mercoledì 30 aprile 2014

Raccontare la vita attraverso gli occhi di chi la guarda in mododifferente

A me piace andare al cinema.

Mi piace vivere di storie che hanno un'anima, ed in quell'anima perdermi senza rimedio, senza neppure sentire la volontà di ritrovarmi impanicata da un senso critico che vuol sentir ragione. 

Mi è successo spesse volte l'anno scorso, con mia grande sorpresa: "Noi siamo infinito", Ruby Sparks", "Il lato positivo" e "Moonrise Kingdom"; e prima ancora con "Il favoloso mondo di Amelie", "Emotivi anonimi", "Little Miss Sunshine", "500 giorni", "An education".

Film che non sono quei punti fermi che hanno le etichette dell'oscar, meritato "per forza" tanto esprimono intensità, o i baluardi spassionati e senza tempo, dirompenti di icone e immagini sprecate per il 4K... 

No, sono quei sogni in movimento, al buio di una sala annegata di popcorn o triacetato, sogni che hanno sgargianti colori deformati, un'allour da cinepresa antica, e personaggi che dissacrano convintamente. 

Le storie che sfiorano il paradosso, la chimica di istrionici "tali" che ti scivolano dentro e sulla pelle, la totale assenza di elementi da kolossal, la banalità scritta di racconti ninnaneggianti. 

Sono questi i film dei quali acquisto i dvd, questi i miei "per sempre", queste le vicende che mi ammalano coinvolgendomi. 

E "Grand Budapest Hotel" fa parte della schiera. 

L'ho visto con la mia persona, e ne ho risucchiato ogni incongruenza, ogni fallimento di naturalezza, ogni complimento al reale.

C'è uno scrittore al quale viene offerta La Storia, quella degna di tutte le lettere maiuscole, quella che segnerà la svolta al successo esimio.

Un giovane rifugiato politico senza natali, Zero, viene assunto come valletto da un sedicente concierge del miglior albergo della città di Zubrowka, il profumatissimo Monsieur Gustav. 

Conquistatore di geriatrici cuori, il concierge prende a cuore il fanciullo, e a cavallo della guerra, che sarà deus ex machina implacabile, vive l'avventura delle avventure, calpestando la fuga da un figlio irato, verso un quadro dal valore inestimabile, eredità di una delle sue conquiste.

Tra dialoghi al limite della sfrenatezza lessicale, personaggi colorati di spirito senza spiegazione, e treni e scale e dolci, si esplica questa faccenda di cuore, che vede rivelarsi tutti i sentimenti: dall'invidia, all'amicizia, passando per l'amore e la paura. 

Un calderone che, se non vi è particolarmente chiaro non è colpa vostra, ma che riflette una magnifica caotica condizione: quella dell'esistenza

28 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. ciao cara. Ho visto questo film la settimana scorsa qui a Varsavia e mentre ridevo e annuivo, pensavo che forse tante sfumature ironiche, se non si vive almeno un pochino nel centro est europa (che sia la polonia, l 'austria, l ungheria, per capire come nella vita di tutti i giorni sia ricordato il periodo sovietico e quanto e' idealizzato il periodo prebellico etc) vanno perdute e il film puo' sembrare solo stranissimo. Sono contenta di leggere il tuo post e rendermi conto che invece no

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    1. È una zona europea, fatta eccezione per Amsterdam, che non conosco, ma che mi affascina. Se la sua decadenza bizzarra e volitiva, ha un chè di similare al film VALENTINA, non potrò che trovarla eccezionale!

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    2. ti aspetto a Varsavia, quando vuoi

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    3. Non è affatto detto che non ti raggiunga, sai?

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  3. Molti dei film che haicitato all'inizio sono tra i miei preferiti....e sono d'accordo con te totalmente!!! Io l'altro giorno ho visto "la sedia della felicità" e mi ha lasciato una bella sensazione addosso...ora voglio vedere anche questo!!!!

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    1. Recupererò quello che hai consigliato tu ELLIE, grazie per la dritta!

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  4. Sarà il prossimo in lista, ne sto sentendo parlare solo bene. Non so perché ma stamattina mi sono svegliato pensando a Noi siamo infinito... mi trovi d'accordo su come hai descritto quel genere di film. ;)

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    1. Sono quelli che tracciano dentro di me linee meravigliose CERVELLINO

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  5. Cerco di vederlo da settimane ma ancora non ho trovato modo e tempo.
    Non ho scuse, ora :)

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    1. Al "Sociale" poi c'è l'atmosfera più che adatta MAREVA

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  6. Oddio, ora come ora non ho occasione per andare al cinema, ma mi hai incuriosito. E vedo che ci piacciono lo stesso genere di opere, Noi siamo infinito in primis.
    E di Stand by me che ne dici?

    Moz-

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    1. Bizzarro come alcuni tra i miei blog friends favoriti [e sai MOZ che non sono una sviolinatrice] abbiano gusti pari ai miei... Stand by me lo devo recuperare

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  7. ero indecisa se andare a vederlo o no..ora mi hai incuriosito ;)

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    1. OPHELINA credimi, sarà una bellissima avventura! Un ottimo investimento del tuo tempo

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  8. Volevo andarlo a vedere anche io!

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    1. Non lasciartelo sfuggire TRISPORTLIFE, è una perla!

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  9. Adesso ho la curiosità di vederlo :-)

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    1. Meraviglioso ZONZOLANDO, aggiungo solo questo

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  10. L'ho visto e mi è molto piaciuto. In certi momenti veramente surreale, ma bellissimo!!!!

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    1. Il surreale VIOLA, ha la capacità di conquistarmi totalmente

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  11. Bello! Un gioiellino, ma con Anderson si casca sempre bene... :-)

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    1. Non posso che darti ragione STRAWBERRY!

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  12. Una settimana fa, passavo con la macchina davanti al cinema ed ho pensato " caspita è davvero da tanto che non vado, che non puccio le dita per prendere i pop corn, al buio con la bocca salata a rilassarmi a testa in su"

    Ora so cosa andare a vedere :) grazie!

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    1. Sono certissima che rimpiangerai il tempo passato lontano dal buio della sala BLONDEGIRL...

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    2. non ne perderò altro ;)

      Un sorriso

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  13. Mi hai fatto sentire la mancanza del cinema, visto che è davvero tanto che non ci vado...

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    1. Se posso BAOL, penso sia un film perfetto questo, per rientrare in un sala buia appestata di popcorn

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!