mercoledì 2 luglio 2014

ineluttabile come...?

La SuperNonna mi ha detto che il Signore una cosa veramente giusta l'ha fatta, non c'è ricco, non c'è povero, la morte prende tutti noi, con democrazia, con il primo vero senso di giustizia annoverabile, nei secoli dei secoli.

La morte ha colpito due famiglie alle quali sono, per ragioni diverse ed in modi differenti, legata.

Oltre all'immenso dispiacere per la perdita, mi sono soffermata a guardare le reazioni umane, scomposte e compostissime, inspiegabili e mutate in corso d'opera, strani stracci di storie, che ci appartengono solo in parte, quella parte che possiamo spiegare nei gesti e nelle parole, ma che sono così lontane dalla comprensione, quando si tratta di viverle... 

La morte...
Universale...
Spietata o dolcissima...

Il mio approccio è quello di una signor nessuno che si fa domande...
Dove andiamo, Chi siamo, A cosa porterà tutto questo vagare...

Aspetto l'onda lunga che scelga per me, o decido il mare in cui poggiare lo scafo?

Un rispettoso abbassare di voce, un cordoglio dovuto, un occhio lucido di rimpianto e commozione, una preghiera appena sussurrata...

Vorrei vedere la mia morte in anteprima, vedere la gente che soffre per me...
E' sadico e feticista a tratti, ma da che ho memoria adulta, credo di aver sempre covato questo indicibile e sporco desiderio dentro di me...

Vorrei "Goodbye my lover" di James Blunt, che lo so che è inflazionatissima nei funerali anglosassoni, ma io la voglio lo stesso, ca va sans dire; voglio una bara aperta se sono ancora nella mia forma più smaliante, oppure un'unica enorme foto di me che celebro la vita, senza processione innanzi alla me che potrei essere, deturpatamente infelice in un corpo traditore; voglio lettere di commiato, lette solo da chi ha avuto vera importanza nella mia vita, e non da chi vuol salire sul pulpito giusto per rendersi bello al mondo, una volta in più; e voglio che dopo tutti vadano a fare una colazione, o un brunch, insieme, per ricordarsi che, se anche io non ci sono, le loro vite hanno significato diritto e dovere di andare avanti... 

La morte la conosco.
Ci ho fatto i conti sulla pelle, e se mi ha risparmiato un motivo ci sarà.

Ad esempio ho imparato che amo la vita.
Mi piace il suo sapore, i suoi colori,il suo odore, la consistenza che lascia cadere su di noi quando tutto sembra spento, quella idea di paradiso in terra che ognuno va cercando, e che non ci si accorge di quanto vicino ci stia... 
Magari ti si è addormentata in braccio, mangia una piadina con te o ti strappa la coperta in una notte gelida... 

32 commenti:

  1. Alla fine, credo, bisognerebbe trattare la morte come un qualsiasi elemento della nostra vita. C'è. Fine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo anche io sia così MAREVA... Perché si chiede sempre come un tale sia morto, e mai come esso sia vissuto?

      Elimina
  2. La morte...forse per vivere davvero bene, bisognerebbe riuscire a non temerla..ma d'altro canto, siamo così attaccati alla vita, a questa vita, forse perché è l'unica che conosciamo, e dopo questa, c'è solo l'ignoto..chi è credente, si consola pensando all'esistenza di un seguito..di un aldilà, di una vita dopo la morte..e chi non lo è, si attacca a quel che ha..con tutta la forza che ha..io appartengo alla seconda categoria..
    Non ci resta altro da fare che accettare...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho le mie convinzioni sull'aldilà M4RY, sicuramente influenzate dalla fede e da un'educazione cattolica, sebbene piuttosto aperta...

      Elimina
  3. Sei molto saggia Socia. Io non lo sono affatto. La morte mi fa paura, mi sta sul ciufolo, mi fa incazzare, non la sopporto proprio. Rifiuto l'idea. Se potessi vivrei per sempre. D'altro canto è lei che da senso alla vita, perché se non finisse mai non potremmo apprezzarla, ne godercela.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo so se sono veramente così saggia Socia, covo uno di quegli irrazionali desideri di conquista prima e di pace poi, e non mi sono stancata di essere perseverante. Forse non lo farò mai e mi farà sentire viva non esserlo

      Elimina
  4. Ahaha, anche io diedi disposizioni per il mio funerale :p
    La morte è davvero la livella, c'è poco da fare.
    E comunque penso che sia una cosa naturale...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah beh, sul fatto che sia naturale MOZ, nulla da obiettare... A meno che Jack lo Squartatore non resusciti e veda in me una zoccolona, nulla da ridire!

      Elimina
  5. Mi hai fatto venire in mente il film P.S. I love you, dove ad un funerale tutti gli amici brindano davanti alla foto del defunto, con in sottofondo la sua canzone preferita...
    Io non ho paura della morte. Mi fa più paura la vecchiaia. O la solitudine. E vorrei che mi riconsegnassero al mio elemento: il mare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CHIARA avevo anche io il pensiero rivolto a quel film scrivendo... Ed anche io, come te, mi reputo figlia di Nettuno

      Elimina
    2. Per curiosità, dov’è che abiti? Io credo che l’amore per il mare dipenda anche dall’essere nata e cresciuta nella meravigliosa Liguria

      Elimina
    3. Io sono di Brescia CHIARA, ma per la mia patologia sono stata "scaraventata" molto presto in acqua...

      Elimina
  6. Cara Patalice, posso leggere il tuo interessantissimo post in versione serissima o ironica/sarcastica in base al mio stato d'animo. Ora, oggi, sono stanca. Avendo un marito malato... è complicato commentare per me, lo farò, non ora. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. BATUSIMO, non c'è ironia più grande di quello della malattia... È la mia personale esperienza a parlare! Spero comunque di averti regalato un attimo di svago e di non averti mancato di rispetto

      Elimina
  7. Io non temo la morte, piuttosto temo il dolore che potrebbe condurmi verso di lei, la sofferenza finisca, il mondo nel quale avverrà la mia fine. La morte no, non la temo e come te vorrei poterla vedere da fuori, spettatrice di me stessa, se è sadico non lo so, però vorrei fosse cosi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se il sadismo è condiviso BORDERLINE, perde un po' della sua essenza malefica, no?

      Elimina
  8. Mi hai fatta commuovere. Io la morte la temo, un po'. Ma più che la mia, temo la morte delle persone che amo.
    Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È cosa buona e giusta temere la fine degli altri più della nostra, c'è felicità solo quando condividiamo... E la vita è questo: un viaggio da non affrontare da soli

      Elimina
  9. La nostra società ha una paura fottuta della morte e cerca di tenerla lontana. Tuttavia, in certe particolari situazioni - penso alla morte di un divo della televisione o anche alla morte di un comune cittadino di cui hanno parlato i mezzi di informazione - la morte diventa un evento collettivo, uno spettacolo mediatico, con giornalisti, telecamere, fotografi. E poi gli appalusi. La cosa che più detesto a un funerale. Abbiamo paura del silenzio che impone la morte e allora facciamo un bell'applauso quando la bara esce dalla chiesa. Ma a chi è rivolto quell'applauso? A noi che siamo ancora vivi o al morto che intendiamo trasformarlo in un eroe ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una riflessione sicuramente interessante REMIGIO, che mi porta ad un altro pensiero. Collegato? Non lo so, comunque parlavi di silenzio, del suo potere "spaventoso" agli occhi altrui, ed io mi domandavo se potesse esserci davvero speranza salvifica nell'estrema paura... Ovvero, spezzare la paura stessa col rumore, con l'intervento umano su qualcosa di "divino" che non si sa spiegare, non è una cosa buona? La rivoluzione dell'uomo sull'ineluttabilità...

      Elimina
  10. E' vero, è vicina..in altri paesi hanno fatto pace con lei più di noi, che non possiamo nemmeno nominarla senza rabbrividire. Invece credo che pensarci un pò ogni tanto non guasta, giusto per abituarsi all'idea..e per godere di più ogni minuto di bellissima vita che abbiamo!!!!

    RispondiElimina
  11. La maggioranza delle persone teme la morte e quindi cerca di non pensarci ma un qualunque avvenimento imprevisto potrebbe metterci faccia a faccia con lei. Il tempo la fa da padrone, scorre tanto in fretta che dovremo poi fare i conti con la vecchiaia, a quel punto l'idea della morte non ci sembrerà tanto remota. Ci saranno troppi funerali a cui andare e troppi amici che ci verranno strappati. ma la domanda che tutti ci poniamo è: " Quando toccherà a me?"

    Tema tristissimo che tutti tentano di esorcizzare in qualche modo.
    Un caro saluto -

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Esorcizzare" CARLA.
      Hai usato questo termine che mi piace, in questo concetto, anche se io prediligo l'idea di domare... La forza che porta a spingerci fino al confine, estrarre la frusta ed infierire su qualcosa che non è per forza nemica, ma va ostracizzata...

      Elimina
  12. io la temo tantissimo e non riesco ad accettare questo tipo di separazioni..lo so che la vita va avanti e continua,ma è qualcosa che mi fa stare un sacco male, dovrei crescere non so o sono troppo debole..

    RispondiElimina
  13. Io pratico il Buddismo di Nichiren Daishoni , per noi la morte sara' esattamente come lo e' stata la vita, per cui bisogna preparare con saggezza ogni giorno.
    Anche io ho visto la morte in faccia d da allora sinceramente mi preoccupa meno, pero' ho paura di morire nel dolore fisico.
    Spero solo che non mi venga fatta una funzione religiosa cattolica!

    RispondiElimina
  14. Cara amica anche nella morte ci sono molte differenze,chi muore improvvisamente,chi tra atroci tormenti e chi serenamente nel suo letto e in tutti i casi chi è agiato,muore meglio del povero.
    La vita è come un meraviglioso e incerto viaggio attraverso la conoscenza,e come ogni viaggio ha una fine.
    Felice giornata,fulvio

    RispondiElimina
  15. Al mio funerale io vorrei che andassero tutti a Gardaland a divertirsi per me.
    Trovo inutili i funerali, faccio fatica ad andare anche a quelli a cui sono legata. Mi piace ricordare una persona che ho perso, non piangerla insieme a persone con cui magari voglio stare.
    PS: la canzone è troppo bella, ottima scelta! :-)

    RispondiElimina
  16. Che belle parole le tue! Bello anche come riesci ad affrontare il pensiero di una cosa così terribile.
    Mi hai fatto sorridere con le tue disposizioni per il dopo e riflettere con il tuo elogio alla vita!
    Io ho una paura fottuta della morte perchè vorrei poter avere la sicurezza di vedere mio figlio crescere, diventare adulto, avere dei bambini e magari anche dei nipotini e invece chi lo sa cosa ci riserva la vita???
    Di certo finchè ci sono intendo godermela più che posso e fino in fondo! hihihihihi ;)

    RispondiElimina
  17. Io saró banale, ma temo di più la morte di chi amo rispetto alla mia perchè alla fine sei tu che rimani qui a fare i conti col dolore della perdita.
    E sai che alla mia non ci ho mai pensato veramente?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero di non aver intristito i tuoi pensieri LILA...
      Sono d'accordo, la morte altrui ha un aspetto molto meno piacevole...

      Elimina
  18. Io credo nella reincarnazione per cui di morire non ho paura, piuttosto di soffrire un tantino, visto che la mia soglia del dolore da 1 a 10 rientra nei numeri negativi. Viviamo con leggerezza, per godere del presente, senza far del male agli altri ma curando la nostra felicità, poi il resto arriverà quando arriverà. Chiudo con questa perla di saggezza e ti mando un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Trovo che ci sia davvero saggezza ROSMJ nel tuo verbo... Non ho la fortuna di credere nella reincarnazione, ma la voglia di vivere ogni giorno con entusiasmo estremo!

      Elimina

Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!