lunedì 14 gennaio 2013

I fiori del paradiso

Marco non fu un uomo particolarmente bello, ma quando lo conobbi io, aveva giusto qualche anno meno di mia nonna.

Aveva modi gentili, ed un sorriso comprensivo.

Non era invadente, e tantomeno pesante; di vecchio e degli aggettivi che si danno alla vecchiaia, Marco aveva poco a che fare.

Aveva conosciuto il dolore peggiore per un padre quando Roberta aveva scelto di cogliere i fiori, lei che l'aveva fatto da sempre, in quell'angolo interrogativo che è il paradiso. 
E non aveva potuto piangerla a dovere, perché la moglie, una neonata bambina strutta da un male che non si può curare, era da accudire.

Marco fece abbastanza amore da tenere la sua compagna accanto a lui, nonostante essa non volesse altro che cercare foglie d'acacia per i bouquet creati dalla sua bambina.

Dio ascoltò le preghiere della sua compagna, e si prese Lui il compito di fare abbastanza amore, riconsegnando la madre alla figlia.

Marco accettò sereno, sapeva che le sue donne ora erano felici, insieme.

Marco sapeva riconoscere la morte, l'oscura signora aveva avuto un pedante sguardo puntato su di lui e sulla sua famiglia; quindi, quando iniziò a chiamarlo da lontano, lui non ne fu stupito. 
Sapeva, e accettava, perché aveva imparato a farlo, forse per questo sembrava ancora un uomo sereno. Nonostante tutto.

Salutò chi doveva, avendo cura che nessuno si sentisse escluso, ma con tanta elegante intelligenza da far sentire speciali quelli che lo meritavano.

Se ne andò solo, tra il rammarico di chi lo amava, e non si faceva bastare le consolazioni di rito, e nella morte trovò una pace seria.

Mi piace pensarlo a cavalcioni delle nuvole, intento a cogliere le rose, che sono i fiori che preferisce.
Mi piace pensarli insieme, loro tre che fanno ancora più amore, e se lo regalano.


Venerdì mattina è venuto a mancare Marco, lo zio che ha cresciuto Paparotto Gigiotto.
Dovevamo sfruttare il regalo di natale, e partire per il weekend solo noi 3.
Non mi importa di Ponte di legno, mi importa di aver dovuto leggere il dolore di un figlio che seppellisce il padre.

A me di Marco resta il profondo rispetto nei confronti del prossimo, e della famiglia, la sua, che così tanto lo aspettava. E mi resta l'insegnamento dell'amore, quello vero che non è a metà tra ciò che si deve fare e ciò che si vorrebbe. Ma è l'amare ciò che si fa senza sentirlo come un dovere.

Questi primi atti del 2013 non sono stati bellissimi, ferite profonde nello spirito ed anche nell'anima.
Ma ho imparato che il bicchiere mezzo vuoto, come quello mezzo pieno, alla fine va svuotato, sta a noi decidere se bere acqua di fogna o bere latte al cioccolato.

26 commenti:

  1. Carissima Patalice è in questo momento che vi sono vicina.. Mi dispiace davvero per la vostra perdita ma di una cosa puoi star tranquilla: è proprio come desideri tu di vederlo.. circondato di TANTO amore!

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    1. Ne sono assolutamente convinta VALERIE...

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  2. principessa.......
    io sò già che il tuo bicchiere saà pieno di latte al cioccolato, anche se a volte fai fatica a berlo.
    la vita , spesso, ci mette davanti ostacoli, prove, dolori....ma noi ci rialziamo ogni volta!
    dura, durissima in certi casi.........sappi che anche se non vicino a te fisicamente, il mio abbraccio è vero e sincero!♥♥♥

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    1. Si NADIA, vivere e combattere per il migliore dei domani, non sempre è una cosa semplice. Ma io non perdo piglio positivo e voglia di...

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  3. Ciao...
    Mi dispiace per quel che è successo, il tuo post è molto sentito ma anche pieno di positività.

    Buona giornata :)

    Moz-

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    1. È la mia missione MOZ, il mio regalo a me stessa la mia positività!

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  4. Povero Paparotto Gigiotto chissà che dolore... Pata vi sono vicina anche a distanza... Ora, non c'entra nulla, anche io ho perso la persona che mi ha cresciuto ed è un dolore inimmaginabile... stategli vicino...

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    1. Si invece che c'entra, conosci il dolore che viviamo EVA, ed anche se ognuno soffre a suo modo, grazie per la solidarietà!

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  5. Un virtuale (quanto ahimè inutile) abbraccio!
    V.

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    1. Delle volte, per quanto possa apparire inutile OMMIODIOMISPOSO, è una concreta consolazione

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    1. ...ed io ti tengo stretta MISANTROPHIA!

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  7. Il tuo modo di raccontare... sa di poesia...
    ciao Lieta

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  8. Bellissimo post per quella che sembra essere stata una bellissima persona.

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    1. In effetti PESA, resterà nella memoria proprio come una persona speciale!

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  9. In questi momenti di dolore non si può che stare tutti accanto e sorseggiare insieme una tisana che scaldi il cuore e rilassi lo spirito. Prima o poi tornerà ad essere pieno questo bicchiere. Un abbraccio

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    1. Io amo i bicchieri pieni di cose deliziose BERRY, grazie...

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  10. I momenti come quello che stai vivendo sono pieni di tristezza e nostalgia ma sanno anche insegnarti tante cose. Le persone che ami te le porti sempre nel cuore e lì hanno il loro posto speciale. Sono loro che riempiranno il tuo bicchiere di latte al cioccolato quando avrai sete. :)
    Ti abbraccio forte.

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    1. Sono fortunata... Io ho sempre sete! Grazie GUESSWHATINLOVE

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  11. Un altro grande, affettuoso abbraccio mia cara Pata.
    Un saluto al tuo Marco.
    Il paradiso dev'essere un posto davvero interessante se è pieno di così belle persone.

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    1. ...che altro possiamo pensare PRINCESS S? Credere nel paradiso è una chiave antisconforto!

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!