venerdì 29 agosto 2014

Adottando

Forse l'avrete già letta su "vanity fair"...
...beh, è la mia...

In Italia l'adozione è:
un casino
una gran tirata per il culo
un lusso per pochi
una sfilza di giudizi 
burocrazia

In Italia, l'adozione per una persona cronicamente affetta da una patologia è:
un doppio casino
una doppia tirata per il culo
un doppio lusso per pochi
una doppia sfilza di giudizi
doppia burocrazia 
...F R U S T R A N T E...
nonché
I M P O S S I B I L E

Un bel quadretto italico, eh?!

Non scambierei la mia nazione d'origine, ma giuro che il Sistema ce la sta mettendo tutta per farmi convertire al passaporto!

Mi sono informata ed ho parlato con un'assistente sociale, colei la quale dovrebbe approvare o meno l'idoneità, mia e di mio marito, ad essere genitori.

Cauta e poco simpatica, ci ha illustrato tutto il [lunghissimo] iter indispensabile; in soldoni, se vuoi presentare domanda d'adozione DEVI partecipare ad incontri all'Asl, compilare una serie immemore di richieste, pregare ed aspettare. 
Il tutto correlato da detrattori professionisti, che vi mettono innanzi gli scenari meno piacevoli, le situazioni più estreme. 

E tutto questo SE sei una persona sana, se hai la sfiga di non esserlo al 100%, oltre il danno hai la beffa: controlli raddoppiati, una figura che ti sostituisca al trapasso [tiè] e che sia già conscia e consapevole della maternità non scelta ma trasferita che le aspetta. 

Diventa quindi una cosa a tre, durante la quale, i genitori miei e di Brivido, avrebbero dovuto essere parte integrante, perché, in Italia, non è la coppia che adotta, ma la famiglia. 

Ho rinunciato.
Non sono MAI stata una che molla, anzi, guardo a Don Chisciotte come ad un degno avversario davanti ai mulini a vento, tuttavia, ho appena ricevuto un sonoro e spregevole rifiuto alla maternità, da parte del mio corpo "imperfetto", ed è stata una lama infetta, del cui taglio porto ancora ferite profonde, e non sono pronta ad anni di scoramenti  vari, senza poi la certezza di che ne sarà di noi.

Lo ammetto, vedevo la cosa ben più semplice, avevo innescato un processo di fiaba, che coinvolgeva testa cuore ed anima, e che mi piaceva cullare.
C'è tanto male nel mondo, mi ero detta, che agevoleranno chi vuole fare e dare bene.

Vedevo quella bellissima bimba dalla pelle color ebano, scorrazzare per casa, sentivo la sua voce cristallina chiamarmi mamma, e provavo un tuffo al cuore mentre la portavo dall'amichetta al parco, a giocare con gli altri, a vederla andare più su con l'altalena, provando paura perché cadesse, ed orgoglio per il suo coraggio. 

Le volevo già bene, di più, l'amavo già per osmosi ai sogni di maternità cullati senza pausa, e non sentivo la distanza tra la naturalezza del rapporto che si instaura durante la gravidanza, convinta che, il colpo di fulmine, passi sempre attraverso gli occhi. 

Ci commuovono gli spot di bambini abbandonati, ci disgusta sapere di un'umanita bistrattata dalle guerre dei potenti, ci ripugna il maltrattamento ad esseri innocenti, ma agire per un bene comune è ostacolato da regole e lungaggini.

Mi fa ribrezzo pensare al nostro parlamento seduto in qualche aula climatizzata, con il culo nella bambagia e l'auto blu che lo aspetta parcheggiata in tripla fila.
Mi annichilisce che il mio domani sia nelle loro mani, che io non possa perché è legge che sia così, che l'eccezione sia da mettere al bando e che la generalizzazione dilaghi come un morbo. 
Mi metto in fila ed aspetto il mio turno, pago le [troppe] tasse, che mi impoveriscono e mettono in ginocchio la mia economia, rispondo al comune senso civico di buon comportamento, e mi vedo negato un dono, come quello della maternità adottiva, perché sono affetta da fibrosi cistica?!?

Ma se io, che ho 29 anni, restassi al mondo solo altri vent'anni, non sarebbero 20 anni più felici per me, mio marito e per un bambino che non sa cosa sia l'amore?!
Perché debbo sprecarne 7/8 in pratiche assurde, consumata di aspettative ed attese, con una facciata di violento rifiuto, prima che quel bambino possa conoscerci, perché "questi sono i tempi tecnici" da rispettare?!

Sono arrabbiata, come donna, come cittadino, come persona, perché il mio Paese non pensa al mio bene; perché vivo in una società becera e clericale; perché ho doveri ma non diritti.

61 commenti:

  1. Vorrei avere delle belle parole per dirti delle belle cose,
    vorrei dirti che forse una strada c'è.
    Ma non so se posso...
    Ti auguro tutta la serenità che io posso immaginare.

    RispondiElimina
  2. Non ho mai capito come funziona.
    Non mi è mai stato chiaro perché deve essere cosi difficile.
    Mi dispiace davvero, davvero tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti assicuro ELE781, che neppure io, nonostante mi ci sia trovata in mezzo, ho ancora ben capito come funziona e perché funziona così...

      Elimina
  3. Ho sempre saputo che la via dell'adozione fosse costellata di mille sfide, mille problemi e centomila dissapori, e ne ho avuto la conferma tramite un'amica che sta facendo lo stesso percorso .. ma perchè la burocrazia deve essere così contorta? Come dici tu non sarebbero anni più felici per te, tuo marito e per un bambino che non sa cosa sia l'amore????

    Mi spiace, davvero tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io capirei se ogni mese mio figlio, io e mio marito, fossimo passati al setaccio per vedere come progredisce il rapporto KATIU, ma iniziare con una sfilza di "no", è il peggior modo per fare tutte le cose.

      Elimina
  4. Hai già scritto tutto tu...condivido ogni parola!

    RispondiElimina
  5. In Italia ti fanno sentire un "perdente" per ogni cosa. In ogni campo.
    Capisco la frustrazione e condivido con te ogni tuo pensiero.
    Ti abbraccio forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non mi sento tutelata da chi mi rappresenta MISANTROPHIA, e so che questo è un problema comune, ma so anche che, se per tutta la vita sbatti la faccia a porte chiuse, non sei disposta a prenderne altre.

      Elimina
  6. Stella cara, ti abbraccio forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed io WANNABEFIGA nell'abbraccio mi crogiolo

      Elimina
  7. Condivido ogni parola...
    una mia amica ci ha messo dieci ani per adottare una coppia di sorelline ( ormai grandi.. una dieci anni l'altra 7)... mi chiedo se la burocrazia fosse stata più veloce quest due bimbe invece che in instituto sarebbero potute stare con la mamma adottiva.. e invece no...
    Hanno dovuto aspettare anni, spendenre milioni e firmare miglia di carte... siamo un paese incoerente e ridicolo..
    Ti abbraccio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il grado di buffonaggine SIGNORINA SILVIETTA, non accenna minimamente a scendere sotto il perenne livello di guardia

      Elimina
  8. Non pensi ne valga comunque la pena? Anni fa amici di famiglia hanno adottato un neonato sud americano (si pensa) di pochi mesi e un paio di anni dopo una bimba di pochi mesi dalla pelle scurissima. Ora hanno 24 e 22 anni, vanno all'università, hanno una vita meravigliosa.
    Un collega di mamma ha adottato (ormai 16-17 anni fa) una bambina africana di 6 anni (loro avevano già una certa età quindi non più adatti a neonati) che io ho seguito per anni aiutandola col latino. Una gioia.
    Un altro collega di mamma ha adottato un bambino di 5 anni dalla Russia.

    Perché non provarci? Perché non mettere da parte il "tutto e subito" e fare questo percorso? Frustrante certo ma con un finale meraviglioso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. MAREVA...
      perché la mia patologia aggiunge anni alla "cosa".
      effettivamente io sono malata di tuttosubitismo, ma questa volta la faccenda è differente.
      ingiustamente differente.

      Elimina
  9. Cara Patalice, ne ho spesso sentito parlare di questi enormi ostacoli!!!
    La burocrazia italiana toglie la volontà di provare per adottare un piccolo.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo è così TOMASO, ed è una cosa assurdamente ingiusta

      Elimina
  10. E' una cosa tristissima e che fa rabbia. Mi dispiace tanto.

    RispondiElimina
  11. Ecco, queste sono le cose che mi fanno incazzare dell'Italia. Che nel 2014 si discute contro l'aborto, facendo diventare madri ragazze che figli non ne vogliono, che non sono pronte e non ne hanno la possibilità, o ragazzine veramente troppo giovani per essere mamme responsabili… e si nega, o si protrae all'infinito, la possibilità di far adottare un bambino ad una coppia che lo vuole veramente. E' una logica che continua a sfuggirmi.
    Ti abbraccio forte e concordo con Mareva; non lasciarti andare allo sconforto, sicuramente vale la pena di aspettare se è ciò che desideri tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'Italia è il beffardo regno della contraddizione MECHANICALROSE, inutile sperare nel contrario, ma ancora non mi arrendo a che le cose siano così, voglio ancora gridare la mia rabbia ed il mio sdegno, e mantenere quella favolosa capacità di sorprendermi, in positivo ed in negativo, tanto da ritrovare il senso...

      Elimina
  12. Anche a me hanno tolto la voglia di provarci (e dal canto nostro abbiamo malattia e età avanzata). Non dico altro per lamentarmi di certi trattamenti, getterei solo benzina sul fuoco, ma una volta di più ti capisco...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Disgraziatamente so di non essere la sola NONSENSESPOT e di avere dolore similare attorno a me... Chissà cosa ci aspetterà per noi stesse, al di la di incazzature e limitazioni

      Elimina
    2. A volte guardo "di là", oltre confine. Mi chiedo come verremmo gestiti noi, coi nostri sogni da avverare. Poi guardo il consorte tornare sfatto dal lavoro, guardo le rate del mutuo della casa e mi arrivano addosso dei sensi di colpa allucinanti.
      Sì, sono incazzata con l'Italia perchè questa nostra battaglia ha i SUOI paletti tra le NOSTRE ruote, ma davvero ci resta solo la speranza di fuggire e di fare tabula rasa di tutto, rischiare ricominciando daccapo dove non siamo nessuno, perdere i frutti di una vita per inseguire un sogno... che è sì importante ma non deve accecarci e rendere la nostra vita e la nostra coppia altrimenti vana e vuota?
      Non so, Pata, se condividete questo pensiero, se ci avete mai ragionato. Io oramai ho paura perfino di formularlo, non ho le spalle abbastanza forti per sentirmi dire ancora che è questa maternità è un'ossessione e che non possiamo far girare tutto attorno ad essa. Sì, ma chi glielo spiega a "quelli normali" come ci sentiamo grazie al nostro corpo imperfetto E grazie a delle leggi assurde?

      Elimina
    3. (perdonami il segone... forse ti tange ben poco. È uno sfogo tra i denti, scusami se ti ho costretta a ospitarlo)

      Elimina
    4. È hn'ospitalita che mi fa spalancare le porte.
      Dico sempre che, se non ti chiedi "come stai", è perché hai la fortuna di non doverci pensare. A me questa fortuna è stata negata. Quando mi fermo, che sia un istante o un minuto o una frazione di secondo, non può fare a meno di venirmi alle meningi un riferimento alla mia salute. Ecco, questa cosa i "normali", non la comprendono. Ed il loro profetizzare sulle "cose della vita", vale sicuramente tanto quanto il mio, ma ha radici profondamente diverse. Io non so se il mio egoismo di donna spinta alla maternità, sia plausibile, so di certo che in me non è ancora stupito, e che dei ben pensanti mi faccio baffo. Sto decidendo un domani che, sarà poco canonico ed ortodosso, ma probabilmente mi darà ciò che sogno.

      Elimina
  13. Ne avevamo un po' parlato tempo fa, e capisco che alla fine gli anni passano e sperare in una adozione per poi dover iniziare tutto da capo in altro modo è davvero avvilente. Posso solo farti in bocca al lupo per qualunque scelta tu abbia intenzione di fare e ti mando pure un bacio enorme!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Apprezzo baci e abbracci che ti rimando con il sorriso di una resa che non è una sconfitta PIER... Cullo e credo nei sogni, e mi auguro di poterne esaudire ancora tanti

      Elimina
  14. fa male leggere queste cose, tanto... soprattutto perchè dalle tue parole traspare tantissimo quanto tu e Brivido sareste dei bravi genitori... mi spiace...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...ma non ci viene data la possibilità di provarci KANACHAN...

      Elimina
  15. E' arrivato il mio Vanity in abbonamento stamattina, mi sono messa a sfogliarlo solo ora, ho iniziato a leggere le lettere al direttore, scorro e mi intristisco fino a quanto non leggo "Brivido" come soprannome a Lui. E allora capisco chi scrive, e corro subito qui. Conosco questa donna frustrata e amareggiata, ricordo però anche la forza che trasmette nei suoi post, la positività che mi aveva tanto colpito giusto qualche settimana prima, le speranza che aveva dentro, comunque e nonostante tutto.
    Dove sei, Pata? Non farti abbattere. Che il sistema burocratico non funziona lo sappiamo da un po', che nessuno premia il bene e si guarda solo al male, è un ritornello fin troppo conosciuto.
    Ascolta Mareva: non mollare, non rinunciare al tuo sogno. E' un consiglio di pancia, tu saprai certamente meglio di me cosa fare, cosa sopporteresti meglio, se l'attesa o la rinuncia. Ma sento l'amore che hai dentro, non gettarlo alle ortiche... Ti auguro tutto il meglio e tanta fortuna, perché è a quella che dobbiamo appellarci qui in Italia. Vedrai che la ruota girerà!
    Un abbraccio forte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si BETTI, sono quella forte ed ironica, che alla vita cerca di tirarla un po'per il culo, perché lei con me l'ha fatto dagli antipodi... Solo che ci sono frangenti in cui l'incomunicativita tra diritti e doveri, tra privilegi ed obiezioni, diventano incolmabili lacune melmose. Ed ecco che io mi ci sono impantanata.

      Elimina
  16. Rabbia rabbia rabbia. Solo questo. Vorrei dirti come le altre di provarci lo stesso, ma non me la sento. perchè non è mica detto che una già provato dalla vita voglia continuare a prendere ceffoni all'infinito. Una può anche dire: basta grazie, ne ho abbastanza, mi godo quello che ho. Ti abbraccio forte, qualsiasi cosa decidi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie ELLIE, perché tu hai capito.

      Elimina
  17. Già..in Italia è tutto un casino...tutto...
    Ti abbraccio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Accolgo l'abbraccio con calore M4RY

      Elimina
  18. Queste sono le cose che mi mandano in bestia... non sei l'unica di cui ho letto gli sfoghi indignati e dolorosi nei confronti di un sistema che fa acqua da tutte le parti... tanta rabbia, ma forse ti direi di continuare a provarci, dato che questo è il tuo sogno da così tanto... che rabbia davvero però... :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È facile e giusto consigliare di non abbattere e di andare avanti STRAWBERRY, lo avete fatto in tante, ed a parti inverse, forse, farei la medesima cosa. Ma la realtà è che dopo un po che prendi palate in faccia, esci dal giardino!

      Elimina
  19. L'unico paese con una burocrazia pari a quella italiana è la Germania. La differenza è che lì funziona.
    Qui la burocrazia non è uno strumento: è una maschera che nasconde tutto quello che si trama sotto le carte.
    Siamo messi nelle condizioni "legali" di lasciare a loro la scelta sulla nostra vita o sulla nostra morte.
    Esistono leggi che dicono che un tavolo è nero ed altre che dicono che non è possibile sia nero, poi si decide sul momento come sia fatto, in base alle convenienze.
    Questa è la nostra burocrazia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando una società boccia prescindevolmente la libertà di pensiero e di parola e di azione, per me la democrazia non esiste più. Esiste, come hai giustamente detto APPRENDISTA NOCCHERO, una giungla di eccezioni e di regole votate e varate alla convenienza, e no, non va bene.

      Elimina
    2. Da tempo la democrazia è morta, solo che ora, con il passare del tempo, se ne stanno rendendo conto tutti.
      Ma non è ora che è iniziato tutto: è un percorso preciso e mirato, nato prima di noi...

      Elimina
    3. Vale la pena incazzarcisi?

      Elimina
  20. Siamo in unPaese in cui i diritti non esistono piu'. Rabbia e dolore sono la reazione agli ostacoli che quotidianamente affrontiamo per sopravvivere. Che peccato che questi piccoli infelici non possano essere amati.da chi lo vorrebbe. Miopi politici che non conoscono amore e rispetto, ci succhiano il sangue e ci negano u futuro.
    Mi.dispiace per te, ma anche per me, non mi piace vivere in un Paese che vive di pregiudizi. Quale genitore puo' essere certo di.vivere per sempre?? E allora chi diventa padre a 60 anni? Illogico tutto questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Illogicità TINA.
      Mi sembra un concetto perfettamente calzante.
      Illogico è qualcosa che va risolto, al quale va trovata una soluzione.
      E questo lo dico pensandolo con raziocinio. Ma poi mi rendo conto che, nella burocrazia della legislazione, il "logico" ha un ruolo marginale, ripiegato su se stesso e spiegato a noi, comuni mortali, quasi più con una scrollata di spalle che con altro!

      Elimina
  21. Conosco l'iter indirettamente, da educatrice in casa famiglia. Immagino quanto possa essere duro,lungo e frustrante.E ancor più duro e ingiusto,aggiungo io, avere la doppia frustrazione dovuta alla discriminazione. Sì,quando si presenta la disponibilità ad adottare, inizia un iter lungo e farraginoso,che comporta analisi su analisi,test,interviste che sembrano interrogatori,che coinvolgono tutta l'intera famiglia della coppia che intende adottare. Si cerca,così,di sondare il terreno,di capire come l'adozione è vissuta da tutta la famiglia,non solo la coppia. Perché l'adozione è dare una famiglia,non solo un padre e una madre,al bambino. Ma, mi fa rabbia,sai,sapere che questo iter per molti - e questo lo so direttamente - è stato quasi alleggerito grazie,per esempio,al denaro o alle conoscenze,che accorciano i tempi. Mi fa rabbia,sapere che una patologia possa essere fonte di discrimine. Capisco e comprendo,che si voglia garantire al bambino che è stato privato di una famiglia "normale" una vita quanto più possibile senza ulteriori traumi o separazioni. Ma,mi chiedo,nelle famiglie dove i figli nascono biologicamente,dove non son adottati,si entra mai per controllare e vedere,se viene garantito loro la felicità,la cura,l'amore,la dedizione? E chi può dire quanto durerà tutto? Gli imprevisti,nella vita,capitano a tutti,a tutti,anche a quelli che oggi sono sani e da un giorno all'altro si scoprono malati. Che si fa? Si tolgono loro i figli? Si dice loro che era meglio non metterli al mondo?Chi può prevedere cosa accadrà fra dieci anni? Io ho avuto bambini,adottati e poi riportati indietro,da coppie sane,ma incapaci, che alle prime grandi difficoltà,difficoltà che incontrano tutte le famiglie, han gettato la spugna e han portato indietro i figli adottati. Ecco,mi fa rabbia pensare che queste,magari,han anche avuto un iter lungo ma meno frustrante e meno terroristico per adottare e poi... Io immagino Pata, come puoi sentirti, e mi spiace tanto. So,per certo,che molte coppie,han dovuto presentare spesso la dichiarazione di disponibilità ad adottare,perché l'iter lungo ha portato a scadenze che hanno reinnescato tutto il meccanismo perverso. Vorrei dirti di non gettare la spugna, di corazzarti ben bene,nonostante tu abbia già una grande forza, perché adottare è una cosa difficile,non solo prima,ma soprattutto dopo,quando la otterrete.Difficile,spesso molto molto frustrante,dopo,ma non impossibile. Non per una ragazza come te,determinata e forte e piena di vita. Vorrei dirti di non gettare la spugna. Sai tu cosa fare..io mi limito a mandarti un grande abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ELE hai dato voce alla frustrazione della mia disabilità. Hai, correttamente, parlato di quegli imprevisti, che sono tanto più frequenti, di quanto non ci sia dato di analizzare... Eppure il risultato ha gli occhi gonfi delle mie lacrime e della mia rabbia, mi somiglia in modo indiretto, e non so come ne uscirò. Purtroppo, la mia forza e la mia determinazione, sono tali per le quali ho solo una gran voglia di prendere a calci culi imborghesiti da idee e metodi burocratici. Poi però interviene quella parte di me che ci tiene tanto a proteggermi dall'ennesimo scoramento, dall'ennesima porta in faccia, da quel nuovo rifiuto già vecchio, perché l'ho sentito mille volte.

      Elimina
  22. ho lavorato per un brevissimo periodo in un ente che si occupava di adozioni. tutti questi incontri che ti propongono son davvero molto utili perchè, se fatti bene ovvio, servono alla coppia per passare dall'attesa del bambino sognato a quello vero. Una coppia quando adotta deve essere pronta ad affrontare le difficoltà reali che si troverà davanti.
    Poi le lungaggini burocratiche e i tempi di attesa sono una vergogna e sono un altro paio di maniche.

    Secondo me ti converrebbe anche contattare un ente che si occupa di adozioni e fare con loro una chiacchierata (gratuita) per valutare la tua situazione sentendo un'altra campana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capisco possa esserci utilità nell'iter, non lo contesto ne lo condanno FEDERICA. Non in quanto tale comunque. Ciò che mi fa incazzare è che la mia condizione rende il tutto ai limiti della probabilità, ed, inoltre, che il tutto abbia un procedimento così lungo da sembrare una prova di resistenza.

      Elimina
  23. Mi dispiace tanto Pata, davvero. Sono sicura che avresti fatto la felicità di qualche bambino e che saresti stata un'ottima mamma, anche adottiva. Non ti meriti questa presa in giro, non te la meriti davvero.
    Ti abbraccio forte come sempre :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E le prese in giro fanno parte di quel bizzarro gioco che è la vita. Fanno incazzare e pure tanto, ma altresì esce da noi quella parte che non si arrende... Grazie per gli abbracci, mi servono come l'acqua

      Elimina
  24. Da tempo avevo capito il tuo desiderio e quanto tu ci tenessi...
    Perciò mi dispiace tantissimo per questo finale amaro... nello stesso tempo ti ammiro perchè da quello che scrivi si percepisce benissimo che sei una persona forte e allo stesso tempo dolcissima, una persona autoironica e un po' "snob"... proprio per queste caratteristiche gli altri ti amano...proprio per la tua sincerità e schiettezza. Il tuo è uno dei miei blog preferiti e leggere queste cose, vedere quanto il nostro paese possa essere "crudele" per determinate situazioni mi fa solo incazzare e dispiacere. Tanto.
    Ti auguro di riuscire a superare il prima possibile questo momento e sono sicura che ce la farai, qualunque sia la tua decisione finale. Ti auguro anche ogni felicità...
    Un abbraccio grande grande

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono una che fa associazioni mentali, e che per stare a galla trova dscamotage piccoli e ridicoli PRINCESS, di quelli che si usano per imparare le cose, o per immaginarsi le facce dei protagonisti dei libri. Ecco perché leggendo il tuo commento mi sono sentita abbracciare, perché io faccio così. Io uso la fantasia per restare a galla, e tu sei stata un fantastico salvagente.

      Elimina
  25. Ciao Pata!
    La burocrazia in Italia funziona come un aggeggio dalle pile scariche, il mio collega dopo ben quattro anni di torture psicologiche fatte di se e di ma é finalmente diventato papà di un bimbo vietnamita di tre anni, mi dice spesso che se dovesse tornare indietro non lo rifarebbe più per un unico motivo.. La trafila burocratica spaventosamente complessa ma si potrà? Robe da matti abbiamo gli orfanotrofi colmi di bimbi senza genitori .. Pazzesco al limite della follia che una coppia debbe pure assumersi l'attesa di lunghi anni per poi magari stare a guardare che tutto se ne va in fumo.. Che ingiustizia si mettessero a cambiare la situazione invece di emettere leggi assurde
    Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensavo che i cittadini di serie B fossero il triste ed arrabbiato appellativo di quanti avevano subito angherie in paesi più difficili, zone malavitose o prosciugate dall'aridità del sud, o in critiche situazioni economiche... Invece CLAUDIA mi ci sento io pure. Io che faccio le cose come devono essere fatte, che rispetto leggi e file, che non ho chiesto raccomandazioni e che, pur essendo disabile, non mi sono servita di bonus e benefit...

      Elimina
  26. e poi leggi di gente famosa con figlioli adottivi vari, nonostante passati "turbolenti" tipo ex-drogati (ex siamo sicuri??). perchè non sono i soldi che in realtà fanno la differenza, no certo che no. mah.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...ed io mi sarei venduta anche la casa NILY, ma la mia storia è così scialbamente banale che non vale il clamore di un'eccezione

      Elimina
  27. E io che ti devo dire Socia... All'adozione ci penso da un po' ed è una strada che tenterò, forse a prescindere dalla FIVET. Odio partire già sconfitta ma ammetto che per questo percorso è bene non farsi troppe aspettative. Ingiusto e difficile, tutto. Questo paese mi rispecchia sempre meno, lo ammetto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa che la fivet sarebbe stata la soluzione, momentaneamente, più abbordabile, ma il mio corpo Socia, non aveva i presupposti necessari... Se ripenso alla Gran Visir della Vagina che mi dice che in un tentativo era certa sarei rimasta incinta, ancora l'ombra di dolore attanaglia il cuore... E poi l'adozione, il suo richiedermi semplicemente di accettare di dare amore... E invece no... Oggi le ombre sono tali e tante che il dolore è invalidante...

      Elimina
  28. watch my new post on my blog :)

    Thank you so mach
    xoxo

    RispondiElimina
  29. Come Betti M. sono una abbonata di Vanity. Ieri mi è arrivato, leggo la tua lettera, mentre mi commuovo il nome Brivido mi fa scattare qualcosa e faccio il collegamento con il tuo blog...
    In Italia è tutto più difficile, in questi anni di blogging ho letto di persone giudicate non idonee perchè stavano antipatiche alle assistenti sociali o perché avevano dato una risposta "sbagliata" al giudice. Perchè deve essere tutto così arbitrario? È veramente ingiusto che chi fa questa scelta debba venire messo alla GOGNA!!

    E poi invece ho letto di coppie (italiane) residenti sia in Usa e che in Brasile, per esempio, che con procedure limpide e chiare sono riuscite in un tempo relativamente breve a coronare il sogno di allargare la famiglia...

    Ti mando un grosso abbraccio!

    RispondiElimina

Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!