venerdì 22 agosto 2014

In cerca della mia parola


Cinema sister's ha presentato questa settimana "mangia prega ama".

Premettiamo un paio di cose, prima che la vostra mente vaghi e divaghi nella mia scrausa recensione:
1- ho appena finito di leggere [DIVORARE] il libro, che mi è piaciuto tanto
2- sono in un periodo esistenziale che rivela tutte le sue fragilità ed i suoi malumori, ergo, le questioni esistenziali possono darmi due reazioni, esaltazione o precipizio
3- vedere un film a casa non avrà il "nero più profondo" della risoluzione Sony 4K che c'è alla multisala, ma dilata il tempo in modo sensazionale

Ecco, ciò premesso abbiamo visto Julia Roberts impegnata a mangiare-pregare-amare per due ore e mezza buone. 

Io avevo già visto questo film al cinema, ma c'ero andata con la compagnia errata, ovvero con i miei amici, il mio ex moroso ed un'altra coppia, e me lo ricordavo decisamente più noioso e mellifluo, quando in realtà, il fatto che uomini eterosessuali abituati a stadio e al film 300, ha inficiato negativamente tutto! 

È un film che va visto con predisposizione.
Devi ascoltare le battute, non perderti passaggi e paesaggi, e devi lasciarti pervadere dalla teoria dell'anima, ovvero concedere a chi sei di scavarti dentro, per rivelarti ciò che più ti serve in questo momento.

Detto così, c'è un effetto paurosamente zen nel mio verbo, ma la realtà, è che questo approccio, per me, è fondamentale su varie letture o visioni: prendo da libri e film ampi respiri, falcate in abbondanza, per andare più in profondità... 
...quindi, non stupirà sapere che, anche al cospetto de "il favoloso mondo di Amelie" ad esempio, adopero lo stesso sistema...

È il mio modo di collegarmi a me stessa, quando capisco che c'è di che imparare, anche da una sciocca commediola alla tv!

Ma torniamo a "Mangia prega ama".
Dicevamo che questo film è bello, e se non l'ho detto fin d'ora, diciamolo qui, in un'allegra cornucopia del verbo "dire"!

La vita newyorkese, straripante di ansia ed impegni, affidata a psicofarmaci e routine, viene spazzata via da un trauma e da un dramma: il trauma è un divorzio violento, monolaterale, spinoso e dolente; il dramma è un'anima che si è persa e che stenta a riconoscersi, tra pianti e pavimenti del bagno. 

C'è un fallimento grande, grosso, enorme, che pende sulla testa della protagonista: non è solo la fine del matrimonio, o l'incompatibilità di lei con se stessa, c'è anche la profonda convinzione di essere sola in questo cammino.

La solitudine non ha forma umana, la donna è piena di amici ed ha una famiglia amorevole, ma divina: Liz sente la mancanza di Dio. 

Con queste ombre dentro la testa, il cuore e l'anima, fa ciò che tutti diremmo si dovrebbe fare, ma che in pochi fanno: agisce.

Compra tre biglietti, fa una valigia iniqua, e si mette sulle tracce di se stessa e di Dio, in un viaggio meraviglioso che scava sentimenti, spiritualità, piacere e vissuto. 

In Italia, oltre alla lingua, impara il concetto di "dolce far niente", prendendo gusto nell'assaporare la vita, così come si fa con un piatto di bucatini o un gelato, fregandosene dei jeans che stentano a trattenere le prorompenze di questa quiete, imparando solo a godere. 

In India va all'ashram della guru, alla quale è devota, non trova lei in carne ed ossa, ma trova il modo di congiungersi a Dio, distribuendo la meditazione con senno, con cognizione, e, parimenti importante, accettando di perdonarsi. parla con le sue ietture, e le lascia libere, si perdona dei suoi errori, e, finalmente clemente con se stessa, si culla dopo tante bastonate auto-inflitte.

In Indonesia, a Bali, torna per il motivo terreno che l'aveva spinta a partire: un uomo.
Un saggio vecchio sdentato Guru, che, durante un precedente viaggio di lavoro, le aveva predetto che sarebbe rimasta con lui, tra le altre cose... 
Con Ketrut, Liz fa meditazione in modo nuovo, apprendendo l'importanza di sorridere con intierezza, dalla bocca al fegato, e sciogliendo i lacci di un cuore imbrigliato di delusione ed opacità, trova anche l'amore.
C'è un momento in cui la donna vacilla, deve lasciare Bali, tornare negli Stati Uniti, e non può abbandonarsi a quell'amore che le ha restituito il battito.
Dopotutto,lui è un brasiliano trapiantato sull'isola, legarsi a lui sarebbe un passo indietro in quel faticoso viaggio intrapreso per riconoscere se stessa e trovare la sua sfera di Divino.
Il vecchio le dice che permettere di perdersi per qualcun altro, è quello stesso, un passo verso la conoscenza di se e verso l'Altissimo. 
Avere il coraggio di non controllare ciò che sarà, è un piccolo prezioso dono di noi a noi stessi. 

C'è in questo film, una vena romantica, che irrompe nelle corde più sfocate dello spettatore, ma la storia d'amore è una favola non centrale, un qualcosa che tratteggia un altro pezzo di cammino, un mezzo per arrivare allo scopo.
Quando la donna parte, non sa che cosa ne sarà di lei, si mette nelle mani del destino, senza stare a casa ad aspettarlo. 

Così l'amore, la meditazione, la tavola, i nuovi amici, le parole imparate, tutto collabora affinché l'universo restituisca il progetto iniziale, per farci arrivare all'obiettivo... 

Lo so, è tutto empirico ed un po' montato, me ne rendo conto...

Ma se, anche voi, vi siete un po' persi, e non vi ricordate più la strada per abitarvi, fate una cosa: date una possibilità al libro o al film... 

...poi mi dite la vostra parola...

36 commenti:

  1. Bellissimo il libro, il film è troppo lungo, al momento non ce la posso fare.
    E ho sotto mano il seguito Giuro che non mi sposo. :-DD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È vero!
      C'è anche il seguito WANNABEFIGA, dovrò procurarmelo in qualche modo... Per il momento ti dico che se l'autunno somiglierà all'estate, ne avrai di occasioni per i lunghi film!

      Elimina
    2. Se leggi in digitale in due secondi ti passo l'ebook...

      Elimina
    3. Non sapevo ci fosse un seguito!!!! :-D

      Elimina
    4. Sono una nostalgica della carta... Grazie comunquw

      Elimina
  2. Forse in questo momento questo film mi farebbe bene. Non l'ho mai visto e devo rimediare. Però una cosa l'ho fatta: mangiare la pizza di Michele a Napoli :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Socia fidati di un'imbecille: guardalo!

      Elimina
  3. Visto il film tempo fa al cinema... non mi ricordo granchè, a parte la fila di stereotipi sull'Italia... uno di seguito all'altro... l'italiano piacione, le tovaglie a quadretti bianche e rosse onnipresenti (ma voi a casa le avete? io nemmeno una!), impianti idrici nelle case fermi a 70 anni fa... niente di più che un modo per passare una serata in maniera poco impegnativa! Mi piace invece il tuo ragionamento sul far sì che l'universo ci restituisca il progetto iniziale... ma quanto cavolo ci fa girare prima di arrivarci!?!?!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente che noi italiani si sia sempre più storpiati e stereotipati è la norma che ci tocca subire KANACHAN...
      Per la riflessione sul l'universo, io posso dirti che sono alla ricerca...

      Elimina
  4. L'ho visto al cinema quando è uscito, con le amiche, e mi sono annoiata.
    Ho cominciato il libro.
    Difficilmente leggo libri dopo aver visto il film, ma è capitato.
    La prima parte, Italia, ancora ancora... ma all'India ho mollato...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Evidentemente non è per tutti ELE781, posso capire che si legga anche solo per stare un po' in pace, e non ci debba per forza essere la morale alla fine...

      Elimina
  5. Mi sono fatta sfuggire sia libro che film, non so se fanno proprio per me... ma forse al film, se lo becco in giro, darò un'opportunità... :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non sono affatto zen eppure STRAWBERRY in questo film, così come avevo fatto poco prima col libro, ho ritrovato un prezioso rifugio...

      Elimina
  6. zzzzzzz... (riproduzione fedele della mia catalessi dopo 20 minuti di cotanto polpettone).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I gusti son gusti JEANLOUPVERDIER

      Elimina
  7. Al cinema non aveva fatto impazzire nemmeno me, ma forse non era la serata giusta... il giorno dopo dovevo iniziare uno stage ed ero terrorizzata, avevo la testa da un'altra parte! Il libro, comunque, mi è piaciuto molto di più (come accade quasi sempre ^^)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente la possibilità di immaginare e creare con la propria testa fattezze, voci e situazioni MISS KAWAII non ha prezzo!

      Elimina
  8. Ogni film va visto con la dovuta atmosfera e nel giusto stato d'animo.
    I guardo quasi ogni film nel sacro cubicolo che è la mia stanza, per poterne assaporare l'essenza e trovare le piccole perle nascoste qua e là (ci sono sempre a saperle cercare, perché ogni regista è, a modo suo, un artista.. se proprio non c'è nulla, allora è un fallimento su tutti i fronti).

    Amo guardare film d'ogni genere, così da variare, in base ai mutevoli stati del mio animo, quindi, chissà: forse guarderò anche questo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A mio avviso, APPRENDISTA NOCCHERO, non se ne rimane delusi...

      Elimina
    2. Chissà, chissà.. Ricordo che qualcun altro me ne abbia parlato ma non saprei davvero dire chi fosse...

      Elimina
  9. Libro divorato, il film... Così così...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come sempre, almeno per quanto mi concerne PERSEFONE, il libro ti da l'occasione di immaginarti come vuoi, personaggi e scenografia, il film ti mette tutto sul piatto argento della pellicola...

      Elimina
  10. Il film era un po' scontato, ma come dici tu dava modo di un viaggio profondo. A me e' piaciuto e mi ha dato modo di sognare e sentirmi leggera.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si la scontate zia TINA non la discuto perché era evidente... Eppure anche io ho avvertito leggerezza

      Elimina
  11. Ciao Patalice,
    ho visto il film su Sky, ossia circa due anni dopo aver sentito critiche e apprezzamenti.
    Non sono il tipo da farmi influenzare, quindi volendo capire meglio - perché anche se bene o male se ne parlava - ho deciso di vederlo per farmi una mia idea.
    L'inizio è un po` debole, solite storie americane di coppie incomprese con amici e parenti pronti a sostenerli, non mi dilungo, dico solo che ho compreso il tutto alla fine. Ci sono momenti di noia, di simpatia, di rilassamento, di meraviglia, di stupore, ma credo che nel complesso sia dispersivo, manca il legame tra le varie sequenze e questo fa stancare lo spettatore facendogli perdere la concentrazione.
    Però se si segue con attenzione, c'è una ricerca molto intelligente del senso da dare alla vita, questo mi è piaciuto moltissimo e credo che lo abbia reso il film tra i miei preferiti in assoluto.
    Un abbraccio e buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ARTEPIA, capisco ogni parola, nella quale ritrovo una verità, quella della pressapochista visione iniziale, a favore del successivo discendere verso il viaggio, che è nocciolo e forza delle parole e delle immagini...

      Elimina
  12. Non ho letto il libro e non ho visto il film, ma lo cerco in stremaing e me lo guardo, prima però leggerò il libro che è sempre meglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tra i due prodotti scegliere il letterato fa sempre bene MOKY

      Elimina
  13. Ho apprezzato tantissimo il libro, ma il film non mi è piaciuto anche ho amato la Roberts in quei panni.
    La storia è reale, nel senso che la scrittrice del libro ha fatto davvero quel viaggio. Ma credo proprio che tu lo sappia già.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...e non sai che tentazione MYP...

      Elimina
  14. Ho sentito parlare di questo film ma non del libro, dovrei darci una sbirciata u.u

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono convinta non possa non piacere PHIIBI, poi credo altresì che sia un libro che letto in determinate condizioni emotive possa essere ancor più forte

      Elimina
  15. generalmente chi legge il libro e guarda poi il film rimane deluso dal film

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente TRISPORTLIFE il fatto di aver terminato il libro il giorno prima di aver rivisto il film mi ha aiutata a non uscire da quel trip di concezione avventurosa e di ricerca...

      Elimina
  16. Io accetto il consiglio, ho visto il film, ma forse non era il periodo giusto, e l' ho rimosso totalmente. . .sono in una fase in cui preferisco, o meglio mi "conviene" prendere i libri in biblioteca, ma per questo potrei fare uno strappo perchè di certo non lo troverei. Non sarà un libro a salvarmi ma da ciò che scrivi credo che potrebbe essere una buona guida.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Trovo che no PARIGINA, i libri da soli non siano bastevoli a salvarci, ma leggerli e lasciarci convincere dalla loro taumaturgica forza, è un super passo in avanti

      Elimina

Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!