venerdì 13 dicembre 2013

Lei è

Aveva voglia di dare un calcio alla tristezza. 
Voglia si potesse davvero colpire il male dentro per poterlo punire di averla avvelenata.
Ma non si poteva. 

Camminare all'interno delle emozioni le usciva male, farlo per i mille demeriti e fallimenti che incontrava, la struggeva. 

Arrivò a pensare che il giorno più bello della sua vita l'avesse già conosciuto, e si chiese quanto valesse la pena di esistere, con la consapevolezza che non avrebbe goduto di altri altrettanto belli. 

C'è ancora bellezza da vivere" le dicevano. 
"Sicuramente - rispondeva - ma se non sarà 100 non mi basterà."

Non concedeva a se stessa di abbassare le aspettative, e non riusciva più a sentirsi felice, soddisfatta, serena. 
Impossibile così andare avanti. 

Ogni momento era buono per sentire la lancinante morsa delle lance che si spezzavano su un cuore tormentato. 

Accontentati.
Arrenditi. 
Lo diciamo per il tuo bene. 

Odio puro. 
Negli occhi, nei quali le lacrime accompagnavano i battiti. 
Tra le labbra, dove sputi rabbiosi si radunavano disadorni. 

Si può vivere con la prospettiva di uno zero a zero perenne e ripetuto?
Lei, che cercava vittoria scansando sconfitte sempre più cruente, avrebbe imparato ad esistere nel mare dell'indifferenza e delle scrollate di spalle?
Avrebbe capito che rimpinzandosi di metà esistenza, non avrebbe mai più conosciuto delusioni ed ipocrisie?

Pensò che non ne sarebbe stata capace mai, sarebbe stato tanto più bello non vivere in un mondo in cui tutti gli altri si e lei no. 

Avesse potuto fare a meno delle felicità altrui, dei sorrisi sinceri, delle liete novelle, delle sensazioni onnipotenti di rinnovamento, successo e vittoria... 

Ma non abitava su un eremo.
Non era sorda, cieca o addormentata. 

Hai una grande intelligenza, sfruttala. 
"Come? - si chiedeva - per mandarvi sentitamente a fare in culo?" 

Sei molto carina, è un vantaggio.
"Per Kate Moss forse, io sono carina mica una strafiga su gambe chilometriche!" 

Soffriva. 
Ascoltava i consigli e le speranze, le parole e le testimonianze, e ci si attaccava. 

Perché aveva fede. 

Non in Dio, non solo, ma anche nei sogni, nella determinazione, nella speranza. 

Povera guerriera spaventata che era: spavalda quanto serve per non farsi atterrire da mandrie, ma incapace di lasciarsi vivere. 

Ringrazia per ciò che hai. 
Le consigliavano. 
Ma non le sovveniva dono abbastanza meritevole di ringraziamenti, niente che le appartenesse. 

Così soffriva di un dolore deferente ed altolocato, un dolore talmente pregno di forza e negatività da rimanerle arroccato alle pareti dell'anima, tanto da rendere la disperazione una missione impossibile. 

"Non si vive una vita dove il più bello c'è già stato, al massimo si esiste, ed il pensiero mi spacca dentro." 

Non vi è peggior pugnale, e più affilata spada che squarcia il cuore come le aspettative che non conoscono realtà.

E lei riconosceva questa verità, chiedendosi se valesse la pena.  

34 commenti:

  1. Mi ci ritrovo tanto in questa descrizione.. però io ogni tanto ci spero ancora in qualcosa di bello e cerco di trovare la bellezza anche nelle cose più piccole per stare bene :)

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    1. ELIS come si fa?!
      Perché io, che le cose belle stiano nelle piccole cose, lo so... Ma vivere così come è mi viene un gran difficile!

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  2. E' necessario sapersi accontentare, perchè 100 è quasi impossibile da avere o da trovare, lo so che quello che raccontano gli altri non serve, ma questa la voglio proprio dire....ho avuto un tumore, e con questo ho detto tutto....la mia vita è divisa in due...in PT e DT! Io Gioia DT (dopo tumore) ti dico viviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! male, bene, felice, infelice che i momenti brutti, ma brutti davvero, arrivano purtroppo nella vita di tutti, e non voglio portare sfiga ma è un dato di fatto! E se oggi arrivi a 50 vivilo come fosse 100 e sempre con il sorriso, perchè domani chissà......

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    1. Non è semplice rispondere ora GIOIA, perché tu racconti di un tuo dramma, ed io delle vicissitudini ho rispetto. Però potrei rilanciare dicendo che non ho nemmeno "la fortuna" di avere un prima o un dopo, io ho un durante. Una patologia che non si esaurisce ne si può tentare di curare... Quindi per me il vivere a 100 è davvero il minimo...

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  3. Leggere queste parole è stato come aprire certi cassetti della mia memoria! ! Sono convinta che la miglior cosa sia vivere giorno per giorno senza aspettative!! Apprezzare e ringraziare tutto quello che arriva..poi al domani ci si pensa domani :-D ;-)

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    1. E chi ti da torto ROBBE?!
      Il domani pensa a se stesso e noi qui che ci si preoccupa inutilmente...

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    1. Fa un rumore sordo che da a pensare GIARDIGNO...

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  5. Cara Patalice, io non ti conosco ma!!! vorrei dirti che fai male ha giudicarti!!! molte volte la vera bellezza è all'interno di noi!!! Ciao e buon fine settimana cara amica.
    Tomaso

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    1. Non sono indulgente con me stessa TOMASO in effetti...

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  6. Accontentarsi è morire. Io c'ho provato e sono morta. E non ho più intenzione di farlo.
    Bel post, stima Socia!

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    1. Socia io non lo so...
      Non so se accontentarsi sia più simile a morire o a rinascere PRINCESS...

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  7. Anche se noto un filo di malinconia, diciamo che mi ci rivedo in quello che hai espresso.
    Tutti speriamo ancora in qualcosa di bello, anche di piccolo. Chissà, magari sarà questo il regalo di Natale per quest'anno :)

    Moz-

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    1. Io nella magia MOZ ho sempre creduto un po'... Vediamo

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  8. Anche io mi sono incastrata in questi pensieri tante volte. Lo so che quando si sta male non ci sono pensieri positivi che tengano..anzi gli incoraggiamenti degli altri ti fanno sentire solo ancora più arrabbiata e sola con i tuoi pensieri. Però, mi ha colpito questa cosa che hai scritto: "Ma non le sovveniva dono abbastanza meritevole di ringraziamenti, niente che le appartenesse".......in un libro una volta ho letto che un personaggio "trovava tutte le cose belle della sua vita" e l'autore spiegava che non aveva scritto che "trovava belle tutte le cose della sua vita", cosa che sarebbe stato impossibile oltre che stupido. Ma invece che cercava e trovava tutte le cose belle della sua vita...che è molto diverso...penso che c'entri con questo discorso.....Bacio

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    1. No ELLIE, non è che c'entri il tuo discorso, è proprio perfettamente calzante... È che io non sono proprio capace di cercare e di vivere tutte quelle cose che mi farebbero stare bene...

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  9. bellissimi...adoro leggere i tuoi post...perchè poi mi fermo sempre a rifletterci su :)

    se ti va passa da me nuovo post..
    http://thecherrybombdiary.blogspot.it/

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    1. Spero che almeno CHERRYROSSI siano pensieri non troppo negativi, tendo ad essere una gran menata ;-)

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  10. ciao principessa!
    tu sai che ho sempre sostenuto che sei una bella personcina.....ma è vero .....a volte non basta!
    ci sono dolori, ci sono mali che anche il complimento migliore , non li cancella !
    ma so che affronti tutto con grande forza e soprattutto coraggio......
    sono assente ultimamente.....ma sappi, che sei sempre nei miei pensieri! ♥

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    1. NADIA sento sempre il tuo tocco, davvero...

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  11. Accontentarsi no, ma avere umiltà sì. Se non sai più amare le piccole cose, se hai bisogno di vivere di soddisfazioni e traguardi raggiunti significa che hai confuso i sogni con i desideri cara Patalice. Ci sono tanti bambini senza genitori al mondo che vorrebbero l'amore di una donna da chiamare mamma, ma questa è così invischiata nella propria possessivitá verso la maternità che le sembrerebbe una sconfitta arrivare ad amare un figlio non suo. Così si ritrova triste e insoddisfatta perché sa di avere tutto, sa di aver vissuto tutto, tranne quella piccola cosa, quella cosa che molte donne vivono in completa serenità. Ma tu no. Perché tu no? Perché le cose arrivano quando siamo pronti e quando la smettiamo di affannarci perché accadano quando vogliamo noi. Certe cose le manda il destino e un corpo e una mente pacifici possono solo permetterlo. Sono certa che tu sia bella, amabile, ma ogni cosa accade per un motivo:perché ancora non hai quello che vuoi? Sono certa che tu conosca già la risposta.

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    1. Umiltà.
      Una parola interessante.
      Sai ANONIMO io non so mai bene quanto una parola sola possa definire il vissuto, ma peggio ancora le emozioni, di una personcina...
      Oggi ti dico che non sarei pronta a diventare mamma che abbraccia un sogno, una specie di egoismo mi pervade probabilmente.

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  12. Vagamente contraddittorio anche se non supeficiale. Vorresti succhiare tutta la speranza a chi scrive ma lasciarne discrete tracce in chi legge. E' come se chi scrivesse di sconfitta, in realtà gettasse un'ancora invisibile al lettore depresso. E non riesci sempre a nascondere questo piccolo stratagemma. Quel “aveva fede in Dio, ma non solo, anche nei sogni, nella determinazione, nella speranza” annulla in un solo rigo chi non crede che le aspettative si nutrano proprio di quelle poche parole, o anche che l'essere “solo” carina, intelligente ed accettare i consigli non sia un già un pazzesco regalo. E poi, come giustamente ribadisci “la disperazione è una missione impossibile”. Senza contare il domandone finale: chiedersi se ne vale la pena. L'infelice senza speranze, non ha più nulla da chiedere, ma sopratutto da chiedersi.

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    1. Un blogger amico mi ha privatamente definita "pindarica" LAMPOUR, io mi sento tale... Salto di palo in frasca, facendo della contraddizione un cavallo di battaglia... La speranza è una menata di situazione, perché fa sentire una voragine dentro, cercavo di farla percepire...

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  13. Si percepisce.. ma toglimi quella O tra LAMP e UR altrimenti comincio a chiamarti PatoAlice per la gioia dei tifosi del Corinthians.. ;)

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  14. Oddio il titolo mi ha ricordato una delle canzoni preferite di Wannabe Adolescente :-*

    http://www.youtube.com/watch?v=6h6Jh-ihzsQ

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    1. La WANNABEFIGA adolescente mi sarebbe piaciuta quanto la sua versione adulta, di fisso!

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  15. Questa è la vera ricerca negativa di sé. Chiusi in se stessi, crogiolandosi dentro una sofferenza oscura che non porta a niente, senza la capacità di uscire dal proprio io per guardare gli altri ed accorgersi che nessuno riesce mai a vivere costantemente al massimo.

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    1. Ma il dolore, AMBRA, anche quello negativo che tarpa le ali e ci costringe a viverlo nella sua essenza distruttrice ha un che di pedagogico.

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!