venerdì 16 agosto 2013

...di ferragosto, scendere e salire, salire e scendere...

La piccola Patalice non ha il pollice verde.
Ha comprato [ed assassinato] due stirpi di aromi da cucina, innumerevoli orchidee post matrimonio e gerani. 

Patalice non ama la natura.
Non sono un'incendiaria boschiva, ne una picconatrice di piante secolari, però non abbraccio alberi e non mi beo dei profumi boschivi... 
Ho allergie che ammazzerebbero rinoceronti, altroché! 

Patalice lovva il cemento. 
Che detto così non è meraviglioso, ma la realtà e che pensavo a me stessa come ad un fiore che è cresciuto [e vuole continuare a crescere] tra l'asfalto ed il cemento. 

Dovendo scegliere così, senza saper leggere ne scrivere, senza badare a lavoro famiglia e budget, mi trasferirei domattina a Iseo, un paese meravigliosamente lacustre. 
Un paese considerato triste e malinconico, vecchio o per vecchi addirittura, ma che mi accoglie sempre in modi eccezionali.
Io mi ci sentirei divinamente bene, forse perché sono vecchia dentro, ma non da oggi, mi son sempre sentita vecchia dentro e sto benone nei panni di me stessa, perché cambiare? Iseo sarebbe solo ed esclusivamente la cornice di un quadro che ha colori che non sono semplici e leggeri, in una tela che è difficile ed a tratti complicata!
E perché non accogliere il tutto compreso? 
Essere me stessa, poter un giorno stare nel posto dove mi sento di essere.

Menata time passo e chiudo.

Sono sul divano con R-Dog, guardo la tivù, sento la lavatrice lavare le lenzuola, mi rimiro lo smalto blu delle unghie e non riesco a non smettere di far correre cervello e pensieri a destra e a sinistra.

Ferragosto non è la festa di metà estate, in realtà preludia proprio alla fine di essa, le temperature che si abbassano e le giornate drasticamente accorciatesi, però si usa festeggiare con tanto di fuochi d'artificio, come se da domani [oggi!] partisse il secondo tempo di una strepitosa stagione... 

Io sto passando un'estataccia [ormai lo sapete, risapete, trisapete, che ve lo ripeto affà?!] quindi la mia voglia festeggiante è sotto zero...
Però mi sono fatta convincere ad una giornata di biciclettata sul Mincio, con Brivido, i miei genitori ed una coppia di loro amici.

E' stato un ferragosto piacevole, niente discese ardite e risalite, troppo sole e qualche chiacchiera che fa piacere fare, ma che non si sa dove porterà.

Ma a proposito di bicicletta, discese ardite e risalite, ho fatto una scontata e banalissima riflessione di quelle da 0 a 0, ovvero che dopo la fatica di una salita c'è la piacevolezza della discesa.
E' quando parti e torni in determinati luoghi, se fai una discesa subisci inevitabilmente la salita e se vai in salita poi avrai la tua ricompensa con la discesa... 

La vita è così.
Tu scendi, in corsa con la bici che prende velocità ed il vento che mi scompiglia tutta, respiri aria, troppa aria molta più di quella di cui abbisogni, e ti senti quasi felice.
Ma la pagherai...
E come se la pagherai!
Tornando indietro sarai in salita, il sudore misto alla fatica, mista alla difficoltà continua... 

La vita è fatta così, e che sia un'ovvietà lo so io pure, senza bisogno di tanti giri pindarici di parole... 

Per chi cerca il suo posto nel mondo, per chi inconsapevolmente lo trova lo stesso, per chi accetta di perdersi per poi ritrovarsi...

Siamo così, quelli che staffano faticosamente sulle rive di un fiume che non conosciamo, e che ha strade scoscese e dirompenti che si sa dove iniziano e non dove finiscono... 

9 commenti:

  1. Patalice ferragostanamente "aforismica".

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  2. Iseo è in effetti piuttosto triste come paese, ma anch'io mi ci trasferirei per fare il pescatore.... e dio solo sa quanto odi la pesca :D

    la soddisfazione della salita però non te la da solo l'appagante e divertente discesa successiva, ma anche la sensazione di avercela fatta, di aver raggiunto un obiettivo che sembrava irraggiungibile con le proprie misere forze!!

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  3. Hai molta ragione. La felicità la sconti sempre. Però ecco, io l'ho scontata tutta, adesso la salita potrebbe pure finire, e che ciufoli.
    Non ricordarmi che l'estate sta finendo che me povera deve ancora partire per vacanze , sigh.
    Io ho il pollice d'amianto e parecchie allergie, like u. Però la natura mi garba ssai.

    Bacio Socia del mio cuore

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  4. Ho comprato 4 o 5 piante carnivore. Giuro che ci mettevo tutta me stessa per farle vivere bene, come cristiani! Ma queste morivano dopo qualche mese.
    Pffff.

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  5. Con le piante e la natura penso di essere più brava di te, con le metafore non saprei.. la bicicletta ispira proprio a quanto pare!

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  6. Cara Patalice rieccomi, dopo il ferragosto, per augurarvi un buon fine settimana, un abbraccio.
    Tomaso

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  7. Bella e vera riflessione. Anche a me il ferragosto ha ispirato seghe mental...ehm, considerazioni esistenziali. Io, montanara per nascita ma sicuramente non per vocazione, ultimamente sto riscoprendo la bellezza del sentieri piano. Che va avanti, piano ma regolare, avanti, mangari senza grandi sbalzi in su o in giù, ma costante e sicuro. E si va lontano. :-)

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  8. Interessante questo modo diverso del concetto ruota-che-gira. E forse, più verosimile. Siccome è da un po' che io vado in salita, direi che aspetto a momenti di arrivare alla mia meritata discesa. E anche -con un "pizzico" d'acidità e cattiveria, ovviamente visualizzo in maniera nitida le persone a cui mi riferisco- che chi è andato a mille in discesa, adesso si becchi una bella salita... :P

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  9. Io non trovo triste Iseo...però non c'ho mai abitato, eh. Mi sa che io sono proprio anziana:D gran bel post, comunque:))

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!