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che sapore ha... la FELICITA'?

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Zucchero filato. Caramelle gommose. Nutella sul pane toscano. Torta di mele. Zucca al forno. Cotoletta. Patate fritte. Pop corn. Gelato pistacchio e nocciola. Sushi. Cioccolata calda con panna. Mela caramellata.
Sono le cose che mi piacciono di più. Le cose che quando mangio mi brillano gli occhi, tanto quanto mi viene l'acquolina in bocca. Perché possono essere belle da fiaba, quanto buone da morire.
La felicità ha un sapore che lo riconosci, perché ti lascia la bocca buona, e la voglia di averne ancora. Non è una cosa che puoi avere sempre, o che devi prendere perché “fa bene”, è una cosa che quando la vuoi ci deve essere.
La felicità è esattamente così.
Che io ho passato un’adolescenza volutamente tormentata, a pensarla un talento, ma poi ho capito che era una missione, e non so se è meglio o peggio, ma so che può dipendere da me quindi tanto male non mi sembra.
Mi piace che le cose che abbiano un sapore. Me le fa sentire indistintamente vere, corpose, esistenti. E la felicità…

...c'è scritto oggi, ma è stato ieri...

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Oggi sono stata felice.

FELICE con le lettere maiuscole.
Tutte le lettere maiuscole.

Per una fatta come me è una cosa enorme,
una cosa straordinaria.
Addirittura inattesa.

Si, perché io e la felicità abbiamo questo rapporto d'amore ed odio,
che ve lo raccomando...

E' un po' come tra Duffy Duck e Bugs Bunny,
si sopportano poco e si stanno sui nervi molto,
eppure si cercano reciprocamente...

Ecco,
io e la felicità facciamo così.
Io sono incazzosa e parlo strano come il papero,
lei è paracula ed ha sempre un asso nella manica come il coniglio.

Ma torniamo a parlare di oggi.
Oggi avevo la prima gara di corsa agonistica:
un trail di 10 chilometri, sali scendi spaccagambe tra i monti,
che mi ero ripromessa di finire in meno di 2 ore.

...per i profani voglio sottolineare che è un tempo da pippa,
ma io sono estremamente pippa,
ergo ho scelto di trovare il compromesso tra essere il meno pippa possibile,
senza mettere a repentaglio le mie già sfigatissime condizioni di salute.

E ce…

Il femminismo alle millenial

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Pensavo che le favolose millenial, osannate sulla carta patinata come icone del tempo che vivono, non godranno del privilegio di conoscere i fatti imprescindibili dell'esistenza, attraverso i (gran) bei serial 00; quelli che hanno formato le trentenni come la sottoscritta.

Ed è un vero peccato.
Prendete due pilastri importantissimi, nella costruzione di qualunque identità di donna degna di questo nome: la solidarietà e l'amicizia femminile.
Ora spiegatemi, tra heaters, invidie e "Guardiani della Galassia", che propinano sorelle in guerra tra loro, come possono apprendere, le ventenni, i basilari di un vivere volto al pinkpower!
I M P O S S I B I L E
Eppure sono cose che vanno apprese, se non si vuole incappare nel rischio di emanciparsi da una società fallocentrica, dentro la quale emergere è possibile, solo sotto dubbio di una fellatio.
Fatta. Mai ricevuta.
Prendete la donnina che è in me: nella primissima giovinezza, appena smessi i panni in sintetico, vagamente ma…

...come il primo amore: non si scorda mai!

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Se l'ultimo tatuaggio è una chimera, il primo è una certezza.

Arriva un momento, nella vita di qualsiasi persona, in cui succede una cosa grossa, ma talmente grossa, che ti viene voglia di averla addosso, di non perderla mai di vista, di sentirla dentro perché si rispecchi fuori.

E ti fai un tatuaggio.

C'è chi ha, potenzialmente, già nel DNA la passione per l'inchiostro, c'è chi lo vede ancora come la trasgressione che non è più, e poi ci sono quelli che scoprono di volerlo fare...e sono i più fortunati di tutti!

Io avevo 19 anni quando ho fatto il mio primo tatuaggio.
Un tribale dietro il collo.
Volevo farlo da mesi, ma ho aspettato un'occasione speciale.

Perché quando fai una cosa per la prima volta, non la vuoi buttare via, vuoi dargli una luce speciale, un faro che abbia la sbrilluccicanza che non sai spiegare, e che quindi è quello il momento.
E' lui.

La mia maturità, ed il rischio di perdere la SuperMamma.
Due validi motivi lasciati alle spalle, che vole…

cosa significa "diventare grande"...

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La SuperMamma me lo dice da una vita che con l'età i gusti cambiano.

Ma io, da perfetta interpretazione del ruolo di figlia quale sono, mi sono erta contro questa idea, sostenendo io proprio fossi fatta di un'altra pasta. 
Povera piccola idiota. 
Aveva ragione mia madre. E sappiate che lo scrivo solo perché sono forte della consapevolezza che lei non mi legge.

Eppure i gusti cambiano con l'età.
E' un dato di fatto inequivocabile, che mi fa pure sentire un pochino vecchia... manca solo che scriva "ai miei tempi" e siamo a bolla!

* Non uscirai mai senza trucco.
* Ti piaceranno i gioielli.
* Andrai a casa degli altri, e noterai se è sporca o no.
* Metterai la biancheria coordinata.
* Ti piaceranno massaggi e trattamenti estetici leziosi.
* Ti appassionerai a cause che potrebbero non darti nulla.
* L'amicizia delle donne avrà un peso maggiore.
* Stimerai persone che hanno la vita che vuoi, anche se non è perfetta.
* Ti metterai sempre più al primo posto.
I gus…

frugando qua e là

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E' morto Fantozzi.
Lunedì.
Era prevedibile Fantozzi morisse di lunedì.
Lui parlava della sfiga dell'uomo comune, così come Max Pezzali cantava delle menate della mia adolescenza, era doveroso morisse nel giorno in cui le persone normalmente odiano l'esistenza, il mondo, il suono del campanello, la vicina di casa, e la commessa che non ha la nostra taglia di quella maglietta FO-TO-NI-CA!

Ah si a tal proposito, cosa moooooooolto importante, nel weekend sono iniziati i saldi.
Che dite?
Sono dissacrante?
Si possono inserire morte e shopping in due notizie a tre righe di distanza?

Mah...
Fattostà che ho fatto pochissime spese coi saldi.
Notevole a dir poco, perché gli facevo il filo da mesi, un sandalo verde smeraldo che mi donerà pazzescamente fino a quando avrò quest'abbronzatura caraibica.

Abbronzatura che abbandonerà questo spettacolare color biscotto, per virare su un rosso sbruciacchioso che mi farà disdicevolmente paonazza... e tutto questo per un farmaco bastardo a…

Fastidiosa consapevolezza

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Probabilmente è più che normale che le persone non siano fatte della stessa pasta.

Anzi, ho sempre sostenuto fosse un bene.
Poi, però, mi sono imbattuta nel loro menteccatesimo di bassa lega, e mi sono resa conto che il mio livello di accettazione reale, è così scandalosamente basso, che dovrei fare ammenda sulla mia, trascorsa, apertura concordante.
La gente fa schifo. Punto.
Possiamo star qui a pettinare tutte le bambole che volete, la realtà è che ha ragione il sagace ottantenne che viene a fare ginnastica rieducativa dal Paparotto Gigiotto, e che l'altro giorno mi ha detto: viviamo tempi ignobili!
La gente sembra ignorare l'incidenza di una parola cattiva, sputata sulla vita degli altri; forse perché ci hanno abituati a quella strafottenza laconica, che fa fare spallucce di fronte all'altrui opinione; ma la verità è che nessuno è immune alla delusione, di fronte all'umana abitudine di colpire con il chiaro intento di ferire.
L'utopica idea, secondo la quale, s…