martedì 19 novembre 2013

La signora in banca

In realtà pensava che lui si sarebbe presto stancato di rincorrerla, che alla fine avrebbe preferito sposare la fidanzata storica, e metter su famiglia con la "più facile", quella che avrebbe dato meno problemi e grattacapo, ma la realtà era che non aveva corso abbastanza veloce da non farsi prendere.

Era nell'ufficio di suo marito, seduta davanti alla sua scrivania, con una scollatura ardita ed un fare inconsapevole.
Allungò la mano verso la foto che aveva di fronte, i genitori di lui, nel giorno del loro matrimonio. Una scelta insolita per chiunque, tranne che per lui: morti in un incidente su un piccolo scassato aereoplanino privato intento a portare viveri ai bambini del Burundi, i suoi genitori erano un mito ineguagliabile, tenuto vivo dalle cure di una cugina zitella della mamma, che aveva preso sotto la sua ala i due orfanelli...

Deposta la vecchia foto, si stirò il collo, guardandosi intorno.
Lui era in ogni dettaglio dell'angusto ufficio di paesana filiale: nel cappotto cammello appeso disordinatamente, nel micro frigorifero inelegantemente appoggiato in un angolo, nelle luci fredde che rendevano sterile anche il mobilio pesante, nella calcolatrice perennemente accesa e nelle carte ordinate a fianco al portatile.

Accavallò le gambe cercando una posizione più comoda, una delle cassiere avvisò che l'ingegnere stava arrivando, un ritardo alla riunione con il capo aerea, ma era questione di attimi, voleva un caffè? Sorrise, rifiutando l'offerta, e prese in mano una delle sue riviste contabili, noiose ed incomprensibili ai suoi occhi.

Stava per lasciarlo e voleva farlo vestita di tutto punto, in un luogo dove non avrebbe potuto alzare la voce ne piangere, avrebbe potuto decidere di ascoltare, oppure chiederle di dileguarsi e rendere tutto meno tedioso.

All'apparenza tanto stronza, quanto lui esemplare, la realtà erano anni di mortificazioni psicologiche, di privazioni emotive, di sentimentalismi esibiti solo per appagare la città bene, che li aveva presi a modello.

Una giovinezza, quella di lei, fatta di avventure e leggerezza, fatta di aerei nel cuore della notte e di fotografie da National Geographic, fatta di colazioni con caviale sulle terrazze della costa azzurra con accappatoi dalla consistenza di un cirro...

Lui così costante, studioso, bello, imbronciato, con un solido futuro davanti...
Tutto ciò che nn era stata lei, ora l'attraeva perché non era lei...

Ma non si può far crescere una primula nel deserto, e così la morsa di una quotidiana arsa li aveva annichiliti.

Non era sempre stata fedele, l'aveva tradito sempre e sempre convinta che fosse necessario per trarre le forze per far funzionare un matrimonio mai sbocciato, un riscatto per la pazienza consunta, per la bellezza appassita, per l'entusiasmo esanime...
Lo faceva anche lui.
Lo immaginava con donne tanto belle quanto disinibite, donne che non chiedono altro che un quarto d'ora di potere tra le cosce. 

Avrebbe potuto scegliere Agata, la fidanzatina del liceo, quella che lo aiutava nella preparazione degli esami, quella che confezionava muffin per i parrocchiani, quella che inviava i bigliettini per natale, quella che a natale regalava una sciarpa fatta da lei...
Ma lei, con la sua pelle ambrata ed il profumo di peccato addosso, aveva tutto quello di cui lui aveva voglia...
Una via d'uscita esotica e colorata, un mezzo privilegiato su cui viaggiare, una compagna che gli accendeva sensi e fantasia.

Ma gli anni logorano i sensi, e la monotonia delle imposizioni annienta la fantasia, e di loro non era rimasto nulla.

Appoggiò la rivista e frugò malamente nella borsetta griffata, si accese una sigaretta e lasciò che le si consumasse tra le dita ossute, finché la solita cassiera non le disse che era severamente proibito fumare.
Spense con aria briccona e suo marito si palesò dietro la solita cassiera, la barba mal fatta sul mento sfuggente, la fulgida chioma striata di grigio, le mani grandi: "la mia solita birbante! Facciamo colazione insieme amore?" Lei guarda la cassiera.
Guarda lui.
Le sfugge l'occhio sul vetro immacolato che divide l'ufficio, vede una ruga profonda a lato della bocca, il riflesso di una lacrima nell'occhio, un pensiero: "...per il momento cornetto caldo ed estetista, poi vedremo..."

42 commenti:

  1. meraviglioso. Vorrei leggerne ancora. Voglio sapere di più di loro due..
    wow :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non saprei dirne altro forse STREGABIANCA...

      Elimina
  2. Davvero intrigante complimenti! a quando il seguito? :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo accoglierò qualora mi venisse a cercare ELENUCCIA, stanne certa

      Elimina
  3. Scrivine il seguito, è bellissimo! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse YOKO, ma la realtà sospesa è un qualcosa di forte in me...

      Elimina
  4. Aspettiamo tutte la seconda puntata!!! Brava!! :)

    RispondiElimina
  5. questavolta l'applauso te lo faccio io clapclap clap veramente eccezzionale

    RispondiElimina
  6. Cara Patalice, ci lasci sempre nel più bello!!!
    i tuoi racconti ci fanno aspettare la seconda puntata un po con frenesia, dunque avanti in fretta cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione TOMASO, mi piace la sospensione della narrativa per come la vedo, per come mi penetra, alle volte a discapito di un senso che abbia senno

      Elimina
  7. se sei convinta di essere una gran scrittrice, sappi che ti sbagli di grosso... queste quattro righe non verrebbero prese in considerazione nemmeno da un editore che pubblica dei romazetti armony...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. almeno io ANONIMO ho il coraggio di metterci la mia faccia...
      e non dimentichiamo che gli "Harmony" hanno pubblicato centinaia di migliaia di copie...

      Elimina
  8. ...ed ora attendo il seguito, a me è piaciuto molto!!!
    Un abbraccio!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh beh LORY ti dirò che visto il vostro calore potrei partorire un post...

      Elimina
  9. Oh, un anonimo... oh, una stronzata!
    ma ancora non sono passati di moda i troll?!

    vabbè, bellissimo Pata.. però non puoi lasciarci così sul più bello!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diceva il saggio "parlatene bene, parlatene male, basta che se ne parli" MICOL... Che ci vogliamo fare?!

      Elimina
  10. Sono contenta di averti incontrato , ora ti seguo su Blogloving
    Siamo anche vicine io sono della Valle Camonica.
    Un caro saluto :-)))

    RispondiElimina
  11. Bellissimo,,, ce un seguito,,,,,spero di si. Un abbraccio e buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A questo punto non lo escludo EDVIGE, grazie!

      Elimina
  12. Risposte
    1. Muchas gracias APPRENDISTA, beccati come sono international!

      Elimina
  13. Che bello leggerti così scrittrice! ♥
    Anche io ogni tanto ci provo a buttare giù un racconto ma la cosa più difficile è dare il seguito alle cose vero?
    Spero ci sia!
    Un abbraccione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti a me l'inconpiutezza da quel sollievo da "non pensate è meglio di così, ma così lo sospendo in modo da mettermi in piazza ma fino a un tot" MIRTILLO...

      Elimina
  14. Ma la colazione dopo la riunione col capoarea? E' stato in riunione dall'alba? O colazione intesa come pranzo? Comunque mi piaci come scrivi.. forse limerei u po'.. ma in fondo.. scrivo anche peggio.. ;)) p.s. a proposito.. quella non lo molla, sicura...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cosa limeresti LAMPOUR?! Mi interessa davvero!

      Elimina
  15. E iol seguito? devi continuarlo lo sai, io voglio sapere, ahhhh :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. EFFE COCO suona come una minaccia, come posso esimermi!?

      Elimina
  16. Perdonami ma nn ricordandomi se già ti seguivo cn gfc o no, ti ri-seguo :)

    RispondiElimina
  17. Ma non sapevo che tu scrivessi anche racconti :D
    Spero tu decida di continuare perché è un inizio davvero promettente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siccome il tuo stile KASSANDRA mi piace un bel po', leggo al commento con animo gioioso assai!

      Elimina
  18. grazie di essere passata da me, ricambio con piacere e leggo con interesse....a presto !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un ricambiare piacevole di passaggi e di grazie CHIARA...

      Elimina
  19. A me piace moltissimo proprio per il finale sotteso: lo trovo perfetto così, senza un altro dettaglio.

    RispondiElimina

Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!