del mese.
- ma farò la cosa giusta, perché sono un'egoista... -
UVA e CRACKER INTEGRALI "MISURA" le best Craccate.
- giuro che sono una cuoca diligentissima, ma ho delle ossessioni alimentari inqualificabili -
MAGLIONE ARANCIO e FUCSIA l'acquisto top.
- non basterebbe un inverno lungo fino a giugno per farmi smaltire tutti i maglioni che ho, ma questo è morbidoso e bellissimo, non potevo farne a meno -
ROMA il viaggio del mese.
- non che la fuga lovvosa con Brivido non sia degna di nota, ma Roma è Roma, no? -
ME STESSA e la MIA VISIONE delle "AMICHE" si aggiudicano la statuetta Emily Thorne [vendetta].
- potrei esibirmi nel balletto del "te l'avevo detto" ma preferisco stendere un velo pietoso, visto che sarebbe una cosa tra me e me, e già da sola faccio fatica a gestirmi da ferma, figuriamoci nel movimento danzante! -
REDAZIONE ONLINE la mia avventura gennarina.
- che si sa che non pagano, se non sei Lilli Gruber, ma fa piacere essere cercata da una grande realtà e vedere che quello che è solo un sogno mette comunque il naso fuori per godersi spezzoni di reale - 
IO la scoperta del mese.
- che sono ancora capace di andare avanti, che so ancora investire su di me, che non ho bisogno di aspettative per vedere il mondo a colori -
TAGLIARE I CAPELLI  l'azione migliore.
- mi piace guardarmi, mi piace come mi fanno sentire, mi piace come mi stanno i vestiti, mi piace come piaccio agli altri - 
DIARIO DI UNA PRINCIPESSA la blogger da seguire.
- che di blogfriends me ne sono fatta, ma qui c'è in ballo una Socia... e la cosa ha un altro spessore -

...noterete che la RUBRICA DEL MESE non ha più i medesimi contorni rispetto a quelle dei mesi scorsi, ma questo taglio mi piace decisamente di più...

La cosa probabilmente vi tocca come l'atterraggio di una cimice sulla schiena di un elefante comunque, vi posso dire che c'è stato, in mezzo a questo tintinnio di farfalline rosa ed orsetti morbidosi, anche qualche Pataschifo...

THE CONSELOUR il peggior film.
- che uno pensa che con un cast così... e invece... loffe loffe!
LA DONNA DI PIETRA/RAGAZZE DI CAMPAGNA i libri letti nel mese.
- non che siano proprio brutti brutti, però... -
KEBAB il peggior piatto.
- sono lombarda, nell'anima, apertissima alle cultura straniere, ma debbo sapere cos'ho nel piatto altrimenti ci rimetto le papille - 

Questo è quanto, vi rammento di seguirmi anche qui Muminart - Patalice , perché dovete sostenere la mia attività di scrittrice scrausa... 

Bene, ora aspettiamo febbraio e ciò che vorrà darci, noi stiamo qui belli tranquilli senza troppa smania, al solito: azzeriamo le aspettative e cerchiamo di goderci la vita!

lunedì 3 febbraio 2014

Si parla di me

È sacrosanto ch'io dedichi un attimo alla settimana trascorsa, perché un attimo se lo merita proprio. 

Lunedì non sono stata dalla mia amica SvampAle, perché avevo il portfolio da finire, ergo posso dire che SONO UNA PESSIMA AMICA ma ho un BEL PORTFOLIO. 

...e perché mi servisse di più quello di una bella chiacchierata, è presto detto: ho vari e variegati appuntamenti di lavoro, e non potevo presentarmi a mani vuote no?!

Ora, oltre ad uno strepitoso biglietto da visita, posso dare anche un link che porta ad un mondo pazzesco... il MIO e quello di tutto ciò che faccio [per portofoliare tutto ciò che sono servirebbe un'enciclopedia...e non è un merito!]

Martedì sono stata a Milano. 
Ora, io non condivido il luogo comune per il quale il capoluogo lombardo, è un luogo grigio ed inospitale, ma capisco chi dice che ti fa uscire dai gangheri! 

Non ci si può guidare. 
Esci da una mezz'ora del loro traffico con la coscienza sporca, perché sai di aver augurato male a destra e a manca, e questo schernisce il tuo karma. 

Redazione online molto conosciuta ed apprezzata. 
Ambiente sterile, ma a suo modo accogliente, modernissimo e devoto all'essenziale, personalità giovani ed impelagate in questioni webbiche. 

Io mi siedo ed ho il mio colloquio; la fanciulla che me lo fa è una gravida inoltrata ed ha due occhi che mi ricordano qualcuno che non conosco, eppure sono famigliari, si tocca nevrotica la frangetta, ed ha un accento da milanese di provincia. 
Mi piace.
Anche se, per tutta la durata dell'incontro, penso che mi scodellerà il pargolo tra le braccia.
Col traffico che c'è NESSUNA ambulanza arriverà in tempo.

Mi apprezza, dice.
Mi vorrebbe dare un posto in sede con una paga da fame, ma prospettive, dice.
Non accetto. 
Lei rimane colpita. 
Non voglio altri free lance, dice. 
Ne ho che mi avanzano ed hanno nomi ed inquadrature più altisonanti della tua, dice.

A quel punto o faccio la gradassa e vendo fumo che non si fuma ma si può bere, se lo vendi bene, o rendo quelle due ore di traffico nervi e stop, perfettamente inutili. 

"Come sai che non sono quella che ti serve? Come sai che non ti pentirai di non avermi dato una chance? Fammi provare! Se non ti piaccio mi dai il benservito, ma prima leggimi."

Occhi di ghiaccio, mano tra la frangia e la pancia, dischiude un sorriso "Minkia sei fuori!" esclama.

Ho una possibilità. 
Torno a casa, salgo sul tapis, poi mangio ed inizio a scrivere pensando a lei, che mi ha dato una possibilità e che si porta dentro la vita. 

Mercoledì mi accorgo che il quadrante della mia stra maledettissima auto è più illuminato di un albero a natale! 
Olio, benzina ed una macchinina gialla con un cacciavite nel mezzo. 

Cazzo di casino, penso.

Ma è un giorno di nuove prove.
Famigliari oserei dire.
Cerco uno scambio di opinioni con chi mi ha scambiato con qualcun altro, ed ha agito facendomi sentire qualcosa che non mi appartiene... Che non appartiene a nessuno. 
Scambio, solo uno scambio... 
Forse cerco lo scontro, ma so che facendocela ci andrebbe di mezzo il mio cuore, e mi vien male.
E poi per dimostrare cosa?
Che lessicalmente dó la merda al prossimo?
Film già visto e già vissuto, 9 volte su 10 la soddisfazione data non è valso ciò che ci ho perso. 
Alla fine non ci sono ne vinti ne vincitori, perché nessuno vuole la guerra, sebbene abbia trovato qualcuno di ardito e agguerrito innanzi a me, e non me lo aspettavo.
Chiarito si è chiarito, nessuno si è scusato, la vita andrà avanti, ed è la cosa che ci si deve auspicare perché si possa volgere lo sguardo altrove.

La sera vado con Jn.
Rotolo cinema e realtà. 
So che facendoci un bagno di realtà ci faremo male, e all'ultimo desisto. 
Che lei il sabato parte, ed io voglio che sia felice. 
Non lo voglio, lo pretendo. 
Allora niente. 
Comunque vediamo "Philomena" che è delicato, soave e comico, leggero nei punti che richiedono leggerezza e rugoso, ma non in senso negativo, tutt'altro, è una ruga che ride di una verità pungente in un passato scomodo, e altresì così dannatamente reale. 

Giovedì mattina ben due appuntamenti, interessanti, proposte di lavoro che potrebbero farmi crescere, intanto accrescono l'autostima di una giovane intraprendente, che è cosa buona e giusta.
La sera, si va a cena con un gruppo della palestra...
Non vado mai, io, a quelle cene... 
Mi sento sempre un po' fuori posto, "la capa"  che controlla, invece mi diverto, chiacchiero, ampio un giro di semplici conoscenze da reception, e mi faccio del bene.
Non vedo "Masterchef" ed una mail di Vanity mi avvisa chi è uscito, ma il nervoso è attenuato q.b.

Venerdì mattina mi dedico a me stessa.
Dovrei stirare, dovrei davvero, ma me ne vado da Zara a prendere quel paio di stringate che, se c'è ancora il 35 in saldo a più del 50% non possono che essere mie, e mi bevo the caldo alla pesca bianca con una medeline all'arancia, e mi piace il mondo... tanto da farmi dire che sono bella per tutto il giorno da tanti clienti.

Sabato chiacchierata di precisazioni con Paparotto Gigiotto e la SuperMamma, tema: la casa!
Visioni diverse ma un unico intento, averla.
Step by step...
Che un genitore si sbatta per dare un tetto al figlio, sarà una banalità, a qualcuno potrebbe parere retrogrado, ma a me commuove.
Riuscendo ad uscire dalle grinfie del divano e della De Filippi, io e Brivido andiamo al cinema con Olly e Menny. Vediamo "Last Vegas" e ci piace un bel po'... Tutti preoccupatissimi di addormentarsi, vista l'inerzia pressante del clima e del pre film, ci siamo fatti risate a profusione... 
Invecchiare non è bello, ma può esserlo.

Domenica colazione con la SuperMamma, mi tocca fare altro shopping, ahimè, ma il pomeriggio vengo punita con 3 ore nonstop di stiraggio matto e disperatissimo... 
Mi autopremio con latte/nesquik e bucaneve, mi rimangono sullo stomaco, ma non fa molto, anche perché alle 19 sono nuovamente seduta a tavola con altre 3 clienti [diverse da quelle di giovedì] a mangiare un enchilada e pronta per l'ennesimo film della settimana, tocca a "Tutta colpa di Freud", ci piace [parecchio] ridiamo [tanto] mi becco uno shhhhhhhh" [quando sono io la prima a farli], la compagnia è stimolante la conversazione leggera, nel suo vestito migliore.

Ho mille cose da fare.
Pochissime ore dormite alle spalle.
Moltissimi soldi spesi inutilmente.
Concretezza che si va fondando e formando.

Ah, è iniziato anche febbraio, ed io nemmeno mi sono accorto che gennaio è andato ia, non ho fatto in tempo a salutarlo... 

dialogo sulla paura che ho

io ho un sacco di cose da perdere, è per questo che mi sento tanto forte. la sensazione è più o meno quella, ditemi se sbaglio, della...