lunedì 15 ottobre 2012

...l'uccello...

Era una notte buia e tempestosa.

Non é vero!

Era un pomeriggio soleggiato e senza macchia, uno di quei pomeriggi in cui le nuvole giocano a far le ritrose, ed il cielo in cui abiti sembra pittato da mano sicura e monocromatica.

Sarebbe poetico e fiabesco ricondurre un tetto così ad una musica di violoncelli lontani, un incarnato di melodia che carezza... ma non c'era altro che il truzzo di turno, con l'auto radio rubata ad una discoteca, e lo stesso identico cd stupratore, che penetra l'orecchio e la testa, violando con l'impazzare dei watt.

Ai piedi un agglomerato appiccicoso e rassicurante, fango e foglie secche, autunno e pioggia che raffrontandosi danno vita ai cliché delle strade sterrate impantanate. Sporcano ma un sorriso buono muore sulle labbra increspandosi in un pensiero dolce, la stagione è arrivata.

Calzare scarpe costose è stato un azzardo, non una cattiva idea, solo un contrattempo che fa apprezzare il tempo perso, si cammina più cautamente, ci si prende cura di un bene materiale, che ha valore ma che nel mezzo del tutto, così più infinitamente immenso, sembra un'accuratezza così inutile...

Chi si aspetta un alito di vento che discosti il soprabito color crema, immaginario di chissa quali promesse, rimane deluso: l'aria è pungente, ma non sferza, si avverte e ci avverte, mettendoci al riparo dalle nostre idee estive, senza però diventare monito invadente.

Una donna con tacchi vertiginosi, costosi ed affilati, un trench che ha una sua storia da raccontare, ed un paio di agili snelle gambe che spuntano da quest'ultimo, cammina con la testa alta e lo sguardo di chi non conosce la destinazione, ma il viaggio lo affronterà senza titubanza.

Il vecchio all'angolo vende mangimi per gli sparuti pennuti che si preparano a migrare; é un'ottimista con una buona probabilità di ragione innanzi a se: i suoi amici torneranno, è solo questione di tempo. Ma nel frattempo non disdegna di coccolarli particolarmente, affinché possano non scordare che "casa" è quella frazione di parco che si dipana attorno a lui.

"Sono ancora qui" riflette la voce modulata. "È presto- risponde lui - devono ancora decidere il momento giusto. Due giorni di nubi plumbee non fanno l'autunno." "Neppure le foglie secche?" "No - sorride - le foglie sono dispettose e sgraziate, la danza che sembrano fare nel discendere dagli alberi, non è che il goffo tentativo di risalire. Sono viziate. Fanno tanto per essere cullate, avvizziscono ingiallendo pur di diventare secche ed inconsistenti, e poi? Quando il loro desiderio diventa reale, ed il vento sospinge il giallo, si scoprono pavide e rimpiangono ciò che conoscevano, la vista di cui godevano, il vigore che le nutriva." La signora estrae uno specchietto, il vecchio le vede il sorriso e sorride a sua volta. Sereno. Calmo. "...quindi - accenna la voce - l'uomo è una foglia per certi versi. La ricerca alla "cosa migliore" non si esaurisce, non ha fondo finché non si rende conto che non si è goduta il viaggio, non se lo gode per far posto alle emozioni del futuro, incespica nel suo presente senza prestagli attenzione, e si ritrova infine insoddisfatto, per non aver dato modo a se stesso di conoscere il piacere di vivere." Il sorriso non si spegne sulle labbra del vecchio, se possibile la radiosità lo fa suo: "Esatto! Per molti è così. Gli altri li chiamiamo saggi perché comprendono, e la comprensione non è merce così ammanita." La signora chiude lo specchio e guarda ai pennuti: "Sei un saggio tu?" "No. Ho aspettato che i miei amici tornassero in primavera, ed ho trascorso il tempo con loro attendendo fosse il momento che loro se ne andassero. In autunno li ho visti andar via, col rimpianto di non aver approfittato del tempo insieme. Il mio limbo è un anfiteatro d'attesa, sono stato sulle rive di un fiume in cui non ho rinfrescato le membra, non ho pescato per assaggiare le delizie ittiche, non ho nuotato per cercare linee di confine. Ho sprecato ed ho rimpianto, ho rinnegato ed implorato tempo. Sono un diabolico perseveratore."

Il trench si alza all'altezza del seno, un sospiro pieno, la consapevolezza sul volto immobile.

Il vecchio annuisce.
Un'ultima manciata di mangime.
Il saluto estremo con l'intimo quesito, arriveranno gli uccelli in paradiso... Ed io?

La signora che si accompagna al vecchio non sente la pioggia che inizia a cadere, è arrivato il momento,
Gli uccelli sono pronti a migrare.

26 commenti:

  1. molto bello... continua così, anche se ho visto un "sè" senza accento...

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    1. Non per giustificarmi ma scrivendo dall'iPhone si perde qualche peculiarità ALICE.... Comunque grazie

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  2. bellissimo post scrivi molto bene complimenti:)
    se ti va passa da me un bacione!
    http://laborsadimarypoppins.blogspot.it/

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    1. Grazie LA BORSA DI MARY POPPINS, non mi spiacerà fare un salto da te

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  3. A me è piaciuta molto la riflessione sul fatto che calzare scarpe costose è stato un azzardo andato bene!

    Bello

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    1. ALE l'azzardo può rappresentare qualcosa che ha un profumo particolarissimo...

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  4. Bella storia, ci è piaciuta la metafora degli uccelli.
    Brava!
    Le Jene

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    1. JENE alle quali piacciono pennuti?! Non c'è più religione!

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  5. La riflessione sul senso della vita paragonato alle foglie mi è piaciuta tantissimo, come la differenza di concepire l'esistenza della donna e del vecchio che alla fine sono entrambi prigionieri di se stessi.
    Brava Patalice.

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    1. E di un comune destino MELINA... Grazie

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  6. wow!!ho fatto un giro con voi e con scarpe belle e costose,indossavo anche una bel cappellino!!;)

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    1. Verde bosco o viola intenso EMY, vero?

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  7. Ognuno rinchiuso nel proprio loop personale. Ognuno con la sua realtà, così come quella donna e il vecchio.
    Adoro il tuo modo di scrivere...lo adoro.

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    1. Sei davvero troppo gentile JUSTVICKY, la scrittura è per me liberazione dal profondo

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  8. Già dall'intestazione,questo blog mi è piaciuto subito! :)
    il post è bellissimo!e hai ragione..le calorie non fanno ingrassare,fanno godere!!la mia filosofia di vita ;D
    un bacio :**
    http://coccoepapaya.blogspot.it/

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    1. ...ed imparato VALERIACOCCOPAPAYA, è la ricetta della felicità! A prestissimo

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  9. sono pazza di te! ti seguo a bestia, ho già letto 4 tuoi post tutti d'un fiato...un bacio e complimenti davvero adoro il tuo modo di scrivere
    p.s. grazie per essere passata da me ;)

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    1. Beh ma ANTONELLA, come posso non ringraziarti?! Davvero carinissima!

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  10. scrivi molto bene e quel che conta di più in maniera intelligente... credimi , mettere le due cose insieme non è affatto facile.complimenti.

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    1. Ho tentato in tutte le salse di far prevalere la mia beltà, sai sogno di fare la velina, sposarmi con un calciatore e farmi ingravidare da un ballerino, ma mi hanno precedute molte... Così DAMIANO, ho provato a farmi valere con altre doti... ;-) scherzi a parte, grazie di cuore

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  11. mi è piaciuto tantissimo quello che hai scritto ..

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    1. Esperimento KATYA, felice davvero ti sia piaciuto!

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  12. Come sei poetica, con una vena malinconica....molto brava, complimenti!
    Baci

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    1. La malinconia DOLCEMERINGA, ci trattiene quando il cuore vorrebbe poter balzar fuori, soprattutto dal dolore... Grazie

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Sappiate che vi leggerò.
Non sarò sempre d'accordo con voi, battibeccheremo come galline in un pollaio!
...ah, non chiedetemi di seguirvi, non lo faccio se non mi convincete davvero, sono una FOTTUTISSIMA SNOB!