sabato 30 novembre 2013

libertà di movimento, libertà di parola...

So che ho il tempismo di una suora di clausura in un bordello [ma che metafora è?!] però mi sono accorta che c'è stato il gay pride.

E dato che io son simpatizzante voglio sprecare 4 parole per dire la mia. 

Detesto quelli che "Io ho un amico che... , quindi sono solidale" perché qui non è fatto di amicizia e solidarietà, qui è una questione di principio.

Dicono che l'omosessualità sia contro natura, ed adducono motivazioni opinabili come, ad esempio, che due uomini che stanno insieme o due donne che fanno sesso, non possono dare la vita dal loro atto, ergo peccano di blasfemia. 

Sarà vero. 

Ma è altresì vero che non tutte le volte che si ciula si mette al mondo un bambino, così come è certo che, se ti fai una sega, non condanni a morte migliaia di minuscoli piccoli individui. 

Il sesso con l'omosessualità conta poco, è il giudizio generale che ha messo al primo posto il sesso, facendone una questione primaria, ma qui ci sono in ballo dei diritti, non scherziamo. 

E son d'accordo che alle volte sono stati gay, lesbiche e trans a tirarsi addosso le antipatie ed il biasimo comune, impuntandosi in ridicole esibizioni di malgusto, alle quali danno l'attenuante di show per far sentire le loro voci, però non trascendiamo. 

Essere "contro natura" è così intollerabile?
Ma se la natura è quella che ha creato i T-rex fornendoli di denti aguzzi ed artigli acuminati, dicendo loro di essere i più cattivi di tutti, per poi estinguerli, noi vogliamo davvero dare tutta questa fiducia incondizionata alla natura?!


Dicono anche che l'omosessualità sia tacciata di abominio da Dio e dai suoi vangeli, dove la sodomia viene indicata come un peccato dalla gravità intellegibile. 

Vero. 

Ma è altresì vero che ne Bibbia ne vangelo parlano di pedofilia, di prostituzione  o di stupro con la medesima intenzione di condanna, eppure noi sappiamo essere tra le colpe più gravi che si possano enunciare. 

E che Dio abbia poi così a che fare con Bibbia, Vangelo, Corano & company io ho le mie rimostranze a riguardo (sebbene su Corano & company non mi pronunci troppo non avendone letto). 

Penso Dio ci ami.
Incondizionatamente.
Che sia auto ironico e anche prontissimo a perdonare e ad aiutarci nel momento del bisogno. 

Penso che la Chiesa invece non sia così, anzi. 


Non si può decidere quasi nulla in questa vita, nella quale troppo spesso la società ed il suo peso mettono lo zampino, inquinando quanto di "libero" facciamo e scegliamo, tuttavia mi sembra inalienabile diritto dell'uomo [e della donna, ovviamente] decidere chi amare, con chi accompagnarsi, da chi farsi mettere la lingua in bocca...

E se ci sono parecchi eterosessuali che vanno in televisione a mettersi in ridicolo nei reality show, saranno anche liberi parecchi gay di farlo su carrozzoni in giro per le città, o no? 

venerdì 29 novembre 2013

Il blocchetto provvidenziale

Ho preso un gioioso blocchetto e l'ho messo in borsa.

Perché è carino ed io a spendere ci trovo sempre mucho gusto, ma anche perché ormai mi dimenticò le cose. 

All'alba dei 28 il mio cervello ha già deciso di mettersi un poco in ferie, e mi si creano dei buchi di proporzione ingente. 

"Jn devo dirti una cosa, ricordamelo quando ci vediamo."
Me lo ricorda ed io me ne sono scordata.

"Oh geniale questa idea, ci devo sviluppare un bel post."
E mi ritrovo a scrivere che non mi ricordo quello che volevo scrivere. 

Insomma sono sclerotica alla stra grandissima. 

E non è bello.

Quindi ho un blocchetto nuovo, viola, con la sua bella biro coordinata (che ti vuoi far mancare il pendant?!) e quando mi viene il guizzo... TAAAC lo segno! 

Per il momento c'è un appunto su uomo ridicolo, che lo so che è a causa della mia avversione totale nei confronti di questa moda moderna [stica, parlo come la SuperNonna] che vuole i giovani canottati. 
Tutti.
Quelli con la baga, quelli che la abbinano ai mocassini, quelli che son più bassi di me, quelli rachitici, quelli bianchi come cadaveri...
Tutti. 
Opinabili. 

Come guizzo non è un granché, ma il blocchetto è nuovo di trinca, dategli tempo e modo per esprimersi suvvia.

Alltre cose da dire non le ho, anche perché sono pervasa di cattivveria funesta che spero scemi in tempo da non rovinarmi il periodo jinglebelgico, che lo sapete che qui c'è qualcuno che ci tiene assai...

Dovrei partire per Bolzano a ore, ma forse si va ma forse non si va...

Certo la situazione della mamma del Paparotto Gigiotto, per quanto critica, è stazionaria...
E allora perché diamine la SuperMamma ora, a qualche ora dalla partenza, si mette a fare i capricci come una bambinetta leziosa?
Io veramente non ci sto a capire più nulla...

Non è che mi senta divinamente bene a lasciare qua da solo Paparotto Gigiotto, ma di contro io che diavolo posso fare stando qui?

Non lo so, o meglio so che questa situazione mi farà vedere i sorci verdi da qui ai giorni a venire, e non so se sono poi così ben disposta...

Ma all'alba dei cinquanta la gente non dovrebbe essere matura per Diana!?

mercoledì 27 novembre 2013

Lezioni dai Lindt

Mi ricordo, a grandi linee, l'intro de "Il Ciclone" il (unico) film di pregio di Pieraccioni.
Diceva che quando il ciclone passa, piglia tutto e porta via, e tu non puoi far altro che star li a ripigliarti...

Ok non so se le parole fossero esattamente questo, ma non siete citrulli, il messaggio l'avete capito.

In natura un ciclone è una calamità, stato di allerta, aiuti nazionali, croce bianca e protezione civile, e via ciarlando.

In Patalice il ciclone non si vede, ma si avverte, non si sente ma ha voce bella forte, pare non cambiare nulla, ma in verità lascia scompiglio invisibile.

Progredendo (ANCORA?!?) nella maturazione di me stessa e del mio riappropriarmi di chi sono, faccio passi azzardati e delle volte lo smarrimento ha il sopravvento.

È vero che mi entusiasma parecchio questo "viaggio", mi sveglio attiva/serena/pronta/vigile, ma è anche vero che lo sconforto non si è dissolto, ha mutato aspetto, ma non stenta a farsi riconoscere.

Sconforto de che?!
Giusta obiezione...
Mettetevi nei miei panni: per TUTTA la vita avete fatto la stessa strada, 28 anni che prendete la vostra macchinina svoltate a destra e vedete il benzinaio sulla sinistra prima di arrivare a casa. Poi, d'un tratto, la strada diventa a senso unico, potete partire da lì, ma per tornare indietro siete obbligati a prendere la parallela. 
E su questa parallela non c'è il benzinaio, ma un laghetto artificiale, corbelleria di un tizio stravagante; la strada non è più lunga, semplicemente è un'altra strada. 
All'inizio, accogliete la cosa con diffidenza, poi capite che vi fa piacere vedere lo stramboide ed il suo laghetto, e vi piace fare quell'altra strada...

Certo, non è che dall'oggi al domani va scemando la sensazione di perdita, alle volte vi manca ciò che conoscete, e vorreste riprendervi quello che non temete di dover riaffrontare.
Dopotutto vi hanno tolto una certezza per Diana, e non la si ricompra al mercato!

Ecco.
Per farvi capire un po', io sono lì!
Rimiro il laghetto artificiale e penso, con curiosità crescente, che dovrei e potrei chiedere al proprietario come gli è venuta quest'idea...
Però ogni tanto, quando mi ritrovo ad essere così contenta per la scoperta del laghetto e del suo padroncino, mi dico: ma sono scema?! 
Ma per ventotto anni perché non ho mai imboccato quella strada? Mica era proibita! 
Avresti potuto prenderla... Hai sempre sprecato opportunità?!

Smarrimento.

Sono la solita menata.
Mi faccio troppe domande e penso troppo.
Dovrei essere decisamente più sciolta...

Si impara da altro, oltre che dai Lindt la scioglievolezza?!

martedì 26 novembre 2013

AVVISO

Se accendete la televisione è da un po' che hanno iniziato a bombarci con pubblicità di giocattoli, cioccolato e prodotti a tema...

Ora, voi direte che sono una capitalista schifosa consumista e superficialotta, ma io nel vedere che l'Ikea era vestita di palline di natale e cenoni in famiglia, ero contenta come una pasqua...

...e non vedo l'ora di vedermi i faccini dei bambini della Bauli, i trenini della Coca Cola e i re Magi dei Condorelli...

Sono una sfegatata fan del periodo, ed ho il merry christmas ed il jingle bells nel cuore...

Punto.

Perché non c'è molto altro da dire, sono appassionatissima di dicembre per la stragrande abbondanza di bellezza, di lucine colorate e di oro e rosso che c'è... e sono anche disposta a sopportare il pranzo di natale con parenti, i soldi spesi per i regali e l'abbondanza di calorie "obbligate"... 
perché la sopportazione è P I A C E V O L I S S I M A!!!

Ora, vi sto avvisando di questo per un motivetto...
Perché il blog ha già preso le sembianze di un negozio alla Vigilia, pieno zeppo di articoli e canzoncine natalizie...
Ai musulmani, buddisti, induisti, atei, depressi, malinconici, risentiti, rancorosi, comunisti convinti, chiedo scusa per la mancanza di rispetto... 
Però io non ci posso fare proprio nulla... 

Mi paleso...

I love Natale tantisssssssimo!


lunedì 25 novembre 2013

ripristinando vecchie questioni bloggose...

Giusto per tenervi aggiornati sulle varie questioni trattate nell'ultimo periodo, ma anche su quello che mi sta capitando nella vita ultimamente, eccovi un post pilloloso di gran cacchi miei...

Partendo dalla questione più recente faccio presente che non ci sono ancora riuscita, anzi... 
E mi sento inetta...
Ma come si fa a non saper piangere?!
Mah...

Pensando all'aquila, vi dico che si è un po' ripresa, non è più in terapia intensiva, e a giorni sembra anche stare decisamente meglio, ma poche ore dopo le cose vanno in malora, e quindi ancora il Paparotto Gigiotto è più che legato a una condizione di forzatura emotiva... 

Volendo concedermi una super ubriacatura come da scritto, avrei dovuto iniziare a studiare un bel po'... 
Le materie di esame sono lì, nero su bianco, scritte sul sito dell'università che mi strizzano l'occhio dicendomi: "Coraggio Patalice che ce la puoi fare... Sono un bel manualozzo di 500 pagine su un argomento che non serve ad un piffero fondamentalmente, ma ti aiuterò a diventare chi vorresti... Sebbene lo sai, io sia di un noioso spaventoso..." ma io mostro una ferrea resistenza quasi epica ed eroica nell'evitare anche solo di iniziare...
Tra un mese mi starò dimenando come una pazza su questo blog ma anche nella vita!

Lo sapete perché l'ho scritto più volte, ma qui le cose proseguono abbastanza bene, ho fatto l'ennesimo controllo e mi hanno trovata sempre bene, al punto da farmi provare un farmaco che mi avevano tolto perché mi dava problemi, ma che mi aveva fatto stare decisamente benonissimo per un anno intero... 
Cross the fingers my friends... 

Proseguo nel frequentare un pochino le Spaziali rimaste, che se la cavano decisamente meglio del solito... 
Si stanno riprendendo da quello che è un periodo nerissimo per ambedue, ed hanno rimesso alcuni pezzi delle loro esistenti in ballo... 
Sebbene io sia più che convinta che ci saranno ancora delle cadute nel loro processo di guarigione, sopratutto a causa dell'incombenza natalizia, si stanno dando alla pazza gioia, recuperando in controllo e serenità... e non è male!

Sono stata invitata ad un incontro piuttosto importante lavorativamente parlando, e questo mette in ballo una serie di problematiche e questioni difficilmente esplicative, perché vi ho detto che sono in crisi da determinazione, e questa potrebbe essere una buona occasione per trovare un posto per me stessa, ma... 
Boh...

Il clima non è più autunnale, siamo ormai nel bel mezzo dell'inverno, infatti ieri ho deciso che il piumino sul letto non era più opzione fattibile...
Direi che fa decisamente freddo, che il cappottino non è un optional e non può essere "ino" e che il riscaldamento è acceso!

Venerdì ho deciso di inneggiare alla mia femminilità andando dal parrucchiere [sfoggio ora un drastico taglio pixie con richiami alla Audrey...] e facendomi manicure e ceretta... 
...ho festeggiato il fatto lavorando fino alle 22 e andandomene a dormire giusto mezz'ora più tardi con i complimenti di R-Dog...

Per il resto posso dirvi di aver passato un weekend molto molto particolare, con un'alternanza degna di "uno bravo", ma con spunti che, lo so, non mi molleranno per un po'... 
Ho un caratteraccio, un marito con occhiali e cappello ed un gelato alla fragola post pizza in pancia...
Per il momento non mi sento di dire nulla di differente... 
Se non... buon lunedì a tutti!

venerdì 22 novembre 2013

Dal vangelo secondo lo Strizza

"Ora ti faccio un esempio Patalice. 
Tu vai a fare una gita fuori porta e vuoi mangiare in quel rinomato ristorante, che però, una volta arrivati sul posto si rivela chiuso per fallimento. Hai fame e sei arrabbiata, perché tu ci volevi andare davvero, hai progettato tutta la gita per mangiarci. Hai tutto il diritto di essere arrabbiata e dispiaciuta; tuttavia io ti dico che al di là di quella montagna tibetana hanno preparato per noi il più fantastico dei picnic. Ora, non posso dirti che sarà come al ristorante, ma posso assicurarti che ne varrà la pena. Però tu devi piangere tutte le tue lacrime per il dispiacere di non essere andata al ristorante, perché altrimenti non supererai mai la montagna!" 

È con questo esempio che tanto è piaciuto a Brivido e Jn, che lo Strizza, per la prima volta in anni ed anni di analisi, mi ha indicato la via. 
Dolorosissima ed irta di pericoli e sudore, ma almeno una via c'è... 

Devo lasciarmi piangere e soffrire, perché io sto sopra a quel bagno di lacrime che, secondo lui, non mi affogherà... 

Ce la farà la nostra eroina?

mercoledì 20 novembre 2013

Tic tac tic tac

Se aveste la possibilità di viaggiare nel tempo percorrendo la vostra storia, lascereste tutto così? 

Le domande esistenziali, lo sapete, mi scaraventano nel trip delle elocubrazioni mentali di grado alfa... 

"Questione di tempo" è un film ironico e privo di colpi di scena, e questo lo dico senza la benché minima connotazione negativa, anzi! 
Finalmente un elogio alla normale quotidianità, sbalzata da un "effetto speciale" ma non decostruita da esso.

È una commedia inglese, firmata da una stella del cinema britannico, Richard Curtis, che è uno che se ne intende parecchio dato che ha girato alcune perle come "Notthing Hill", "Quattro matrimoni e un funerale" ma sopratutto "Love Actually" il mio film di natale per antonomasia; senza interpreti eclatanti ma con un cast brillante, fatta di battute incalzanti e di pause pressoché inesistenti, che tratta di viaggi nel tempo e moti trainanti dell'esistenza stessa.

Un film che pecca di buonismo in più di un passaggio, ma si fa perdonare con l'eccentricità di una sorella e di uno zio che fa sorridere, e perché qualunque cosa deciderete di indossare sarete quasi sempre meglio vestite della protagonista... 

C'è un padre amorevole con un segreto opprimente ed una madre che ringrazia il cielo di non essere troppo bella così da poter avere carattere.
C'è una disarmante semplicità di evoluzioni di eventi, come se fosse normale che le cose accadano, o forse succede davcero la vita di chi vive, questo lo devo capire.

Comunque la lezione alla fine delle due ore è che bisogna essere tanto bravi da vivere ogni giorno come se non ci fosse il rimorso di aver vissuto malamente nemmeno un attimo. 

E qui scattano, puntuali come pidocchi sulle crapine degli alunni a settembre, le molteplici domande che inesorabile ed instancabile mi faccio. 

Domande volte all'infinito, a Qualcuno di più grande, allo Strizza, anche a google a volte! 

La madre del colpo di scena è più fertile di quella degli idioti, ragion per cui non possiamo mai dirci al sicuro, c'è sempre un vaso di fiori che cade dal davanzale e ci finisce in testa. 

E allora?

60 minuti!

martedì 19 novembre 2013

La signora in banca

In realtà pensava che lui si sarebbe presto stancato di rincorrerla, che alla fine avrebbe preferito sposare la fidanzata storica, e metter su famiglia con la "più facile", quella che avrebbe dato meno problemi e grattacapo, ma la realtà era che non aveva corso abbastanza veloce da non farsi prendere.

Era nell'ufficio di suo marito, seduta davanti alla sua scrivania, con una scollatura ardita ed un fare inconsapevole.
Allungò la mano verso la foto che aveva di fronte, i genitori di lui, nel giorno del loro matrimonio. Una scelta insolita per chiunque, tranne che per lui: morti in un incidente su un piccolo scassato aereoplanino privato intento a portare viveri ai bambini del Burundi, i suoi genitori erano un mito ineguagliabile, tenuto vivo dalle cure di una cugina zitella della mamma, che aveva preso sotto la sua ala i due orfanelli...

Deposta la vecchia foto, si stirò il collo, guardandosi intorno.
Lui era in ogni dettaglio dell'angusto ufficio di paesana filiale: nel cappotto cammello appeso disordinatamente, nel micro frigorifero inelegantemente appoggiato in un angolo, nelle luci fredde che rendevano sterile anche il mobilio pesante, nella calcolatrice perennemente accesa e nelle carte ordinate a fianco al portatile.

Accavallò le gambe cercando una posizione più comoda, una delle cassiere avvisò che l'ingegnere stava arrivando, un ritardo alla riunione con il capo aerea, ma era questione di attimi, voleva un caffè? Sorrise, rifiutando l'offerta, e prese in mano una delle sue riviste contabili, noiose ed incomprensibili ai suoi occhi.

Stava per lasciarlo e voleva farlo vestita di tutto punto, in un luogo dove non avrebbe potuto alzare la voce ne piangere, avrebbe potuto decidere di ascoltare, oppure chiederle di dileguarsi e rendere tutto meno tedioso.

All'apparenza tanto stronza, quanto lui esemplare, la realtà erano anni di mortificazioni psicologiche, di privazioni emotive, di sentimentalismi esibiti solo per appagare la città bene, che li aveva presi a modello.

Una giovinezza, quella di lei, fatta di avventure e leggerezza, fatta di aerei nel cuore della notte e di fotografie da National Geographic, fatta di colazioni con caviale sulle terrazze della costa azzurra con accappatoi dalla consistenza di un cirro...

Lui così costante, studioso, bello, imbronciato, con un solido futuro davanti...
Tutto ciò che nn era stata lei, ora l'attraeva perché non era lei...

Ma non si può far crescere una primula nel deserto, e così la morsa di una quotidiana arsa li aveva annichiliti.

Non era sempre stata fedele, l'aveva tradito sempre e sempre convinta che fosse necessario per trarre le forze per far funzionare un matrimonio mai sbocciato, un riscatto per la pazienza consunta, per la bellezza appassita, per l'entusiasmo esanime...
Lo faceva anche lui.
Lo immaginava con donne tanto belle quanto disinibite, donne che non chiedono altro che un quarto d'ora di potere tra le cosce. 

Avrebbe potuto scegliere Agata, la fidanzatina del liceo, quella che lo aiutava nella preparazione degli esami, quella che confezionava muffin per i parrocchiani, quella che inviava i bigliettini per natale, quella che a natale regalava una sciarpa fatta da lei...
Ma lei, con la sua pelle ambrata ed il profumo di peccato addosso, aveva tutto quello di cui lui aveva voglia...
Una via d'uscita esotica e colorata, un mezzo privilegiato su cui viaggiare, una compagna che gli accendeva sensi e fantasia.

Ma gli anni logorano i sensi, e la monotonia delle imposizioni annienta la fantasia, e di loro non era rimasto nulla.

Appoggiò la rivista e frugò malamente nella borsetta griffata, si accese una sigaretta e lasciò che le si consumasse tra le dita ossute, finché la solita cassiera non le disse che era severamente proibito fumare.
Spense con aria briccona e suo marito si palesò dietro la solita cassiera, la barba mal fatta sul mento sfuggente, la fulgida chioma striata di grigio, le mani grandi: "la mia solita birbante! Facciamo colazione insieme amore?" Lei guarda la cassiera.
Guarda lui.
Le sfugge l'occhio sul vetro immacolato che divide l'ufficio, vede una ruga profonda a lato della bocca, il riflesso di una lacrima nell'occhio, un pensiero: "...per il momento cornetto caldo ed estetista, poi vedremo..."

lunedì 18 novembre 2013

estraneamento di fede e pensiero...



Il reparto di terapia intensiva non me lo immaginavo così.
Guardare troppa televisione nuoce gravemente alla salute, perché io immaginavo un luogo chiuso, barricato di tecnologia ed emergenza, un luogo buio illuminato da sterili luci oblique che vanno a colpire letti in cui si consuma una sofferenza umana cosparsa di tubi che escono da corpi esanimi, corroborati solo da maschere d'ossigeno fastidiose.

Invece non è così...
E' un angolo di morte; presunta, sospirata, sperata, inattesa, scacciata, scongiurata, odiata, invocata...

Non immaginavo di poterci entrare e di dover assistere alla sofferenza umana di chi soffre e di chi osserva impotente l'altrui dolore; che il vero dramma nella tragicità è l'impotenza di chi guarda le cose accadere senza neppur poter replicare con il giusto sdegnato risentimenti nei confronti del destino.

Il destino...
La fortuna...
La sorte...
Il fato...
Ciò che deve essere...

Sono tutte forme di un'identica ideologia, che ci lega e ci accomuna ad una sorta di bizzarra incoerenza pleonastica che porta a reputarli quasi componenti religiosi...
Personalmente sono dell'avviso che non ci sia nulla di male nell'affidarsi a preghiere e speranza, la mia idea di fede è di un abbraccio alle sofferenze e di un sostegno nelle difficoltà...

La mia religiosità è "paraculata", inficiata un po' dalla pigrizia nei confronti delle istituzioni clericali, ma in Dio ci credo, ed una volta entrata in quel nugolo di dolore mi sono scoperta a pregare a mezz'asta, come se non desiderassi che il terminare di quello sfiancamento emotivo. 

Continuo a ripetere, non solo scrivendolo, ma anche nella testa: 
...impotenza...
...attesa...

Che il destino, la fortuna, la sorte, il fato, ciò che deve essere faccia il suo corso...
...in fretta, che sono stanca...

sabato 16 novembre 2013

aquile dalle ali spezzate


 La mamma del Paparotto Gigiotto ha avuto un infarto. 

È stata operata e sta recuperando sdraiata in un letto di terapia intensiva.

Stiamo passando ore critiche che determineranno il suo domani, ed intanto aspettiamo. 

Personalmente non ho un legame affettivo tale da essere dispiaciuta ed in pena per lei, però mi strugge Paparotto Gigiotto, che è al suo capezzale pieno di premure e di senso di colpa per non aver agito in modo più incalzante. 

Lei non è stata una "nonna-nonna", nessuna grossa dimostrazione di affetto, non una presenza presente nella mia infanzia, nessuna partecipazione speciale nella mia esistenza o in quella di Jn...

È una donna dal carattere aspro, poco incline al sentimentalismo, assolutamente allergica a dimostrazioni affettuose di ogni genere e sorte, l'hanno temprata le asperità della vita. 

La poliomielite che l'ha colpita da bambina e della quale si è portata appresso il peso di un handicap; una vedovanza precocissima con un figlio di 3 anni ed una di 4; le difficoltà economiche perpetrate... 

Dio solo så quante volte siamo arrivate a parole grosse, lei in particolar modo, perché esulava da lei il concetto di accomodanza.
Mi ha detto cose irripetibili mostrandomi si il suo sdegno, ma anche la sua anzitempo lezione: la libertà!

Una donna di 86 anni, privilegiata da ragazza perché aveva fatto le superiori, ormai logorata dalla senilità, ha l'aspetto fiero di chi si stacca dalla tradizione e dalle convenzioni a beneficio e discapito dei presenti. 

Un inno, il suo, alla totale libertà di agire, parlare e comportarsi, che l'aveva condotta all'isolamento, che però lei viveva come un premio... 

Era moderna in un modo che non andrà mai di moda, per fortuna o purtroppo. 

Volente o nolente le devo quello che è l'uomo più importante della mia vita, che ora si fa piccolo e si farebbe cullare volentieri da braccia che non l'hanno fatto che di rado; ma che, pur senza una canonica famiglia alle spalle, ha saputo iniettare un così profondo senso del valore a me e Jn, il suo patrimonio genetico e morale. 

Ma non è solo questo che me la fa ricordare con un velo di gratitudine: penso che anche lei, con le sue aspre intemperanze abbia contribuito a farmi uscire da un guscio che non so se ho mai avuto.
Penso che lasciare una dimostrazione di indipendenza femminile come lo è stata la sua, sia non da tutti, nonostante le lacune e l'anaffettività... 

Penso che era troppo poco "lei" nell'ultimo periodo, e che come le aquile, non volesse rimanere incastrata in un ambiente dove le sue ali non potessero spiccare il volo... 

mercoledì 13 novembre 2013

Lodem o negronem?!

Sabato sera ho bevuto.
Un aperol con cedrata, trovata vulcanica di mia sorella Jn, che all'aperitivo risulta meno aggressivo del beneamato Pirlo bresciano... 

Ora dirò una cosa che farà spalancare occhi e bocche: bere mi manca.

Non che la dissolutezza alcolica fosse la costante dei miei weekend di rampante donzelletta che non vien dalla campagna, ma le mie papille gustative hanno conosciuto le gioie del Martini è assaporato le prodezze della crema whiskey... 

E tutto questo, lo ammetto, mi manca. 

Vivo perennemente sotto antibiotico e scegliere di immolarsi alla patria del proibizionismo, non è stata una scelta ma un obbligo morale [e fisico] !

Però l'eccezione di sabato me la son proprio goduta... 
Ammantata tra i sulfurei fumi di Bacco, ho risentito quella leggerissima brezza di incoscienza voluttuosa propria dell'alcol, e mi sono bagnata cuore e anima, oltre alle labbra. 

Riflettendo sull'esistenza, la mia, posso dirmi felice di come sono, fiera a scatti internazionali [rari], e conscia dello sciorinare di difetti che potrebbero essere elencati, tuttavia mi accorgo che mi mancano tappe decisamente formative, alcune delle quali essenziali nella vita di ogni persona degna di tale sostantivo. 

La sbronza.

Ecco sappiate voi, popolo di blogger e non qui riunito, che io non mi sono mai stencata di bestia! 

Brilla son stata brilla, ma roba da demolizione niente da fare. 

E questo per colpa del Paparotto Gigiotto, dal quale oltre al carattere docile come quello delle vipere, ho ereditato lo stomaco e la resistenza di un camionista! 

Digerisco praticamente tutto [inclusi i peperoni crudi con la buccia alle 10 di sera] e mi ubriaco con dosi talmente massicce da richiedere serate così malate, che non ho ancora conosciuto. 

E quindi oggi, davanti a tutti voi, faccio una solenne promessa: quando prenderò la laurea voglio andare a casa sui gomiti. 

...chi ha orecchie per intendere [Jn] intenda! 

...gli altri in camper - ah ah ah

martedì 12 novembre 2013

...forse...


1- Forse quella giusta l'ho vista.
2- Forse la batosta di questa estate è servita.
3- Forse gli uomini e le donne NON sono uguali.
4- Forse ci sono troppi pochi weekend da qui a natale.
5- Forse avrei bisogno di un po' di riposo.

Partendo da queste righe irte di misteri profondi posso dirvi il mio cursus in pillole abbondanti, tipo supposta che se anche solo te la fanno vedere ti mette addosso una stricchia non indifferente...
[la realtà è che oggi ho la prontezza di riflessi di un cadavere, ergo non mi ci posso impegnare troppo, capite?! Rischierei di buttare al vento anni ed anni di onorata carriera da blogger...]

Ecco, 1- LA CASA.
Non so se sarà proprio lei, ma pare che la si sia trovata, ora c'è tanta burocrazia e parecchi discorsi da fare [senza contare il fatto che Brivido non l'ha ancora ne vista ne approvata] però l'ho riconosciuta, ed ora inizia la prova... Saremo pronti per una casa "vera"!?

2- Per quelli che non lo sapessero la sottoscritta me stessa medesima quest'estate ha passato momenti poco gioiosi causa la sua malattia simpa fesssss, che è venuta a farle visita con una costanza da premio, tuttavia posso asserire con gioiosa gioia che i valori sono rientrati nel range e che tutti dicono quanto io sia bella carina e solare in questo periodo... yuppy!!!!

3- Ho avuto una piacevolissima cena for women only sabato, e debbo dire che è uscito tanto di quel materiale da impressionarmi... Io che, negli ultimi anni, ho avuto prettamente amicizia maschili, e che da quelle femminili sono stata parecchio scottata, non sarà che mi sono persa qualcosa?

4- Trento/Rovereto... Bolzano... lavoro... cazzi e mazzi vari... cioè io domenica ho acquistato le prime cosette per gli amici cari ma mi sa che ho fatto anche un gran bene, perché sono impegnata tanto quanto la Regina d'Inghilterra... che Dio mi salvi!!!

5- Sono stanca.
Visceralmente stanca.
Ieri mi sono svegliata che erano passate di un niente le 5, ho fatto tutto quello che si può fare senza far rumore, sono andata a lavorare, mi sono allenata un'oretta, corsa a casa ho stirato cucinato e portato in tavola, poi mi ha chiamata un'amica mollata dal moroso e volevo starle vicina più attivamente, ma ero terrorizzata all'idea mi chiedesse di raggiungerla... 
Sono stracca, come si dice al mio paese...

Ma recupereremo...
La vita richiede entusiasmo, pazienza e solerzia...

...e come disse Garibaldi OBBEDISCO!

lunedì 11 novembre 2013

Tarta di Panda dixit

Una tazza di the alla cannella.
Una poltrona ed un noir ad avvolgerti.
Fuori scoppia un vento forte, dentro si sta bene.
Il momento perfetto. 

...eppure... 

Cari i miei affezionati amici bloggosi non fatevi trarre in inganno da quel faccino celestiale ed angelico che, solo il momento perfetto, ha.

Diciamocelo: se inizi la mattina scalza sul balcone e pesti una cacchina (?!) del tuo cane, sappi che l'universo ti sta avvisando che questa sarà una giornata poco-poco de mmmerda...

In ogni senso!

No, non mi è accaduto nulla del genere, [cazzo ci fa una scalza sul balcone che è la toilette del cane?!] ma volevo sottolineare l'illusoria materia della quale son fatti i nostri ideali momenti perfetti. 

Nella retorica dell'immaginazione ci diamo un gran da fare per rendere pressocheperfetti i nostri più reconditi bisogni, trasformando il relax in un qualcosa di immensamente piacevole ed indisturbato.

Ma ora io vi chiedo e vi domando: quando cavolo vi capita di dire a voi stessi: "Sai che c'è?! Oggi non ho voglia di fare una pipa de Pooh, ragion per la quale fanculo lavoro/studio/mestieri, e mi metto in panciolle a cazzeggiare con l'ultimo della Bridget Jones! E mi faccio pure una pinta con quei tacos che fanno la muffa dalla finale dei mondiali!" 

Ma de cheeee?!?

Al massimo ti fai una doccia più lunga, o scegli di svegliarti ad ore improbe del mattino per farti un po' di sani cazzi tuoi, o ti fai sposare da uno che ti mantiene e ti adora....
Se l'ultima condizione non dovesse essere quella in vigore, scordatevi una doccia che non conosca trillio di cellulare/Facebook/whatsup/citofono/mail, e chiudete bene le serrande dopo aver staccato citofono e distrutto telefoni, se volete dormire...
 Era moderna ragazzi!

La vita non è bastarda, semplicemente trova estremamente spassosa l'idea di renderci le cose difficili. 
Che poi manco questo è del tutto vero, perché mettendo in conto tutti i bastoni che posso stare tra le ruote, io sono pienamente consapevole che mi troverei le menate anche con TUTTO quello che desidero a disposizione. 
La vita non è complicata, le persone si.

E va bene che ho tirato fuori una retorica not bad, ma la frase è talmente vera che quasi quasi me la tatuo in fronte, così la mia non sarà più una faccia da culo ma da saggia. 

Credo comunque di avere individuato uno degli aspetti più negativi del genere umano...
L'aspettativa.

Voi fatevi un giro mentale tra i cacchi vostri e datemi torto.

Se noi non ci incaponissimo in ciò che non abbiamo, vivremmo tutti con una marcia in più! 
Ma non basta non martellarsi i maroni per ciò che non c'è, anche per come lo si vuole... 

E qui casca l'asino!

Esempio: vi incapricciate su QUEL vestito in vetrina perché già ve lo vedete spalmato addosso, e vi sta benissimo... 
Nella testa!
Perché nella realtà ci state come un pugno bello stomaco! 

Idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo
idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo idealizziamo

Cose, persone, rapporti, futuro... 

Tutti bene o male con le proprie aspettative che sfregano contro le sensibilità più o meno turbate. 

Violentiamo noi stessi e gli altri con l'idea che ci facciamo di cose, persone e rapporti, un'idea che  viene smentita per antonomasia, ma anche perché è logico, quasi giusto che così sia! 

Ma se aveva ragione la tartaruga di Kungfu Panda, nel dire che "Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift. That is why it is called the present."ovvero "Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama presente!"

allora... 
...di che stiamo parlando?!

Godiamocela no?!?


venerdì 8 novembre 2013

amore vero... estathè!!!!


...c'è che entri in un blog veramente carino, e nei suggerimenti sui post inerenti a quello che hai appena letto, mi vedo spuntare un gioioso bricchetto di Estathe e la domanda imperante "perché non bevi estathè?"

Quindi, curiosa come un macaco clicco, e mi viene incontro una serie di motivi per i quali La Mia teiera non beve il nettare delizioso noto ai più col nome di Estathé...

Codeste le motivazioni addotte alla tesi:


  • perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare...
  • perché è pieno di zuccheri e aromi artificiali che servono solo a dare un sapore a qualcosa che è insipido (praticamente tutti i punti successivi sono conseguenza di questo).
  • un brick di Estathè da 200 ml apporta 88 calorie e contiene 22 grammi di zucchero, pari a circa 9 bustine. Non credo proprio di aver bisogno di una tale dose extra di zucchero e calorie perfettamente inutili.
  • tutto questo zucchero naturalmente fa ingrassare, ma fa male anche per un sacco di altri motivi; per esempio bevuto a merenda fa alzare alle stelle la glicemia ed eccita i bambini (e c'è pure la teina).
  • essendo pieno di zuccheri l'Estathè non è affatto dissetante (elementare Watson), ma anzi fa aumentare la sete.
  • la maggior parte delle bibite industriali, Estathè compreso, è dolcificata con zucchero raffinato, trattato cioè con sostanze chimiche come calce, ammoniaca e carbone animale.
  • L'Estathè verde mi sta particolarmente sulle scatole perché nonostante sia una schifezza come quello al limone o alla pesca, viene proposto come una salutare bevanda alternativa.
  • - See more at: http://www.lamiateiera.com/2012/06/perche-non-bevi-lestathe.html#sthash.CtOwm3CP.dpuf

    1. perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare...
    2. perché è pieno di zuccheri e aromi artificiali che servono solo a dare un sapore a qualcosa che è insipido (praticamente tutti i punti successivi sono conseguenza di questo).
    3. un brick di Estathè da 200 ml apporta 88 calorie e contiene 22 grammi di zucchero, pari a circa 9 bustine. Non credo proprio di aver bisogno di una tale dose extra di zucchero e calorie perfettamente inutili.
    4. tutto questo zucchero naturalmente fa ingrassare, ma fa male anche per un sacco di altri motivi; per esempio bevuto a merenda fa alzare alle stelle la glicemia ed eccita i bambini (e c'è pure la teina).
    5. essendo pieno di zuccheri l'Estathè non è affatto dissetante (elementare Watson), ma anzi fa aumentare la sete.
    6. la maggior parte delle bibite industriali, Estathè compreso, è dolcificata con zucchero raffinato, trattato cioè con sostanze chimiche come calce, ammoniaca e carbone animale.
    7. L'Estathè verde mi sta particolarmente sulle scatole perché nonostante sia una schifezza come quello al limone o alla pesca, viene proposto come una salutare bevanda alternativa
    Ora considerate che sto scrivendo questo post semisvaccata sul divano, con R-Dog sulle gambe, una nullafacenza data dalle buone notizie mattutine [CURIOSI, EHHHHH?! si lo so ma vi tengo sul "chi-va-là"] ed il terzo bicchiere di nettare limonoso accanto, e sono solo le 13,41...

    Io queste nozioni ve le ho buttate lì.
    Fate delle conoscenze da me testé apprese, ciò che più v'aggrada, che io adesso me ne vado a fare il letto [SI SONO UNA MOGLIE DI CACCA ED UNA CASALINGA FREGNACCIA, ALLE 13,50 NON HO ANCORA RIFATTO IL LETTO!!!] e continuo a leggere Fitzgerald che mi ha preso un sacco, e faccio anche intellettualoide straffi mentre lo leggo con la mia proverbiale nonchalance! 

    ...cin cin...
    Questa domanda mi è stata fatta più volte, sono persino nata e cresciuta nella città con il più alto consumo pro-capite di Estathè (Livorno), tanto alto che la città è completamente inquinata dai brick di plastica e il comune e la Ferrero stavano pensando ad un sistema di vuoti a rendere (leggete questo articolo). Nonostante questo il tè freddo più popolare d'Italia non mi è mai piaciuto, e - gusti personali a parte - ci sono un sacco di ottime ragioni per non bere l'Estathè.

    1. perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare...
    2. perché è pieno di zuccheri e aromi artificiali che servono solo a dare un sapore a qualcosa che è insipido (praticamente tutti i punti successivi sono conseguenza di questo).
    3. un brick di Estathè da 200 ml apporta 88 calorie e contiene 22 grammi di zucchero, pari a circa 9 bustine. Non credo proprio di aver bisogno di una tale dose extra di zucchero e calorie perfettamente inutili.
    4. tutto questo zucchero naturalmente fa ingrassare, ma fa male anche per un sacco di altri motivi; per esempio bevuto a merenda fa alzare alle stelle la glicemia ed eccita i bambini (e c'è pure la teina).
    5. essendo pieno di zuccheri l'Estathè non è affatto dissetante (elementare Watson), ma anzi fa aumentare la sete.
    6. la maggior parte delle bibite industriali, Estathè compreso, è dolcificata con zucchero raffinato, trattato cioè con sostanze chimiche come calce, ammoniaca e carbone animale.
    7. L'Estathè verde mi sta particolarmente sulle scatole perché nonostante sia una schifezza come quello al limone o alla pesca, viene proposto come una salutare bevanda alternativa.
    - See more at: http://www.lamiateiera.com/2012/06/perche-non-bevi-lestathe.html#sthash.CtOwm3CP.dpuf
    perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare... - See more at: http://www.lamiateiera.com/2012/06/perche-non-bevi-lestathe.html#sthash.CtOwm3CP.dpuf


  • perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare...
  • perché è pieno di zuccheri e aromi artificiali che servono solo a dare un sapore a qualcosa che è insipido (praticamente tutti i punti successivi sono conseguenza di questo).
  • un brick di Estathè da 200 ml apporta 88 calorie e contiene 22 grammi di zucchero, pari a circa 9 bustine. Non credo proprio di aver bisogno di una tale dose extra di zucchero e calorie perfettamente inutili.
  • tutto questo zucchero naturalmente fa ingrassare, ma fa male anche per un sacco di altri motivi; per esempio bevuto a merenda fa alzare alle stelle la glicemia ed eccita i bambini (e c'è pure la teina).
  • essendo pieno di zuccheri l'Estathè non è affatto dissetante (elementare Watson), ma anzi fa aumentare la sete.
  • la maggior parte delle bibite industriali, Estathè compreso, è dolcificata con zucchero raffinato, trattato cioè con sostanze chimiche come calce, ammoniaca e carbone animale.
  • L'Estathè verde mi sta particolarmente sulle scatole perché nonostante sia una schifezza come quello al limone o alla pesca, viene proposto come una salutare bevanda alternativa.
  • - See more at: http://www.lamiateiera.com/2012/06/perche-non-bevi-lestathe.html#sthash.CtOwm3CP.dpuf


  • perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare...
  • perché è pieno di zuccheri e aromi artificiali che servono solo a dare un sapore a qualcosa che è insipido (praticamente tutti i punti successivi sono conseguenza di questo).
  • un brick di Estathè da 200 ml apporta 88 calorie e contiene 22 grammi di zucchero, pari a circa 9 bustine. Non credo proprio di aver bisogno di una tale dose extra di zucchero e calorie perfettamente inutili.
  • tutto questo zucchero naturalmente fa ingrassare, ma fa male anche per un sacco di altri motivi; per esempio bevuto a merenda fa alzare alle stelle la glicemia ed eccita i bambini (e c'è pure la teina).
  • essendo pieno di zuccheri l'Estathè non è affatto dissetante (elementare Watson), ma anzi fa aumentare la sete.
  • la maggior parte delle bibite industriali, Estathè compreso, è dolcificata con zucchero raffinato, trattato cioè con sostanze chimiche come calce, ammoniaca e carbone animale.
  • L'Estathè verde mi sta particolarmente sulle scatole perché nonostante sia una schifezza come quello al limone o alla pesca, viene proposto come una salutare bevanda alternativa.
  • - See more at: http://www.lamiateiera.com/2012/06/perche-non-bevi-lestathe.html#sthash.CtOwm3CP.dp

    cattivissima io

    Odio un sacco di cose. ...qualcuno potrebbe dire che è perché sono difficile... Stronzate. Il fatto è che godo di buongusto. E' ...