mercoledì 29 gennaio 2014

Rina e il soldato di ventura

Ci sono vicende bizzarre che una penna sagace non può proprio lasciarsi scappare. 

La storia di Rina prende il via in tempi lontani e meditabondi, tempi durante i quali la gente buona e quella cattiva parevano avere molte più cose comuni. 

Rina nacque in una famiglia nobile ma decadenza, una famiglia che conosceva i fasti della ricchezza solo per sentito dire, eppure, donna Gilda, la mamma di Rina, non rinunciava a vestito buono e servitù, come se fosse la cosa più naturale al mondo, e se lo potesse permettere. 

Rina crebbe bella come il peccato che sua madre non confessava [essersi unità ad uno stalliere per pura cupidigia dei sensi] e forte [come il toro che aveva visto la scena ma si era ben guardato dallo spifferare.]

Con una sordomuta per amica, Rina non disdegnò mai il silenzio, e per molto tempo scordò di poter parlare, dato che in famiglia nessuno mai le rivolgeva la parola, ne la servitù irosa per i mancati pagamenti e tantomeno non la famiglia, che non si capacitava di questa bella figliola mai indolente e sempre in moto. 

Un bel giorno, passate diciassette primavere da quell'impeto nella stalla, giunse nel paese un forestiero di passaggio, scampato [o scappato?] dalla guerra in corso, che si premunì di capire come raccimolare il denaro bastevole a rientrare nel suo regno, non più da soldato di ventura, ma da ricco qualcosa.

Cadeva quell'oggi, il giorno di Ognisanti, ed il soldato pensò di pararsi innanzi alla casa che la madre di Gina aveva portato in dote sposando, ahi lei, quel beone snaturato del Signore di Lombrico, con la certezza, quello, fosse il luogo adatto per chiedere udienza senza essere scacciato. 

Il Signore della magione era chissà dove [alla locanda della Bellodonna della contea vicina] e donna Gilda in visita da parenti [del nuovo stalliere, a considerare la prestanza dei fratelli minori dell' amante che fu], così venne fatta chiamare Rina, che ormai vantava un'età ragguardevole per esser detta padrona di casa. 

Rina veniva dalle campagne, dove aveva aiutato le serve a raccogliere mele e carote, era sporca di terra e con una cuffia logora, eppure il Soldato avrebbe giurato per tutta la vita di non aver visto angolo di paradiso più illuminato del di lei sguardo.

Era usanza al paese non cacciare un servitore della patria a prescindere dall'aspetto mostrato, tanto meno era disponibile a farlo la Rina mentre osservava rapita ed emozionata quel uomo scarnificato dal sacrificio, che aspettava davanti alla soglia. 

Rina fece il suo compito di ospite, accomodando il soldato, ed implorando la vecchia cuoca di frazionare ulteriormente la zuppa di cipolle, ella lo fece, divertita da quella civetta infante che la pregava con occhi di stelle. 

Il soldato chiese al Dio che aveva difeso con coraggio ed eruenza, di far si che le ginocchia reggessero il peso di un'anima che vola.

La zuppa di cipolle freddò nelle ciotole consunte, mentre i due giovani parlavano d'amore senza sosta e ragione. 

"Io non ho nulla da offrire." disse lui con vergogna.
"Ed io nulla da portare con me." ammise lei desolata. 

Si trovarono d'accordo anche nella miseria comune: erano giovani e in salute, avrebbero lottato per portare in tavola sempre un piatto caldo, e per guadagnarsi un lembo fruttuoso di terra da coltivare. 

In quattro e quattr'otto era esploso il gioco del sentimento, uno sfarzo di emozione che balenava nell'aria, degno di Stilnovo e sonetti shakeasperiani.

Rina attese di chiedere il consenso alla madre, la quale si oppose solo il tempo necessario per non essere detta degenere, poi finse una benevolenza che non le apparteneva, carezzò la figlia e le regalò una spilla di perle buona per i robivecchi, oltre alla sua benedizione. 

Folli di gioia i due giovani partirono alla ricerca di un prete che volesse maritarli così com'erano: poveri, soli e colmi di speranza ed amore. 

Ebbero fortuna, nel mezzo dei festeggiamenti per qualsiasi uomo e donna meritevole il Signore avesse chiamato a sè nei secoli dei secoli,  trovarono un vecchio santone rinnegato dal clero, ma ancora capaci di dichiarare marito e moglie, e fu così che lo divennero. 

E' una di quelle storie che finiscono con il "...e vissero per sempre felici e contenti", senza altre spiegazioni, che non sono quelle che si va cercando qui.

Qui ci si lascia ispirare dalla folle felicità altrui, quella pregna d'amore e senza paura, quella che non racconta di draghi e spade, ma di un focolare e di un bacio.

martedì 28 gennaio 2014

me stessa, mia sorella, le mie opinioni impopolari...

Gennaio sta dando delle gran belle soddisfazioni alla sottoscritta.
Che dicono che esporsi così, inneggiando il bene nella propria esistenza, poi meni sfiga, ma io, contrariamente al mio passato superscaramanticotichespiralidoso, ho deciso di fare spallucce, accettando che, si tutto va come deve andare, ma non è detto che vada alla cazzodicane, tanto per usare un fine eufemismo...

Per prima cosa voglio dire una cosa che mi farà odiare da gran parte della popolazione femminile:
CORTO E' BELLO
CORTO E' PERSONALITA'
CORTO E' DIRE SI ALLA VITA
CORTO IS MEIGLI CHE LUNGO

Mi piaccio assai con questo scalpino sul crapino, mi sento libera e felice come una farfalla [ed il ciclo non centra un piffero].

Domenica mattina, super saldi al 50% di "Intimissimi", mi sono regalata una sottoveste a tenuta stagna, di quelle che si mettono sotto i tubini strizza natiche, una sottospecie di mutandone alla Bridget Jones esteso anche a pancia e cosce...

Ora, io sono una sottiletta, senza grandi forme, e l'ho fatta perché detesto il fatto che si vedano mutande e collant sotto l'attillato, ma l'ho fatto anche per poterli mettere odesti abiti che cozzano contro le disgrazie fsiche, perché mi sento di volerli indossare.

Diciamo che me la sto tirando di brutto, che il pavoneggiamento personale ha raggiunto livelli inaspettati, e probabilmente nessuno se lo auspicava, dato che porta me stessa a far notare quanto sono in canna a destra e a manca, rendendomi leggere come il piombo!

Cambiando discorso, con la precisa volontà di farvi seguitare a leggermi senza tirarmi webbiche pietre, domenica sono stata a Verona con Jn, un pomeriggio di gioioso sollazzo, poco shopping, moltissime cose bellissime viste, una cioccolata calda con panna e tante chiacchiere demenziali...

Sapete che reputo bello e comodo avere la migliore amica in casa, ma la cosa sempre più sorprendente è vedere come sia "bella" per gli altri, un concetto per me così basilare, da essere elementare.

Io sto a lei, come lei sta a me.
Al di là del fatto di avere lo stesso sangue [sebbene io sia più che convinta che sia stata adottata e sia una bimba del Burundi, e le abbia detto questa cosa innumerevoli volte nel corso della nostra infanzia...], noi ci siamo scelte, perché io conosco tantissimissime coppie di fratelli, e poche hanno l'attaccamento che abbiamo noi... 

...e dopo questo intrallazzo sul sentimentale andante, che alla maria De Filippi ci fa una pippa, volevo apere: avete sentito della polemica scatenata dal locale "Sirani" a Bagnolo Mella, provincia di Brescia?

I proprietari del locale, un posto gourmet molto chic, dove fanno colazioni lucculiane, e pizza gastonomicamente ad altissimo livello, hanno deciso che dopo le 21,00 non accettano bambini.

Urlato allo scandalo, alla vergogna, al pubblico abominio, io sono dell'opinione, sicuramente impopolare che, al di là di tutto, uno, nl suo locale, fa QUEL CACCHIO CHE VUOLE!

Cioè, io dico, se genitori maleducati non sanno tenere a freno bambini turbolenti, che si permettono di disturbare i tavoli vicini con schiamazzi e maleducazione, perchè io, che mi sto mangiando in santa pace la mia pizza [che non è neppure economicissima...], debbo essere seccata dalla loro presenza ingombrante?

Io capisco, sinceramente, le motivazioni che spingono i gestori dei locali a fare scelte estreme, molte volte discutibili, e voi cosa ne pensate?

lunedì 27 gennaio 2014

Stipsi cosmica e super eroi

Vivevo in una stipsi cosmica. 

Che se non vi state sbellicando facendovi beffe di me stessa medesima, o non vi stiate domandando se sono a posto, sappiate che quelli in disordine siete voi!

Mi prendo il merito di riportare questo raffinato concetto, partorito dalla malata analisi del mio Strizza. 

[...ognuno ha i medici che si merita, io una barricadiera, una tedesca in tutto e per tutto, ed un pazzo con l'animo villans.]

La catarsi di questo concetto ha per me, che mi vivo insieme, un peso rilevante.

Ci sono momenti di brain storming tra me, il mio ego, le mie paure, le mie ambizioni, il mio riflesso e la mia intemperanza, in cui cerchiamo di sviscerare una costante della "nostra" realtà: vivere più di una vita durante la stessa esistenza.

 E' una realtà dei fatti, al cui pensiero mi piovono in testa malinconie di rimpianti ormai tardivi al massimo, ed entusiasmi giustificati anche dalla fame di vita. 

Ma è pur sempre crescere.

Non è semplice farlo.
Non te ne accorgi quando i tuoi 17 anni sbattono contro i no di una maggiore età che agogni, ma quando ti trovi a rimpiangere quella leggerezza sospesa e superficiale, per la quale adesso faresti un patto col diavolo.

Luci a San Siro, di Vecchioni, la conoscete?

Beh, è la canzone [insieme ad "Una carezza in un pugno"] che mi riporta subito a Paparotto Gigiotto, perché ho passato l'infanzia (e non solo...) a sentirgliele cantare a squarciagola, in auto, durante qualche viaggio di cui non importa la destinazione.; chissà se l'ha letta senza cantarla, chissà se ha sentito il morso allo stomaco quando la 500 non torna indietro nonostante si sia messo sul piatto quel po' di celebrità... 

La stipsi fa cagare, anzi no.
Gonfia, deprime, addolora...
La puoi addomesticare, ma lo sappiamo che c'è un unico mezzo che ce ne libererà... 

Vivere in un cosmo fatto a stipsi fa strano, chi lo vorrebbe per se?!

Io non lo consiglierei, ma anche si. 

Da un lato ho tutta la porzione di vita persa a cercare di equilibrare qualcosa di inequilibrabile, dall'altra ho la mazzata di insegnamenti che mi hanno portato quei lunghi mesi di astinenza dalla vita. 

Sto diventando sofista mica da ridere gnari, che lagna oh!

Ma chi si ferma è perduto, perché riflette su ciò che ha passato, e bisogna essere di quelli bravi davvero per non lasciarsi risucchiare dal vortice dell'amarcord!

Io non sono brava. 
Non ci riesco e non mi ci applico per paura che, per sbaglio, mi riesca. 
Ai supereroi ho sempre preferito i cattivi.
Sai che due balle Batman che viene richiamato mentre magari sta mangiando un panino, e che non può ignorare, perché lo sanno tutti quand'è richiesta la sua presenza sul campo, ed un buono non può mica fare la figura dello stronzo. 
O pensate a Wonder Woman, l'unica donna al mondo che deve indossare SEMPRE lo stesso vestito [con colori che sbattono!] scarpe ed accessori ogni giorno!
Ecco io faccio il Jocker, che non vincerà mai, ma perderà la vita nel tentativo di raggiungere la sua felicità, e mi cambierò d'abiti e farò un sacco di cose, senza aspettare che qualcuno abbia bisogno di me!

venerdì 24 gennaio 2014

Muminart... una nuova avventura "letteraria"...

...oggi inizia la mia prima collaborazione da BLOGGER...

Mi sento veramente figa per questo motivo.
Una bulla di quelle vere oh...

Se vi va di dare un'occhiata e ditemi che ne pensate...fatelo serenamente [se sono tutti commenti positivi, se no fate anche un po' a meno gente acida che non siete altro!], io mi sono divertita a scegliere una romanziera tra le meno note ai più, che però a scritto una delle opere che non c'è anima al mondo che possa dire di non conoscere: MARY POPPINS!

Tra qualche giorno Tom Hanks sarà Walt Disney, al cinema, nel film che racconta "il parto" del kolossal degli anni 60 "Mary Poppins", mi è venuta però voglia di parlare dell'ideatrice della governante più famosa di tutti i tempi...


Insomma, ora sono anche io  Muminart !

mercoledì 22 gennaio 2014

blableggiamento tra cinema e lettura...

Blablaeggiamo dirimpettai?
Che ne dite?

Sto meditando di cambiare telefono e di ampliare la mia collezione apple, con un ipad.

No, non ho vinto la lotteria, e nemmeno mi hanno ingaggiata come giornalista rampante che nonpuofareameno della tecnologia, è solo che mi piacciono e sono viziata.

...ma sono anche povera in canna, quindi la cosa più intelligente da fare sarebbe un micro finanziamento, che ce ne sono di fantasmagorici, però mi sono chiesta se sia DAVVERO una scelta intelligente...
...e se da qui a breve avessi qualche soldo "vero" da tirare fuori!?

Adepta della congregazione dell' "Ora e Adesso", mi dico convinta all'acquisto, però mi riservo qualche giorno e qualche brain storming con Jn per decidere... 

Sono andata al cinema di frequente, molto di frequente, nell'ultimo periodo ho visto "Capitale Umano", "The Counsellor", "I sogni segreti di Walter Mitty", "Still Life" ed "American Hustle"...

"Capitale Umano" è un film molto particolare, di quelli che non ti aspetti, girato a mo' di thriller, ha fatto grosso scalpore le intersecazioni con la vita piccolo borghese della brianza, e so che il nord ha storto il naso davanti a quell'esibita scia di luoghi comuni, tuttavia, una bresciana DOC come me, ha apprezzato il ritmo incalzante della narrazione, e visto delle verità ineluttabili.
Sebbene rimanga un certo buonismo di fondo, che avrei eliminato con la realtà più cruenta, e parlo della scelta della ragazza.
Ma qui mi fermo perché gli spoiler mi stanno sul gozzo.

"The Counsellor" vantava grandi premesse solamente leggendo i
partecipanti al cast, nomi altisonanti, con una spessa dose di cachet, tutti alla mercé di Ridley Scott, che dirige questo dramma collettivo a suon di sesso e violenza.
Personalmente ci sono alcune chicche che non mi sarei persa, Cameron Diaz ed il pesce palla in primis, ma ciò che veramente mi ha impressionato è quanto alcuni attori siano ormai diventati "caratteristi" di prima classe; parlo di Brad Pitt, la cui comicità ben si allea con la sua aurea da consumato è reuccio di bellezza, ma anche di Javier Barden, folle nelle acconciature e nella mimica facciale.
Farne un riassunto risulta difficile, alla base sta una verità: sebbene tutti ti consiglino di scappare da certe situazioni, soldi e potere hanno la meglio su di noi.

"I sogni segreti di Walter Mitty" dovevo per forza vederlo.
I miei più cari amici ci sono stati una sera, senza la sottoscritta, e non la finivano più di decantarne la bellezza.
Personalmente non ero convintissima: presentarmi ben Stiller come nuovo Forrest Gump creava aspettative di un certo spessore... Tuttavia io e Brivido, forti di un pomeriggio di pioggia battente, siamo andati a vederlo. 
Chiude la redazione di un giornale storico "Life", e rimane al quarantenne responsabile dell'uffcio fotografico, la missione di ritrovare il negativo della foto di copertina.
Una vita sciapa ed incolore si vede davanti panorami inesplorati, vette [non metaforiche] da oltrepassare, occhi da vedere per imparare a scegliere ciò che nel mondo conta... 
Perso tra fantasia e realtà Walter Mitty è un film galante, grazioso nel suo essere, con scenari meravigliosamente ispiranti, ed una morale di vita che non poteva che convincermi.
Certo, non sono stata così ispirata come i miei amici e mio marito!

"Still Life" un piccolo film dall'italica regia, un ritratto sottotono di dolore e forza, morte ma anche
resurrezione, a suo modo.
Un ometto anonimo, dal lavoro ingombrante, viene licenziato dall'oggi al domani: toccava a lui dare sepoltura alle persone sole e senza famiglia, ed ora si ritrova con l'ultimo caso, il più difficoltoso forse, perché, come mai prima, ci mette forza e sentimento.
La fine è basente, malinconica a tratti crudele.

"American Hustle" è con "The wool of wall street", la commedia che aspettavo con trepidazione. 
Un altro cast di stelle che si trasforma e, sullo sfondo di un'america corrotta degli anni 70, rivive lo scandalo, tra serio e faceto, di un imbroglio a carattere sociale e politico, dalle dimensioni enormi.
Nota allucinata Batman con la baga NO NO e ancora assolutissimamente NO!

"The Butler"...
Beh, qui fa tanto il contesto: immaginatevi la Pata un pomeriggio di festa che
prende su i suoi due e se ne va al cinema DA SOLA, alla ricerca di un po' di pace, perché non è mica abituata ad avere SEMPRE in giro Brivido...
Che faccio che non faccio, mi trovo seduta davanti al mega faccione di e ne rimango affascinata per le due ore del film. Non una parola, qualche lacrima, tanto coinvolgimento, ed una promessa fatta a me stessa, voglio approfondire le figure dei presidenti americani. Perché? Perché si! Fin'ora  comunque è stato il mio film 2014... ma l'anno è ancora luuuungo e c'è tempo spazio e modo per recuperare!

"The Frozen" il nuovo cartone disneyano non poteva mancare al carnet... 
Personalmente mi è piaciuto, e non avrebbe potuto essere altrimenti, vivo con la testa ed i ricordi tra belle e Cenerentola, Ariel ed Aurora... però forse sono un po' troppo grande per tutti i gorgheggi canterini alla "Violetta", che ci hanno propinato... Bellissima la storia, dolce e amara, come la vita, però ecco la pecca canterina l'ho notata, e non particolarmente apprezzata!

Dopo tanto cinema, voi direte, non avrai combinato altro, Patalice sfaccendata che non sei altro...
... E INVECE NO!!!

Ho anche trovato modo di finire alla velocità della luce ben due libri, distanti ma similari:
"Ragazze di campagna" di Edna O'Brian
"Donna di pietra" di Winifred Woolfe
 Due autrici, controverse ed ispiratrici per la letteratura femminile di ogni tempo, ritratti di donne, storie di borgata o di città, vicende famigliari o educazioni sentimentali, amori folli o adolescenze intemperanti, non posso dire di aver letto i due romanzi "della vita", eppure mi hanno dato una luce differente con la quale guardare all'evoluzione della donna.
La prima è una bella giovinetta della campagna irlandese, cresciuta tra solitudine, compagnie esagerate ed esasperate e collegi; la seconda è una casalinga votata alla famiglia e alla perfezione che sbanda per l'arte e per una fulva barba sconosciuta... 

Cinema e libri...
Si potesse campare di ste cosette qua, sarei milionaria, non ne ho dubbio alcuno!
Ah, sono indecisa se leggere "Il seggio vacante" o "Come fu che Babbo Natale sposò la Befana"... 
voi che ne pensate?!

martedì 21 gennaio 2014

Il primo dei dodici capitoli del nuovo anno, uno nel mare della vita

...e così ti metti ad idealizzare le cose, ad inventarti un futuro sulla base di sogni che la tua mente riesce a spalmare sopra un instabile substrato di realtà...

...e vedi che non c'è imperfezione, che ogni cosa ha il suo posto; un posto assolato, accogliente, conosciuto. 
Un posto che concepisci e non ti stupisce, ti lascia vagare ignara e salva, e sembra proprio essere pazzesco e meraviglioso. 

Hai desiderato un paradossale etereo angolo di illibata felicità, e l'hai fatto aderire con le uniche cose che vuoi ed auspichi per te stessa. 

Ed hai preso una cantonata pazzesca! 

La regola non esiste, se non ci sono basi fondate per costruirla!

Vivi la tua vita seguendo il tuo schema, e la spiegazione appare semplice, affabile, ma non c'è nulla di tale nella realtà! 

Desiderare una cosa fortemente, con una preghiera urlata ad un cielo pieno di stelle che cadono dovrebbe dare più credito alla tua richiesta? 

La verità è che ce la si lotta per il proprio domani, partendo da oggi, e ci si impegna affinché il sole possa illuminare quanto più possibile il nostro cielo.

...ma non possiamo pretendere che sia SEMPRE così, dobbiamo essere pronti e predisposti per una giornata di pioggia, e accettarla. 

Accettare e ricevere
Insegnamenti facili, di una banalità disarmante che passa per erronea, ma che ha la virtù di costruirci una corazza, molto più spessa di quanto non si possa pensare! 

Si, perché se è vero che, immaginandoci implacabili e concentratissimi, abbiamo più chance sull'obbiettivo, ci meraviglierà accorgerci di quanto saremo più forti mentre calpestiamo prati sconosciuti senza avere paura della rugiada che ci bagna i pantaloni nuovi. 

...cacchio vuoi vedere che le sedute dallo Strizza stanno davvero dando buoni frutti?!

lunedì 20 gennaio 2014

Pannolini e Champagne

C'è il paradiso, che è bello: con gli angioletti, i Santi, le persone buone, nuvole candide a fare da sfondo, e una luce bianca, perpetua ma non accecante.

C'è l'inferno, che è brutto: con i suoi demoni, i peccatori, il dolore e l'assillo, il rosso che scotta, ed un caldo intemperante e crudele. 

E poi c'è il limbo, che non è bello e non è brutto, non ha puttane ne spose, e clima e scenario non appaiono se non come forme interrogative e sospese di grigio. 

Che a catechismo iniziai ad essere indottrinata, e poi a scuola con la Commedia di Dante, mi insegnarono quale fosse il "ruolo" del limbo, ma la sua indefinitezza, me l'ha sempre fatto sentire lontano... 

Sarà che mi reputo una da tinte forti, bianca come "ti piaccio" o nera come "non mi vai proprio", ecco quel grigio imperturbabile era quanto più lontano ci potesse essere, da me e dalla mia natura ieri come oggi, ergo vi ho prestato poca attenzione. 

Eppure, a mente fredda e rilassata, sento che il limbo, mi si declina addosso come nient'altro... 

Partendo dal presupposto che per limbo intendiamo zona franca, zona di stallo a cavallo tra due cose di natura opposta, sebbene collegate, io, nei rapporti della vita sono in un limbo. 

Da una parte ci sono le amiche con i figli, il fidanzato piuttosto che il marito, la casetta il cui mutuo strizza loro la vita, e le serate di pizza a casa e chiacchiere.
Dall'altra ci sono le amiche senza figli, ne compagno, che magari ancora abitano coi genitori e che per serata si intende movida. 
Poi ci sta la sottoscritta: sposata, senza figli, che in certi locali si sente fuoriluogo, ed aspetta di sapere se avrà bisogno del famigerato mutuo a breve. 

Abbiamo tutte pressapoco la stessa età, siamo sui 30, chi ancora li deve compiere, chi già ha dato, ma siamo lì, siamo; ed io alle volte non trovo il bandolo della matassa, non so come districarmi, mi sento perennemente borderline nel dubbio di una scorretta geografia emotiva... 

Vedo alcune amiche fare notti brave in posti adolescenziali, supportate da un dio minore, la spensieratezza, che a cavallo dei 30 ti sfugge dalle mani; e ne vedo altre solo perché le inseguo, in case che hanno l'odore e l'aspetto e l'abbraccio di un vissuto travolgente di emozioni... Ma non tutte in senso positivo! 

Ed io, al netto dei conti, rimango sempre fuori... 
Sono il numero dispari che non trova collocazione.
Ed ecco subito che mi torna alla mente Virgilio, che introduce il discepolo al limbo. 

La domanda, perennemente pertinente è: 
ma io che ci faccio qui?!

Che io segua l'una o l'altra corrente, mi manca sempre qualcosa per essere una perfetta adepta di fazione, quindi vado a perdere il senso. 

Ora, che Vasco avesse ragione parlando del non senso delle cose, non lo discuto, ma per una come me, che è calibrata su equilibri instabili che pretenderebbero stabilita, non è un districarsi semplice. 

Non sono infelice e non mi sento inadeguata. 
Non ricomincerò tiritere da gravidanze isteriche, e nemmeno mi darò alla pazza gioia con bicchieri danzanti, però mi vien da chiedermi dove postare le mie stanche membra...

Google mapp dovrebbe aggiornarsi e darci una delucidazione sui percorsi della vita... 

Mamma mia...

Mi è venuto un lungo brivido lungo la schiena... 
Non sarà che sia "crescere" sto limbo qui?!
Non sarà che sto diventando grande per davvero veramente?!

Non sarà che mi tiro troppe menate che oggi è SOLO lunedì, e fanculo alle socialitè e alle mammine?!

domenica 19 gennaio 2014

zac zac...

...sorprendendomi e sorprendendo voi...

Per i grandi discorsi c'è il lunedì, per il momento mi limito a dirvi che francamente mi piaccio assai!

venerdì 17 gennaio 2014

Alla di me chioma

Cari capelli questa lettera è per voi. 
Oggi finisce la vostra onorata carriera, ed io vi ringrazio per essermi stati in testa per tutto questo tempo. 

La vostra missione non era delle più semplice, una testaccia dura piena di pensieri da incoronare non è una passeggiata per nessuno, ma voi c'è la siete cavata egregiamente. 

Oggi decido di [far] mettere le mani alle forbici [da uno bravo!] e per la prima volta sarò corta corta! 

Non è semplice abbandonare i propri fedeli soldati, ma in questo momento dobbiamo separarci; voi siete troppo sfibrati e cupi, io ho troppa energia in circolo per trattenervi. 

È giusto così. 

Non dimenticherò mai i cucuzzoli improvvisati in discoteca, quando arrivavi con la piega impeccabile e dopo mezz'ora ti si appiccicavano ciocche fin sotto le ascelle; sarà dura anche scordarmi del mio visetto incorniciato da quelle stroppe che non mi hanno mai convinta ma che ho sempre tanto benvoluto. 

Lasciate dei nostalgici veri.
La Jn, che non mi da vera corda perché spera che alla fine io oggi me la dia a gambe; Brivido, che mi ha conosciuta con la treccia lunga e mi ha sposata con la treccia lunga, e le mancherà; la mia amica Annina, per la quale l'altezza [del capello] è mezza bellezza.

Oggi è venerdì 17 e la scaramanzia popolare vuole sia un giorno sventurato. 

Con rispetto parlando, un calcio alla superstizione e la voglia di un ricalcolo a vita nuova, proprio oggi che si dovrebbe prestare cautela, si oggi! 

Alla fine sarà quel che sarà. 

La cosa bella soldati, è che vi taglio, mica vi estirpo!
Ricrescerete a vita nuova e mi darete altri bei ricordi, non ne abbiate a male, ma ora non è proprio cosa... 

Che ieri abbiamo visto una casa che...
Che ieri ho ricevuto una telefonata "grossa" ed una mail al pari suo.. 

Voi rientrerete in servizio a cose fatte soldati, io nel frattempo vi lascio rompere le righe, congedati a tempo determinato!

mercoledì 15 gennaio 2014

lo sguardo di una madre... la MIA!

...stamane ho avuto l'infausta idea di mettere i tacchi...

Io ci son nata col tacco 12 incorporato, ma stamattina proprio NON CE LA SI PUO' FARE!

...sarà che ho scelto una sarpa che non si abbina perfettamente all'abbigliamento, sarà...

Ma si, iniziato questo post con una perfettamente inutile digressione sugli stracazzimazzi miei, direi che possiamo iniziare a parlare di cose serie.

U N I V E R S I T A'

Diciamocelo che vi ho stra scassato le balle con le mille promesse, volte al sostegno di me stessa come studentessa.
Ho cercato di apparire più simpatica definendomi "cougar student", di mettermi in luce sotto mille riflettori che nascondessero una realtà disarmante ma reale: mi è passata la poesia!

Intendiamoci: studiare ed imparare è una cosa decisamente viva dentro me.
Mi informo, curiosa al pari di una scimmia quale sono, approfondisco vari e variegati argomenti, e non mi fermo un attimo... ma tutto il tram tram di esami da preparare e lezioni da seguire, lo sento distante mille e più miglia!

Ragà, c'ho quasi 30 anni...
Cioè, non so se mi spiego...

Si... 
Lo vorrei quel "pezzo di carta attaccato al muro" che non dimostra un bel nulla, se non che ho versato [tanti] soldi, e che ho raggiunto qualcosa di tangibile nella mia esistenza... 

Ma la realtà è che mi manca una motivazione forte, la realtà è che lo stiraggio, piuttosto che l'ultima puntata di Downton Abbey alla fine hanno sempre la meglio...


...e poi, fulmine a ciel sereno.
Premettendo che Paparotto Gigiotto spessisssssssimo si rifaceva agli esami anche in forma di ricatto per darmi qualcosa, spingendo l'accelleratore per farmi andare a 100 all'ora, negli ultimi periodi aveva proprio mollato il balino...
Invece, a gran sorpresa, la Supermamma ieri, guardando le foto di mio cugino che non so manco chi sia, ha esclamato: "Avrò mai la soddisfazione di vedere una laurea?".

Io non sono una sentimentalona, le mammole a casa mia si mangiano non si interpretano, eppure...

Dirimpettai che vi debbo dire?
Mi ha stretto il cuore in modo veramente alienante....
...nel senso che, a ben pensarci, sta povera donna rompe si i maroni la sua parte, ha una testaccia di legno in cui è dura far entrare qualcosa di "nuovo", ed è fin troppo onnipresente nella mia vita, però non ha mai chiesto niente e si è [quasi] sempre dimostrata entusiasta e partecipe nelle questioni che mi riguardano, insomma... non mi ha mai domandato un cacchio di niente!

Potrebbe essere quello sguardo alla Bambi a far capitolare la mia incrollabile volontà di non fare?!

martedì 14 gennaio 2014

...passeggiando per il mondo [italia] insieme a me...

Patalice prende la valigia e va alla scoperta del mondo.

Che poi sono stata in provincia di Mantova e nella capitale, ma a me è sembrato di superare uno scoglio immenso...

C'è che, tra le mille fisime e fisse che mi pervadono ed invadono, c'è anche questa allucinante paura dell'allontanarmi da casa.

Il ché non è affatto bello, lasciatevelo dire!

Ma, siccome quest'anno è volto alla totale, continua ed estenuante esaltazione del "come viene-viene", ho scelto di rompere le regole e farmi non uno, ma bensì DUE weekend fuoriporta.

...che io di casa stia a un'ora e mezza scarsa da Mantova poi, son quisquilie.

Senza narrare troppo della cittadina lombarda, tranne che dirvi in brevissimo che R-Dog è stato buono come non mai, che Brivido potrebbe vivere in un hammam e che lo amo anche quando mi porta a mangiare, in una sgangherata pizzeria di paese, una pizza secca secchenta,  cimentiamoci nel resoconto delle vacanze romane...

Ora, non credo vi stupirà sapere che, nella mia testa, avevo saldo il modello Audrey Hepburn:
"Vacanze romane" è uno dei film più iconografici della mia diva del cuore, ed emularla sarebbe stato il piano, oltre che un enorme onore...
Mi son detta che, sebbene non facesse abbastanza caldo per la Vespa, non fossi accompagnata da un figaccione e non avessi modo di tagliarmi i capelli, una principessa [più o meno] lo sono io pure!

Ergo la manina nella bocca della verità l'ho messa, piazza di Spagna l'ho stra visitata ed ho pure gettato la monetina nella fontana di Trevi, chiedendo un degno regalo al destino...
Non reggo cacio e pepe, o matriciane, però mi sono scofanata delle polpette al sugo che avevano un'anima, carciofo alla romana, e pure un panozzo alla buona nel retro di una bottega tanto illegale quanto affascinante... 

E' stata una gran bella vacanzina, abbiamo visto la Cappella Sistina, ed i musei Vaticani, siamo entrati nella Basilica di San Pietro, ascoltato l'Angelus di quel [lo posso dire?!] GRAN FIGO di Papa Cecco, ed abbaimo guardato ma non toccato le vetrine degli spettacolari negozi di via Condotti e Vittorio Emanuele... 
Mi sono impressionata davanti alla sporcizia che regna sovrana, tranne che in Vaticano, dove tutto luccica... pure troppo!
Mi hanno fatto ridere i romani, che li distingui da un km, perché sono "diversi", rilassati e sciallati come pochi, hanno una retromarcia sempre attiva ed indolente, ma altresì divertentissima.
Sentire tante lingue straniere, solo attraversando uno spazio limitato come Campo dei fiori, mi ha fatto ricordare che vorrei strenuamente un mondo globalizzato che non perdesse però le sue tradizioni, anche quelle popolane e popolari più assurde ed insensate.

Non avrei pouto auspicare compagni di viaggio migliori...
Con Jn c'è una tale alchimia che la nota chiunque, il Paparotto Gigiotto ne è rimasto piacevolmente sorpreso, ed anche lui, solitamente burbero e immusonito, era proprio rilassato... 

Oh, non mi ha MAI parlato di lavoro!!!

Non ho fatto shopping, se non per un pensierino a Brivido [che a casa se l'è alquanto spassata....], ho fatto vere e proprie maratone di camminate a lunghissimo raggio, e non ho mai discusso ne provato disagio ne sentita mancanza di casa...

Okey, di Audrey c'è un po' poco, ma alla fine mi è importato decisamente di più ricominciare a vivere con la valigia fatta...

Non vorrei più che le mie paure precludessero i momenti belli e puri che possono nascere in un viaggio, e che io mi sono davvero persa per colpa di una mentalità troppo fragile...

Ho iniziato bene quest'anno, che lo so che per scaramanzia dovrei mangiarmi ettolitri di lingua prima di pronunziare queste paroline dannate, anche solo nel mio crapino, ma io do un calcio anche alla scaramanzia e ve lo dico: sono soddisfatta!

...vediamo di procedere per questa via, neeeeee!

lunedì 13 gennaio 2014

Buon appetito

Ho deciso.

Aprirò una mia attività. 

Che lo so, siamo in clima di ristrettezze, la crisi ancora la fa da padrona, cosa resterà di questa pazza Italia, eccetera eccetera. 

Ma io apro una gastronomia di 
prelibatezze scadute. 

Ebbene si. 

So che può non sembrare granché come assonanza "prelibatezza scaduta", ma lasciate fare a me. 

Voglio preparare pandoro tutto l'anno, offrire uova di pasqua ogni giorno, selezionare i migliori cotechini per il ferragosto, avere le granite la notte di natale, e l'anguria ubriaca il giorno di pasqua. 

Non capisco chi ha deciso di relegare la bontà del torrone a determinati periodi dell'anno... 

Chi si è preso la briga di una scelta così dittatoriale?

Io che sono una rivoluzionaria inside non sopporto questo dictat, e mi ci ribello con forza. 

Ergo apro il mio negozio di prelibatezze scadute, e mi auguro che a qualcuno venga voglia di ribellarsi insieme a me. 

Secondo me potrebbe essere una grande idea, innovativa nel suo essere anzitempo... 

Voi che ne dite?

giovedì 9 gennaio 2014

agire come una signora, pensare come un boss

Mi ha detto il mio amico che le vacanze di Pasqua son messe giù da Dio. 

Non ch'io non abbia ancora finito quelle di natale e già sia dietro con quelle pasquali... 

Noooooooo!!!

...lo so perché il mio amico è uno che sta dietro a stè cose, che ha già vivisezionato il calendario, ecco cosa... 

Come forse ricorderete, perché è accaduto l'anno scorso [non vedevo l'ora di fare questa battutaccia di quarta segata] ma ho deciso dare una svolta col + davanti alla mia esistenza...

Si inizia con la teoria dei piccolissimi passi, che i grandi dubbi e le conseguenti grandi risposte, della vita, non sono propriamente alla mia mercè ora come ora. 

Quindi niente, sto contattando persone a destra e a manca nella speranza di trovare qualcuno interessata ai miei servizi di esperta social networker, blogger, ghost e copy writer. 

La Patalice si evolve e smette i panni di colei la quale "Uffa, a me le cose non succedono, agli altri si e a me mai, eccetera eccetera" , per provare lei stessa a farle avvenire. 

Non facilissimissimo. 

Sono portata, per naturale inclinazione un talento innato ed immenso, a lamentarmi tantissimo. 
Riesco a farlo a più riprese e con ottimo tempismo, direi quasi con magistrale interpretazioni. 

Ma tutto ciò cozza con la banale volontà di riuscire bene. 

...buon cielo che roba difficoltosa vivere con coerenza....

E' per questo che io l'ho abbandoanta anni fa, scegliendo di essere la contraddizone su tacchi a spillo, che voi tutti amate...

Domani me ne vado a Roma, 3 giorni di città eterna con Paparotto Gigiotto e Jn, perché di si, perché ci farà bene a tutti e tre, perché non occorre andare chissà dove per trovare bellezza, che l'italia è un paese di merda ma è anche la terra della cultura per eccellenza, perché è il regalo di natale di Paparotto Gigiotto che lo merita proprio... 

Mi porto il pc, e vedrò di aggiornarvi, se non fosse fattibile, ce la vediamo la settimana prossima, nun fate gli stupidi stasera, e manco domani, aò... 

martedì 7 gennaio 2014

Merry christmas... One more time!


Uggiosa.
Prima giornata di shopping pro saldi all'insegna di un cielo grigio e di una pioggia che insiste nell'essere poco sopportabile. 

Pare più autunno che inverno, ma va bene così, tanto più che, diciamocelo la frase da vecchia in coda dal medico, NON ESISTONO PIÙ LE STAGIONI!

Il clima del 2014 pare essere incasinato tanto quanto quello del suo predecessore, poche certezze non intercambiabili tra loro. 

Oggi si RICOMINCIA che "ricominciare" è una bella parola, che ha un bel significato e riporta belle cose dentro... 

La scuola, il lavoro, la routine...

...detto così in effetti grosso fascino e massima attrattiva non ce n'è, ma diamo tempo al tempo, non si suol dire che "nessuna nuova - buona nuova"

Roiprendendo in mano le care vecchie abitudini, ricorderete [dato che non passa post che c'è lo rimembri io stessa] che fino al 6 ho scelto di tenere viva l'atmosfera jinglebellgica, ergo qui un resoconto dettagliato!

[so che siamo già al 7 ma io ieri ho avuto da fare... abbiate pietà della sottoscritta!]

Una padella. 

Il primo regalo di natale del 2013 è stata una padella. 

Mi son detta: "Beh se tanto mi da tanto, il 2013 non si sconfesserà fino all'ultimo e mi donerà perle di bruttezza al pari di questa!" 

Che poi in se e per se la padella è pure carina... 

Comunque, come nelle migliori fiabe disney [che a natale invadono con una tracotanza inimmaginabilmente gioiosa!] sono stata super smentita!

La vigilia è stata un via vai di clienti ed amici al pascolo di fronte alla mia reception. 

Io, con un maglione a tema natalizio addosso, prontamente già messo nello scatolone degli articoli natalizi, ho salutato, baciato ed abbracciato. 

Mi sono arrivate le 19,30 senza che me ne rendessi manco conto!

Niente, si torna a casa, si carica l'auto di tutto il natale trasportabile, ci si mette un abitino nero semplice con un paio di dolentissimi ma fashionissimi tronchetti azzurri, e via di cattiveria!


A casa la SuperNonna, Jn, Rudel e la Nutria cucinano da ore, ed un profondo viscerale odorino di colesterolo allo stato puro ci investe veemente! 

Cotechino, spinaci, salame cotto, lingua salmistrata, polenta, cappone ripieno, la tavola trabocca di ogni ben di Dio. 

Siamo i classici "soliti ignoti" radunati alla tavola delle grandi occasioni, quella col servizio iper elegantoso e la tovaglia con le stelline che puoi usare giusto alla vigilia [anche perché Brivido la impatacca di Ronchedone dopo 5 minuti, che poi cazzo sprechi il Ronchedone sulla tavola zio pippino?!]! 

Dopo esserci sfondati di quella cornucopia festosa, ed aver ultimato il lavoro con pandoro annegato nel budino... 

SI APRONO I REGALI!! 

Io ho l'entusiasmo di una decenne dagli occhioni cuoriciosi mentre mi faccio una seconda abbuffata di pacchi, pacconi e pacchetti...

...talmente tanti regali che, cosa sto qui ad illustrarveli a fare?
Farò un post fotografico, un giorno, e ve li godrete in mia compagnia... 

Post seconda abbuffata eccone una terza...
Vigilia di Natale, o mattina di Natale stesso in casa dell'amico del cuore Olly, il quale ci serve robbbba bbbuona da bere e mangiare [che il pandoro con le gocce di cioccolato della Bauli fa venire le lacrime dalla goduria!], si scambiano altri regali e abbracci e risate e chiacchiere e armonia assoluta!

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E' la mattina di Natale, si aprono gli occhioni, presto, troppo presto vacco di quel porco, io vedo Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato, quello originale, non quello con Deep che mima Michael Jackson impedendomi di dormirci la notte, ed aspetto che il mio maritino apra gli occhioni, così da poterci scambiare i NOSTRI regali! 

Io gli ho regalato 3 giorni in una beauty farm nei pressi di Mantova, lui è stra felice, ne ha bisogno e se l'è anche parecchio meritato.

Lui mi ha regalato un pellicciotto... 
Lo cambierò qualche giorno più tardi con una mantella, una gonna ed un dolcevita... 
Lo amo alla follia anche se di regali non ne capisce una mazza!

Andiamo alla Santa Messa più veloce dell'emisfero, 11,30 inizio 12,05 fine.
Pranzo pesciolinoso nuovamente a casa dei prents, nuovamente con i "soliti ignoti" si mangia eliziosamente e si chiacchiera amabilmente, quindi un partitone a "Saltinmente" e poi giro di saluti ed auguri a casa di Brivido.


Scendiamo in tempo per portare Rudel a casina a riposare, mentre noi ci avviamo verso il cinema per la consueta tradizione, almeno quella non mancata, del cinepanettone...

Si è scelto "Indovina chi viene a natale" caruccio. 
Molto caruccio, fa pure versare un paio di lacrimucce ciascuno, che noi non ci si fa mai mancare nulla!

Finita la serata ci apprestiamo ad un 26 in PANCIOLLE ASSOLUTE un totale discernimento di relax senza paragoni, non scalfito manco da me stessa che me ne vado in palestra ad allenarmi, niente i niente, ho guardato la tv mangiucchiato ancora che sia mai che si finisca di far andare le mandibole, e poi stop... 

Weekend tra una festa e l'altra apprezzato non poco, anche perché ha allungato il dolce far niente, ed io effettivamente, non è che abbia fatto granché...

Un giretto col marito, un cinema con gli amici seguito da un film in compagnia "Un fantastico via vai" e altro relax totale...

Quindi 

Ore dormite veramente pochissime, 

E' stato un ricco natale.
Abbondante nei regali, traboccante di cose deliziose e di ottima compagnia, c'è stata qualche nuvola nel cielo, ma non voglio pensarci, non mi ci voglio fare travolgere, anzi non l'ho scritta e non lo farò.

Sono nel 2014.
Un anno, il primo da tanto tempo, al quale chiedo solo di avere la clemenza di lasciare ch'io impari a godere della vita che mi procurerò... 

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...